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martedì 4 gennaio 2011

Bus scolastico del Quebec

Le colpe del libero pensatore? (“L'invenzione del cristianesimo”) 255

Non credere ai venditori di fumo, voler ragionare con la sua testa e insegnare agli altri a fare altrettanto. Una vera empietà per i bigotti di tutte le religioni.
Socrate fu condannato a morte per questo.

Lo accusarono di corrompere i giovani, solo perché insegnava loro a non credere alle panzane degli dèi. Gli stolidi ateniesi che lo condannarono erano convinti di essere dalla parte della verità. Oggi, noi sappiamo che erano soltanto degli stolidi assoluti e che i loro dèi erano delle chimere.

Abbattere lo strapotere che esercitano sulle masse e i sui politici settari i grandi capi religiosi nei Paesi di tutto il mondo sarà una battaglia lunga, aspra e difficilissima. I grandi stregoni si opporranno con ferocia, scateneranno il popolo bue, facendo leva sulle sue morbosità feticistiche, costringeranno i politici a stare dalla loro parte col ricatto di negar loro il voto.

I mass media, che cavalcano la morbosità e la stupidità popolare, come le tivù spazzatura e molti giornali, saranno sicuramente dalla loro parte per coprire di insulti e di minacce i liberi pensatori, accusandoli di ogni ignominia.

Infine, come suprema arma di ricatto, questi millantati ministri religiosi predicheranno che l'umanità, senza dio, sarà punita dell'ira divina. Quando nel 2004 lo tsunami ha ucciso migliaia di persone, i più fanatici pastori protestanti d'America hanno additato quel cataclisma come una prova tangibile dell’ira di dio per l’aborto, l’idolatria e l’omosessualità imperanti.

Lo stesso fecero per l’inondazione di New Orleans nel 2006. Perfino la distruzione del World Trade fu attribuita alla resa dell’America all’omosessualità e all’aborto.

E molti americani hanno creduto a queste panzane. Dar la colpa dello tsunami ai peccati e non ad uno spostamento della placca tettonica dimostra quanto è grande l'imbecillità umana.

Socrate

lunedì 3 gennaio 2011

Un autentico boomerang le critiche del Vaticano de «Il cimitero di Praga» di Umberto Eco.

Grazie alle critiche del Vaticano «Il cimitero di Praga» di Umberto Eco, pubblicato in edizione italiana da Bompiani lo scorso 29 ottobre, nel quale trova largo spazio l’antisemitismo dei gesuiti ottocenteschi, va a gonfie vele.

«Con le critiche arrivate da L’ Osservatore Romano il mio libro è riuscito a vendere 100.000 copie in più. Francamente - ha detto Eco divertito - non capisco come un lavoro come questo, con un protagonista così antipatico come il capitano Simonini, abbia già venduto 600.000 copie nel mio paese. Forse sono diventati tutti matti».

Nell'articolo di Lucetta Scaraffia, pubblicato su “L'Osservatore Romano”, il libro di Eco viene definito un feuilleton nel quale tutti coloro che compaiono, a vario titolo, sono orrendi, sporchi e compromessi con il male. Anche i mazziniani, i socialisti, i repubblicani, i massoni.

Il risultato è un libro pesante, in cui l'esilità della trama, non riesce a sostenere il macigno di troppi complotti. Secondo la Scaraffia l'unico intento dello scrittore è fare sfoggio di una sterminata erudizione storico-letteraria, come negli altri romanzi, e dare prova di abilità intellettuale nel mettere insieme dei pezzi di storia con episodi inventati.

Anna Foa, l'altra articolista del giornale vaticano, dedica anch'essa un ampio dossier al nuovo romanzo di Umberto Eco rilevando che i personaggi e le vicende che appaiono nel libro sono tutti rigorosamente storici, tranne il capitano Simonini, l'unico personaggio inventato.

Ma è costui, il vero protagonista del romanzo, “l'artefice di tutti i principali falsi del secolo, dal bordereau che fa condannare il capitano Dreyfus ai famosi Protocolli dei Savi di Sion, con cui si chiude il libro, e si presenta come falsario di mestiere, spia, doppiogiochista, più volte assassino e coinvolto in tutte le vicende più intrigate e oscure del tempo.

Un'incarnazione perfetta del complotto, dal momento che passa l'intera vita a complottare, tra massoni, gesuiti, garibaldini, russi, ebrei. Tanto doppiogiochista che ha addirittura due personalità, una ignara dell'altra, entrambe cattivissime, però: due mister Hyde, non un Jekyll e un Hyde”.

Comunque il romanzo di Eco, nonostante le critiche del Vaticano, per merito della sua sterminata erudizione storico-letteraria, per la sua trama avvincente, per l'intreccio abile e i personaggi appassionanti, anche se odiosissimi, si rivela un ottimo canale di conoscenze storiche che rimarranno facilmente impresse nella memoria ancor meglio che dallo studio di un testo rigorosamente storico.

Il dileggio delle religioni nei confronti dei liberi pensatori (“L'invenzione del cristianesimo”) 254

La tesi sostenuta in questo libro che per imprimere un radicale salto di qualità alla convivenza umana bisogna urgentemente far piazza pulita di tutte le millenarie menzogne che ottenebrano la mente e ostacolano il vero progresso umano e civile, è un pugno nello stomaco per la massa dei bigotti, abbarbicati nel vecchio oscurantismo, e una autentica empietà per tutti i sedicenti ministri divini, che nella religione hanno ravvisato lo scopo supremo della loro vita.

Si ritengono i depositari della verità unica e assoluta e sono disposti a tutto per difenderla, soprattutto perché essa garantisce loro un formidabile strumento di potere, di prestigio e di benessere economico.

Naturalmente, chi propone che l'uomo si liberi, finalmente, dal suo oscurantismo, viene da costoro, e dalla masse da loro plagiate, considerato un cattivo maestro, un corruttore, un pervertitore.

I tre monoteismi hanno sempre avversato il libero pensatore con odio assoluto, lo hanno etichettato con gli epiteti più ignominiosi e considerato una persona obbrobriosa, immoralista, amorale, empia. Dalla Chiesa è chiamato anche ateo, miscredente, agnostico, irreligioso, areligioso e gli vengono riconosciute tutte le malvagità e le perversioni.

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Informazioni personali

Leo Zen vive in una cittadina del Veneto di forte tradizione cattolica e usa uno pseudonimo volendo evitare possibili disagi dal momento che scrive opere rigorose e documentate ma fortemente dissacratorie e in controtendenza. Finora ha pubblicato tre saggi: L'INVENZIONE DEL CRISTIANESIMO (Editrice Clinamen – Firenze – 2003 – 3^ed.), IL FALSO JAHVE' (Edizioni Clinamen – Firenze – 2007), LA “MALA” RELIGIONE (Editrice Uni- Service – Trento - 2009) e il romanzo storico IN NOMINE DOMINI (Prospettiva editrice – Civitavecchia - 2008)