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sabato 2 aprile 2011

Il dio biblico (La “mala” religione) 43

Se, analizzando le leggende bibliche, prendiamo in considerazione il comportamento seguito da Jahvè nei riguardi dei nostri mitici progenitori, scopriamo che non fu conforme a quello di un padre “buono e amoroso”, come ci si aspetterebbe da un Essere Perfetto, ma a quello di un tiranno spietato e crudele.

Infatti alla coppia primordiale proibisce, con durezza, di toccare il frutto dell’albero della conoscenza, che le avrebbe consentito di aprire gli occhi e distinguere il bene dal male. Si tratta di un diktat iniquo: optare per l’obbedienza cieca che garantisce una ebetica ed eterna felicità, o per la conoscenza e l’intelligenza, legate, però, alla sofferenza e alla morte.

Tra l’imbecillità felice e la mortalità intelligente, Adamo sceglie l'imbecillità. Eva no, sceglie il sapere, pronta a pagarne le conseguenze: la durezza della vita quotidiana, la tragicità del destino, la fatica del lavoro, il dolore della maternità e l’impero della morte.

Quindi è Eva, come Pandora, il simbolo dell'intelligenza curiosa e creativa. Adamo, poverino, fa la figura del tonto che non solo non sa scegliere tra l'intelligenza e l'ottusa imbecillità, ma addirittura si lascia infinocchiare dalla compagna, molto più evoluta e volitiva. Ma è solo Eva, l'adescatrice, a pagarne lo scotto in termini religiosi e morali

venerdì 1 aprile 2011

In Irlanda le autorità religiose sospendono il modulo per effettuare la defezione formale dalla Chiesa cattolica.

In seguito alla forte indignazione suscitata per i numerosi casi di pedofilia scoppiati nel Paese e soprattutto per le pesanti accuse dell'opinione pubblica verso l'omertà mostrata dalla Chiesa irlandese nel perseguire i suoi preti pedofili, le defezioni formali dal cattolicesimo («actus formalis defectionis ab Ecclesia Catholica»), sono esplose in tutta l'isola coinvolgendo centinaia di migliaia di fedeli.

Il sito irlandese Count Me Out, che distribuiva i moduli da compilare è stato preso d'assalto (più di mezzo milione di richieste), ma sul più bello ha dovuto sospendere la distribuzione dei moduli e la sua attività a causa di un comunicato della Chiesa cattolica irlandese che annunciava il rifiuto dell’accoglimento delle richieste di defezione.

Ma perché questa improvvisa decisione della Chiesa cattolica irlandese di sottrarsi alle dichiarazioni di defezione? Forse perché quest'atto assume per la Chiesa irlandese un aspetto gravissimo in quanto si prefigura come una rinuncia totale ai sacramenti, cioè rappresenta una «rottura dei vincoli della comunione ecclesiastica», equiparabile allo sbattezzo italiano.

Quindi un «atto di vera apostasia», per il quale il codice canonico prevede dure conseguenze (inclusa la scomunica). La Chiesa cattolica irlandese ha emesso un comunicato che dice: “Non sarà più possibile la defezione formale dalla Chiesa Cattolica”.

Forse un tentativo di temporeggiare sulle dichiarazioni di defectio che arrivavano a valanga e in attesa dell'istituzione di un registro per l'annotazione di chi esprime il desiderio di distaccarsi dalla Chiesa con un atto meno formale della dichiarazione di apostasia.

Miti e leggende dell'Antico Testamento (La “mala” religione) 42

Anche la leggenda delle torre di Babele (altra punizione divina) è di origine babilonese; infatti Babele, che vuoi dire “Porta di dio”, era il nome ebraico per la città di Babilonia.

Probabilmente, la leggenda si riferisce alla torre fatta costruire dal re assiro Assarhaddon (ca. 681- 665 a.C.), quando occupò la città. Più che una costruzione si trattò della ricostruzione della ziggurat consacrata al dio Marduk, che era rimasta in rovina per secoli a seguito di una serie di incidenti attribuiti alla collera del dio.

Le somiglianze con la torre di Babele sono fin troppo evidenti: il nome, l'interruzione della costruzione per i molteplici incidenti attribuiti dal popolo al dio Marduk, l'ubicazione.

Tutti gli studiosi, e anche molti biblisti, oggi riconoscono che il racconto si ispirava a quest'evento storico (Oates, J., Babylon, Thames and Hudson, London, 1979 pag. 143).

Senz'altro, queste leggende furono aggiunte alle scritture giudaiche durante o dopo l'esilio babilonese, che non durò complessivamente molto, appena mezzo secolo, abbastanza però perché i deportati ebrei assimilassero parte dei costumi locali e assorbissero leggende che appartenevano alla cultura orientale, trasferendole pari pari nella Bibbia.

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Informazioni personali

Leo Zen vive in una cittadina del Veneto di forte tradizione cattolica e usa uno pseudonimo volendo evitare possibili disagi dal momento che scrive opere rigorose e documentate ma fortemente dissacratorie e in controtendenza. Finora ha pubblicato tre saggi: L'INVENZIONE DEL CRISTIANESIMO (Editrice Clinamen – Firenze – 2003 – 3^ed.), IL FALSO JAHVE' (Edizioni Clinamen – Firenze – 2007), LA “MALA” RELIGIONE (Editrice Uni- Service – Trento - 2009) e il romanzo storico IN NOMINE DOMINI (Prospettiva editrice – Civitavecchia - 2008)