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martedì 17 maggio 2011

Timothy M. Dolan

Le fonti del cristianesimo (La “mala” religione) 79

Ultima considerazione importante: i Vangeli danno la netta sensazione di non rivolgersi agli ebrei ma ai pagani. Anche in questo caso basti, come esemplificazione, l’istituzione dell’eucaristia, che, come abbiamo visto in precedenza, fu inventata da Paolo adottando un rito misterico, molto diffuso e praticato nei culti pagani teofagici, ma orrendamente sacrilego e blasfemo per gli ebrei.

Nonostante quanto abbiamo detto, ci sono molti studiosi cattolici che si ostinano ad attribuire, almeno due Vangeli, agli apostoli. Mi riferisco soprattutto al Vangelo di Giovanni, ritenuto l’apostolo omonimo.

A parte le considerazioni fatte sopra sulla povertà intellettuale degli apostoli, che nel caso di Giovanni striderebbero ancor più, tenendo conto che il suo Vangelo presuppone, oltre che una conoscenza letteraria del greco, anche una cultura approfondita della filosofia ellenistica del Logos, c’è da tener presente un altro aspetto: Giovanni avrebbe dovuto scrivere questo Vangelo verso i novant’anni, la qual cosa non sembra tanto probabile.

lunedì 16 maggio 2011

Libertà e dignità nella vita e nella morte

L'imminente approvazione del ddl Calabrò ripropone all'attenzione di tutti il problema della barbarie di certe posizioni ideologiche, assunte dal nostro parlamento, che sottomettono i diritti dell'uomo a principi che ignorano l'autodeterminazione e la dignità umana sancite dalla nostra Costituzione per sottostare all'ideologia religiosa.

Nella fattispecie il ddl in questione parte dall'assunto ideologico che l'uomo, in quanto voluto e creato da Dio, dovrebbe abbandonarsi alla Sua Volontà per quanto concerne i tempi e modi in cui la vita ci verrà tolta. Ciò in nome di un essere supremo, assolutamente inventato ai primordi della civiltà e accettato pedissequamente senza essere mai stato dimostrato e che la nostra Costituzione laica ignora.

Tale tipo di atteggiamento sancisce il principio che la persona non può decidere sul suo fine vita, ma deve sottostare ad una legge, decisa dalla maggioranza parlamentare, che la vita non appartiene al cittadino ma a qualcun'altro.

Al soggetto è permesso suicidarsi (ammesso e non concesso che lo possa fare immobilizzato in un letto d'ospedale!) ma non di decidere se la sua qualità di vita sia compatibile con la dignità di essa. Un'auctoritas religiosa o statuale, nella persona giuridica di un medico o di una commissione, deciderebbe quindi “per lui”.

La rivendicazione personale di una qualità della propria esistenza tarata in base ai “propri” principi esistenziali viene negata d'autorità in nome di un'ideologica quantità di vita, che, al giorno d'oggi, la medicina può protrarre quasi all'infinito.

Con ciò violando uno dei punti fondamentali della Costituzione, laddove recita che ogni cittadino è “libero” di autodeterminarsi salvo che ciò rechi danno ad altri” e che «la libertà personale è inviolabile» (Parte I, Titolo I, Art.13).

Una legge che impone una sopravvivenza “non voluta”, è quindi chiaramente illegittima anche se approvata dal 100% del Parlamento, ed è anche totalmente immorale. Infatti impone ad una persona, in condizioni di grave sofferenza fisica o spirituale, di dover subire il perpetuarsi della propria sofferenza come una vera e propria tortura fisica o mentale.

Tutto ciò ci fa comprendere come l'Italia non sia ormai più un Paese laico ma cripto-teocratico perché si legifera in base ad ideologie religiose che sono chiaramente contrarie alla Costituzione e ai più elementari diritti umani e civili sanciti dalla Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo, dalla Carta dei Diritti Fondamentali dell’Unione Europea, firmate dall'Italia ma non dal Vaticano.

Sen. Raffaele Calabrò

Le fonti del cristianesimo (La “mala” religione) 78

I Vangeli hanno alcune caratteristiche fondamentali che li accomunano. Anzitutto sono tutti scritti in greco e almeno in un caso: il Vangelo di Giovanni, in un greco colto.

Ora sappiamo che gli apostoli erano dei semplici popolani, quasi sicuramente analfabeti. Ciò ci fa intuire che nessuno dei Dodici può essere considerato autore di uno di questi Vangeli scritti in greco. Inoltre, la narrazione di gran parte degli avvenimenti evangelici è spesso imprecisa e confusa riguardo ai luoghi, alle usanze, alla terminologia, agli avvenimenti stessi e alle leggi giudaiche.

Il che fa presupporre che chi scriveva non solo non avesse assistito ai fatti ma neppure conoscesse la geografia e le usanze ebraiche, quindi non fosse nemmeno un ebreo (e tanto meno un apostolo).

A riprova di quanto detto, possiamo osservare anche che sia nei Vangeli Sinottici, sia soprattutto in quello di Giovanni, si trovano pregiudizi fortemente antisemiti, introdotti allo scopo di far ricadere sul solo popolo ebraico l’infamia di aver assassinato il figlio di dio e scagionare del tutto i romani, che furono invece i veri responsabili della sua condanna.

D.J. Goldhagen1 ne rileva una quarantina in Marco, ottanta in Matteo, centotrenta in Giovanni, centoquaranta negli Atti degli Apostoli. Nel Vangelo di Giovanni, Gesù stesso afferma che gli ebrei hanno «per padre il diavolo» (Giovanni 8, 44).

Con la storica frase di Matteo: “Pilato(…) presa dell’acqua, si lavò le mani davanti la folla: “Non sono responsabile, disse, di questo sangue; vedetevela voi!” E tutto il popolo rispose: “Il suo sangue ricada sopra di noi e i nostri figli” (Matteo 27, 24-25), ha avuto inizio l’antisemitismo che ha trasformato i figli d’Abramo in una genia di perfidi deicidi, perseguitati e sterminati fino a pochi decenni or sono nel mondo cristiano. Quale ebreo avrebbe scritto cose simili! Solo dei gentili potevano averlo fatto.

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Informazioni personali

Leo Zen vive in una cittadina del Veneto di forte tradizione cattolica e usa uno pseudonimo volendo evitare possibili disagi dal momento che scrive opere rigorose e documentate ma fortemente dissacratorie e in controtendenza. Finora ha pubblicato tre saggi: L'INVENZIONE DEL CRISTIANESIMO (Editrice Clinamen – Firenze – 2003 – 3^ed.), IL FALSO JAHVE' (Edizioni Clinamen – Firenze – 2007), LA “MALA” RELIGIONE (Editrice Uni- Service – Trento - 2009) e il romanzo storico IN NOMINE DOMINI (Prospettiva editrice – Civitavecchia - 2008)