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mercoledì 2 maggio 2012

Il giudizio di Salomone


Le Lettere (“L'invenzione del cristianesimo”) 102


Le Lettere furono per Paolo un potente mezzo di evangelizzazione. Gliene sono attribuite tredici ma alcune sono considerate falsi o manipolazioni di discepoli, come vedremo nella quinta ed ultima parte dell'opera. Costituirono i primi documenti del Nuovo Testamento ed esercitarono una grande influenza sulle comunità cristiane da lui fondate.

Esse trasudano di formule dedotte dal lessico religioso pagano e denotano una fortissima influenza dell’Ellenismo, del Platonismo, della Stoa e perfino dall'Epicureismo, oltre che dai culti misterici. A dimostrazione che Paolo aveva assimilato molti concetti della filosofia greca.

La prima lettera scritta verso gli anni 49-51 a Corinto, fu indirizzata ai Tessalonicesi che attraversavano particolari momenti di difficoltà, soprattutto sotto il profilo morale e della parusia. Dopo averli spronati ad un maggior rigore etico, specie nel campo sessuale, egli affrontò la grave questione dell'attesa apocalittica del ritorno del Risorto, ritenuto imminente da tutti i credenti e anche dallo stesso Paolo.

Quell'attesa spasmodica aveva creato delle situazioni paradossali; molti, infatti, avevano venduto tutti i loro averi per essere liberi da preoccupazioni materiali, e abbandonata ogni tipo di attività, erano scivolati in un ozio pernicioso nell’attesa imminente del Risorto.

Paolo cercò di superare queste preoccupazioni (in gran parte ingenerate da lui stesso con la sua predicazione), spiegando che la parusia poteva anche tardare, secondo i piani imperscrutabili del Signore, e invitando tutti ad attendere alle normali occupazioni della vita, rifuggendo dall'ozio malefico.

San Paolo


martedì 1 maggio 2012

L'otto per mille? Una truffa sempre più grande a vantaggio della Chiesa sempre più ricca


La Chiesa cattolica attraverso i numerosi spot neo-surrealisti che girano in questi giorni sui canali televisivi commerciali invita gli italiani a donarle l'otto per mille, facendo credere che la somma raccolta sarà destinata ad opere assistenziali, cioè a soccorrere i bisognosi.

È una delle tante menzogne che essa propina spudoratamente ai suoi fedeli. L’immagine evangelica della Chiesa dei poveri è una metafora che appartiene alla mitologia, ma che non ha un riscontro oggettivo nella realtà. Infatti l’ingente patrimonio mondiale dì Santa Romana Chiesa, gestito dal potere politico più autoritario della terra, costituisce la più mastodontica multinazionale del globo che rende il Vaticano lo Stato più ricco del mondo che niente mai dona ai poveri.

Ma allora dove esattamente finiscono gli ingenti introiti della Chiesa italiana con l'otto per mille (a prescindere degli altri infiniti rivoli di sussidi che riceve da Stato, Regioni e Comuni) ? Nel 2011 su un miliardo e 119 milioni di euro arrivati nelle casse ecclesiali con questa tassa iniqua solo una piccola percentuale è stata destinata a interventi caritativi (dati Cei). Le opere umanitarie che vengono realizzate servono più che altro a dare un’immagine di facciata, una parvenza dietro la quale poter operare indisturbatamente nell’ambito affaristico.

Le cifre ufficiali della C.E.I. ammettono che il 46% dell’incasso viene destinato alle esigenze del culto (adunate oceaniche, viaggi papali, ecc. ecc.), e il 34% al sostentamento del clero e ad altre esigenze molto materiali, tra le quali spicca l’edilizia di culto, ovvero la manutenzione del cospicuo, lussuoso patrimonio edilizio di proprietà della Chiesa. Soltanto il residuo 20% ad interventi caritatevoli. Ma gran parte di quest’ultima percentuale è destinata all’Opera Missionaria, e quindi a un lavoro di propaganda e proselitismo in aree non cristiane del mondo.

Per le opere assistenziali del nostro Paese, sempre più povero, soltanto briciole, quindi. Ma il colmo è che buona parte degli oltre 40 milioni di euro che i contribuenti italiani devolvono allo Stato con l’otto per mille, vanno surrettiziamente a finire comunque alla Chiesa sotto forma di restauri di edifici ecclesiastici. Per il nostro Colosseo, invece, forse il monumento antico più importante del mondo, si è dovuto aspettare – per anni – l’intervento dei privati, un attimo prima che crollasse per l’incuria.

Nonostante la sua immensa ricchezza in continua espansione la Chiesa cattolica non solo in Italia, dove si stima che sia proprietaria di almeno il 20% del patrimonio immobiliare, e dove secondo l’Uaar arriva a beneficiare di almeno 6 miliardi di euro l’anno, ma anche in Spagna e in Irlanda, Paesi fortemente cattolici, riesce a strappare privilegi sempre più cospicui e scandalosi.

In Irlanda ad esempio, oltre a ricevere ingenti finanziamenti pubblici, con la recente approvazione dell’imposta sulle proprietà immobiliari, voluta dal ministro Phil Hogan, è stata esentata per le attività commerciali, nonostante possieda un patrimonio immobiliare sterminato. Si stima più di 10mila tra case, scuole, sale, negozi e altre attività lucrative. Proprio come in Italia, dove da mesi si tentenna sull’applicazione dell’Imu.







La reazione di Gerusalemme allo scisma paolino (“L'invenzione del cristianesimo”) 101


Intanto a Gerusalemme Sila aveva informato prontamente la comunità cristiana, diretta da Giacomo, circa gli stravolgimenti che Paolo stava attuando e questa era subito corsa ai ripari inviando in Asia e in Grecia messi incaricati di visitare i cristiano-ellenisti e gli ebrei della diaspora, che avevano aderito alla parusia. Costoro, approfittando delle assenze dovute ai suoi frequenti viaggi missionari, si insinuarono nelle comunità paoline con lettere degli apostoli, per «arginare la dottrina fuorviante di Paolo».

Tra i Galati si precipitarono «quelli di Giacomo»; a Corinto, i seguaci di Pietro. Paolo reagì con estrema durezza a questa invasione di campo e accusò gli inviati degli apostoli di predicare un Vangelo falso, mossi dall'invidia, dall'odio e dalla discordia e li maledisse ripetutamente.

Nella seconda Lettera ai Corinzi scrive sarcastico: «Genti di tale conio sono falsi apostoli, operai imbroglioni, che di Apostoli del Cristo hanno soltanto la maschera. E non c’è da meravigliarsi: infatti, lo stesso Satana assume la maschera di Angelo della Luce» (2 Corinzi 11,13 e sgg.).

Per contrastare più efficacemente l'offensiva di Gerusalemme e per consolidare nella sua fede le comunità cristiane da lui costituite ricorse allora alla sua proficua produzione epistolare che tanto influenzerà i futuri Vangeli canonici.

San Paolo


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Informazioni personali

Leo Zen vive in una cittadina del Veneto di forte tradizione cattolica e usa uno pseudonimo volendo evitare possibili disagi dal momento che scrive opere rigorose e documentate ma fortemente dissacratorie e in controtendenza. Finora ha pubblicato tre saggi: L'INVENZIONE DEL CRISTIANESIMO (Editrice Clinamen – Firenze – 2003 – 3^ed.), IL FALSO JAHVE' (Edizioni Clinamen – Firenze – 2007), LA “MALA” RELIGIONE (Editrice Uni- Service – Trento - 2009) e il romanzo storico IN NOMINE DOMINI (Prospettiva editrice – Civitavecchia - 2008)