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venerdì 13 settembre 2013

Adolf Von Harnack


martedì 10 settembre 2013

La Gnosi. (Parte terza) 69

Prima però di delineare la nuova figura del Cristo Gnostico è necessario chiarire, sia pure sommariamente, i postulati epistemologici sui quali si fondava lo gnosticismo, soprattutto quello sviluppatosi alla scuola d’Alessandria per influsso di Filone, filosofo ebreo contemporaneo di Cristo, che ebbe largo seguito nel primo cristianesimo.

Il mito centrale dello gnosticismo filoniano, che derivava da un antico movimento religioso che assommava speculazioni cosmogoniche, riti misterici e mistica devozione, si basava su un rigido dualismo: Dio e Mondo, Spirito e Materia che si contrapponevano perlopiù in modo inconciliabile. Dio e Spirito erano concepiti assolutamente buoni, la Materia radicalmente cattiva.

In base a questo rigido dualismo Dio era concepito come una sorgente di luce posta al centro del cosmo da cui si dipartivano miriadi di entità incorporee (scintille divine) essenzialmente spirituali, chiamate “Eoni”. Questi Eoni, allontanandosi dalla sorgente di luce divina, subivano una specie di collasso ontologico, si rivestivano di materia corruttibile e piombavano nelle tenebre. L'ultimo eone, l'anima umana, incarnandosi nel corpo materiale, dimenticava la sua origine divina e diventava di conseguenza schiavo del dolore, del male e della morte.

Ma la scintilla divina, presente in ogni essere umano, sentiva un anelito possente a ricongiungersi al Dio Padre da cui era partita. Ecco quindi l'esigenza di una fede ragionata (gnosi) che permettesse all'uomo di liberarsi della schiavitù della materia, di riprendere conoscenza della sua natura divina e risalire a Dio attraverso gli insegnamenti di un Logos Salvatore.

Secondo gli gnostici ad aiutare l'uomo al ricongiungimento con la luce divina sarebbe sceso in terra un Redentore, primogenito di Dio, che dopo aver insegnato agli uomini la via della liberazione, sarebbe sceso nell'Ade e poi asceso in cielo.


Evidentissima analogia con la cristologia della preesistenza. L’uomo celeste, il Redentore e Rivelatore, venne da molti gnostici dei primi quattro secoli immedesimato nella persona di Gesù, considerato il modello perfetto dell'uomo spirituale inviato da Dio sulla Terra per un puro gesto d'amore e dotato di una natura essenzialmente unica e spirituale. Per il teologo e vescovo Valentino, il massimo maestro gnostico del secondo secolo, anche la carne di Cristi era composta di spirito (Tertulliano, De Carne Christi, XV, 1, Rizzoli, Milano, 2000).

Valentino gnostico


venerdì 6 settembre 2013

La Gnosi. (Parte seconda) 68

Sotto l'influsso della gnosi ai primi tre Gesù delle origini del cristianesimo (quello storico nazireo-esseno-zelota, crocifisso da Pilato, quello pseudo resuscitato atteso nella parusia e, infine, quello teologico, fatto assurgere da Paolo a figlio di Dio) ne fu aggiunto un quarto: il Gesù gnostico che a differenza degli altri tre che avevano avuto un'origine terrena e carnale, negava la sua terrenità non essendosi mai incarnato, ma sceso dal cielo come puro spirito, sotto parvenze umane, inviato come Logos da Dio per redimere l'umanità.

Di esso la massa dei cristiani, e forse anche molti ecclesiastici, sono completamente all'oscuro perché la Chiesa, fin dal quinto secolo, ha provveduto a cancellare ogni traccia che lo riguardasse.


Oggi, dopo la fortunosa scoperta nel 1945 a Nag Hammadi, in Egitto di una piccola biblioteca di 52 codici, quasi tutti gnostici, risalenti a più di 1500 anni fa, tra i quali importantissimi: il Vangelo di Tommaso, il Vangelo di Filippo, il Vangelo di Maria Maddalena e quello pubblicato recentemente (aprile 2006) come Vangelo di Giuda Iscariota, che forniscono la prova dell'esistenza di un cristianesimo ben diverso da quello che è giunto fino a noi, il Cristo Gnostico è diventato di grande attualità per gli studiosi. Vale le pena perciò di darne un breve cenno.

Nag Hammadi, codici gnostici


martedì 3 settembre 2013

La Gnosi. (Parte prima) 67

La scarsa originalità del Cristianesimo e la sua profonda affinità con forme religiose precristiane spiega la grande influenza che su di essa esercitò, nei perimi secoli della nostra era, una originale tendenza mistica che va sotto il nome di Gnosi.

Soprattutto due grandiosi miti greci hanno influenzato il Cristianesimo in modo assai profondo: il mito del Dio divenuto uomo, che soffre con gli uomini e muore (redenzione), e il mito dell’anima prigioniera e della sua liberazione ad opera di un redentore divino (gnosi).

La Gnosi (conoscenza), un insieme di speculazioni cosmogoniche, di antichissimi riti misterici e di mistica devozione, fu un possente movimento religioso fondato su una segreta rivelazione, i cui seguaci cercavano la salvazione con la contemplazione visionaria, l’estasi e i sacramenti, più che con una disposizione razionale dell’intelletto. Benché sostanzialmente diversa, essa possiede in molti tratti un’affinità tanto pronunciata col Cristianesimo, che per molto tempo venne considerata una sua
filiazione, e precisamente un’«eresia» del II secolo.

Fu solo agli inizi del XX secolo che la Gnosi venne riconosciuta come una religione autonoma, che in principio nulla ebbe a che fare col Cristianesimo, cui è antecedente, e del quale, anzi, nei suoi tratti fondamentali è notevolmente più antica.

L’origine di questo fenomeno estremamente complesso, è oggetto di notevoli controversie. Molti studiosi individuano la sua prima origine nell’Ellenismo, altri la ricercano in Egitto e a Babilonia, ma soprattutto in Iran, altri ancora nel sincretismo giudaico ( vedi Filone Alessandrino, il massimo cultore ebraico). Come il Cristianesimo, anche la Gnosi è una religione sincretistica, vale a dire una mescolanza di elementi diversissimi di culti orientali, di contributi religiosi babilonesi, egiziani, persiani,greci ed ebraici.


Filone Alessandrino


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Informazioni personali

Leo Zen vive in una cittadina del Veneto di forte tradizione cattolica e usa uno pseudonimo volendo evitare possibili disagi dal momento che scrive opere rigorose e documentate ma fortemente dissacratorie e in controtendenza. Finora ha pubblicato tre saggi: L'INVENZIONE DEL CRISTIANESIMO (Editrice Clinamen – Firenze – 2003 – 3^ed.), IL FALSO JAHVE' (Edizioni Clinamen – Firenze – 2007), LA “MALA” RELIGIONE (Editrice Uni- Service – Trento - 2009) e il romanzo storico IN NOMINE DOMINI (Prospettiva editrice – Civitavecchia - 2008)