È
opinione pressoché unanime che il monoteismo abbia avuto origine,
venti secoli prima di Cristo, col patriarca Abramo e che da lui si
sia ininterrottamente tramandato, attraverso il popolo ebraico, fino
al cristianesimo che lo ha ereditato.
La
Bibbia (Genesi 12, 1-7 e 17, 1-14) ci dice infatti che Abramo in due
occasioni – a settantacinque e a novantanove anni – stipulò con
l'Eterno il Patto dell'Alleanza col quale lo eleggeva a suo unico Dio
e, in premio della sua assoluta sottomissione e fedeltà, ricevette
la promessa che sarebbe diventato il patriarca del popolo eletto e il
possessore, per diritto divino, della Terra di Canaan.
Oggi
la storiografia considera la leggenda del mitico patriarca Abramo un
pia preistoria e spiega che gli scribi e i sacerdoti che procedettero
alla stesura della Bibbia, al tempo di re Giosia nel sesto secolo
a.C., volendo dimostrare che il popolo ebraico discendeva da un unico
capostipite ed era originario di Ur, un'antica città
storicamente e religiosamente importante,
posero retrospettivamente Abramo, un autorevole capo-tribù amorreo
vissuto molti secoli prima e tramandato dalla sua gente come una
leggenda, a capostipite di tutto Israele e a fondatore del monoteismo
e del Patto dell'Alleanza. Ma non fu Abramo il vero iniziatore del
monoteismo biblico, che è a fondamento dell'Ebraismo e del
Cristianesimo, e tanto meno l'unico progenitore delle dodici tribù
d'Israele. La prerogativa di avere trasmesso agli ebrei il monoteismo
spetta invece a Mosè, il liberatore di quella parte del popolo
d'Israele che era schiavo in Egitto. Non però il Mosè semita,
salvato dalle acque e che incontra Dio nel roveto ardente, bensì il
Mosè gran sacerdote e principe egiziano, iniziato alla teologia dei
grandi misteri e sostenitore del monoteismo del faraone Akhenaton,
suo parente e contemporaneo.
Questo
libro mira a raccontare la vera nascita del monoteismo non basandosi
soltanto sulla documentazione biblica, che come vedremo è in gran
parte leggendaria e quindi poco attendibile, ma su quella
extrabiblica che possiamo ricavare da antichi documenti egiziani,
greci e latini. Mira, inoltre, ad evidenziare la parabola involutiva
che il monoteismo andò incontro quando fu trasmesso al popolo
ebraico prima e al cristianesimo poi. Infatti il monoteismo dei
grandi misteri egizi, che rappresentò la
più alta forma di religiosità espressa dall'uomo lungo tutta la sua
storia, e che in origine era riservato a pochi eletti, quando venne
trasmesso da Mosè a un popolo rozzo, incolto e abbruttito da secoli
di schiavitù, quale era la schiera di semiti da lui adottata, si
ridusse dal concetto del Dio-Tutto: universale, astratto,
spirituale, anonimo, invisibile e al di fuori dalla portata della
comune ragione umana, a quello di un Dio
infinitamente minore, quale ci viene trasmesso dalla Bibbia:
teistico, personale e nazionale, di esclusiva appartenenza cioè al
popolo ebraico e quindi sganciato da ogni connessione con il concetto
originario di divinità universale e assoluta. Col cristianesimo poi
il Dio-Uno si è trasformato in un
Dio-Trino e con l'introduzione del
culto della Madonna e di una pletora di santi si è ulteriormente
involuto in una forma di politeismo mascherato.
Per
poter dimostrare la genesi e l'involuzione del monoteismo trasmesso
da Mosè ripercorreremo, per sommi capi, la storia del popolo
d'Israele come ci è stata tramandata dalla Bibbia e quindi
riesamineremo anche questo sacro testo evidenziando la sua origine e
le finalità che lo hanno fatto nascere, nonché tutte le incongruità
storiche e teologiche che lo caratterizzano.
Dato
quanto sopra esposto è superfluo spiegare che la Bibbia non sarà
qui considerata un libro rivelato, come continuano a ritenerlo gli
ortodossi ebrei e cristiani e alcune sette protestanti, ma un libro
solo e prettamente umano, scritto per esaltare tutte le
istanze teologiche, storiche e sociali degli antichi israeliti.
I
vari momenti che caratterizzano la storia d'Israele verranno
esaminati sotto due punti di vista: quello aderente al racconto
biblico e quello che possiamo ricostruire basandoci sugli antichi
documenti extra-biblici e i più recenti
studi storico-filologici, nonché sulle ultime scoperte archeologiche
che hanno rivoluzionato le nostre conoscenze riguardo la storia
d'Israele e hanno chiarito il momento storico preciso in cui è nata
la Bibbia ebraica e le circostanze teologiche che l'hanno
determinata.