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giovedì 14 gennaio 2016

La dottrina della transustanziazione fu totalmente ignota nei primi secoli del cristianesimo. 243

Secondo la fede cattolica, la trasformazione del pane e del vino nel corpo e nel sangue di Gesù, durante il rito eucaristico, non avviene simbolicamente ma realisticamente e sostanzialmente. Ma il dogma della transustanziazione, secondo il quale le parole del sacerdote producono una «metamorfosi» che, invisibilmente, trasforma il pane e il vino nel corpo e nel sangue di Cristo, era sconosciuto nei primi secoli del cristianesimo. Fino a tutto il III secolo, la recitazione delle parole dell’ultima Cena, con sfumature diverse nelle singole comunità, non intendeva realizzare la presenza effettiva del Cristo, ma semplicemente richiamarne il ricordo.

Il pensiero ecclesiastico della transustanziazione, fece la sua prima comparsa presso alcuni «eretici», per l’esattezza presso la setta degli gnostici valentiniani, seguaci del vescovo Valentino. Allora la Chiesa, per bocca del suo più eminente teologo, Sant’Ireneo, condannò tale metamorfosi sostanziale nell’eucaristia come un crasso equivoco popolaresco.

Ma nel IV secolo si sviluppò nella Chiesa occidentale la convinzione che la pronuncia delle parole della formula determinasse la consacrazione del pane e del vino. La cosa, però, non fu condivisa da tutti e suscitò per secoli aspre dispute. Papa Gregorio VII, entrato nel merito, evitò di pronunciarsi con chiarezza. Soltanto sotto il Papato di Innocenzo III, tale dottrina fu elevata a dogma nel Quarto Concilio Laterano nel 1215 e chiuse tutte le dispute.

Secondo la dottrina cattolica la "metamorfosi", cioè il miracolo della transustanziazione, per verificarsi richiede che il celebrante pronunci la formula consacratrice in maniera corretta, completa e chiara, e solo dopo pronunciata l'ultima parola la trasformazione avviene. A similitudine dei riti pagani nei quali le parole formulari pronunciate dai sacerdoti venivano recitate in un sussurro, anche il prete deve pronunciarle sottovoce perché l’efficacia della cerimonia dipende dall’esatta riproduzione verbale dei testi sacri e dal seguire l'esatta metodologia.

Mi domando, quanti sono i fedeli (e gli ecclesiastici) che oggi conoscono le complicate e contrastanti vicende che hanno dato origine a questo dogma fondamentale del cristianesimo?


S.Ireneo


martedì 12 gennaio 2016

3 – Il falso Jahvé. Il mitico patriarca Abramo. 2

La Bibbia fa Abramo originario di Ur, potente e ricca città della Mesopotamia, chiamata Ur dei Caldei. Questa denominazione dell'antica città, derivata dalla tribù Khaldu, è però posteriore di settecento anni (1200-1300 a.C.) alla Ur di Abramo (2000 a.C.). Prova evidente, questa, che l'estensore della Genesi ignorava che al tempo di Abramo Ur non era ancora una città caldea.. La scelta di Ur come luogo di nascita di Abramo, non fu casuale da parte degli scribi che inventarono la sua leggenda. Ur godeva infatti grande prestigio in tutta la regione quando, intorno alla metà del sesto secolo a.C., il re caldeo babilonese Nabonedo ne fece un importante centro commerciale e religioso. Il riferimento alla «Ur dei Caldei» come luogo di origine di Abramo, il progenitore della nazione, avrebbe dunque offerto agli ebrei radici culturali di grande antichità e prestigio e li avrebbe collocati in una posizione di superiorità rispetto ai popoli minori che si erano sviluppati nelle regioni circostanti, incolti e sottosviluppati. Aspirazione massima questa di discendere da luoghi di grande tradizione storica da parte di tribù nomadi e pastorali, prive di un retroterra nazionale.
Siccome gli amorrei non erano solo mercanti che tenevano in mano il commercio per via di terra dal Mare Inferiore (Golfo Persico) al Mare Superiore (Mar Mediterraneo), ma anche pastori e all'occorrenza razziatori, la loro dimora spirituale e reale durante l'inverno e la primavera d'ogni anno, era sotto le tende delle loro tribù nel deserto occidentale. Anche Abramo, come ci lascia intuire la Bibbia, trascorreva lunghi periodi dell'anno seguendo le pecore, le capre e gli asini da soma nelle lunghe migrazioni per la valle dell'Eufrate e oltre, fino al Mediterraneo. D'estate, magari, trafficava nel Karum, il porto franco commerciale di Ur, per acquistare le merci da trasportare con la sua carovana. Ur era allora il principale porto d'entrata di tutte le ricchezze dell'Oriente. Sappiamo che Abramo era figlio di Terah, il quale commerciava idoli di terracotta da lui fabbricati e portava il nome del Dio Luna, la divinità più importante di Ur che si chiamava appunto Terah o Sin (C.L.Woolley, Abraham. Recent Discoveries and Hebrew Origins, pagg. 196-199).
È facile congetturare che tutta la famiglia, all'inizio, fosse dedita all'idolatra e venerasse le divinità sumeriche maggiori ma anche quelle minori, tipiche di ogni tribù e famiglia, com'era nelle usanze di Ur. Infatti molte case avevano una cappelletta in cui si custodivano, con gelosa familiarità, gli dèi della casa che d'inverno, nel deserto, diventavano gli dèi della tenda, geni protettori del focolare simili ai Lari e ai Penati romani.



venerdì 8 gennaio 2016

2 – Il falso Jahvé. Il mitico patriarca Abramo. 1

La triade attorno cui ruota la storia d'Israele, e che sta alla base dell'intera Bibbia ebraica, comprende Abramo, Mosè e David. Abramo il capostipite etnico, Mosè il liberatore e il legislatore, e David il primo re che unifica le dodici tribù d'Israele e fonda il regno unito, divenuto, per l'immaginario collettivo ebraico, il prototipo messianico del regno di Dio in Terra.
Di Mosè e David parleremo ampiamente nel proseguo del libro. In questo capitolo ci prefiggiamo di mettere a fuoco Abramo, il leggendario patriarca che secondo la Bibbia fu il fondatore del monoteismo. Il resoconto biblico della sua vita è la brillante storia di una famiglia e al contempo di tre grandi nazioni di cui Abramo è considerato capostipite.
Insieme alla sorellastra Sara, sua legittima moglie, Abramo generò Isacco, il padre delle dodici tribù d'Israele; con la schiava egiziana Agar generò Ismaele, capostipite dei dodici gruppi di ismaeliti; infine, con Chetura, sposata dopo la morte di Sara, diventò l'antenato di sedici gruppi protoarabi semiti. Ma non è tutto. Abramo è considerato anche il capostipite delle tre religioni monoteiste mondiali, chiamate per l'appunto abramitiche: l'Ebraismo, il Cristianesimo e l'Islam.
Pur non potendo essere considerato un personaggio storico nel senso stretto del termine, essendo menzionato soltanto nella Bibbia che fu scritta molti secoli dopo di lui, possiamo ammettere che Abramo sia in realtà esistito, e questo perché sappiamo con quale cura la tradizione delle genealogie e della storia tribale veniva trasmessa oralmente tra i popoli analfabeti.
Che però Abramo sia anche il patriarca fondatore dell'intero popolo d'Israele, degli ismaeliti e dei protoarabi, nessun storico è disposto ad ammetterlo. Così come nessuno può affermare che sia stato il fondatore del monoteismo. Stando alla Bibbia, lo possiamo al massimo ritenere un monolatra o un enoteista, come vedremo tra poco. Egli fu senz'altro un capo-tribù amorreo, vissuto al tempo della fondazione dei regni amorrei lungo l'Eufrate e alla comparsa in massa di nomadi in Palestina. La sua figura fu scelta dagli scribi di re Giosia per fungere, come capostipite, da elemento unificatore delle tradizioni settentrionali e meridionali, collegando nord e sud d'Israele.


giovedì 7 gennaio 2016

Nel cristianesimo primitivo l’eucaristia non veniva celebrata in modo unitario. 242

Le comunità cristiane primitive erano indipendenti e autonome le une dalle altre ed oltre a riferirsi a vangeli propri, spesso molto differenti tra loro, celebravano anche il rito eucaristico in modo diverso. Ad esempio, gli Acquari nordafricani, i Marcioniti e gli Encratiti celebravano l'eucaristia usavano solo il pane e l'acqua, sia per ragioni ascetiche, sia perché l’assunzione di vino di primo mattino era considerata sconveniente. Era anche diffusa una forma di eucaristia con l’utilizzazione di pane, d’acqua e di verdure. Addirittura i Montanisti la celebravano con pane e formaggio.

Quando la Chiesa si istituì in forma ufficiale, gli ingredienti eucaristici furono esclusivamente il pane e il vino, che i fedeli portavano da casa. Secondo un’usanza, testimoniata fin dai tempi di Omero, con la quale si riservavano agli dèi parti delle vittime sacriflcali, il pane veniva spezzato in un certo numero di frammenti da distribuire ai fedeli, ma alcuni di questi venivano posti da parte per Maria e per i Santi. La tradizione pagana era sempre presente nel rito cristiano.

Il digiuno preeucaristico, sempre praticato nei culti misterici e nel giudaismo, che attribuivano grande significato all'astensione dai cibi prima del servizio divino, a poco a poco si impose anche ai cristiani ma fu definito un dovere a partire dal Sinodo di Cartagine del 397.



La concezione di un’effettiva trasformazione delle sostanze del pane e del vino nel corpo e nel sangue di Cristo, cioé il pensiero ecclesiastico della transustanziazione, come vedremo nel prossimo post, era del tutto sconosciuta nel cristianesimo primitivo e diventerà dogma soltanto nel quarto Concilio Laterano nel 1215, sotto il Papato di Innocenzo III.

Papa Innocenzo III


martedì 5 gennaio 2016

1 – Il falso Jahvé - Prefazione

È opinione pressoché unanime che il monoteismo abbia avuto origine, venti secoli prima di Cristo, col patriarca Abramo e che da lui si sia ininterrottamente tramandato, attraverso il popolo ebraico, fino al cristianesimo che lo ha ereditato.
La Bibbia (Genesi 12, 1-7 e 17, 1-14) ci dice infatti che Abramo in due occasioni – a settantacinque e a novantanove anni – stipulò con l'Eterno il Patto dell'Alleanza col quale lo eleggeva a suo unico Dio e, in premio della sua assoluta sottomissione e fedeltà, ricevette la promessa che sarebbe diventato il patriarca del popolo eletto e il possessore, per diritto divino, della Terra di Canaan.
Oggi la storiografia considera la leggenda del mitico patriarca Abramo un pia preistoria e spiega che gli scribi e i sacerdoti che procedettero alla stesura della Bibbia, al tempo di re Giosia nel sesto secolo a.C., volendo dimostrare che il popolo ebraico discendeva da un unico capostipite ed era originario di Ur, un'antica città storicamente e religiosamente importante, posero retrospettivamente Abramo, un autorevole capo-tribù amorreo vissuto molti secoli prima e tramandato dalla sua gente come una leggenda, a capostipite di tutto Israele e a fondatore del monoteismo e del Patto dell'Alleanza. Ma non fu Abramo il vero iniziatore del monoteismo biblico, che è a fondamento dell'Ebraismo e del Cristianesimo, e tanto meno l'unico progenitore delle dodici tribù d'Israele. La prerogativa di avere trasmesso agli ebrei il monoteismo spetta invece a Mosè, il liberatore di quella parte del popolo d'Israele che era schiavo in Egitto. Non però il Mosè semita, salvato dalle acque e che incontra Dio nel roveto ardente, bensì il Mosè gran sacerdote e principe egiziano, iniziato alla teologia dei grandi misteri e sostenitore del monoteismo del faraone Akhenaton, suo parente e contemporaneo.
Questo libro mira a raccontare la vera nascita del monoteismo non basandosi soltanto sulla documentazione biblica, che come vedremo è in gran parte leggendaria e quindi poco attendibile, ma su quella extrabiblica che possiamo ricavare da antichi documenti egiziani, greci e latini. Mira, inoltre, ad evidenziare la parabola involutiva che il monoteismo andò incontro quando fu trasmesso al popolo ebraico prima e al cristianesimo poi. Infatti il monoteismo dei grandi misteri egizi, che rappresentò la più alta forma di religiosità espressa dall'uomo lungo tutta la sua storia, e che in origine era riservato a pochi eletti, quando venne trasmesso da Mosè a un popolo rozzo, incolto e abbruttito da secoli di schiavitù, quale era la schiera di semiti da lui adottata, si ridusse dal concetto del Dio-Tutto: universale, astratto, spirituale, anonimo, invisibile e al di fuori dalla portata della comune ragione umana, a quello di un Dio infinitamente minore, quale ci viene trasmesso dalla Bibbia: teistico, personale e nazionale, di esclusiva appartenenza cioè al popolo ebraico e quindi sganciato da ogni connessione con il concetto originario di divinità universale e assoluta. Col cristianesimo poi il Dio-Uno si è trasformato in un Dio-Trino e con l'introduzione del culto della Madonna e di una pletora di santi si è ulteriormente involuto in una forma di politeismo mascherato.
Per poter dimostrare la genesi e l'involuzione del monoteismo trasmesso da Mosè ripercorreremo, per sommi capi, la storia del popolo d'Israele come ci è stata tramandata dalla Bibbia e quindi riesamineremo anche questo sacro testo evidenziando la sua origine e le finalità che lo hanno fatto nascere, nonché tutte le incongruità storiche e teologiche che lo caratterizzano.
Dato quanto sopra esposto è superfluo spiegare che la Bibbia non sarà qui considerata un libro rivelato, come continuano a ritenerlo gli ortodossi ebrei e cristiani e alcune sette protestanti, ma un libro solo e prettamente umano, scritto per esaltare tutte le istanze teologiche, storiche e sociali degli antichi israeliti.
I vari momenti che caratterizzano la storia d'Israele verranno esaminati sotto due punti di vista: quello aderente al racconto biblico e quello che possiamo ricostruire basandoci sugli antichi documenti extra-biblici e i più recenti studi storico-filologici, nonché sulle ultime scoperte archeologiche che hanno rivoluzionato le nostre conoscenze riguardo la storia d'Israele e hanno chiarito il momento storico preciso in cui è nata la Bibbia ebraica e le circostanze teologiche che l'hanno determinata.


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Leo Zen vive in una cittadina del Veneto di forte tradizione cattolica e usa uno pseudonimo volendo evitare possibili disagi dal momento che scrive opere rigorose e documentate ma fortemente dissacratorie e in controtendenza. Finora ha pubblicato tre saggi: L'INVENZIONE DEL CRISTIANESIMO (Editrice Clinamen – Firenze – 2003 – 3^ed.), IL FALSO JAHVE' (Edizioni Clinamen – Firenze – 2007), LA “MALA” RELIGIONE (Editrice Uni- Service – Trento - 2009) e il romanzo storico IN NOMINE DOMINI (Prospettiva editrice – Civitavecchia - 2008)