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martedì 16 maggio 2017

La vera identità del Gesù dei Vangeli 12

Approfittando di questa eccezionale situazione, Giovanni di Gamala (il Gesù dei Vangeli), stante i medesimi rapporti di forza fra i due Imperi, il Romano e il Partico, adottò l'identica strategia del suo predecessore, Antigono II asmoneo, contando, come lui, sulla vittoria dei Parti e si accordò con il re parto Artabano III per sollevare la Giudea contro i romani. Durante la Festa delle Capanne del 35, che riuniva a Gerusalemme gran parte della popolazione giudaica, spinse la nazione a ribellarsi, e dopo aver annientato la guarnigione romana, si impadronì del potere facendosi osannare dal popolo come “Re dei Giudei” e “Salvatore” (Yeshùa). Giovanni restaurò la prassi degli antenati monarchi Asmonei che rivestivano entrambi i sacri uffizi di Re e Sommo Sacerdote. Per gli Ebrei Giovanni divenne così il “Yeshùa” (Salvatore) della terra santa, e tramite il rituale dell'unzione, il nuovo Messia (Cristo). A quella data, il Prefetto Ponzio Pilato era stanziato nel palazzo pretorio di Cesarea Marittima, ma, non avendo saputo disporre forze sufficienti per impedire la rivolta, venne da Roma riconosciuto colpevole e destituito.

venerdì 12 maggio 2017

La vera identità del Gesù dei Vangeli 11

E , una volta sconfitti e catturati, non avendo avuto il tempo di suicidarsi prima della cattura, come affrontavano la morte gli zeloti? Giuseppe Flavio, il massimo storico ebraico che li odiò a morte, ritenendoli responsabili della distruzione di Gerusalemme e del Tempio e che forse era lontano parente dei figli di Giuda il Galileo, nel suo libro Guerra Giudaica così dice degli zeloti: “…non vi fu alcuno che non restasse ammirato per la loro fermezza e per la loro forza d’animo, o cieco fanatismo che dir si voglia…accogliendo i tormenti e il fuoco, con il corpo che pareva insensibile e l’anima quasi esultante” (Bellum VII 416-419). E ancora: “Il loro spirito fu assoggettato ad ogni genere di prova durante la guerra contro i romani, in cui stirati e contorti, bruciati e fratturati e passati attraverso tutti gli strumenti di tortura perché bestemmiassero il Legislatore, o mangiassero qualche cibo vietato, non si piegarono a nessuna delle due cose, senza una parola meno che ostile verso i carnefici e senza versare una lacrima. Ma sorridendo tra i dolori e, prendendosi gioco di quelli che li sottoponevano ai supplizi, esalavano serenamente l'anima, certi di tornare a riceverla” (Antichità II 152). Nel 34 d.C. in Giudea imperversò una grave carestia che opprimeva l'intera popolazione, costringendo molti poveri a morire di fame. La carestia era aggravata anche dai forti contributi imposti da Roma sui prodotti agricoli e determinava scontri sociali cavalcati prontamente dagli zeloti allora campeggiati da Giovanni di Gamala, figlio primogenito di Giuda il Galileo. Nello stesso anno scoppiò un conflitto fra l'Impero romano e il Regno dei Parti, obbligando le legioni romane del Medio Oriente a marciare, sotto il comando di Lucio Vitellio, verso il fiume Eufrate per bloccare l'esercito persiano. 

martedì 9 maggio 2017

La vera identità del Gesù dei Vangeli 10

Ma perché gli zeloti, nonostante la continua e feroce repressione romana che costò loro migliaia di crocifissioni e la distruzione di città e villaggi, mai desistettero dalla loro lotta armata contro i romani? Per una complessa serie di motivi, tra i quali era determinante il sostegno massiccio avuto dall'opinione popolare, specie dai giovani; ma principalmente perché credevano fermamente che, come avevano vaticinato i Profeti ebrei, Jahvè sarebbe intervenuto schierando le potenze celesti e la sua ira avrebbe annientato la supremazia dei “Kittim” pagani invasori, con una grande strage, consentendo al popolo eletto di costituire l'antico regno di Davide che sarebbe durato in eterno” (Rotoli di Qumran: frammento 4Q 246). E, come vedremo nel prosegue dello studio, il vero Gesù (Giovanni di Gamala) e suo fratello minore Giuseppe o Menahem, riuscirono, in due successivi momenti, a scacciare i romani dalla Giudea e farsi ungere re d'Israele.
Il “Rotolo della Guerra” trovato a Qumran nel 1947 ci ha dimostrato il linguaggio rassicurante, basato sulla certezza dell'intervento divino, adottato dai Profeti zeloti per istigare le masse a ribellarsi contro i “kittim” invasori: “Ascolta, Israele! Voi state per combattere contro i vostri nemici… Non spaventatevi e non allarmatevi innanzi a loro. Poiché il vostro Dio cammina con voi per combattere i vostri nemici e per salvarvi… Allorché nel vostro paese verrà una guerra contro un oppressore che vi opprime, suonerete le trombe e il vostro Dio si ricorderà di voi e sarete salvi dai vostri nemici ... ” .

venerdì 5 maggio 2017

La vera identità del Gesù dei Vangeli 9

È significativo il fatto che nei Vangeli attuali gli Apostoli, coi nomi dei fratelli di Gesù, presentano qualifiche aggiunte come: “zelota” o “cananeo”, “iscariota”, “barionà” e “boanerghès”, che significano “fanatico nazionalista”, “sicario”, “latitante, ricercato” e “figli dell'ira”. Simone Pietro e lo stesso “Gesù” vengono accusati di essere “Galilei nel Vangelo di Matteo (Mt 26,69) “Anche tu (Simone Pietro) eri con Gesù il Galileo”. Quindi, l'epiteto rivolto a Pietro dai servi di Caifa era un chiaro riferimento alla sua appartenenza agli zeloti perché ai tempi di Gesù, “Galileo” significava ribelle, sovversivo (oggi diremmo: terrorista).
Nei protovangeli dei primi due secoli, redatti dagli esseni terapeuti di Alessandria d'Egitto, Gesù e gli Apostoli erano rappresentati come i veri capi del movimento zelota di liberazione nazionale giudeo e venivano celebrate le loro imprese rivoluzionarie. Quando però, l'evoluzione della dottrina determinò la nascita del Cristianesimo, i Padri fondatori furono costretti a trasformare i cruenti rivoluzionari della “quarta filosofia” zelota, in Apostoli miti come agnelli, predicatori di pace e di giustizia in terra e della vita eterna nell'aldilà. Ma nei Vangeli frequenti tracce delle istanze zelote “trasudano” per bocca dello stesso “Gesù”: “Sono venuto a portare il fuoco sulla terra e come vorrei che fosse già acceso! Pensate che io sia venuto a portare pace sulla terra? No, vi dico, ma la divisione. D'ora innanzi in una casa di cinque persone si divideranno tre contro due e due contro tre: padre contro figlio e figlio contro padre” (Lc 12,49-52). Così in Matteo: “Non sono venuto a portare pace sulla terra, ma una spada” (Mt 10,34).

martedì 2 maggio 2017

La vera identità del Gesù dei Vangeli 8

Secondo lo storico e filosofo ebreo Filone Alessandrino l'intera Palestina dal 6 d.C., a causa degli zeloti e nonostante la presenza di guarnigioni romane, fu permanentemente in preda al saccheggio e la gente veniva uccisa senza rispetto di alcuna legge. Fino alla definitiva sconfitta del 70 d.C., sfociata nella distruzione della Città Santa e del Tempio, Israele visse un periodo di massacri, caratterizzato da molte centinaia di migliaia di morti, dei quali nei Vangeli, Atti degli Apostoli e negli scritti dei “Padri Apostolici” non vi è traccia. Non solo. Nel XVIII libro di “Antichità Giudaiche” di Giuseppe Flavio, a causa delle cancellazioni operate dalla Chiesa nel codice originale ricopiato nel decimo secolo dai suoi amanuensi e poi distrutto dopo la copiatura, non troviamo “registrato alcun misfatto nella storia” concernente un così grave avvenimento rivoluzionario durante il quale gli zeloti sfasciarono tutti gli ordinamenti civili”. Perché? Perché gli scribi che attuarono la manipolazione erano a conoscenza che gli eroi cristiani che si chiamavano Apostoli, nella realtà, ne erano i capi.
A causa delle continue sommosse provocate dagli zeloti accadde che: “Spinti dall'odio e dal furore, i soldati romani si divertivano a crocifiggere i prigionieri in varie posizioni, e tale era il loro numero che mancava lo spazio per le croci e le croci per le vittime” (Bellum V 451). Come vedremo nel proseguo della trattazione, tutti i cinque figli di Giuda il Galileo e il loro nipote Eleazar finiranno di morte violenta combattendo con spietata durezza per la causa messianica. 

venerdì 28 aprile 2017

La vera identità del Gesù dei Vangeli 7

Sappiamo da Giuseppe Flavio che Giovanni di Gamala era un importante dottore della Legge, ma soprattutto un Nazireo e, in quanto tale, doveva mantenere intonsi barba e capelli, non poteva bere vino e doveva rispettare con grande scrupolo tutte le norme della Legge ebraica.

 Ma questo fatto, in seguito all'evoluzione del credo cristiano iniziale che porterà Gesù ad istituire l'eucaristia, determinò un ostacolo insormontabile perché il voto di nazireato era incompatibile con la creazione del “sacrificio eucaristico teofagico”, assolutamente rifiutato dagli ebrei in quanto vietato dalla Legge mosaica. Ciò costringerà i seguaci di Paolo di Tarso, creatori della fede cristiana riformata, a rinnegare la risultanza del Vangelo originale esseno che indicava il Salvatore come “Nazireo” e inventare la località, mai esistita, di Nazaret per trasformarlo in “Nazareno”.

I seguaci della quarta filosofia fondata da Giuda il Galileo erano degli spietati zeloti, cioè dei “fanatici nazionalisti” che si opponevano al dominio pagano ma anche contrastavano con ferocia gli ebrei collaborazionisti, filo romani e filo erodiani. Secondo Giuseppe Flavio (Bellum VII 254) ordivano congiure contro quei giudei che volevano accettare la sottomissione ai romani e li combattevano in ogni modo come nemici, depredandoli degli averi e del bestiame e appiccando il fuoco alle loro case.

A dimostrazione di ciò va ricordato che nel Vangelo di Luca (Lc 9,51-54) l'apostolo Giovanni risulta uno zelota pronto ad incendiare villaggi dei Samaritani, nemici dei Giudei, assieme all'altro suo fratello Giacomo. 

martedì 25 aprile 2017

La vera identità del Gesù dei Vangeli 6

Infatti, cinque di queste “Marie” (tranne la “Maddalena”) sono madri di figli i cui nomi, di volta in volta, sono sempre gli stessi e di stretta osservanza giudaica: Giacomo, Simone, Giovanni, Giuda e Giuseppe ma attribuiti a padri diversi: Alfeo, Clopa, Zebedeo e Cleofa. 

 Tutte queste “mogli” sono sorelle e portano lo stesso nome di “Maria” la madre di Gesù, mentre in realtà la vera Maria, madre di cinque figli maschi e due o più femmine, era, come abbiamo visto sopra, una nobile discendente degli Asmonei, moglie di Giuda il Galileo.

 A dimostrazione che nei primitivi Vangeli in uso prima del concilio di Nicea l'attuale Gesù evangelico era chiamato col suo vero nome Giovanni basta evidenziare che nel “Novum Testamentum Graece et Latine”, A. Merk – Roma – Pontificio Istituto Biblico, anno 1933, in una nota a fondo pagina, il curatore, Agostino Merk, riferisce che alcuni codici latini ed altri greci, risalenti al IX secolo nel brano di Matteo (Mt 13,55-56) citato sopra, tra i fratelli, figli di Maria, è presente “Iohannes” (Giovanni) come primogenito. Quindi il nome vero del Gesù nei protovangeli era Giovanni. 

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Informazioni personali

Leo Zen vive in una cittadina del Veneto di forte tradizione cattolica e usa uno pseudonimo volendo evitare possibili disagi dal momento che scrive opere rigorose e documentate ma fortemente dissacratorie e in controtendenza. Finora ha pubblicato tre saggi: L'INVENZIONE DEL CRISTIANESIMO (Editrice Clinamen – Firenze – 2003 – 3^ed.), IL FALSO JAHVE' (Edizioni Clinamen – Firenze – 2007), LA “MALA” RELIGIONE (Editrice Uni- Service – Trento - 2009) e il romanzo storico IN NOMINE DOMINI (Prospettiva editrice – Civitavecchia - 2008)