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venerdì 15 ottobre 2010

Cellule staminali embrionali

Anche i luoghi santi sono tutti falsi ed inventati (“L'invenzione del cristianesimo”) 195

Abbiamo dimostrato in modo lapalissiano che la totalità delle reliquie riferite al Vecchio Testamento e alle origini del Cristianesimo sono al di fuori di ogni plausibile razionalità.

Altrettanto dobbiamo dire dei luoghi santi di Gerusalemme e della Palestina, dopo quanto avvenne in seguito alle due guerre giudaiche del 70 e del 135, che portarono alla distruzione totale di ogni riferimento religioso sia giudaico che cristiano., inventati, come abbiamo spiegato, da Sant’Elena nel IV secolo e dai crociati nel Medioevo.

Così come sono altrettanto fasulle le due case considerate dimora della Madonna: la casa di Efeso (Turchia) e la Santa Casa di Loreto. La prima, secondo la mitica leggenda che racconta che gli apostoli Luca e Giovanni accompagnarono Maria da Gerusalemme ad Efeso, è ritenuta, per gli ingenui credenti, l'ultima dimora della madre di Gesù, e fu oggetto di culto dei papi Paolo VI e Benedetto XVI che la visitarono.

La seconda, nella quale Maria avrebbe avuto l'annunciazione, che secondo la leggenda fu portata da Nazareth a Loreto in volo da alcuni angeli. In realtà furono i crociati a portare per nave prima a Tersatto (Croazia) nel 1291, e poi a Loreto nel 1294, le pareti di una piccola casa comune trafugata in Palestina, su ordinazione della famiglia Angeli Commeno, regnante in Epiro e imparentata con la corte imperiale di Costantinopoli.

A conclusione di questo capitolo risulterà chiaro a chiunque che gran parte delle reliquie, tutti i luoghi santi e tutti i miracoli, altro non sono che colossali bufale della Chiesa che alimentano invereconde forme di feticismo, di superstizione e di dabbenaggine ma anche colossali business a tutti i livelli.

La santa casa di Loreto

giovedì 14 ottobre 2010

Sensazionale! Embrione congelato da vent'anni fa nascere un bambino perfettamente sano

Oltre alla grande soddisfazione di aver ricevuto il Premio Nobel per la medicina (sia pure con grande ritardo) il biologo britannico Robert Edwards, padre indiscusso della fecondazione assistita, è stato gratificato in questi giorni dalla notizia, pubblicata, dal Fertility and Sterility Journal e ripresa in tutto il mondo per la sua eccezionalità, che un embrione, congelato nel 1990, cioè vent'anni fa, è stato impiantato e ha fatto nascere un bambino perfettamente sano.

Alla barba di quanti, Vaticano in testa, condannano la fecondazione assistita e giudicano un pluri assassino il suo ideatore. L'avvenimento ha sollevato qualche interrogativo di ordine medico. Per quanto si possono conservare gli embrioni?

Teoricamente per un periodo non forse illimitato ma senz'altro piuttosto lungo se in Gran Bretagna è stata appena approvata una legge che porta il periodo di congelamento fino a 55 anni. Per la Chiesa cattolica e gli altri gruppi anti provetta, come il britannico Comment on Reproductive Ethics, anche la durata degli embrioni solleva problemi pseudo etici per non dire cavillosi.

Ad esempio, che una donna potrebbe partorire il figlio concepito da sua madre e perfino da sua nonna. A parte la provocazione di una simile ipotesi, si tratterebbe comunque di procurare una casa, molto ben disposta in questo caso, a un bambino che altrimenti non l’avrebbe.

La cosa più importante, invece, è che recenti studi condotti dal dottor Sergio Oehninger, direttore del Jones Institute for Reproductive Medicine presso la Eastern Virginia Medical School e quindi un esperto in materia, hanno dimostrato che l’età degli embrioni non interferisce sulla salute del nascituro.

Secondo il Sunday Times, il congelamento degli embrioni per qualche anno potrebbe addirittura rappresentare un'innovazione molto importante in quanto “potrebbe dare alle donne la possibilità di posticipare il momento in cui mettere su famiglia in età più avanzata”.

Comunque, la fecondazione assistita, nonostante le infinite polemiche sollevate quasi sempre da cattolici oscurantisti e dogmatici, ha rappresentato una delle più grandi e gratificanti scoperte mediche perché consente ad una grande parte dell'umanità, a detta degli esperti un 10 per cento, di coronare il sogno di avere dei discendenti.

Fecondazione in vitro

Il feticismo necrofilo (“L'invenzione del cristianesimo”) 194

L’epoca d’oro del culto delle reliquie fu certamente il Medioevo. Il Boccaccio nel suo Decameron, nella novella che vede Frate Cipolla come protagonista, ci illustra in modo memorabile la credulità popolare del suo tempo attorno alle reliquie e l’uso strumentale che gli ecclesiastici senza scrupoli ne facevano.

Ma questo culto è sempre perseguito, raggiungendo talora forme inimmaginabili di feticismo necrofilo. A questo proposito vale la pena di ricordare quanto accadde, quattro secoli fa, al cadavere del cardinale Roberto Bellarmino (il grande inquisitore che condannò Galileo e Giordano Bruno), morto in odore di santità.

Il Vaticano per placare il popolino che, in preda a morbosa esaltazione, richiedeva una reliquia dell'ecclesiastico defunto, prima fece distribuire la biancheria del cardinale, fatta in minuscoli pezzetti, poi, non bastando questo a placare il fanatismo popolare, ordinò di squartare e di sezionarne pubblicamente il cadavere del futuro santo per consentire a chiunque di poter intingere pezzetti di stoffa nel suo sangue e avere qualche minuscolo brandello della sua carne. Una forma di delirio collettivo.

Pare che la stessa cosa possa accadere ai nostri giorni al cadavere di papa Wojtyla. Mentre scrivo queste pagine, in Polonia si sta svolgendo una discussione drammatica e fondamentale: dividere in pezzi papa Giovanni Paolo II, ovvero non dividerlo?

Il quesito è stato posto dai vescovi polacchi di fronte alle centinaia di chiese e santuari che esigono una sua reliquia prima che sia proclamato santo (poi potrebbe essere troppo tardi). Comunque vada, almeno il cuore del papa (considerato dal suo popolo una sorta di dio, una specie di divinità tribale) sarà inumato a Wawel accanto alle spoglie mortali dei re polacchi. Per il resto del suo corpo si vedrà.

Un altro fenomeno inverecondo è accaduto tempo fa a Portorotondo, dove l'esposizione del cadavere di Padre Pio (un mistificatore), imbalsamato e col volto perfettamente ricostruito con una maschera di cera (che il popolino scambiava per vero, gridando al miracolo), ha suscitato forme anacronistiche di delirio superstizioso e di morbosità patologica che hanno messo in ridicolo il nostro Paese di fronte all''Europa per il suo feticismo necrofilo, ma che ha comportato per il santuario e la città, visitati da oltre un milione di persone in poco tempo, un business colossale.

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Informazioni personali

Leo Zen vive in una cittadina del Veneto di forte tradizione cattolica e usa uno pseudonimo volendo evitare possibili disagi dal momento che scrive opere rigorose e documentate ma fortemente dissacratorie e in controtendenza. Finora ha pubblicato tre saggi: L'INVENZIONE DEL CRISTIANESIMO (Editrice Clinamen – Firenze – 2003 – 3^ed.), IL FALSO JAHVE' (Edizioni Clinamen – Firenze – 2007), LA “MALA” RELIGIONE (Editrice Uni- Service – Trento - 2009) e il romanzo storico IN NOMINE DOMINI (Prospettiva editrice – Civitavecchia - 2008)