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lunedì 13 giugno 2011
Le assurdità religiose. I sacramenti (La “mala” religione) 102
Se, infatti, il battesimo impartito da Giovanni, oltre che di iniziazione essena, era di purificazione, cioè aveva lo scopo di togliere i peccati, quali colpe aveva Gesù, figlio di dio, da farsi perdonare? Le contorsioni teologiche, escogitate dai dottori della Chiesa per conciliare una tale incongruenza, sono semplicemente ridicole. Per Tommaso d’Aquino, col battesimo di Gesù il Signore avrebbe solo voluto santificare l’acqua.
E ancora, se al momento del battesimo Giovanni proclama Gesù il futuro Messia, che allora significava solo il re d’Israele e non come oggi il figlio di dio, perché poco dopo, mentre è in carcere, mostra di aver del tutto dimenticato questo clamoroso evento e manda i suoi discepoli a chiedere a Gesù: “Sei tu colui che deve venire, o dobbiamo attendere un altro?” Immaginate l’imbarazzo della Chiesa di fronte a questa smemoratezza del Battista!
domenica 12 giugno 2011
Solo loro e purtroppo ...alcuni altri brutti ceffi che si sono distinti negativamente per le loro opere devastanti e per i loro comportamenti che hanno oscurato le pagine della storia: da Attila a Gengis Khan, a Carlo Magno, a Hitler, Stalin, Costantino I ...ed altri gentiluomini di questa risma.
Alateus (Il breviario degli atei)
L'enigma svelato (Il lato oscuro della verità) 71
“Se libererai mio figlio dal diavolo” disse appena vide Davide, “ti darò la metà dei miei beni”.
Davide sorrise e gli rispose.”Non accetterò alcun compenso perché altrimenti infrangerei il giuramento fatto ai miei maestri che mi impone di operare gratis. Un solo piacere ti chiedo: che quanto accadrà rimanga ignoto a tutti”. Il fariseo lo promise solennemente.
S'avviarono in silenzio in una zona vicina chiamata la Valle dei Sepolcri, riservata alle sepolture. Lì il giovane Giona s'aggirava come un selvaggio, dormendo nelle grotte sepolcrali abbandonate e minacciando chiunque gli si avvicinasse. Nei momenti di maggior esasperazione si abbandonava a gesti estremi, procurandosi gravi lesioni fisiche.
Spesso vagava in quei luoghi solitari coperto di piaghe e di sangue.
Quando Giona vide appressarsi Davide e la piccola turba che lo seguiva, uscì gridando dalla grotta sepolcrale in cui giaceva e cominciò a minacciare i presenti con gesti d'ira e il getto di pietre.
Era, come di consueto, spiritato in volto e tutto lordo di sangue per le ferite che si era inferte. La gente retrocesse impaurita. Davide comprese dubito che si trovava davanti ad una forma di alienazione mentale simile a quella sofferta da Cleone, il fratello di Kabila.
Perciò intuì con precisione la terapia da seguire: si fermò, si raccolse in se stesso per concentrare la sua mente e metterla in sintonia con quella del giovane, poi avanzò sicuro verso di lui, che nel frattempo pareva essersi un po' calmato, fin quasi a toccarlo.
"Non ti avvicinare di più" implorò il giovane con un fil di voce. "Sono posseduto da un demone".
"Si chiama Asmodeo" rispose Davide con dolcezza e per nulla intimorito.
"Come lo sai?"
"Lo vedo dentro di te. È il demone della concupiscenza. Si è impadronito del tuo corpo a causa del tuo peccato. Hai abusato della tua sorellina".
Un urlo raccapricciante, che fece accapponare la pelle a tutti quelli che da lontano osservavano la scena, uscì dal giovane, ora scosso da violenti sussulti.
"Il Signore misericordioso ha visto il tuo pentimento, ti ha perdonato e mi ha incaricato di scacciare il demone che è in te. Ma non dovrai più ricadere nel tuo peccato".
Il giovane ascoltava attonito le parole di Davide, come pietrificato.
"Ed ora guardami negli occhi" riprese Davide con un sorriso dolce e rassicurante.
Il giovane obbedì prontamente. "Asmodeo" gridò allora Davide con voce perentoria, "nel nome del Signore, ti ordino: lascia per sempre questo corpo".
Il giovane gettò un urlo e svenne.
Prontamente soccorso dai suoi, riaprì gli occhi e parve ridestarsi come da un lungo sonno. Appariva sereno e del tutto normale. Tornato a casa fu subito medicato, ripulito e rivestito. Era tornato il giovane di prima della malattia.
Simone, Lazzaro, Marta e gli altri familiari che avevano assistito al prodigio erano sconvolti dalla gioia e dalla meraviglia. La madre del giovane corse a baciare i piedi di Davide, ma egli con gran fatica riuscì ad impedirlo.
sabato 11 giugno 2011
Nelle Filippine la proposta di legge per il divorzio scatena gli ayatollah cattolici come a Malta
Il Parlamento di Manila sta infatti elaborando un disegno di legge per ammettere il divorzio, tuttora vietato. Secondo le due parlamentari che hanno proposto l‘House Bill 1799, l’elevato numero di domande di nullità e i casi di violenza domestica dimostrano la necessità di un provvedimento del genere.
Ma come sempre è subito esplosa la reazione dura e scomposta della Chiesa cattolica locale per impedire, con toni da ayatollah, che la popolazione si esprima liberamente e serenamente.
Si intensifica quindi lo scontro tra il presidente Benigno Aquino e il fronte cattolico, già piuttosto duro per il progetto del Reproductive Health Bill, relativo al controllo delle nascite.
L’ultra cattolicesimo dell’ex colonia spagnola sta creando un grosso problema demografico perché le Filippine hanno il tasso di nascita più alto dell’Asia e, secondo gli esperti, la popolazione potrebbe raddoppiare nei prossimi 30 anni. Il governo non è mai riuscito ad adottare una diffusa campagna per la prevenzione, stante. la dura opposizione della Chiesa cattolica.
Dopo aver perso Malta, il Paese forse più filocattolico del mondo, ora la Chiesa rischia di perdere l'ultimo baluardo medioevale delle Filippine e ciò la rende furiosa. Per essa i principi di libertà e di autodeterminazione dei singoli sono improponibili e quindi si deve obbligare per legge le persone che non si sopportano più a restare insieme in ottemperanza di un vincolo sacramentale, ipocritamente considerato vero amore per la famiglia.
Secondo un sondaggio dell’istituto Social Weather Stations, gran parte della popolazione è a favore del divorzio e quindi la proposta potrebbe ottenere la maggioranza. Ma stante la forte pressione della Chiesa, la legge che dovesse istituirlo sarà, come quella italiana, irta di mille difficoltà per i costi e i tempi.
I costi in Italia possono arrivare anche a 20-25 mila euro per una causa giudiziale. Con il rischio di essere condannati anche alle spese e di vedere passare sette, otto anni prima di tornare liberi. I coniugi nel 77,3% dei casi scelgono il rito consensuale, ma i tempi restano comunque lunghi.
Tra la prima udienza e la seguente passano anche otto mesi. Ciò provoca un aumento delle violenze familiari perché aspettare molti mesi senza una risposta fa crescere la tensione. Per tornare liberi in tempi brevi migliaia di coppie italiane vanno a divorziare all’estero.
In «terra straniera» basta prendere in affitto un appartamento, farsi intestare il contratto di affitto (incluse le bollette) e chiedere la residenza. Quindi in pochi mesi e con una spesa contenuta si ottiene il divorzio che le autorità italiane sono obbligate a recepire.
Ma per la Chiesa, sempre più fossilizzata nel medioevo e incapace di cogliere l'evoluzione della società, il matrimonio resta un sacramentale indissolubile e il fatto di contrarre un nuovo vincolo nuziale, anche se riconosciuto dalla legge civile, pone il coniuge risposato in una condizione di adulterio permanente.
Quindi tra divorziati, sposati civilmente, coppie di fatto e conviventi saltuari, il sessanta per cento degli italiani maggiorenni vive di fatto scomunicato dalla Chiesa, escluso dai sacramenti e in uno stato di concubinaggio.
La percentuale è destinata ad aumentare fino a raggiungere la quasi totalità, tenendo presente che i non divorziati sono per lo più persone, anziane destinate a scomparire tra qualche decennio.
Allora la Chiesa, se non troverà un inghippo che salvi capra e cavoli, sarà costretta chiudere bottega per scomunica universale.
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- leo zen
- Leo Zen vive in una cittadina del Veneto di forte tradizione cattolica e usa uno pseudonimo volendo evitare possibili disagi dal momento che scrive opere rigorose e documentate ma fortemente dissacratorie e in controtendenza. Finora ha pubblicato tre saggi: L'INVENZIONE DEL CRISTIANESIMO (Editrice Clinamen – Firenze – 2003 – 3^ed.), IL FALSO JAHVE' (Edizioni Clinamen – Firenze – 2007), LA “MALA” RELIGIONE (Editrice Uni- Service – Trento - 2009) e il romanzo storico IN NOMINE DOMINI (Prospettiva editrice – Civitavecchia - 2008)


