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martedì 9 agosto 2011

domenica 7 agosto 2011

L'idea del dio unico ( forma singolare di "dei") è nata da un naturale, quasi impercettibile, passaggio da primitive forme di magia spicciola, esorcizzante (coltivata da sciamani-stregoni) a forme più evolute, ma non meno bugiarde di pensiero, indotte dai furbi e poi riprese da "astuti ebrei" che sono disinvoltamente passati dagli Elohim (spiriti), ad El (demiurgo?), ad Eloi, ad Adonai per poi accomodarsi definitivamente e altrettanto disinvoltamente su Yhwh (Jahvè).

Provate dunque a chiedervi dov'era dio, prima del III millennio a. C.; prima che fosse inventato 5000 anni or sono! (o cosa abbia fatto per i miliardi di individui - homo sapiens sapiens - vissuti a partire da 160.000 anni or sono).
Alateus

L'enigma svelato (Il lato oscuro della verità) 79

Dopo una cena frugale, ma lietissima, le donne si diedero a preparare i giacigli per la notte. Joses, a quel punto, fece cenno al fratello di seguirlo nella bottega per un colloquio. Egli intuì subito le sue intenzioni ma non se ne preoccupò.

"Abbiamo saputo" esordì Joses con una punta di sarcasmo, "che stai diventando una specie di profeta. Da Betania sono giunte strane notizie sul tuo conto: che fai prodigi e scacci i demoni. È sempre stata una tua mania comportarti in modo strano e già ci hai procurato noie in passato. Ora, però, il gioco qui a Cana si sta facendo più duro sia per te che per noi. Gionata, il fariseo tuo rivale, è molto cresciuto in questi ultimi tempi in potenza, ricchezza e prestigio.

"Qui non si muove foglia che lui non voglia. Ha restaurato la sinagoga a sue spese e dà lavoro ad un mucchio di gente. Tutti lo disprezzano in cuor loro ma tutti lo temono, anche quelli che non dipendono da lui. L'unica a tenergli testa è la zia Lia, che è un'esaltata come te. Ma lei può farlo perché ha il marito che se la passa bene. Gli altri non muoverebbero un dito contro di lui. E lui ce l'ha a morte con te, dopo quella figuraccia che gli hai fatto fare nella sinagoga quando hai difeso la vedova, di cui non ricordo il nome. Perciò ti aspetta al varco.

"Me l'ha fatto intendere appena qui è giunta notizia delle tue bravate. Ti aspetterà, ne sono certo, sabato in sinagoga, e ti farà a pezzi. E la nostra famiglia sprofonderà nella vergogna. Quindi, o te ne vai subito fin da domani, o sabato evita di metter piede nella sinagoga. Mi dispiace comportarmi così duramente con te, ma ammetterai che non è facile avere un fratello che fa il vagabondo, si mette in urto con i dottori della Legge, fa prodigi come un mago egiziano e si atteggia a profeta. Noi siamo gente che ha bisogno di vivere in pace, di lavorare, e solo questo chiediamo".

Davide, dopo aver ascoltato in silenzio e senza la menoma irritazione le parole offensive del fratello, rispose pacato: "Sabato andrò con Giuda nella sinagoga e, se invitato dal rabbino, prenderò la parola; ma, siccome sono certo che Gionata mi aspetta al varco, saprò destreggiarmi come si deve".
"Cioè ?"
"Cioè dirò quello che devo dire senza prestarmi alle sue provocazioni"
"E poi ?"
"Poi me n'andrò e, probabilmente, non farò più ritorno in quest'ingrato paese. Nessuno è profeta in patria, mio caro".
"Qui nessuno dimentica che sei il figlio di Isacco il falegname e il fratello di povera gente e che, in fin dei conti, non sei nessuno".

"Mi hai dato una lezione d'umiltà" concluse Davide con un sorriso. "Senz'altro n'avevo bisogno. Abbi cura di Giuditta, nostra madre. Io, purtroppo, dovrò riprendere il mio vagabondare".

"Non ti preoccupare per nostra madre" ribatté Joses. "A lei ci pensa Giacomo. È il suo beniamino. Per lei è disposto a rinunciare anche al matrimonio. Piuttosto, sei tu che potresti darle grossi dispiaceri, mettendoti nei guai o disonorando la famiglia" .

Davide chinò il capo, salutò e andò a dormire. A Giuda non disse niente del colloquio col fratello.

sabato 6 agosto 2011

“Senza preti chiuderemo le parrocchie”

Nella Chiesa cattolica statunitense aumenta il numero di coloro che si battono per il sacerdozio delle donne. Questo anche per far fronte all’ormai pesante crollo delle vocazioni.

Più di centocinquanta preti sparsi in tutti gli Usa, secondo quanto riportato dal New York Times, hanno firmato una dichiarazione in cui prendono le difese di un loro “collega”, costretto alle dimissioni dopo aver partecipato a una cerimonia in cui – in segno di sfida verso il Vaticano  - una donna è stata ordinata sacerdote. Chiaro il senso del loro appello: «Oramai non abbiamo abbastanza preti e siamo costretti a chiudere molte parrocchie».

Un documento che, come ricorda il quotidiano newyorkese, segue di pochi giorni la clamorosa iniziativa in Austria (chiamata «Appello alla disobbedienza») in cui oltre 300 sacerdoti e diaconi hanno pubblicato un altro documento ancora più duro e con richieste ancor più pressanti per spingere il Vaticano ad aprire al sacerdozio non solo alle donne ma anche agli uomini sposati.

Si diffonde tra il clero più evoluto (ad esclusione di quello italiano conformista ed arretrato) l'esigenza di chiedere a gran voce riforme e cambiamenti nella Chiesa e un nuovo concilio ecumenico che superi la sua«attuale struttura assolutista».

Le riforme più importanti che vengono invocate sono: non più rifiutare la comunione ai cristiani divorziati e risposati; sopperire alla sempre più grave carenza di preti permettendo ai fedeli stessi di celebrare; da ora in poi, il cosiddetto servizio della Parola, con distribuzione della santa comunione (servizio chiamato “celebrazione eucaristica senza prete”).

Infine, riammettere in servizio i preti (che non sono pochi) che ora non possono più esercitare le loro funzioni a causa della loro decisione di sposarsi o di cltivare una relazione sentimentale.

Dura la reazione dei vescovi a questa “chiamata alle armi” e ancor più dura l'ottusa chiusura della gerarchia vaticana, sempre incapace di cogliere i fermenti di innovazione che si elevano da tutto il mondo cattolico e sempre più chiusa nell'arroccamento medievale perseguito dall'attuale pontefice.

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Informazioni personali

Leo Zen vive in una cittadina del Veneto di forte tradizione cattolica e usa uno pseudonimo volendo evitare possibili disagi dal momento che scrive opere rigorose e documentate ma fortemente dissacratorie e in controtendenza. Finora ha pubblicato tre saggi: L'INVENZIONE DEL CRISTIANESIMO (Editrice Clinamen – Firenze – 2003 – 3^ed.), IL FALSO JAHVE' (Edizioni Clinamen – Firenze – 2007), LA “MALA” RELIGIONE (Editrice Uni- Service – Trento - 2009) e il romanzo storico IN NOMINE DOMINI (Prospettiva editrice – Civitavecchia - 2008)