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domenica 9 ottobre 2011

Charles Darwin

L'enigma svelato. (Il lato oscuro della verità) 88

“Ho saputo che sei un taumaturgo” esordì Gesù senza inutili preamboli rivolgendosi a Davide.
“No, non sono un taumaturgo” rispose egli con prontezza. Si sentiva calmo, sicuro di sé e per niente intimidito dalla forte personalità dell'interlocutore. “Sono soltanto un terapeuta”.
“E che differenza c'è tra queste due parole?” chiese Gesù sorpreso.
“Una differenza enorme” rispose Davide. “Il taumaturgo compie miracoli forzando la natura. Il terapeuta aiuta il malato o il posseduto ad autoguarirsi. assecondando la natura. I taumaturghi quindi non esistono e quelli che si proclamano tali sono soltanto dei ciarlatani”.

“Quindi, secondo te non esistono neanche i miracoli” fece Gesù meravigliato. “E quelli che sono stati compiuti da Elia e dagli altri profeti?”
“Sono tutti riconducibili a guarigioni terapeutiche”.
“Anche la resurrezione dei morti?”
“Senz'altro. Possono resuscitare soltanto quelli che si trovano in uno stato di morte apparente. Gli altri no. È successo anche a me. In seguito ad un grave incidente ero entrato in catalessi e tutti mi credevano morto. Ma io vedevo e sentivo tutto, nonostante la mia morte apparente. Per fortuna mi sono svegliato prima che mi seppellissero. Aggiungo che fu in seguito a quell'esperienza che sviluppai la capacità di entrare facilmente in sintonia con gli altri e di aiutarli a guarire”.

“Insomma tu neghi che Jahvè possa compiere dei miracoli”, fece Gesù scandalizzato.
“Finché ero alla scuola dei saggi caldei abbiamo esaminato tutte le guarigioni di cui eravamo venuti a conoscenza. Ebbene, mai abbiamo visto che chi era rimasto privo di un arto se lo vedesse ricrescere. Questo sarebbe un vero miracolo. Se il miracolo dipendesse da Dio per lui aprire una mano rattrappita o far crescere un gamba amputata sarebbe la stessa cosa. Ma il primo fatto succede facilmente, il secondo invece mai e quindi è chiaro che la guarigione è opera del malato che, con l'aiuto di qualcuno, riesce a liberare le sue risorse psichiche e fisiche.”
Giuda e Maddalena ascoltavano in silenzio.

“Le tue parole mi hanno fatto molta impressione”, disse Gesù fattosi pensieroso. “Tu sai” continuò, “che io sono stato inviato da Jahvè come Messia per liberare il nostro popolo dalla schiavitù romana e ricostituire il regno di Dio in terra. Nell'alta Palestina sono considerato ormai da tutti il Messia profetizzato dalle Scritture. Ogni giorno turbe sempre più numerose vengono ad ascoltare la mia parola e ad acclamarmi l'Unto di Jahvè. Ma per conquistare la Giudea, e soprattutto Gerusalemme, dovrò operare dei prodigi che dovranno apparire a tutti come un segno della potenza di Dio che si manifesta attraverso il suo inviato. Quindi avrò bisogno del tuo aiuto”.

Davide ascoltò questa proposta in silenzio.
“Perché non parli ?” chiese Gesù indispettito.
“Nella scuola dei saggi caldei ho giurato di fare il terapeuta solo per soccorrere gli infelici, senza altri secondi fini. Tradirei il mio giuramento se mi prestassi a guarire per assecondare la tua presunta missione messianica”.
“Presunta?” urlò Gesù al colmo del furore. In quell'istante Davide sentì un impercettibile tocco al piede sinistro. Era Giuda che lo metteva in guardia. Ma avendo percepito la sensazione di star manifestando con le sue parole la volontà del Potere, continuò senza lasciarsi intimidire: “I Messia che ti hanno preceduto, a cominciare da Giuda il Galileo, credevano fermamente di essere stati inviati di Jahvè a compire la tua stessa missione, ma la loro si è rivelata una mera illusione. Infatti, sono tutti falliti. Jahvè non manderà le sue schiere ad aiutarti e le coorti di Cesare ti schiacceranno”.

“Falso!” urlò Maddalena con gli occhi sbarrati dalla collera. “Gesù è il vero Messia e con l'aiuto di Dio schiaccerà i romani e darà finalmente inizio alla Gerusalemme Celeste”.
Seguirono attimi di silenzio imbarazzato.
“Insomma tu non credi nelle Scritture e forse nemmeno in Jahvè” fece Gesù con un sorriso più beffardo che ironico. “Alla scuola dei caldei, oltre alla terapia ti hanno insegnato anche la religione del Male?”
“Se per Male intendi aiutare gli infelici, rinnegare ogni forma di violenza verso gli uomini e la natura, allora sono d'accordo” rispose Davide senza timore.
“Io predico le stesso cose” disse Gesù allargando le braccia.
“No” rispose deciso Davide. “Tra la mia dottrina e la tua c'è un abisso incolmabile. Tu ami i poveri, gli infelici e i diseredati solo se son figli d'Israele; io, invece, non faccio questa distinzione”.

“Cosa?” tuonò Gesù di nuovo al colmo del furore. “Non vorrai paragonare il nostro popolo eletto coi porci e cani pagani, con gli empi peccatori che costituiscono il restante genere umano. Soltanto noi siamo i figli di Dio e possiamo vantare di avere nelle nostre vene sangue divino”.
“Nella scuola dei saggi caldei mi hanno insegnato che tutti noi uomini siamo uguali, tutti conteniamo una scintilla di Dio e il nostro massimo compito è amarci l'un l'altro come fratelli”.

Gesù subito non rispose perché visibilmente in preda a vivissima collera.
“I tuoi sono discorsi abominevoli, degni di immediata lapidazione” concluse con amarezza e indignazione, non appena si fu calmato. “Mi ero illuso di avere da te e da Giuda un forte aiuto per il trionfo della mia causa, invece ho ricevuto soltanto disillusione e disprezzo. Andatevene e state alla larga dai miei seguaci. Potrebbero trattarvi da nemici infedeli”. E li accomiatò bruscamente.

sabato 8 ottobre 2011

Il falso Jahvè (Genesi e involuzione del monoteismo biblico). La leggenda dei Patriarchi Gli hapiru 21

Il più antico riferimento agli hapiru riscontrabile in Egitto risale al 1500 circa a.C. e si trova in una scena della tomba del grande araldo di Tuthmosis III, Antef, che li elenca tra i prigionieri di guerra catturati durante le campagne del faraone.

Altre testimonianze importanti le troviamo nel 1475 a.C. circa, in una scena nella tomba del nobile “Puyemre” a Tebe, risalente al regno di Tuthmosis III: mostra quattro uomini che lavorano su una pressa da vino definiti dai geroglifici: “hapiru che spremono l'uva nel vigneto di Wad-Hor”. Si tratta della terra di Gosen, dove la Bibbia dice che gli israeliti erano tenuti in schiavitù.

Altre testimonianze provengono da una pietra del 1430 a.C. circa, scoperta a Menfi, e dal Papiro di Leyda del 1270 a.C. In questi documenti si spiega che gli hapiru venivano impiegati nella ricostruzione di templi e nella fabbricazione di mattoni.

Grazie agli studi testuali dello storico Maurice Bucaille dell'Università di Parigi (Moses and Pharaoh: The Hebrews in Egypt, pagg. 55-56), che negli anni Ottanta del secolo scorso esaminò ulteriori riferimenti sugli hapiru, oggi molti biblisti e antropologi accettano l'ipotesi che gli hapiru fossero gli ebrei che si trovavano in Egitto nei due secoli che precedettero la conquista israelita di Canaan.

Antef

L'ostruzionismo alla scienza (La mala religione) 196

La teoria dell'ID nega recisamente che il caso possa aver generato la complessità del mondo degli organismi viventi, ma sottace sul fatto che le variazioni casuali sono avvenute sulla nostra Terra per più di tremila milioni di anni, determinando milioni di piccoli adattamenti che hanno dato vita, gradatamente, agli organismi più complessi.

L'ID viene quindi recisamente negato da tutti gli scienziati e valgono come esempio le considerazioni di Jerry Coyne dell'Università di Chicago, il quale, davanti alle testimonianze fossili e della biologia molecolare che dimostrano che circa il 98% di tutte le specie apparse sulla Terra hanno finito con l’estinguersi, si chiede: "Perché un progettista intelligente creerebbe milioni di specie per farle estinguere, rimpiazzandole con altre e ripetendo il processo varie volte? ... Perché il progettista ha dato delle ali piccole e non funzionali ai kivi? O occhi inutili agli animali che vivono nelle grotte? O un transitorio mantello di peli al feto umano?.."

Jerry Coyne

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Informazioni personali

Leo Zen vive in una cittadina del Veneto di forte tradizione cattolica e usa uno pseudonimo volendo evitare possibili disagi dal momento che scrive opere rigorose e documentate ma fortemente dissacratorie e in controtendenza. Finora ha pubblicato tre saggi: L'INVENZIONE DEL CRISTIANESIMO (Editrice Clinamen – Firenze – 2003 – 3^ed.), IL FALSO JAHVE' (Edizioni Clinamen – Firenze – 2007), LA “MALA” RELIGIONE (Editrice Uni- Service – Trento - 2009) e il romanzo storico IN NOMINE DOMINI (Prospettiva editrice – Civitavecchia - 2008)