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mercoledì 21 marzo 2012

Deborath


Considerazioni finali su Gesù (“L'invenzione del cristianesimo”) 69


Nelle pagine precedenti abbiamo delineato la figura e l'opera del Gesù storico, mettendo in evidenza le sue aspirazioni regali e messianiche e i suoi stretti legami con gli esseni di Qumran. Abbiamo denunciato le grossolane manipolazioni che sono state operate sulla sua nascita, sul suo luogo di provenienza, sulla sua famiglia. Abbiamo dimostrato l'appartenenza degli apostoli alla setta degli zeloti. Infine, abbiamo chiarito che la condanna a morte per crocifissione non dipese da motivi religiosi ma squisitamente politici.

Contro queste conclusioni, basate su dimostrazioni chiare ed evidenti derivate dagli stessi testi canonici, la Chiesa si è sempre battuta, usando ogni mezzo a sua disposizione per depistare la verità storica e sostituirla con la sua verità di regime. La messianicità di Gesù e dei suoi discepoli, però, come abbiamo visto, è documentata nei Vangeli in modo schiacciante, nonostante i molteplici tentativi per occultarla. A conclusione del presente capitolo la vogliamo rapidamente riepilogare:
1. l'annunciazione e la genealogia di Gesù in Matteo nelle quali viene proclamato il suo ruolo davidico e regale;
2. la mitica strage degli innocenti ordinata da Erode per eliminare l'annunciato concorrente al trono d'Israele e la conseguente fuga di Gesù in Egitto per sfuggire alla morte;
3. il battesimo di iniziazione essenza, somministrato da Giovanni Battista, durante il quale Gesù viene proclamato il Messia che doveva venire per raccogliere il grano e
bruciare la pula, cioè a restaurare il Regno di Dio e a dare inizio all’èra messianica.
4. l'ingresso trionfale a Gerusalemme, alcuni giorni prima del suo arresto, durante il quale Gesù viene osannato come il figlio di David e il nuovo re d'Israele;
5. la cacciata dei mercanti del Tempio come profanatori, vero atto di guerriglia di stampo esseno-zelota;
6. l’unzione di Gesù come Messia per opera di Maria di Magdala nella casa di Betania; 
7.le parole del sommo sacerdote Caifa sul coinvolgimento politico di Gesù;
8. l'invito di Gesù agli apostoli, alla fine dell'ultima cena, di procurarsi delle armi;
9. il tentativo di opporsi all'arresto con l'uso delle armi da parte di Pietro;
10. l'arresto di Gesù per mano di una coorte romana di 600 soldati;
11. le ammissioni esplicite dello stesso Gesù, in risposta alle domande di Caifa, di essere il Messia e il re d'Israele;
12. le accuse a Gesù dei giudei davanti a Pilato di istigazione alla ribellione, del rifiuto di pagare i tributi a Cesare e di essersi proclamato re d'Israele;
13 la toga rossa e la corona di spine fatta indossare dai soldati a Gesù per irridere la sua pretesa regalità;
14. la condanna alla crocifissione, pena riservata ai ribelli politici;
15. la scritta sulla croce "Gesù, re dei Giudei" fatta mettere da Pilato, come causa della condanna;
16. la concomitante condanna, accanto a Gesù, di due personaggi, quasi sicuramente coinvolti nella guerriglia anti-romana, perché crocifissi per ribellione politica;
17. l'esecuzione di Giuda, karakirizzato secondo la prassi degli zeloti;
18. le ripetute attribuzioni della regalità di Gesù nei Vangeli (sei in Marco, cinque in Matteo, due in Luca e otto in Giovanni) e quelle della sua discendenza davidica (una in Marco, sette in Matteo e una in Luca);
  1. la lapidazione di Giacomo, fratello di Cristo, perché osannava a Gesù, figlio di David.

Nelle prossime puntate vedremo la trasformazione del Gesù storico (il “Jeoshua ha Nozri”), da fallito Messia d'Israele, a risorto Messia Martirizzato, assiso alla destra del Padre e destinato, secondo la profezia di Daniele, a tornare quasi subito dal cielo per riscattare definitivamente Israele. Esamineremo così la seconda metamorfosi di Gesù che fu all'origine dei cristiano-giudei della Chiesa di Gerusalemme, guidati da Giacomo, fratello del Signore, e dei cristiano-ellenisti del primo Paolo.

martedì 20 marzo 2012

“Legge 40, meno restrizioni hanno fatto nascere duemila bambini in più”


Leggiamo su Repubblica del 14 marzo che le modifiche alla Legge 40 hanno fatto nascere duemila bambini in più.
Con l’intervento della Corte Costituzionale, che ha fatto decadere alcune parti della legge 40 sulla fecondazione assistita, si scopre che in Italia sono nati più bambini.

 Secondo l’Istituto Superiore di Sanità, l’allentamento dei rigidi limiti imposti da una normativa oscurantista fortemente sostenuta dalla Chiesa cattolica – che boicottò attivamente il referendum sul tema – ha portato alla nascita di almeno duemila bambini dal 2010.

Secondo diversi specialisti, ora si ha una percentuale di successo maggiore nel caso di procreazione artificiale. Grazie all’abolizione dell’obbligo di impiantare tutti gli embrioni e del divieto di congelare quelli non impiantati, nonché per la possibilità di conoscerne lo stato di salute.

Nonostante le accuse e gli attacchi da parte clericale, si scopre che meno legge 40 significa più bambini. Alla faccia degli (autoproclamati) ‘difensori della vita’, tanto preoccupati tra l’altro del calo demografico in Italia. Intanto si attende per fine maggio la prossima decisione della Corte sulla fecondazione eterologa. 

La Corte Costituzionale, dileggiata dalla destra teocon e dalla Lega, rimane per l'Italia l'unico baluardo per contrastare io medievale oscurantismo clericale appoggiato dalla nostra codarda casta politica di destra, centro e sinistra che ci malgoverna.

Fecondazione assistita


La deposizione. (“L'invenzione del cristianesimo”) 68


Ormai si avvicinava la sera di quel venerdì, vigilia della Pasqua, e bisognava affrettarsi a procedere alla deposizione perché la solenne festività del giorno dopo non consentiva che fossero ancora esposti i cadaveri dei suppliziati. E, a questo punto, troviamo l'ennesima conferma che Gesù era stato giustiziato per aver tentato un complotto messianico.

Chi infatti procedette alla sua deposizione e alla sua sepoltura non furono gli apostoli, datisi ignominiosamente alla macchia, e nemmeno i membri della sua famiglia (inspiegabilmente assenti), ad eccezione della presunta consorte Maria di Magdala e della zia Maria Cleofe, ma due importanti esponenti del sinedrio: Giuseppe d'Arimatea e Nicodemo, che condividevano il suo ideale javista.

Se Gesù fosse stato condannato dal sinedrio per bestemmia, mai questi due importanti personaggi, definiti capi dei Giudei, avrebbero potuto prendersi cura del suo corpo e dargli sepoltura onorata, in un sepolcro di loro proprietà. Sarebbero stati accusati di disprezzo per il Tempio e di empietà. Il fatto che poterono prendersi cura del corpo di Gesù, senza incorrere nella scomunica del sinedrio, cioè del tribunale religioso, è la prova che Gesù non fu giustiziato per blasfemia ma per ribellione armata.

Con l'aiuto delle tre Marie (tra le quali i Sinottici annoverano Maddalena ma non la madre di Gesù) i due sinedriti provvidero alla sepoltura del suppliziato in una tomba di proprietà di Giuseppe d'Arimatea. Alle prime ombre del crepuscolo di quel fatidico venerdì, il dramma iniziato appena diciotto ore prima, era definitivamente concluso.

La rivolta, soffocata ancor prima di nascere, e il mancato intervento delle schiere celesti di Jahvè, avevano fatto fallire l'ennesimo tentativo messianico. Il disperato grido del Messia fallito, morente sulla croce: "Dio mio, Dio mio perché mi hai abbandonato!" era la tragica ammissione di una sconfitta irreparabile. Anche se Gesù, per il fatto di essere stato crocifisso dall'oppressore Pilato, era per l'opinione pubblica (esclusi i grandi sacerdoti e gli erodiani) un patriota martire, per i suoi seguaci la sua crocifissione si trasformò nella fine di ogni speranza. Si erano illusi di sedere alla destra e alla sinistra del trono del nuovo re d'Israele e si trovavano rintanati nei pressi della piscina di Siloe, tremanti d'orrore e di paura perché complici di un criminale giustiziato.

Qui finisce la vicenda terrena di Gesù, uno dei tanti Messia falliti che il clima fanatico dell'epoca faceva nascere e tramontare con una certa frequenza. Di lì a qualche decennio dalla sua morte, il crescente e sempre più esasperato delirio messianico avrebbe portato alla distruzione totale di Gerusalemme e alla cacciata di tutti gli ebrei dalla Palestina, cioè alla fine dello Stato d'Israele.

La deposizione di Gesù


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Informazioni personali

Leo Zen vive in una cittadina del Veneto di forte tradizione cattolica e usa uno pseudonimo volendo evitare possibili disagi dal momento che scrive opere rigorose e documentate ma fortemente dissacratorie e in controtendenza. Finora ha pubblicato tre saggi: L'INVENZIONE DEL CRISTIANESIMO (Editrice Clinamen – Firenze – 2003 – 3^ed.), IL FALSO JAHVE' (Edizioni Clinamen – Firenze – 2007), LA “MALA” RELIGIONE (Editrice Uni- Service – Trento - 2009) e il romanzo storico IN NOMINE DOMINI (Prospettiva editrice – Civitavecchia - 2008)