Le
antiche saghe riguardanti Eracle e il culto religioso a lui
attribuito erano conosciutissimi in Siria, in Grecia, a Roma e sul
Reno ai tempi di Gesù.La somiglianza fra il mito di Eracle e la
figura di Cristo fu spesso oggetto di attenzione da parte di molti
studiosi, ma fu il filologo Friedrich Pfister a definire l’esistenza
di una filiazione diretta di Gesù dal dio pagano. I parallelismi tra
i due sono impressionanti e iniziano fin dalla loro nascita.
Come
Anfitrione, il padre umano di Eracle, vive a Micene con la vergine
Alcmena, così Giuseppe, il padre umano di Gesù, vive a Nazareth con
la vergine Maria; come Anfitrione si astiene dai rapporti coniugali
con Alcmena fino alla divina concezione,
così fa anche Giuseppe. Come Anfitrione
migra da Micene a Tebe insieme ad Alcmena, così Giuseppe trasmigra
con Maria da Nazareth a Betlemme, e alla fine di queste
peregrinazioni nascono sia Eralcle che Gesù.
Entrambi
i pargoli divini vengono perseguitati subito dopo la nascita.
Appena, infatti, la dea Era apprende che il figlio di Alcmena e di
Zeus suo marito.
diverrà
re, decide di perseguitarlo esattamente come farà Erode quando
apprende dai Magi la nascita del re d'Israele e decide di farlo
uccidere. Gesù ed Eracle sono quindi costretti a fuggire.
All'inizio
della loro attività pubblica entrambi si
ritirano in solitudine nel deserto e vengono sottoposti alle
tentazioni durante le quali vengono mostrati loro dalla cima di
una montagna tutti i regni della terra. E come Eracle, anche Gesù
supera la tentazione. Tutta l’attività della loro vita di adulti
presenta analogie sorprendenti essendo costellata delle medesime
sofferenze.
Particolarmente
sorprendenti appaiono le corrispondenze fra la religione di Eracle e
il Vangelo di Giovanni che, essendo il Vangelo canonico più recente,
contiene più degli altri un patrimonio concettuale pagano. Nei tre
Vangeli più antichi il discepolo prediletto non si trova ai piedi
della croce e nemmeno la madre di Gesù; le donne, infatti, osservano
«da lontano». In Luca leggiamo: «Tutti i suoi conoscenti stavano
lontani».
In
aperto contrasto con questo racconto, nel Vangelo di Giovanni il
discepolo prediletto e la madre di Gesù si trovano sotto la croce.
Analogamente al momento della morte di Eracle sono presenti la
madre e il discepolo prediletto Hyllos! E non solo. Eracle muore
eroicamente pronunciando le parole
epiche «E’ compiuto». Gesù nel racconto di Giovanni si comporta
allo stesso modo e, in aperto contrasto coi sinottici che lo
descrivono in profonda crisi esistenziale, non mostra alcun cedimento
morale e muore pronunciando le
identiche parole di Eracle.
In
seguito alla morte di Gesù, secondo i Vangeli, la terra tremò e si
spaccò e caddero le tenebre, esattamente come avvenne, secondo
la leggenda, alla morte di Eracle. E per concludere: Eracle risorto,
come Gesù, ascese al cielo per cogliere dal padre divino il
premio delle proprie fatiche e il diretto responsabile della sua
morte, si impiccò, pentito e sconvolto, come Giuda.
All’epoca
di Gesù era molto diffusa una religione di Eracle che lo additava
come l’ideale del saggio e
il più sublime modello etico per l'intera umanità.
Addirrttura,
nelle due tragedie di Seneca: Hercules furens e Hercules Oetaeus,
Eracle viene indicato come l’autentico Figlio di Dio, il Salvatore
del mondo.