Il
corpo di Gesù risorto, come si manifestò agli apostoli? Leggete, a
questo riguardo le demenziali elucubrazioni di un teologo tedesco:
"Codesto Risorto è corporeo, e appare tuttavia incorporeo,
perché questa sua corporeità si mostra quale corporeità d’altro
genere rispetto a quella caratterizzata dalla carne e dal sangue;
ciononostante non si tratta di incorporeità bensì di autentica,
effettiva corporeità" (Gerhard
Kittel).
La
figura del Risorto costituì un bel problema non soltanto per i
moderni teologi (comedimostra la demenzialità del teologo sopra
citato)), ma anche per gli Evangelisti stessi.
Il
Signore non poteva risorgere come un vacuo fantasma perché per
dimostrare la sua resurrezione aveva bisogno di mostrarsi con corpo
umano. Per cui la sua figura nel Vangelo giovanneo è già un
miracolo a sé stante: da un lato è tanto solida che l’incredulo
Tommaso può ficcare le dita nelle sue ferite; dall’altro è così
etereo da penetrare attraverso porte sigillate ed esclamare «Non
toccarmi!» davanti a una esterrefatta Maria Maddalena, la quale
scambia per il giardiniere il trasfigurato figlio di Dio.
Come
è noto, il grandioso evento della resurrezione di Gesù si verificò
in primo luogo nella testa di questa donna (Mc. 16, 9; I/i. 20, 11
sgg.). A giudizio di Renan, nessuno più di Maria Maddalena ha
contribuito alla nascita del Cristianesimo, Non bisogna dimenticare
a questo riguardo che Gesù ne aveva scacciato «sette spiriti
maligni» (Lc. 8, 2; Mc. 16, 9), vale a dire, in altri termini, che
era isterica fino alla follia e per di più, negli apocrifi, è
sempre considerata la consorte del Maestro.
E
già nel II secolo Celso, si domandava con sarcasmo: «Ma chi vi ha
assistito (alla resurrezione)? Una donna mezzo pazza!»
(Origene,Contra Celsum, 2, 55). E anche a Porfirio e ai suoi
seguaci il ruolo delle donne, e specialmente quello di Maria
Maddalena, fino a qualche tempo prima posseduta dai demoni, apparve
sospetto.
Nel
Vangelo di Luca, poi, Cristo sottolinea in pieno la sua fisicità:
non più il "Noli me tangere"!, con cui aveva respinto
Maria Maddalena, bensì l’esortazione chiara e tonda ai
discepoli «Palpatemi e guardatemi!», per ribadire espressamente
ch’era fatto di carne e d’ossa. Non solo, ma consuma coi
discepoli un buon arrosto di pesce. A quanto pare a Gerusalemme i
pescivendoli e le rosticcerie erano alla portata di mano.
In
quella circostanza Gesù, che aveva allegramente apostrofato gli
apostoli dicendo: «Ehi, ragazzi, non avete per caso un po’ di
pesce?» fa anche la replica della portata, ordinando di portare altri
pesci. Pietro ne porta in tavola 153, né uno in più né uno in
meno, e belli grossi per sovrapprezzo. Più resuscitato di così!
E
infine, la corporeità «autentica ed effettiva» del Risorto viene
rafforzata dalla notizia che «secondo tradizioni attendibili»
all’atto dell’Ascensione impresse nel suolo le divine impronte
dei piedi, com’era avvenuto - per altro - già a Eracle e a Dioniso.
Girolamo,
«Dottore della Chiesa», ci assicura che era possibile vederle
ancora ai suoi tempi, nel V secolo. Il Venerabile Beda, il «Dottore
del Medioevo», attesta la presenza delle medesime persino nell’VIlI
secolo. Tutto questo, poi, nonostante i cristiani, da quel suolo,
avessero in fretta e furia portato via enormi quantità di terriccio.
Ma forse, per il popolo bue, si ricreavano di continuo.