Visualizzazioni totali
lunedì 31 maggio 2010
“Contro i cristiani” di Porfirio
Subito dopo Costantino la sua opera fu messa al bando e nel V secolo, sotto Teodosio II, anche gli ultimi esemplari di essa furono messi al rogo per volere della Chiesa, assieme alle molte opere cristiane che polemizzavano col filosofo. Erano troppo pericolose perché contenevano lunghe citazioni di Porfirio, considerate un micidiale veleno Si persero così le tracce dei suoi 15 libri (ma forse in qualche segreta del Vaticano ne è celata qualche copia).
Nel 1916, il teologo tedesco Adolf von Harnack spulciando con certosina pazienza i testi dei Padri della Chiesa che avevano confutato le tesi porfiriane (in particolare Eusebio di Cesarea, Macario di Magnesia, Girolamo e Agostino) riuscì ad individuare i frammenti superstiti, e nei decenni successivi furono scoperti ulteriori frammenti in altri autori e in nuovi papiri. Sono tutti molto interessanti e ci fanno comprendere la forza polemica di questo autore.
Ad esempio nel frammento 88, prendendo lo spunto dalla prima Lettera di Paolo ai Corinzi, Porfirio si chiede allibito: com'è possibile che con un po' d'acqua versata in testa e la recita di una formuletta magica (parodia del battesimo della Chiesa) un cristiano possa eliminare all'istante le proprie colpe e i peccati più infami come: «fornicazione, adulterio, ubriachezza, furto, pederastia, veneficio e infinite cose basse e disgustose» e ridiventare candido come una colomba?
Chiunque con questa filosofia viene incitato a commettere ogni sorta di nefandezze, sapendo che otterrà attraverso il battesimo il perdono dei suoi crimini, concluse scandalizzato. Per lui, quindi, il cristianesimo si configurava come una religione che spinge all'empietà.
Perché ho voluto ricordare questo vigoroso polemista anticristiano? Perché Giuseppe Muscolino, dottorando di ricerca in Filosofia tardo-antica e medioevale presso l’Università di Salerno ha recentemente pubblicato il libro “ Contro i cristiani” Bompiani, Milano 2009, che raccoglie tutti i frammenti finora trovati di Porfirio, col testo greco a fronte.
mercoledì 26 maggio 2010
Il battesimo ai neonati: la più spudorata violazione della libertà di religione
Non è nemmeno di origine cristiana. E allora da dove viene? La sua origine è prettamente pagana perché era usato come rito iniziatico nelle antiche religioni soteriche. Le cerimonie battesimali, prima della nascita del cristianesimo, erano tutte uguali nell’antichità anche se recitate in nome di divinità diverse: in Egitto per la dea Iside, in Frigia per Attis, a Babilonia per Marduk, in Grecia per Dionisio e in Persia per Mitra.
Mentre l’iniziato veniva immerso nell’acqua lustrale, il sacerdote recitava: «Tu sei rinato e da questo momento farai parte del mondo degli eletti a cui sono aperte le porte dell’eternità». Anche se i Vangeli raccontano il battesimo di Gesù per mano di Giovanni Battista, Gesù non battezzo mai nessuno, nemmeno i suoi apostoli e mai nei Vangeli si parla di battesimo.
E allora come mai Gesù fu battezzato? Perché egli era un esseno e gli esseni usavano questo rito per annettere i nuovi adepti nella loro setta. Fu Paolo di Tarso, il San Paolo della Chiesa, a inserirlo nel suo cristianesimo personale rivolto ai pagani in sostituzione della circoncisione aborrita dai gentili. Da principio non era molto importante nemmeno per Paolo.
Soltanto più tardi, quando la Chiesa scoprì il peccato originale, ignorato da Gesù e dai cristiani di Gerusalemme, esso divenne obbligatorio per tutti e proclamato il sacramento fondamentale. Infatti svolge una triplice funzione: toglie la tara ereditata dal Peccato Originale, cancella tutte le colpe del passato, se somministrato in età adulta, e infine, imprime il marchio indelebile di appartenenza alla Chiesa. Vi pare poco?
All'inizio veniva somministrato in età adulta e dopo una lunga e severa preparazione. Ma quando Tertulliano e Agostino, dottori della Chiesa, riesumarono la favola del peccato originale che trasformava l’intera umanità in una «massa dannata», i neonati morti senza il battesimo, sarebbero stati privati dell'accesso al paradiso.
Per rimediare a questo fu imposta l’esigenza di amministrare questo sacramento subito dopo la nascita. Esigenza mantenuta anche quando la Chiesa, riconoscendo la mostruosità dell'inferno per i neonati non battezzati inventò per loro il limbo, rimasto in vigore fino ai nostri giorni. Oggi, però, anch'esso è stato abolito da papa Ratzinger che ne ha ammesso la palese assurdità. Ogni tanto anche nella Chiesa affiora qualche briciola di resipiscenza. Anche ai neonati che muoiono senza il battesimo hanno diritto, quindi, ad un pezzo di paradiso. Magari nel sottoscala.
Questo sacramento (un po' d'acqua versata sulla testa e la recita della formuletta di rito), se somministrato in punto di morte funzione come un superdetersivo che cancella all'istante tutte le colpe, anche le più atroci, commesse lungo un'intera vita. Non è una barzelletta, come potete pensare. La Chiesa ne è più che convinta. L'imperatore
Costantino, quello che concesse la libertà di culto ai cristiani, volle ricevere il battesimo solo in punto di morte appunto per questo. Costantino, infatti, di colpe ne aveva commesse tante, anzi tantissime. Tra l’altro aveva fatto uccidere la moglie, un figlio ed altri numerosi parenti.
Ma in punto di morte, con un po' d'acqua versata sulla testa e la recita di una formuletta, eccolo, da perfido peccatore, trasformarsi in una candida colomba, pronta a volare in cielo! A quanto pare la demenzialità umana non ha limiti.
giovedì 1 aprile 2010
Perché la Chiesa non ha mai punito i suoi colpevoli ministri
Una piccola digressione storica sulla mondanizzazione e conseguente decadenza morale della Chiesa serve a spiegare il fenomeno. Tutto inizia con Costantino. Questo imperatore, subito dopo l'editto del 313, ricolma la Chiesa di favori di ogni genere sotto forma di privilegi, beni, donazioni ed esenzioni fiscali e la rende subito ricca e potente.
Il vescovo di Roma, con l'Imperatore nella nuova capitale Costantinopoli, diventa ben presto il personaggio più importante della città e si circonda di un lusso sfrenato. Vive nel lussuoso Pazzo del Laterano, gira per Roma in pompa magna su una sontuosa carrozza, siede a una tavola opulenta, più degna di un imperatore. Tutto il clero segue ben presto il suo esempio e tutta la Chiesa si trasforma in una spelonca di lucratori senza scrupoli. ricolma d’ogni ben di Dio e rotta ad ogni vizio.
A reagire con foga contro la decadenza del clero sorse allora il vescovo Donato che pose al centro della questione il problema morale della purezza del clero. I suoi seguaci, chiamati Donatisti, si diffusero rapidamente in tutto l'Impero. Essi proclamarono il principio che i ministri di Dio dovessero essere immuni dai peccati più gravi, soprattutto dalla sfrenata lussuria che imperversava a tutti i livelli, e fecero dipendere la validità dei sacramenti dalla purezza di chi li somministrava.
Apriti cielo! I vescovi cattolici, che non intendevano rinunciare al loro tenore di vita e al loro lassismo, reagirono con estrema violenza. Prima accusarono i Donatisti di eresia, poi li fecero sterminare dall'imperatore Costanzo. Fu la prima esecuzione capitale di eretici che produsse parecchi martiri laici, sacerdoti e vescovi.
Sul sangue dei Donatisti fu decretato l'assioma che la Chiesa è sempre santa, qualsiasi crimine possa commettere. Assioma tuttora valido e che comporta l'impunità di tutti i suoi ministri.
Benvenuti nel mio blog
Questo blog non è una testata giornalistica, per cui lo aggiorno quando mi è possibile. I testi sono in regime di COPYLEFT e la loro pubblicazioni e riproduzioni è libera purché mantengano lo stesso titolo e venga citando il nome dell'autore.
I commenti possono essere critici, ma mai offensivi o denigratori verso terzi, altrimenti li cancello. Le immagini le pesco da internet. Qualche volta possono essere mie manipolazioni.
Se volete in qualche modo parlare con me, lasciate la richiesta nei commenti, vi contatterò per e-mail. Dato che il blog mi occupa parecchio tempo, sarò laconico nelle risposte.
Se gli argomenti trattati sono di vostro interesse, passate parola; e, se site studenti, proponeteli al vostro insegnante di religione. In tal caso fatemi sapere le risposte che avete ottenuto. Grazie.
Lettori fissi
Archivio blog
Informazioni personali
- leo zen
- Leo Zen vive in una cittadina del Veneto di forte tradizione cattolica e usa uno pseudonimo volendo evitare possibili disagi dal momento che scrive opere rigorose e documentate ma fortemente dissacratorie e in controtendenza. Finora ha pubblicato tre saggi: L'INVENZIONE DEL CRISTIANESIMO (Editrice Clinamen – Firenze – 2003 – 3^ed.), IL FALSO JAHVE' (Edizioni Clinamen – Firenze – 2007), LA “MALA” RELIGIONE (Editrice Uni- Service – Trento - 2009) e il romanzo storico IN NOMINE DOMINI (Prospettiva editrice – Civitavecchia - 2008)