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sabato 6 novembre 2010
Il nome più gettonato in Europa? Mohamed, Mohammed, Mohammad, Mohamad o Muhammad.
Tramontati i molti John, James e Brian che fino a qualche anno fa andavano per la maggiore ed anche l’inglesissimo e tradizionale Oliver tuttora in gran voga.
La comunità musulmana, nonostante in minoranza nel Paese (circa due milioni e mezzo su 61 milioni), causa la sua compattezza, ha fatto schizzare in testa alla “classifica generale” il nome più diffuso del mondo islamico. Tra poco toccherà anche a qualche altro Paese europeo.
Cambiano in fretta i tempi non solo nel Regno Unito ma anche nel resto d'Europa. Chi l'avrebbe immaginato vent'anni fa? Questo fatto è molto significativo ed anche preoccupante.
Anzitutto ci mostra, al di là di ogni dubbio , che l'invasione musulmana è inarrestabile e che l'Europa si avvia a trasformarsi fra qualche decennio in una Eurabia.
In secondo luogo ci dimostra che la società aperta e mutevole come quella europea dovrà fare sempre più i conti con quella chiusa musulmana, religiosamente compatta nella difesa della sua identità e poco incline, per non dire assolutamente contraria, ad un approccio multiculturale. La convivenza tra le due comunità si preanuncia sempre più difficile e non è scevra di possibili conflitti.
A questo proposito vale la pena ricordare le minacciose dichiarazioni del presidente libico Muammar Gheddafi, pronunciate a Timbuctu il 10 aprile 2008: "Tutto il mondo deve diventare musulmano. Oggi, qui a Timbuctu, noi ridefiniamo la storia. Noi abbiamo 50 milioni di musulmani in Europa. Vi sono segni che attestano che Allah ci accorderà una grande vittoria in Europa: senza spade, senza fucili,.... .I 50 milioni di musulmani di Europa ne faranno un continente islamico.... L'Europa è oggetto del nostro proselitismo come l´America. Essa ha la scelta tra il diventare musulmana e dichiarare la guerra ai musulmani" (Faits et Documents, n. 216, 1-15 maggio 2008).
Dichiarazioni terribili che si commentano ampiamente da sole.
martedì 16 marzo 2010
Verso l'Eurabia
L'osmosi tra una società libera, democratica ed economicamente sviluppata (l'Occidente) e una società teocratica, oppressa nei costumi e arretrata nell’economia (il mondo musulmano) è contro natura. È come voler conciliare democrazia e teocrazia. Eurabia significa in realtà che l'Europa accoglie leggi, istituzioni e consuetudini islamiche che mettono in grave rischio la sua democrazia, la sua cultura e la sua storia.
Vuol dire che è disposta ad accettare a lungo termine la dhimmitudine, la condizione di subalternità in cui vivono i cristiani e gli ebrei nelle terre musulmane. La cultura della dhimmitudine è la cultura di chi si arrende, per non urtare la suscettibilità del futuro padrone (l'islam), che ricambia questo atteggiamento di viltà con un radicale disprezzo.
Noi occidentali abbiamo pagato sulla nostra pelle per secoli la lotta par la conquista della democrazia e delle libertà fondamentali. Dopo aver sopportato per millenni intolleranze, persecuzioni e roghi alla fine ce l’abbiamo fatta. Alla fine ora abbiamo nel DNA almeno una consapevolezza: che tutti gli uomini sono liberi e uguali. Il mondo musulmano questo non l'ha fatto e nel suo DNA non c'è alcun gene di democrazia e di libertà ma in compenso molti geni di fanatismo e terrorismo religioso.
L’ambasciatore saudita in Gran Bretagna, Ghazi Al-Qusaibi, ha dichiarato poco tempo fa: «Flagellazione, lapidazione e amputazioni sono, agli occhi musulmani, il nocciolo della fede». Per poi concludere lapidario (e beffardo): «la cultura occidentale è ridicola, perversa e inferiore». Vi basta?
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Informazioni personali
- leo zen
- Leo Zen vive in una cittadina del Veneto di forte tradizione cattolica e usa uno pseudonimo volendo evitare possibili disagi dal momento che scrive opere rigorose e documentate ma fortemente dissacratorie e in controtendenza. Finora ha pubblicato tre saggi: L'INVENZIONE DEL CRISTIANESIMO (Editrice Clinamen – Firenze – 2003 – 3^ed.), IL FALSO JAHVE' (Edizioni Clinamen – Firenze – 2007), LA “MALA” RELIGIONE (Editrice Uni- Service – Trento - 2009) e il romanzo storico IN NOMINE DOMINI (Prospettiva editrice – Civitavecchia - 2008)