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sabato 16 aprile 2011

Ha ancora senso parlare oggi, all'inizio del terzo millennio, di guarigioni miracolose?

Per la Chiesa sì, anche se in netto calo di anno in anno, i miracoli sussistono ancora. Ma per quanto ancora? Per la scienza no, i miracoli non sono mai esistiti.

L'occasione di riparlare dei miracoli nasce dalla notizia che, alcuni giorni fa, è stato riconosciuto il sessantottesimo miracolo avvenuto a Lourdes dall'11 febbraio 1548.

Però la guarigione della gamba semiparalizzata di Serge François, un artigiano di Angers in pensione, miracolosamente avvenuta nella grotta di Lourdes, secondo il vescovo, Emmanuel Delmas (che, ironia della sorte, è medico di formazione) e stata giudicata una guarigione "remarquable", apparendo troppo presuntuoso il termine miracolo.

L'eufemismo del prelato si spiega con le prudentissime regole della Chiesa in materia di guarigioni, ulteriormente irrigidite nel 2006, ma soprattutto col progredire della scienza medica sempre più restia a riconoscere come miracolose molte guarigioni spontanee di natura chiaramente psisomatica.

Perché per la scienza nessun vero miracolo è mai avvenuto. Infatti, nessun prodigio né psicosomatico né divino ha fatto mai crescere un arto perduto o guarito un bambino affetto della sindrome di Down. Sono questi i veri miracoli, ma non sono mai accaduti perché avverrebbero in violazione delle leggi naturali ordinarie.

Se il miracolo dipendesse da dio, che ha l'attributo dell'onnipotenza, potrebbe avvenire anche in violazione delle leggi della natura. Ma essendo dio è un'invenzione dell'uomo questo non potrà mai verificarsi.

Ironicamente lo scrittore francese Anatole France, in visita al santuario dei Pirenei aveva sintetizzato la sua incredulità affermando: «Vedo molte stampelle, ma nessuna gamba di legno», cioè molti pseudomiracoli e nessun miracolo vero.

Le remissioni spontanee dei tumori e di altre malattie gravissime, che sono dell’ordine di una su diecimila, secondo i dati scientifici, possono avvenire scatenando nella nostra psiche una "corrente guaritrice", indotta da una forte emozione, anche, ma non solo, di tipo religioso.

Infatti avvengono in tutto il mondo a prescindere dalla religione del luogo Secondo gli studiosi di statistica, poi, le guarigioni miracolose che avvengono nei santuari, tipo Lourdes, in cui affluiscono milioni di ingenui pellegrini, sono molto inferiori (una su un milione di pellegrini) rispetto quelle che avvengono spontaneamente (una su diecimila ammalati) al di fuori di essi.

Quindi, osserva ironicamente il matematico Piergiorgio Odifreddi, a un malato di cancro converrebbe cento volte di più starsene a casa piuttosto di fare un pellegrinaggio a Lourdes, oltre tutto faticosissimo.

Le statistiche sui miracoli di Lourdes ci dicono che delle 68 guarigioni avvenute finora, l'80 % ha riguardato le donne (più facilmente suggestionabili emotivamente), soprattutto francesi; inoltre, sono in netto calo, nonostante il continuo flusso di pellegrini, e molte si esse, specie quelle avvenute molti anni fa, di scarsa attendibilità.

sabato 13 marzo 2010

Si è inceppata la beatificazione di papa Wojtyla.

“Santo subito, per acclamazione” gridava l'immensa folla che partecipava ai funerali di Giovanni Paolo II. E infatti la macchina per la sua rapida beatificazione si è messa in moto con celerità, per la grande gioia dei polacchi che di questo papa hanno una forma di latria.

Invece, pare che la causa di beatificazione di Giovanni Paolo II possa subire dei rallentamenti per le perplessità suscitate dal miracolo attribuito alla sua intercessione, ovvero la guarigione dal Parkinson di una suora francese. La perplessità nascerebbe dal fatto che la diagnosi di Parkinson non era certa e che da alcune forme di parkinsonismi si può guarire.

Questo fatto mi spinge a fare una riflessione che riguarda i miracoli. La Chiesa persiste a farli credere, anzi li esige quando vuole santificare qualcuno. Ma gli scienziati, e tutte le persone dotate di un minimo di razionalità, li negano recisamente e spiegano con chiarezza i motivi della loro inesistenza.

Tutti i miracoli di cui siamo a conoscenza sono determinati dalla nostra psiche che è ancora un enorme mistero e che, quando l'avremo definitivamente esplorata, ci riserverà delle immense sorprese. Quindi tutte le guarigioni cosiddette miracolose riguardano sempre e soltanto l'ambito della psicosomaticità. Nessun miracolo né psicosomatico né divino potrà mai far crescere un arto perduto o guarire un bambino affetto della sindrome Down. Sono questi i veri miracoli, ma non sono mai accaduti perché avverrebbero in violazione delle leggi naturali ordinarie.

Se i miracoli dipendessero da dio accadrebbero perché dio, nella sua onnipotenza, potrebbe violare le leggi della natura. Ma dio è un'invenzione dell'uomo e quindi simili miracoli non possono avvenire e non sono mai avvenuti. Le remissioni spontanee dei tumori e di altre malattie gravissime, date per inguaribili dai medici e quindi ritenute miracolose, che sono dell’ordine di una su diecimila, secondo i dati scientifici, possono avvenire scatenando nella nostra psiche una "corrente guaritrice" che anche i medici riconoscono, senza poterla esattamente definire e che avviene in qualsiasi parte del mondo, indipendentemente dalla religione del luogo.

Secondo gli studiosi di statistica le guarigioni miracolose che avvengono nei santuari, tipo Lourdes, in cui affluiscono milioni di ingenui pellegrini, sono molto inferiori (una su un milione di pellegrini) rispetto quelle che avvengono spontaneamente (una su diecimila ammalati) al di fuori di essi.

Quindi, osserva ironicamente il matematico Piergiorgio Odifreddi, a un malato di cancro converrebbe cento volte di più starsene a casa piuttosto di fare un pellegrinaggio a Lourdes, oltre tutto faticosissimo. Altrettanto ironicamente lo scrittore francese Anatole France, in visita al santuario dei Pirenei osservò: «Vedo molte stampelle, ma nessuna gamba di legno», cioè molti pseudomiracoli e nessun miracolo vero.

Tornando alla beatificazione di papa Wojtyla non tutti sono d'accordo sulla santità di questo papa e adducono non poche riserve, alcune pesantissime. Le esaminerò in un prossimo post.

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Informazioni personali

Leo Zen vive in una cittadina del Veneto di forte tradizione cattolica e usa uno pseudonimo volendo evitare possibili disagi dal momento che scrive opere rigorose e documentate ma fortemente dissacratorie e in controtendenza. Finora ha pubblicato tre saggi: L'INVENZIONE DEL CRISTIANESIMO (Editrice Clinamen – Firenze – 2003 – 3^ed.), IL FALSO JAHVE' (Edizioni Clinamen – Firenze – 2007), LA “MALA” RELIGIONE (Editrice Uni- Service – Trento - 2009) e il romanzo storico IN NOMINE DOMINI (Prospettiva editrice – Civitavecchia - 2008)