Visualizzazioni totali

Visualizzazione post con etichetta Luigi Cascioli. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Luigi Cascioli. Mostra tutti i post

sabato 10 aprile 2010

Gesù bravo ragazzo, Cristo una canaglia

“Più o meno questa è la traduzione in italiano del titolo di un libro che sta scatenando polemiche in Gran Bretagna. Lo ha scritto Philip Pullman, autore di un altro libro, La Bussola d'Oro, che insieme al film dallo stesso titolo ha già spinto all'indignazione i cristianisti ed anche i gerarchi cattolici.

"Le tesi espresse nel nuovo libro non sono particolarmente nuove. In Italia le aveva già enunciate Luigi Cascioli nel suo "La Favola di Cristo" ed anche il nostro amico Leo Zen, i cui libri abbiamo recensito in questo sito (Vedi LIBRI in data 12/01/09 - IL FALSO JAHVE' e L'INVENZIONE DEL CRISTIANESIMO di Leo Zen, entrambi editi da Clinamen 15 Euro).

"Pullman demolisce in sostanza la trasformazione operata da Paolo di Tarso di un rivoluzionario ebreo violentemente anti-romano, Cristo, in un personaggio tutto nuovo, Gesù, tutto pace e amore, figlio vero di dio e dio lui stesso”. (Giulio C. Vallocchia - NoGod 08.04.10).

Sono lieto di constatare che una tesi analoga a quella da me sostenuta nel mio libro “L'invenzione del cristianesimo” (pubblicata in brevi puntate sua questo blog) trovi oggi ampia risonanza in Gran Bretagna.

È sperabile che anche nel nostro Paese, il più offuscato d'Europa dall'oscurantismo cattolico, cominci ad affiorare qualche barlume di verità sull'origine della religione più perniciosa del mondo.

lunedì 22 marzo 2010

È morto Luigi Cascioli.

Lunedì scorso 15 marzo è morto Luigi Cascioli noto in Italia e all'estero per i suoi studi sulle origini del Cristianesimo cui dedicò gran parte della sua vita.

Egli sintetizzò le sue ricerche nel libro “La favola di Cristo” che ha come sottotitolo “Dimostrazione inconfutabile della non esistenza di Gesù”. Secondo tali ricerche Gesù non sarebbe mai esistito e la sua figura altro non sarebbe che una costruzione fittizia compiuta nella seconda metà del II secolo, calcandola su Giovanni di Gamala, figlio di Giuda il Galileo.

Questo Giuda si era proclamato Messia e aveva fondato il gruppo ebraico estremista degli Zeloti che volevano cacciare i romani dalla Palestina, ma nel 7 d.C., era stato fatto giustiziare da Quintilio Varo, legato di Siria, assieme ai suoi duemila seguaci. Il figlio primogenito di Giuda, di nome Giovanni, assieme ai suoi tre fratelli chiamati Giacomo, Simone e Kefas (ossia Pietro), come i principali apostoli, volle proseguire la lotta del padre contro l'occupazione romana, ma fu catturato nell'Orto del Getsemani e crocifisso.

Giovanni di Gamala (cioè Gesù), e i suoi fratelli (cioè gli apostoli) sarebbero stati quindi dei guerriglieri del movimento zelota chiamati col nome di battaglia Boanerghes (Figli del tuono). Basandosi sui testi dei quattro maggiori storici non cristiani (Plinio il Giovane, Giuseppe Flavio, Svetonio e Tacito) Cascioli giunse alla conclusione che «Gesù non ebbe nei primi due secoli il significato di nome proprio» come lo intendiamo oggi, ma che solo in seguito il suo nome calcò quello di Giovanni di Gamala.

Sebbene le tesi di Cascioli siano state perseguite anche da importanti studiosi anglo-americani (Samuel Brando e R.H.Eisenman), e dallo svizzero Emilio Bossi, in Italia hanno avuto scarso successo e sono tuttora ignorate dalla maggior parte dei cattolici a causa della forte opposizione della Chiesa.

Luigi Tosti, il giudice radiato dalla magistratura per aver rifiutato il crocifisso nell'aula del suo tribunale, così ha commentato la morte di Luigi Cascioli: “Un compagno di viaggio ci ha lasciati. Luigi Cascioli ha spento la sua vita in un giorno come un altro. E il Sole non si è stupito, perché quando muore un ateo il Sole non si stupisce. Quando muore un ateo, non c’è rissa di dei o di demoni. Quando muore un ateo le campane non piangono, perché non c’è un’anima in vendita. La morte di un ateo lascia un dolore e un rimpianto comune, ma la consolante certezza di non vederlo più afflitto dall’imbecillità umana”.

Benvenuti nel mio blog

Questo blog non è una testata giornalistica, per cui lo aggiorno quando mi è possibile. I testi sono in regime di COPYLEFT e la loro pubblicazioni e riproduzioni è libera purché mantengano lo stesso titolo e venga citando il nome dell'autore.

I commenti possono essere critici, ma mai offensivi o denigratori verso terzi, altrimenti li cancello. Le immagini le pesco da internet. Qualche volta possono essere mie manipolazioni.

Se volete in qualche modo parlare con me, lasciate la richiesta nei commenti, vi contatterò per e-mail. Dato che il blog mi occupa parecchio tempo, sarò laconico nelle risposte.

Se gli argomenti trattati sono di vostro interesse, passate parola; e, se site studenti, proponeteli al vostro insegnante di religione. In tal caso fatemi sapere le risposte che avete ottenuto. Grazie.

Lettori fissi

Archivio blog

Informazioni personali

Leo Zen vive in una cittadina del Veneto di forte tradizione cattolica e usa uno pseudonimo volendo evitare possibili disagi dal momento che scrive opere rigorose e documentate ma fortemente dissacratorie e in controtendenza. Finora ha pubblicato tre saggi: L'INVENZIONE DEL CRISTIANESIMO (Editrice Clinamen – Firenze – 2003 – 3^ed.), IL FALSO JAHVE' (Edizioni Clinamen – Firenze – 2007), LA “MALA” RELIGIONE (Editrice Uni- Service – Trento - 2009) e il romanzo storico IN NOMINE DOMINI (Prospettiva editrice – Civitavecchia - 2008)