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sabato 15 gennaio 2011
Dio, una creazione del cervello?
A San Diego e in North Carolina neurologi studiano come l' epilessia e gli allucinogeni producano apparizioni mistiche; e in Canada un neuroscienziato sperimenta un casco magnetizzato che provoca in chi lo indossa «esperienze spirituali».
Sono la conferma di quanto si era intuito già alcuni decenni fa esaminando la conversione di San Paolo. Questa conversione coincise con una rovinosa caduta (da cavallo? ) del millantato apostolo che possiamo sicuramente attribuire ad un improvviso attacco epilettico su cui non ci sono più dubbi.
Il neurologo A. Ragot scrive: “Paolo era soggetto a crisi epilettiche: oscuramento, aura luminosa e sonora, caduta, coma, cecità, afasia che regrediscono nei giorni seguenti, paralisi che migliora progressivamente lasciando ogni volta conseguenze emiplegiche definitive”. Tutte cose accadute a San Paolo durante la sua rivelazione.
Spiegava più di un decennio fa Vilayanur Ramachandran, dell'Università San Diego di California, che le crisi epilettiche dei lobi temporali del cervello inducono visioni e voci religiose particolarmente vivide che permangono anche dopo gli attacchi.
Ciò, nel caso di Paolo, spiegherebbe oltre la folgorazione di Damasco, anche le successive sue visioni e i presunti rapimenti al terzo cielo. D'altronde è lo stesso Paolo che nelle Lettere conferma direttamente la sua malattia scrivendo in Galati: “Voi sapete, fratelli, che fu a causa di una malattia del corpo che vi annunciai il vangelo” (da lui sempre dichiarato una rivelazione divina) (Galati 4,13). Ai suoi tempi l'epilessia era considerata un morbo sacro che gli dèi riservavano a coloro che sceglievano come loro intermediari.
Quindi le odierne scoperte dei neurologi americani confermano quanto si supponeva da tempo, che cioè dio è solo una creazione del cervello. Una conclusione accolta come una sfida dai teologi come Nancey Murphy, che insegna filosofia cristiana al Fuller Theological Seminary di Pasadena in California.
Secondo lui queste scoperte rinforzano le tesi degli atei e fanno apparire la religione totalmente superflua. Infatti se «è possibile spiegare l' esperienza religiosa come un semplice fenomeno cerebrale, non occorre ipotizzare l' esistenza di Dio».
Proprio come concordano la maggioranza degli scienziati secondi i quali le ricerche di Andrew Newborg a Filadefia, di Michael Persinger in Canada e di altri neuroteologi come loro sono la prova che dio non esiste.
venerdì 16 aprile 2010
L'illuminazione sulla via di Damasco (“L'invenzione del cristianesimo”) 79
Durante una spedizione punitiva contro i cristiano-ellenisti di Damasco (era stato incaricato dal sommo sacerdote Caifa di arrestarli e tradurli a Gerusalemme), fu folgorato da una visione celeste che lo portò ad una radicale conversione personale. Così passò dalla parte di quelli che fino ad allora aveva così ferocemente perseguitato, i seguaci della "Via", diventando, da quel momento in poi, altrettanto fanatico nella divulgazione della parusia (ritorno di Gesù dal cielo) quanto lo era stato prima nel tentare di ostacolarla.
Questa sua conversione coincise con una rovinosa caduta (da cavallo?) che possiamo sicuramente attribuire ad un improvviso attacco epilettico. Gli studiosi non hanno dubbi sull'epilessia di Paolo. Il neurologo A. Ragot scrive: “Paolo era soggetto a crisi epilettiche: oscuramento, aura luminosa e sonora, caduta, coma, cecità, afasia che regrediscono nei giorni seguenti, paralisi che migliora progressivamente lasciando ogni volta conseguenze emiplegiche definitive.” ( A.Ragot. Paolo di Tarso, Quaderno del Circolo Renan, 4° trim., 1963) Tutti fenomeni accaduti a Paolo durante la sua prima rivelazione.
Ma la medicina odierna, a proposito dell'epilessia, spiega dell'altro. Secondo Vilayanur Ramachandran, dell'Università San Diego di California, le crisi epilettiche dei lobi temporali del cervello inducono visioni e voci religiose particolarmente vivide che permangono anche dopo gli attacchi (V.Ramachandran, Che cosa sappiamo della mente, Mondadori, Milano, 2004). Ciò, nel caso di Paolo, spiegherebbe la folgorazione di Damasco, le ripetute testimonianze delle sue visioni e i presunti rapimenti al terzo cielo.
D'altronde è lo stesso Paolo che nelle Lettere conferma indirettamente la sua malattia accennando spesso ad una spina nel fianco, forma allegorica per indicare un disturbo fisico ricorrente, che più volte aveva chiesto a Dio di togliergli, e scrivendo in Galati: “Voi sapete, fratelli, che fu a causa di una malattia del corpo che vi annunciai il vangelo” (da lui sempre dichiarato una rivelazione divina) (Galati 4,13). Ai suoi tempi l'epilessia era considerata un morbo sacro che gli dèi riservavano a coloro che sceglievano come loro intermediari.
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- leo zen
- Leo Zen vive in una cittadina del Veneto di forte tradizione cattolica e usa uno pseudonimo volendo evitare possibili disagi dal momento che scrive opere rigorose e documentate ma fortemente dissacratorie e in controtendenza. Finora ha pubblicato tre saggi: L'INVENZIONE DEL CRISTIANESIMO (Editrice Clinamen – Firenze – 2003 – 3^ed.), IL FALSO JAHVE' (Edizioni Clinamen – Firenze – 2007), LA “MALA” RELIGIONE (Editrice Uni- Service – Trento - 2009) e il romanzo storico IN NOMINE DOMINI (Prospettiva editrice – Civitavecchia - 2008)