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lunedì 3 maggio 2010
Scaramucce tra alti prelati italiani sullo scandalo clamoroso della pedofilia pretesca
Ma qualche ecclesiastico italiano, sia pure in modo felpato e allusivo, comincia a manifestare i suoi dubbi sulla presunta montatura mediatica malevola per colpire la Chiesa e il papa, fin qui seguita dalla nostra gerarchia e dal cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Cei.
A rompere il coro omertoso è monsignor Mariano Crociata, segretario generale della Cei, che ai partecipanti alla riunione della Commissione Presbiteriale Italiana ha detto: «..ogni generalizzazione è indebita, e precisamente nelle due direzioni: nel far credere che in ogni prete si celi un potenziale pedofilo o, all'opposto, nel supporre che le accuse di pedofilia siano soltanto il frutto di un complotto architettato contro la Chiesa». Parole perfettamente condivisibili.
Meno condivisibile il concetto successivo espresso dal monsignore, che chi, cioè, ha occultato i casi di pedofilia ha «tradito» le direttive della Chiesa. È l'ennesima grossa bugia, ancor più grave se esce dalla bocca di un alto prelato.
Non solo i vescovi che hanno occultato i casi di pedofilia non hanno tradito per niente le direttive della Chiesa, ma in base al segreto pontificio, loro imposto da Ratzinger quando era Prefetto della Congregazione per la difesa della Fede, le hanno seguite alla perfezione. Quindi il vescovo Crociata non faccia il finto tonto.
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- leo zen
- Leo Zen vive in una cittadina del Veneto di forte tradizione cattolica e usa uno pseudonimo volendo evitare possibili disagi dal momento che scrive opere rigorose e documentate ma fortemente dissacratorie e in controtendenza. Finora ha pubblicato tre saggi: L'INVENZIONE DEL CRISTIANESIMO (Editrice Clinamen – Firenze – 2003 – 3^ed.), IL FALSO JAHVE' (Edizioni Clinamen – Firenze – 2007), LA “MALA” RELIGIONE (Editrice Uni- Service – Trento - 2009) e il romanzo storico IN NOMINE DOMINI (Prospettiva editrice – Civitavecchia - 2008)