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martedì 12 aprile 2011
Tempi duri per l'alto clero belga.
Il primo riguarda mons. Roger Vangheluwe, ex vescovo di Bruges che, dimessosi dopo aver confessato di aver abusato sessualmente di un minorenne, è stato costretto dall'indignazione popolare a espatriare.
Per Vangheluwe si attendeva il processo per violenze, ma quando si è scoperto che ormai i reati erano prescritti l'opinione pubblica è insorta e l'ha sottoposto a critiche durissime che lo hanno costretto a chiedere asilo all’ambasciata della Santa Sede a Bruxelles, che ne ha disposto l’espatrio.
La disposizione è arrivata direttamente dalla Congregazione vaticana per la dottrina della fede, come reso noto dalla Nunziatura, per “iniziare un periodo di cura spirituale e psicologica”.
L'altro episodio riguarda l’ arcivescovo cardinal Andrè Joseph Leonard, primate della Chiesa belga, molto criticato in patria per le sue posizioni su aids, aborto e scandali di pedofilia. Già alcuni mesi fa era stato al centro di numerose polemiche per le sue affermazioni sull'Aids da lui definito «una sorta di punizione divina» per chi è gay, che gli omosessuali del Belgio avevano vivacemente contrastato accusandolo di omofobia.
Così domenica primo novembre scorso, festa di Ognissanti, mentre nella cattedrale l'arcivescovo s'avviava al podio dell'altare per prendere la parola un giovane gli si era avvicinato fulmineo e gli aveva spiaccicato una torta sul viso tra gli sguardi sbigottiti dei sacerdoti che concelebrano la messa, dileguandosi rapidamente uscendo dalla cattedrale. Un dei fedeli presenti alla funzione aveva avuto la prontezza di filmare l'accaduto che, caricato su Youtube, è diventato il video più più cliccato in Belgio.
Il fatto si è ripetuto poche sere fa quando il cardinal Leonard e’ stato “intortato” a Louvain-la-Neuve, cittadina universitaria dove il primate della Chiesa belga si era recato per partecipare a un dibatto su come conciliare fede e scienza.
Al suo ingresso all’università, una prima torta alla crema è piombata sull’alto prelato e poco dopo, in tre riprese successive, è stato colpito di nuovo da altrettante torte, lanciate ad arte da un gruppo di quattro ragazzi al grido “Intortiamo, intortiamo l’omofobo pretone”.
Come si vede le polemiche sulle demenziali accuse dell'arcivescovo ai gay sono tutt'altro che chiuse.
mercoledì 28 aprile 2010
Il “chiacchiericcio” sulla pedofilia ecclesiastica si fa sempre più assordante.
Mentre negli Stati Uniti non si allenta la pressione dei media e in Germania si riunisce per la prima volta il vertice anti-pedofilia voluto dalla Merkel, lo scandalo della pedofilia nella Chiesa continua a registrare nuovi colpi di scena. È il caso del cattolicissimo Belgio dove ieri mons. Roger Vangheluwe vescovo di Bruges ha rassegnato le dimissioni, a sorpresa, subito accettate dal Papa.
Per la prima volta, un vescovo confessa non solo di avere nascosto abusi perpetrati da preti sotto la sua giurisdizione, ma di averli compiuti in prima persona. Secondo il presidente della commissione indipendente per il trattamento degli abusi sessuali nei Paesi Bassi, Peter Adriannsens, gli abusi del vescovo si sono protratti «per più anni e in più fasi».
Finora la commissione ha ricevuto una ventina di denunce, e in molti casi gli abusi sono andati avanti «almeno sei anni, prima che si intervenisse». Sono accusa gravissime che fanno dire all'arcivescovo di Bruxelles e primate del Belgio, Andrè-Joseph Leonard: «siamo di fronte a una situazione particolarmente seria: oggi è un giorno nero per la Chiesa, vogliamo prima di tutto chiedere scusa alle vittime, alle famiglie e alla società».
Unica nota positiva in questa bufera di scandali che colpiscono la Chiesa è la coraggiosa presa di posizione del clero europeo che comincia a riconoscere finalmente le sue colpe.
Ciò che non avviene in Italia dove i vescovi, sostenuti dall'opinione pubblica ipocrita e perbenista e da una classe politica bipartisan, prona alla Chiesa, hanno sempre insabbiato le denunce contro i preti pedofili, riducendole a semplice chiacchiericcio.
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- leo zen
- Leo Zen vive in una cittadina del Veneto di forte tradizione cattolica e usa uno pseudonimo volendo evitare possibili disagi dal momento che scrive opere rigorose e documentate ma fortemente dissacratorie e in controtendenza. Finora ha pubblicato tre saggi: L'INVENZIONE DEL CRISTIANESIMO (Editrice Clinamen – Firenze – 2003 – 3^ed.), IL FALSO JAHVE' (Edizioni Clinamen – Firenze – 2007), LA “MALA” RELIGIONE (Editrice Uni- Service – Trento - 2009) e il romanzo storico IN NOMINE DOMINI (Prospettiva editrice – Civitavecchia - 2008)