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sabato 6 marzo 2010

venerdì 5 marzo 2010

Il Vaticano crea la sua fondazione per atei ma esclude l'Uaar.

Monsignor Gianfranco Ravasi, presidente del Pontificio consiglio per la cultura, ha
annunciato la creazione di una fondazione nel suo dicastero, aperta agli atei. Si chiamerà “Il Cortile dei gentili” e avrà lo scopo di creare una rete di persone agnostiche e atee che accettino il dialogo alle condizioni imposte dalla Chiesa cattolica che vuol dimostrare che “ la teologia ha dignità scientifica e statuto epistemologico”.

Ma il presidente della Federazione umanista europea David Pollock ha già posto i paletti dicendo che non si troverà nessuna associazione atea che pensi che la teologia debba avere dignità scientifica.

Per un ateo vale il vecchio aforisma che la teologia è la scienza del nulla basata sulle favole in quanto la religione è un insieme di credenze infondate, che nessuno è mai riuscito a dimostrare come oggettivamente valide. Parafrasando, potremmo dire che la teologia è oggi una branca dell’ignoranza umana.

Sicuramente i cosiddetti atei devoti, così diffusi in Italia, specie nella classe politica, abboccheranno e parteciperanno alla fondazione. Costoro sono intimamente convinti che tutte le religioni sono bufale per gli allocchi ma nel contempo ritengono che il popolo bue ha bisogno di qualcosa in cui credere e in cui fondare la sua morale. Quindi danno alla religione una funzione politica e perciò si sentono impegnati a tempo pieno ad assecondare la Chiesa cattolica nella sua campagna oscurantista, oppressiva e nemica di ogni libertà.

Infatti è solo gli atei devoti che la Chiesa vuole agganciare. I veri atei no. Ecco perché l'Avvenire, giornale della Cei, ha escludo in partenza l'Uaar, l'associazione più importante degli ateri italiani, dicendo che si tratta di un'associazione folkloristica.

«Evidentemente l'incredulità è un fenomeno che sta crescendo davvero tanto, - commenta Raffaele Carcano, segretario generale della Uaar – mentre è meno evidente in che cosa la Uaar sarebbe folkloristica, viste le decine di iniziative culturali che organizziamo in tutto il paese, a partire dal Darwin day”.

Molti Teo-Dem e Teo-Con considereranno questa fondazione di mons. Ravasi una proposta coerente con la laicità positiva che piace tanto a papa Ratzinger e ci sguazzeranno dentro.

Preludio dell'insurrezione armata (“L'invenzione del cristianesimo”) 44

L'entrata trionfale a Gerusalemme cavalcando l'animale profetizzato per il Messia, la cacciata dei profanatori del Tempio, la cena dell'unzione a Betania, e soprattutto l'ultima cena, furono gli avvenimenti più significativi degli ultimi giorni della vita di Gesù, che dovevano preludere all'inizio dell'insurrezione armata.

La domanda più ovvia a questo proposito potrebbe essere: com'era possibile che un così sparuto gruppo di ribelli, sia pure appoggiato indirettamente da alcuni importanti capi dei giudei, come erano ritenuti Nicodemo e Giuseppe d'Arimatea, osasse sfidare la potente guarnigione militare romana, acquartierata nelle Torre Antonia? Una sfida senza senso ai nostri occhi ed anche per le autorità del Tempio.

Ma i messianisti, nel loro delirante fanatismo, ragionavano in altro modo. Anzitutto s'aspettavano l'incondizionato appoggio delle masse popolari, sempre pronte a dare ascolto a chiunque si proclamasse Messia e a seguirlo fino al martirio (vedi il caso più clamoroso ricordato in precedenza, quello di Giuda il Galileo crocifisso con duemila seguaci), ma soprattutto erano convinti che Jahvè sarebbe intervenuto con le sue schiere celesti a dar man forte a chi, nel suo nome, lottava per dar vita al nuovo regno di Dio.

giovedì 4 marzo 2010

Gli atei e e le persone aperte alle ideologie liberali sono più intelligenti

Satoshi Kanazawa, uno psicologo della London School of Economics, ha pubblicato nella rivista Social Psychology Quarterly una ricerca che dimostra che le persone col Q.I. più alto sono ateee e aperte alle ideologie liberali e, se sono maschi, tendenti alla monogamia.

Lo studioso, basandosi su due studi effettuati negli Usa da due importanti enti (National Longitudinal Study of Adolescent Health e General Social Survey) che hanno sottoposto decine di migliaia di partecipanti a rigorosi test del quoziente d'intelligenza (Q.I.) e a molte indagini inerenti le loro attitudini intellettuali e comportamentali, ha riscontrato una differenza significativa nel Q.I. tra i non credenti e i credenti.

I non credenti mostrano, infatti, un QI più elevato e una maggiore abilità di pensare e ragionare. Cosa abbastanza ovvia se si considera che le persone più sono intelligenti più sono portate ad affrontare tutte le situazioni rifiutando gli schemi tradizionali e irrazionali, come quelli propinati a piene mani dai credi religiosi, e ad utilizzare al massimo le loro capacità logiche e razionali.

La prova del nove la deduciamo dal fatto che tutti i grandi scienziati, che sono abituati, professionalmente, ad usare al massimo la razionalità, sono atei, e non potrebbero essere altrimenti. Le religioni, infatti, sono costruite su favole e miti che non solo sono indimostrati ma che, ad una analisi approfondita, risultano puerili ed assurdi.

Chi crede ciecamente, e accetta l'imposizione di non sottoporre ad esame critico quello che gli è stato propinato in tenerissima età, declassa la sua intelligenza e rimane sempre vittima di un torpore mentale che si riflette anche nel suo stile di vita.

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Informazioni personali

Leo Zen vive in una cittadina del Veneto di forte tradizione cattolica e usa uno pseudonimo volendo evitare possibili disagi dal momento che scrive opere rigorose e documentate ma fortemente dissacratorie e in controtendenza. Finora ha pubblicato tre saggi: L'INVENZIONE DEL CRISTIANESIMO (Editrice Clinamen – Firenze – 2003 – 3^ed.), IL FALSO JAHVE' (Edizioni Clinamen – Firenze – 2007), LA “MALA” RELIGIONE (Editrice Uni- Service – Trento - 2009) e il romanzo storico IN NOMINE DOMINI (Prospettiva editrice – Civitavecchia - 2008)