Visualizzazioni totali
mercoledì 1 giugno 2011
Per il cardinal Ravasi gli atei autentici e veraci sono quelli che si proclamano orfani di dio.
Ne nomina alcuni famosi, regolarmente morti da tempo, e cita di essi delle frasi celebri, che, estrapolate dal contesto, possono prestarsi a qualsiasi interpretazione.
Vediamo qualche esempio. Camus: “Come è possibile essere santi senza Dio?” Cioran: “Quando si ascolta Bach, si vede nascere Dio.” Il poeta Caproni: “Ah, mio Dio, mio Dio, perché non esisti?”.
Cosa traspare da queste citazioni anche prese alla lettera? Ma è chiaro: che questi non sono veri atei Sono dei credenti che non sanno di esserlo. Sono degli orfani di dio che lo rimpiangono ad ogni piè sospinto.
I veri atei, quelli che non si sentono orfani di nessuno, come i nostri Margherita Hack e Piergiorgio Odifreddi e i quattro cavalieri dell'ateismo duro e puro: Christopher Hitchens, Richard Dawkins, Sam Harris e Dan Bennett, che Ravasi considera “ esponenti di quell’ateismo popolare dello sberleffo irreligioso”, bollati come folkloristici, come quelli dell’UAAR, non si limitano a negare l'esistenza di dio, rimpiangendolo sottobanco, ma considerano la sua invenzione come la sciagura più immane che ha colpito l'umanità e che potrebbe portarla alla sua estinzione.
Perché di fronte ai sempre più gravi contrasti religiosi tra i tre monoteismi, ognuno dei quali è sicumericamente convinto che il suo dio ce l'ha più duro degli altri, potrebbe accadere che proprio dei fanatici fondamentalisti conquistino le cariche più importanti di uno Stato, e tenendo nelle loro mani spaventose armi di distruzione (chimiche, biologiche, nucleari e convenzionali), non esiterebbero, per difendere il loro dio, a provocare l'Apocalisse.
Abbiamo visto in un recente passato che sono bastate poche vignette infantili su Maometto per scatenare orde di musulmani a scandire slogan di morte contro l'intero Occidente.
Gli atei duri e puri sono quelli che si sono liberati per sempre di dio perché hanno trovato in se stessi il senso della propria vita, senza cercarlo in qualche ‘aldilà’ fasullo, e hanno raggiunto un così alto livello di libertà da escludere l'ingombrante presenza di un dio frutto della paura e dell'irrazionalità.
lunedì 2 maggio 2011
“I sapori della laicità” a Mestre, sabato 30 aprile, hanno avuto pieno successo.
Grande partecipazione tra la gente che finalmente poteva constatare che gli atei sono gente normale, simpatica, aperta, sorridente e amante della vita, quella vera, per intendersi, quella gratificata dalla più ampia libertà e autodeterminazione. Tutto quanto riguarda la laicità dello Stato è stato ampiamente discusso: scuola, evoluzionismo, incompatibilità dogma religioso con costituzione e dichiarazione diritti universali, bonifica dai simboli religiosi degli edifici pubblici, riti civili, bioetica, sessualità, riconoscimento delle unioni civili (etero e omo), concordato Stato-Chiesa, eutanasia, testamento biologico,.... e tanto altro.
C'era ’ proprio bisogno di una simile manifestazione per difendere e accrescere la laicità di questa Italia che ha appena compiuto 150 anni ma che non si è ancora emancipata dal potere e dalle ingerenze religiose. Basti pensare a quanto pesino nei media i discorsi del papa e dei prelati oramai invitati in tutte le trasmissioni tv e opinionisti di molti giornali. Basti pensare a quanto tanti, troppi, politici “peschino” in maniera spregiudicata nei valori cattolici della tradizione per fini elettorali, senza curarsi poi delle contraddizioni delle loro posizioni.
E poi ci sono le ingenti risorse economiche che la straricca Chiesa cattolica drena allo Stato italiano, in barba alla nostra Costituzione e con pesanti ricadute sui conti pubblici, sempre più in affanno. Non c'è il solo l'Otto per Mille, che con il suo meccanismo destina quasi il 90% dei fondi ( un miliardo di euro ogni anno) alla Chiesa cattolica a fronte di poco più del 34% delle firme, ma un fiume infinito di finanziamenti, del valore di svariati miliardi, che Ministeri, Regioni, Province, Comuni, Consigli di Quartiere, destinano alla Chiesa Cattolica Apostolica Romana nelle sue molteplici vesti.
Ci sono inoltre le esenzione dalle imposte (Ici, Imu, Irap, Iva, Ires, ecc.), le deduzioni fiscali, e altre mancate entrate, che regalano una cifra di altri miliardi di euro alla “manomorta” della Chiesa. Circa un miliardo va in stipendi per 25.600 insegnanti di religione cattolica, ingombrante presenza confessionale nella scuola pubblica, e ancora ci sono i cappellani nelle caserme, nelle carceri e negli ospedali, gli unici a dare assistenza spirituale-religiosa non come volontari ma in quanto stipendiato in ruolo dallo Stato.
E infine, a pioggia, soldi per le strutture sanitarie cattoliche, per le scuole private cattoliche, per i servizi idrici della Città del Vaticano, per il fondo di previdenza del clero, per il fondo di sicurezza sociale dei dipendenti vaticani e dei loro familiari, per i cosiddetti Grandi Eventi (le visite del S. Padre, il Giubileo, il raduno di Loreto, le Giornate della Gioventù, la beatificazione di papa Wojtyla ecc.).
Un meccanismo spesso clientelare che giostra finanziamenti pubblici di proporzioni inimmaginabili, senza paragoni in Europa. E la maggior parte degli italiani è all'oscuro di questo immorale drenaggio di soldi pubblici.
venerdì 8 aprile 2011
Il diritto di NON CREDERE
No, questo concetto è troppo riduttivo perché ignora gli altri due diritti fondamentali al riguardo: quello di poter cambiare religione quando scopriamo che non soddisfa più le nostre aspettative, e quello, importantissimo, di poter non credere a nessuna religione.
È quest'ultimo diritto, quello di non credere, ad essere ostacolato in tutti i modi nel nostro Paese in cui la credenza cristiano-cattolica di alcuni cittadini condiziona i diritti di tutti gli altri.
Anche se questi “alcuni” fossero la maggioranza, ma non lo sono perché tra atei, agnostici, indifferenti, scettici e credenti in altre religioni oggi è difficile sostenerlo, l’ingerenza religiosa della Chiesa in Italia, Stato laico per costituzione, condiziona e limita la libertà religiosa sotto questo aspetto.
La prova? La continua guerra scatenata da papa Ratzinger contro gli atei considerati diabolici depistatori perché spingono la gente ad esercitare la libertà di pensiero, a ragionare con la propria testa, a non lasciarsi abbindolare dalle religioni che vogliono imporre, con le buone o con le cattive, le loro false verità.
Una seconda prova eclatante che conferma la discriminazione degli atei in Italia l'abbiamo avuta all'inizio del 2009 quando l'UAAR, l'associazione storica degli atei italiani, allo scopo di acquistare visibilità nel nostro Paese, ma anche di stimolare i non credenti ad affermare pubblicamente le proprie convinzioni e a segnalare eventuali discriminazioni nei loro confronti, imitando l'esempio di Spagna e Inghilterra, ha provato a far affliggere a pagamento su due autobus genovesi un banner contenente la frase: “La cattiva notizia è che dio non esiste. Quella buona è che non ne hai bisogno”, successivamente modificato in un'altra frase: “Nè Giove nè Geova, nè Cristo nè Allah. Tutti gli dei sono invenzioni degli uomini”.
La reazione dei rappresentanti delle tre religioni abramitiche, sempre in lotta fra loro per affermare che il proprio dio è l’unico vero e ce l'ha più duro degli altri, ma qui unite per combattere un nemico comune, è stata durissima e l'affissione del banner è stata, con mille pretesti, impedita.
La Chiesa ha accusato l'UAAR non solo di voler offendere i credenti ma anche di aver proposto una pubblicità ingannevole. Accusa assurda perché l'affermazione che tutti gli dei sono invenzioni è suffragata dal fatto che nessuno mai è riuscito a dimostrare la loro esistenza.
Quindi è ingannevole proprio affermare che dio esiste e non il contrario. L'ignobile sopraffazione imposta agli atei italiani ha dimostrato la lapalissiana differenza tra laici e clericali (non solo cattolici ma di qualsiasi altra religione): i primi, da veri democratici, ritengono che ogni organizzazione possa esprimere la sua opinione, i secondi, da autentici teocratici, impongono invece che si possa esprimere soltanto la loro.
Se le gerarchie ecclesiastiche fossero certe della bontà delle proprie idee e dell'ampiezza del consenso che pretendono di ricevere, non avrebbero certo bisogno di imporre divieti. Il loro comportamento, come quello degli altri capi religiosi, denota invece, la loro paura davanti alla secolarizzazione del mondo occidentale: secolarizzazione che avanza ad un ritmo sempre più veloce e inarrestabile.
lunedì 14 febbraio 2011
Presentato a Bologna dal card. Ravasi il Cortile dei Gentili
Il cardinale ha scelto interlocutori di comodo e ha escluso di farvi partecipare l’unica associazione di atei e agnostici riconosciuta dal ministero, l’unica rappresentante italiana nelle federazioni internazionali di non credenti, l’autrice del blog ‘religioso’ più seguito d’Italia, con il sito ateo più visitato d’Italia e la rivista atea più letta d’Italia.
Cioè la Uaar da lui definita “folkloristica”, “pittoresca”, “nazionalpopolare”, e le sue iniziative “carnevalate”, i suoi soci “bigotti” e “talebani”. Anche se non invitata l’UAAR ha ritenuto indispensabile assistere alla prima mondiale del Cortile dei gentili con il suo segretario nazionale, Raffaele Carcano.
Ravasi aveva inizialmente dichiarato di voler dialogare con le associazioni di non credenti e con quei non credenti che “vogliono avvicinarsi a Dio” e che credono che la teologia abbia “dignità scientifica e statuto epistemologico”.
L”evento di ieri ha mostrato la difficoltà di trovare simili interlocutori e, difatti, in pratica si è dovuto ricorrere al solo Cacciari, l’unico relatore esplicitamente ateo presente al convegno. Questo filosofo i era già un punto di riferimento di Ravasi per aver presentato in Vaticano il Gesù di Nazaret di Benedetto XVI e aver partecipato al convegno Dio oggi della CEI. Si tratta quindi di un ateo devoto, appartenente alla categoria che piace tanto alla Chiesa.
Di fronte alla secolarizzazione avanzante e alla continua crescita del numero degli atei, il Vaticano, conscio che non è possibile fermarne la crescita sul “libero mercato religioso”, cerca atei e non credenti subalterni al cattolicesimo: esaltatori delle radici cristiane e dell’autorità morale della Chiesa, allineati o quasi alla stessa sul testamento biologico, il crocifisso, l’insegnamento della religione a scuola.
I non credenti, stimati in quasi dieci milioni di italiani, non si riconoscono in queste posizioni. Infatti l’odierno ateismo di massa che fa paura al Vaticano non ha niente a che spartire con filosofi d'élite.
Il dramma della Chiesa cattolica oggi consiste nel fatto che la maggioranza delle popolazioni occidentali non va più a messa se non per celebrarvi riti di passaggio, non conosce quasi più nulla della dottrina, non sa più nemmeno bene in cosa crede, ma continua a dichiararsi cristiana.
Ravasi sarebbe molto più onesto, con chi non crede e con se stesso, se definisse “ateismo pratico” quello ‘praticato’ da costoro, molto più pericoloso di quello professato dagli atei e dagli agnostici che si autodefiniscono per quello che sono e che si uniscono in associazioni tipo UAAR.
Suona però strano, per non dire fastidioso, il fatto che un’istituzione pubblica, come l’Università di Bologna, si sia fatta complice del progetto vaticano proprio il 12 febbraio, Darwin day, giornata in cui in tutto il mondo le istituzioni culturali e associazioni come l’UAAR celebrano lo scienziato che ha sferrato il colpo mortale al vecchio creazionismo che è il fondamento dell'oscurantismo religioso.
venerdì 26 novembre 2010
La “Vandea” baciapile.
I governatori leghisti, infatti, fanno a gara a chi è più paraculo dei clericali. Ma, tornando al Veneto. scrive il vicentino Vitaliano Trevisan a pag. 76 di "Tristissimi Giardini", editori Laterza, collana "Contromano", uscito nel maggio 2010: "Noto anche, e andando a Treviso li noto sempre, strani cartelloni pubblicitari di fondo azzurrino con su una madonna (maiuscola nel testo), e una scritta che dice qualcosa come: l'aborto è un as
Il fatto merita una breve considerazione. L'Italia, stando alla Costituzione, è uno Stato laico e democratico. Ma la Costituzione, si sa, è carta straccia per i nostri politici, che la violano in continuazione. Una prova fra le tante: i continui e massicci contributi alle scuole private cattoliche, espressamente vietati dalla Costituzione.
Ora la Corte Costituzionale ha stabilito da tempo che «il nostro ordinamento costituzionale esclude ogni differenziazione di tutela della libera esplicazione sia della fede religiosa sia dell'ateismo» (sentenza 117/1979).
In base a questa sentenza l'Uaar, a sue spese, ha tentato tempo fa di far pubblicità dell'ateismo su due bus di Genova ma è stata subito impedita con la plateale idiozia che avrebbe offeso i credenti proponendo una pubblicità ingannevole. Scrivere, infatti, che dio non esiste
Da notare che negli ultimi decenni, nonostante il progressivo imbranamento clericale della nostra classe politica, la società italiana è diventata sempre più plurale e, soprattutto, secolarizzata.
I non credenti italiani sono diversi milioni, molti di più di tutte le confessioni religiose di minoranza messe insieme. Ma nonostante ciò sono sempre i politici clericalizzati a dettar legge. Così a noi atei non permettono gli ateobus pagati di tasca nostra, e ai leghisti del membro consentono di mettere cartelli con la madonna antiaborto, pagati coi soldi delle nostre tasche.
Nel Veneto baciapile, col leghismo al potere dobbiamo prepararci al peggio. Prima, la presa di posizione sulla pillola RU 486, adesso la madonna antiaborto, domani, chissà, magari una delibera come quella approvata in Piemonte il 15 ottobre che rende molto più ardua e irta di ostacoli l’interruzione volontaria di gravidanza, in evidente violazione della 194 nello spirito e nella sostanza.
venerdì 5 novembre 2010
Inizia in Italia l'assistenza morale non confessionale per i malati.
Normalmente i non credenti, e in special modo gli atei, temono meno la morte dei credenti perché sanno che paradiso e inferno sono due colossali bufale. Ciononostante anche chi non crede ha paura della malattia, della sofferenza e si interroga sul senso della vita.
Quando, nell'aprile del 2009, alle Molinette di Torino si era inaugurata la "stanza del silenzio", per dar conforto morale e psicologico ai malati su progetto del Comitato interfedi, Raffaele Carcano, presidente dell'Uaar, l'Unione degli atei agnostici e razionalisti, aveva protestato per l'esclusione degli atei.
Il direttore generale, Giuseppe Galanzino, gli aveva risposto; "Non ci era venuto in mente di chiamare gli atei nell'ambito del progetto. Ma siamo pronti a lavorare anche con voi". L'Uaar ha a sua volta presentato un progetto, poi approvato dal personale medico e da tutti gli interessati, con la tanatologa Marina Sozzi.
"Chi non crede rischia di ritrovarsi privo di qualsiasi orizzonte consolatorio - spiega Carcano - e può sembrare quindi difficile offrirgli assistenza spirituale. Ma al tempo stesso, come anche Umberto Veronesi ci ha più volte confermato, l'avvicinarsi della morte è spesso vissuto da questi pazienti meglio che dagli altri. In Italia le istituzioni, nonostante ciò che afferma l'articolo 19 della Costituzione, sembrano implicitamente ritenere che i non credenti, abituati per tutta una vita a cavarsela da soli, non abbiano bisogno di aiuto nemmeno durante la malattia".
Gli "assistenti spirituali" laici, dopo aver seguito una specifica preparazione, intervengono ora come volontari ogni volta che la loro presenza sarà richiesta. Il lavoro non mancherà perché alle Molinette passano 40.000 persone al giorno e i posti letto sono 1.200.
L'assistenza morale impartita da questi assistenti laici sarà del tutto gratuita mentre invece quella impartita in alcune regioni come la Toscana e il Veneto, da parte di sacerdoti cattolici scelti dai vescovi, grava sul bilancio delle Asl di queste regioni per alcuni milioni di euro tra stipendi e oneri accessori.
Questa è una vera vergogna perché l'assistenza morale agli ammalati dovrebbe essere svolta gratuitamente come parte del loro ministero. Tanto più se teniamo conto che questi sacerdoti sono pagati dallo Stato con l'otto per mille.
martedì 26 ottobre 2010
L'on. Franco Frattini più ateofobo di Ratzinger?
In questo articolo, violentissimo nei confronti di chi non crede, questo ateofobo per eccellenza scrive che «l’ateismo, il materialismo e il relativismo» sono «fenomeni perversi», caratterizzati da «fanatismo e intolleranza», che «minacciano la società», e vanno pertanto combattuti con un’alleanza tra cristiani, musulmani ed ebrei.
Più papale di Ratzinger questo ministro, che dovrebbe conoscere un po' di Costituzione italiana e qualche principio di democrazia, incita alla ‘Santa Alleanza’ contro una minoranza (peraltro ragguardevole) dei cittadini del suo paese, colpevole di esercitare i più elementari diritti democratici, tra i quali anche il libero pensiero, e la addita spudoratamente come fomentatrice di atti destabilizzanti o terroristici.
Circostanza ancora più grave, l’articolo in questione è stato pubblicato sull’Osservatore Romano, organo di informazione della Santa Sede, uno Stato estero, e ripubblicato sul sito del ministero degli esteri come voce ufficiale del nostro Governo.
Giustamente l’UAAR ha inviato oggi al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano un messaggio con il quale chiede che il ministro ritiri le sue dichiarazioni, oppure si dimetta perché le sue idee sono chiaramente incompatibili con la carta costituzionale e suonano come un chiaro incitamento alla guerra di religione.
Con questo aberrante e demenziale articolo l'on. Frattini oltre non dimostrarsi degno di ricoprire la carica di ministro di uno Stato che individua nella laicità e nella libertà di coscienza due supremi principi costituzionali, si manifesta anche come un chiaro esempio di fanatismo e intolleranza quando, ipocritamente, definisce gli atei intolleranti e perversi semplicemente perché non credono nelle immaginarie entità soprannaturali dei tre monoteismi abramitici, responsabili di tutte le più bestiali stragi e guerre di religione che hanno insanguinato l’umanità intera fino ad oggi.
In una delle perle che abbondano nell'articolo troviamo: “Credo che occorra un nuovo umanesimo per contrastare questi fenomeni perversi (l’ateismo, il materialismo e il relativismo), perché soltanto la centralità della persona umana è un antidoto che previene il fanatismo e l’intolleranza”.
Avete capito? Gli atei, i più strenui difensori di ogni libertà di pensiero e di coscienza, sarebbero fanatici e intolleranti, mentre i credenti che vogliono imporre le loro chimere con la coercizione realizzerebbero appieno la personalità umana.
A quando on. Frattini la sua proposta di legge di mettere un bel triangolo giallo con una grande A nera sulla giacca degli atei?
martedì 14 settembre 2010
L'UAAR premia “I baci mai dati”, il film in mostra a Venezia sulle Madonne-patacca.
La storia è ambientata in un quartiere di Catania, e ha come protagonista Manuela, una ragazza di tredici anni, costretta a vivere una vita grama e infelice in una famiglia disastrata, con un padre fallito e assente, una madre, ex miss quartiere, perennemente frustrata, e una sorella maggiore, molto procace, che si sta infilando in giri pericolosi.
Durante la giornata Manuela lavora come donna delle pulizie nel negozio di una parrucchiera che è anche la fattucchiera di fiducia del quartiere e imbastisce tarocchi. La sera, con la musica sparata nelle orecchie, silenzia le urla della madre, le liti col padre e lo scherno della sorella Marianna che attende l'amante di turno.
E' un'esistenza misera resa ancor più infelice per il fatto che la madre, troppo affannata alla ricerca di attenzioni maschili, non le manifesta affetto e attenzione. Finché una notte Manuela s'inventa che la Madonna, la cui statua si trova nello spiazzo antistante la sua abitazione, le è apparsa e le ha dato il dono di fare miracoli.
Viene creduta immediatamente e da quel momento la sua vita e di chi la circonda si trasforma radicalmente. Sua madre, snaturata e opportunista, si accorge di poterne fare un business. La veste da monaca e la costringe a improvvisarsi santa e a trasformarsi in una sorta di fabbrica della speranza.
Tutti accorrono alla sua casa e, con richieste drammatiche e bizzarre, invocano qualche grazia: chi di trovare l’amore, chi un figlio, chi “che il marito trovi un lavoro al supermercato sotto casa, turno dalle tre alle otto, che è il migliore” e, perfino, la vittoria del campionato di calcio della squadra locale. Finché Manuela, raggiunto lo stato massimo di stress e frustrazione, getta la maschera e fa cadere il palco.
Questo film ci mostra un'Italia dalle credenze e ingenuità diffuse, radicate nella cultura millenaria di un cattolicesimo imperniato sulla superstizione e la dabbenaggine e sulle ingenue speranze di un'umanità derelitta e infelice, perennemente alla disperata ricerca di qualcuno che sia disposto a soccorrerla nei suoi bisogni e che quindi diventa facile preda di qualsiasi imbonitore.
sabato 28 agosto 2010
Per rendere laica l'Italia bisogna ricorrere alla Giustizia.
La non attivazione di fondi per l’ora alternativa costituisce una vera e propria lesione di due principi costituzionali: la libertà religiosa e il diritto all’istruzione come dimostrano le sentenze della Corte Costituzionale 203\1989,13\1991, la circolare 9\1991, applicativa della sentenza 13\9, nonché la recvente motivazione del Consiglio di Stato 2749/2010 .
Ma tant'è, niente riesce a smuovere i comportamenti omissivi del ministro della pubblica istruzione, forse segretamente incoraggiato a produrre pretesti economici per assecondare sottobanco l'ostilità della Chiesa a questo insegnamento alternativo.
Ora qualcosa si sta muovendo a questo riguardo. Il ricorso presentato dai genitori di una bambina frequentante una scuola primaria statale di Padova, prontamente appoggiato economicamente e tecnicamente dall'associazione UAAR, ha prodotto un'ordinanza del Tribunale (30/7/2010), che sancisce il diritto di ottenere un insegnamento alternativo a quello cattolico, precisando che: «la sua istituzione deve considerarsi obbligatoria per la scuola» e che di questo il ministero «dovrà necessariamente farsi carico».
La alunna infatti, durante l'insegnamento della religione cattolica, era stata costretta prima a rimanere in classe, poi a trasferirsi in classi parallele per l'intero anno scolastico, senza che l'istituto provvedesse ad attivare le lezioni alternative richieste.
Secondo il tribunale, la scuola ha praticato nei confronti della bambina una doppia discriminazione, «nell'esercizio del diritto all'istruzione e alla libertà religiosa». Per questo «comportamento discriminatorio illegittimo» l'istituto e il ministero dell'istruzione sono stati condannati anche al pagamento della somma di 1.500 euro.
Facendo riferimento all'ordinanza del tribunale di Padova, il diritto all'ora alternativa può, da oggi in poi, essere fatto valere da qualsiasi genitore di fronte a qualsiasi istituto scolastico statale. A scoraggiare i dirigenti scolastici dall'adottare comportamenti omissivi vi è la responsabilità risarcitoria che tali mancanze comportano, come stabilito dal tribunale di Padova.
Vedremo a questo punto se finalmente le cose cominceranno a cambiare nel nostro Paese sempre più restrittivo dei diritti civili e delle libertà democratiche.
domenica 22 agosto 2010
La Commissione Bilancio della Camera destina una pioggia di milioni per parrocchie, arcidiocesi, congregazioni cattoliche e affini.
Di male in peggio, dunque. Ma non per tutti. Per parrocchie, diocesi, congregazioni cattoliche e affini tutto va a gonfie vele. Infatti. la commissione bilancio della Camera ha approvato venerdì 30 luglio, con il solo voto contrario dell’IDV, una risoluzione con cui 51 milioni 575 mila euro sono stati stanziati per il “Fondo per la tutela dell’ambiente e la promozione dello sviluppo del territorio”, voce che, in realtà, maschera contributi e sussidi in gran parte elargiti ad enti cattolici.
Si tratta di una cifra cospicua che, però, rappresenta un'inezia rispetto all'enorme massa di denaro pubblico che confluisce nelle casse di Santa Romana Chiesa sia sotto forma di finanziamenti diretti (otto per mille e stanziamenti a diversi titoli da parte di Stato, Regioni, Province e Comuni), sia sotto forma di privilegi fiscali come l'esenzione dall'ICI.
I recentissimi scandali sulla “cricca degli appalti” hanno messo in evidenza lo sterminato patrimonio immobiliare posseduto dalla Vaticano SpA non solo a Roma ma nel resto del Paese. In realtà la Chiesa è la massima potenza economica d'Italia se teniamo conto che tutte le parrocchie possiedono un gran numero di appartamenti che, affittati a prezzi di mercato, fruttano cospicue entrate e che i numerosi edifici di proprietà ecclesiastica sparsi in tutto il territorio, adibiti a lucrose attività commerciali (alberghi, cinema, teatri, campi di calcio, piscine, scuole private, ecc), col trucco di inserire in loro una cappella, un altarino o anche una semplice foto di santo o madonna con lumino acceso, vengono trasformati, ipso facto, in luogo "non esclusivamente destinato al lucro", e quindi non tassabile.
Ma non è tutto. A queste enormi entrate dobbiamo aggiungere anche i contributi degli enti locali. Tanto per fare un esempio: sarebbero ben 145 milioni di euro (avete letto bene) i contributi complessivamente ricevuti in un anno dalla Chiesa cattolica di Verona da parte di regione, provincia e comuni.
Questa è la stima fatta dal circolo UAAR in base a notizie di stampa. Una somma enorme Se in tutta Italia regioni, province e comuni avessero la stessa generosità nei confronti delle relative diocesi, la Chiesa cattolica italiana riceverebbe attraverso questi canali pubblici somme stratosferiche, forse superiori alla stessa manovra fiscale. Ma di questa emorragia, di questo salasso delle casse dello Stato il popolo bue è tenuto completamente all'oscuro.
Vi chiederete a questo punto, perché tanta generosità da parte dei nostri politici verso questa piovra insaziabile, nonostante il divieto della nostra Costituzione di elargire contributi ad enti religiosi?
Ma lo sa anche Pinco Pallino! Per elemosinare l'appoggio elettorale delle gerarchie cattoliche e farsi perdonare la condotta di vita, tutt'altro che cristiana, di gran parte di loro. Più i nostri politici sguazzano nel brago, più la Chiesa gioisce potendo così ricattarli.
martedì 15 giugno 2010
Sbattezziamoci e facciamolo sapere
"Andando su www.sbattezzati.it si possono vedere i certificati finora pubblicati ed il numero degli sbattezzi per ogni regione e provincia di chi ha già aderito. Il sito e' ancora in fase di rodaggio e probabilmente necessita ancora di qualche aggiustatina, sono graditi suggerimenti e offerte di collaborazione da inviare a info@sbattezzati.it.
"Il senso di questa iniziativa, che vi invito a divulgare per quanto vi e' possibile, è duplice: da una parte soddisfa il desiderio di chi vuole condividere la gioia per aver deciso di uscire definitivamente dal gregge, dall'altra vuole dimostrare che le persone che non ne possono piu' della Chiesa Cattolica sono tante e chi si sbattezza è in buona compagnia, potrebbe servire a far rompere gli indugi a chi si sentisse in solitudine. L'UAAR ringrazia coloro che si sono prodigati per realizzarlo e coloro i quali lavorano per mantenerlo attivo."
‘Sbattezzo’ significa cancellazione degli effetti civili del battesimo, ossia l’elementare diritto, sancito dalla Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo e riconosciuto da un provvedimento del Garante per la privacy, di poter abbandonare una confessione religiosa: nel caso specifico, di non essere più considerati dallo Stato come “sudditi” della Chiesa, “obbedienti” e “sottomessi” alle gerarchie ecclesiastiche, come recita il Catechismo.
Le ragioni per uscire dalla Chiesa Cattolica possono essere diverse: coerenza con i propri principi, protesta perché discriminati in quanto omosessuali, donne o ricercatori, rivendicazione della propria identità atea o agnostica. Oppure la semplice onestà intellettuale di dire “non sono più dei vostri”.
Per sbattezzarsi: scaricare il modulo pubblicato sul sito www.uaar.it/laicita/sbattezzo/sbattezzo-modulo-per-parroco.rtf, compilarlo, fare una fotocopia della propria carta d’identità e inviare il tutto alla propria parrocchia di battesimo con raccomandata a.r. Nel giro di quindici giorni, termine di legge (anche se talvolta vanno oltre) le parrocchie sono tenute a rispondere con una lettera con cui confermano di aver annotato sull'atto di battesimo e/o sul registro dei battezzati quanto richiesto dallo 'sbattezzando'.
venerdì 5 marzo 2010
Il Vaticano crea la sua fondazione per atei ma esclude l'Uaar.
annunciato la creazione di una fondazione nel suo dicastero, aperta agli atei. Si chiamerà “Il Cortile dei gentili” e avrà lo scopo di creare una rete di persone agnostiche e atee che accettino il dialogo alle condizioni imposte dalla Chiesa cattolica che vuol dimostrare che “ la teologia ha dignità scientifica e statuto epistemologico”.
Ma il presidente della Federazione umanista europea David Pollock ha già posto i paletti dicendo che non si troverà nessuna associazione atea che pensi che la teologia debba avere dignità scientifica.
Per un ateo vale il vecchio aforisma che la teologia è la scienza del nulla basata sulle favole in quanto la religione è un insieme di credenze infondate, che nessuno è mai riuscito a dimostrare come oggettivamente valide. Parafrasando, potremmo dire che la teologia è oggi una branca dell’ignoranza umana.
Sicuramente i cosiddetti atei devoti, così diffusi in Italia, specie nella classe politica, abboccheranno e parteciperanno alla fondazione. Costoro sono intimamente convinti che tutte le religioni sono bufale per gli allocchi ma nel contempo ritengono che il popolo bue ha bisogno di qualcosa in cui credere e in cui fondare la sua morale. Quindi danno alla religione una funzione politica e perciò si sentono impegnati a tempo pieno ad assecondare la Chiesa cattolica nella sua campagna oscurantista, oppressiva e nemica di ogni libertà.
Infatti è solo gli atei devoti che la Chiesa vuole agganciare. I veri atei no. Ecco perché l'Avvenire, giornale della Cei, ha escludo in partenza l'Uaar, l'associazione più importante degli ateri italiani, dicendo che si tratta di un'associazione folkloristica.
«Evidentemente l'incredulità è un fenomeno che sta crescendo davvero tanto, - commenta Raffaele Carcano, segretario generale della Uaar – mentre è meno evidente in che cosa la Uaar sarebbe folkloristica, viste le decine di iniziative culturali che organizziamo in tutto il paese, a partire dal Darwin day”.
Molti Teo-Dem e Teo-Con considereranno questa fondazione di mons. Ravasi una proposta coerente con la laicità positiva che piace tanto a papa Ratzinger e ci sguazzeranno dentro.
mercoledì 3 marzo 2010
L'Italia laica? Ma dove?
Parole sacrosante che in un qualsiasi Paese europeo sarebbero state consentite in base alla più che ovvia libertà di espressione ma che nell'Italia, protettorato vaticano, dove la Costituzione e la sentenza della Corte Europea risultano essere carta straccia, vanno vietate perché il sindaco «come Amministratore e come cristiano», sente il dovere di tutelare «la credibilità di un simbolo storicamente condiviso dall’intera cristianità».
Questo signor sindaco ignora che dal 1984 non vi è più una religione di Stato, che la Corte Costituzionale ha stabilito che «il nostro ordinamento costituzionale esclude ogni differenziazione di tutela della libera esplicazione sia della fede religiosa sia dell'ateismo» (sentenza 117/1979) e che «il principio supremo della laicità dello Stato è uno dei profili della forma di Stato delineata nella Carta costituzionale della Repubblica» (sentenza 203/1989) .
Egli ignora pure che negli ultimi decenni la società italiana è diventata sempre più plurale e, soprattutto, secolarizzata, e che i non credenti italiani sono ormai diversi milioni, molti di più di tutte le confessioni religiose di minoranza messe insieme.
Purtroppo è a causa di politici e amministratori come lui, sempre disposti a violare sistematicamente le più elementari leggi democratiche per servilismo religioso che le discriminazioni nei confronti dei non credenti sono in sensibile aumento e denotano spaventosi deficit di laicità, se non di civiltà.
È ora che la popolazione italiana, la Chiesa Cattolica, la classe politica, i mass media si rendano finalmente conto che nel nostro Paese vivono (e vivono serenamente anche se spesso discriminati ) milioni di atei e agnostici.
Benvenuti nel mio blog
Questo blog non è una testata giornalistica, per cui lo aggiorno quando mi è possibile. I testi sono in regime di COPYLEFT e la loro pubblicazioni e riproduzioni è libera purché mantengano lo stesso titolo e venga citando il nome dell'autore.
I commenti possono essere critici, ma mai offensivi o denigratori verso terzi, altrimenti li cancello. Le immagini le pesco da internet. Qualche volta possono essere mie manipolazioni.
Se volete in qualche modo parlare con me, lasciate la richiesta nei commenti, vi contatterò per e-mail. Dato che il blog mi occupa parecchio tempo, sarò laconico nelle risposte.
Se gli argomenti trattati sono di vostro interesse, passate parola; e, se site studenti, proponeteli al vostro insegnante di religione. In tal caso fatemi sapere le risposte che avete ottenuto. Grazie.
Lettori fissi
Archivio blog
Informazioni personali
- leo zen
- Leo Zen vive in una cittadina del Veneto di forte tradizione cattolica e usa uno pseudonimo volendo evitare possibili disagi dal momento che scrive opere rigorose e documentate ma fortemente dissacratorie e in controtendenza. Finora ha pubblicato tre saggi: L'INVENZIONE DEL CRISTIANESIMO (Editrice Clinamen – Firenze – 2003 – 3^ed.), IL FALSO JAHVE' (Edizioni Clinamen – Firenze – 2007), LA “MALA” RELIGIONE (Editrice Uni- Service – Trento - 2009) e il romanzo storico IN NOMINE DOMINI (Prospettiva editrice – Civitavecchia - 2008)