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mercoledì 1 giugno 2011
Per il cardinal Ravasi gli atei autentici e veraci sono quelli che si proclamano orfani di dio.
Ne nomina alcuni famosi, regolarmente morti da tempo, e cita di essi delle frasi celebri, che, estrapolate dal contesto, possono prestarsi a qualsiasi interpretazione.
Vediamo qualche esempio. Camus: “Come è possibile essere santi senza Dio?” Cioran: “Quando si ascolta Bach, si vede nascere Dio.” Il poeta Caproni: “Ah, mio Dio, mio Dio, perché non esisti?”.
Cosa traspare da queste citazioni anche prese alla lettera? Ma è chiaro: che questi non sono veri atei Sono dei credenti che non sanno di esserlo. Sono degli orfani di dio che lo rimpiangono ad ogni piè sospinto.
I veri atei, quelli che non si sentono orfani di nessuno, come i nostri Margherita Hack e Piergiorgio Odifreddi e i quattro cavalieri dell'ateismo duro e puro: Christopher Hitchens, Richard Dawkins, Sam Harris e Dan Bennett, che Ravasi considera “ esponenti di quell’ateismo popolare dello sberleffo irreligioso”, bollati come folkloristici, come quelli dell’UAAR, non si limitano a negare l'esistenza di dio, rimpiangendolo sottobanco, ma considerano la sua invenzione come la sciagura più immane che ha colpito l'umanità e che potrebbe portarla alla sua estinzione.
Perché di fronte ai sempre più gravi contrasti religiosi tra i tre monoteismi, ognuno dei quali è sicumericamente convinto che il suo dio ce l'ha più duro degli altri, potrebbe accadere che proprio dei fanatici fondamentalisti conquistino le cariche più importanti di uno Stato, e tenendo nelle loro mani spaventose armi di distruzione (chimiche, biologiche, nucleari e convenzionali), non esiterebbero, per difendere il loro dio, a provocare l'Apocalisse.
Abbiamo visto in un recente passato che sono bastate poche vignette infantili su Maometto per scatenare orde di musulmani a scandire slogan di morte contro l'intero Occidente.
Gli atei duri e puri sono quelli che si sono liberati per sempre di dio perché hanno trovato in se stessi il senso della propria vita, senza cercarlo in qualche ‘aldilà’ fasullo, e hanno raggiunto un così alto livello di libertà da escludere l'ingombrante presenza di un dio frutto della paura e dell'irrazionalità.
mercoledì 25 maggio 2011
Messaggio di Christopher Hitchens agli atei statunitensi.
Le critiche di Hitchens, che hanno evidenziato le nefaste conseguenze del pensiero religioso in tutti campi,non hanno risparmiato nessuno e hanno colpito gli esponenti di qualsivoglia religione organizzata, non solo del cattolicesimo. Per esempio egli ha rivolto pesanti critiche al Dalai Lama per aver venduto indulgenze a personaggi famosi di Hollywood seguaci del buddhismo.
Insomma un personaggio urticante. In italiano sono stati tradotti due sui bestseller che vale la pena di leggere: “La posizione della missionaria. Teoria e pratica di Madre Teresa di Calcutta” (Roma, minimum fax 2003) e “Dio non è grande: Come la religione avvelena ogni cosa” (Torino, Einaudi 2007) . Sono entrambi dissacratori al massimo.
Tanto per capire il personaggio ricordo che in un'intervista al Free Inquiry del 1996 ebbe a dichiarare: “Sono un ateo. Non sono neutrale rispetto alla religione, le sono ostile. Penso che essa sia un male, non solo una falsità”. Purtroppo, da un paio d'anni, Hitchens è affetto da un cancro all'esofago fra i più deleteri che minaccia seriamente la sua sopravvivenza.
Invitato recentemente alla conferenza degli atei statunitensi, non ha potuto parteciparvi per la perdita della voce, ma ha ai suoi cari compagni di incredulità mandato un messaggio molto significativo.
Dopo essersi dichiarato molto orgoglioso di aver combattuto contro il diritto dei bulli e dei tiranni ad avanzare l'assurda affermazione di avere dio dalla loro parte, egli scrive: "Aver avuto una piccola parte in questa resistenza è stato il più grande onore della mia vita: il modello e l'originale di tutte le dittature è la resa della ragione all'assolutismo e l'abbandono della ricerca critica e oggettiva.
"Il nome dozzinale di questa illusione letale è religione, e dobbiamo imparare nuovi modi di combatterla nella sfera pubblica, così come abbiamo imparato a liberarcene noi stessi in privato. Le nostre armi sono la mente ironica contro il letterale; la mente aperta contro il credulo; la coraggiosa ricerca della verità contro il pavido e le forze abiette che imporrebbero limiti all'indagine (e che stupidamente affermano che abbiamo già tutta la verità di cui abbiamo bisogno).
" Forse sopra ogni cosa, asseriamo la vita sopra i culti della morte e del sacrificio umano, e abbiamo paura, non dell'inevitabile morte, ma piuttosto di una vita umana che sia intralciata e distorta dalla patetica necessità di offrire irragionevoli adulazioni, o la abominevole credenza che le leggi della natura rispondano ad ululati e incantesimi".
E conclude invitando gli atei americani, in quanto eredi di una rivoluzione secolare, a difendere e sostenere la Costituzione che vigila sul confine tra Chiesa e Stato, contro i sempre più frequenti rigurgiti di fondamentalismo biblico-cristiano rappresentato da un protestantesimo illiberale e settario, come quello delle regioni americane della cosiddetta Bible Bel.
giovedì 24 febbraio 2011
Calano le presenze in classe durante l’ora di Religione, mentre è boom di prof con la certificazione del vescovo.
La scuola italiana sta subendo di anno in anno drastiche riduzioni che compromettono la sua già scarsa funzionalità. Tutti i segni riguardanti il personale sono negativi: meno insegnanti di ruolo, meno supplenti e meno unità di personale Ata (amministrativo, tecnico e ausiliario).
Gli unici insegnanti che non conoscono affatto la scure della coppia Tremonti-Gelmini sono proprio loro: i prof di religione. Adesso sono in 9.369, rispetto allo scorso anno che erano 8.232 e ci costano quasi un miliardo di euro.
Ma perché uno Stato laico come l'Italia impartisce a sue spese (e che spese!) questo insegnamento, abolito in quasi tutti Paesi europei e in fase di abbandono anche nella cattolicissima Irlanda?
Un insegnamento che, secondo il celebre biologo Richard Dawkins, non trasmettendo una conoscenza oggettiva e provabile ma mitica , come per esempio la creazione biblica, rappresenta una violazione dei diritti dell'infanzia, un vero abuso? Perché per l'attuale ministro della Pubblica Istruzione, “l’ora di religione ha una valenza educativa maggiore delle altre discipline” (Mariastella Gelmini, 24.04.09).
Per questa ministra, infatti, insegnare come verità, delle favole assurde, vere circonvenzioni di minori, è il massimo dell'educazione.
Ma, oltre all'aspetto negativo di questo insegnamento ce n'è uno ancora più grave. Esso, infatti, non viene esercitato dallo Stato medesimo ma appaltato alla Chiesa, la quale formula i programmi, recluta gli insegnati, li nomina, senza concorso, con diritto di revoca (se entrano in disaccordo col vescovo) e fa concedere loro lo stipendio più alto, rispetto agli insegnati delle altre materie.
Al di là degli iniqui aspetti giuridici della situazione, il tutto avviene in piena e assoluta violazione della Costituzione Italiana che all'articolo 33 recita che “l'arte e la scienza sono libere e libero ne è l'insegnamento”, mentre invece la catechesi confessionale, conforme al sistema teologico e dogmatico della Chiesa, che l'insegnante di nomina vescovile deve impartire, non è assolutamente libera, tanto è vero che se costui mettesse in dubbio un qualsiasi aspetto dell'ortodossia (ad esempio, postulando la creazione di Adamo come allegorica), verrebbe immediatamente revocato.
Quando si farà strada in Italia l'idea che l'ora di religione cattolica è una grossa spesa inutile per lo Stato ed è un'ora in meno per l'educazione dei nostri figli?
martedì 4 gennaio 2011
Il Quebec bandisce ogni forma di religione negli asili statali.
In Italia, con l'acefalia quasi totale della nostra classe politica e culturale, totalmente appecorata al Vaticano, l'insegnamneto della religione cattolica nelle scuole è un dogma. Ad abolirlo, come in Francia, è un'ipotesi che non sfiora neppure le menti italiote. Solo parlarne procurerebbe un'immediata patente di anticlericalismo viscerale.
Lo scandalo è, sostiene Dawkins, che «noi non esitiamo a definire un bambino cristiano o musulmano, quando è troppo piccolo per comprendere questi argomenti, mentre non diremmo mai di un bambino che è marxista o keynesiano. Con la religione si fa un'eccezione». Le si consente, cioè, di raccontare favole non solo dal pulpito delle chiese ma anche nelle scuole pubbliche frequentate da alunni di ogni estrazione religiosa.
In questi giorni finalmente una notizia incoraggiante che fa ben sperare che in certi Stati la resipiscenza cominci a farsi strada. Negli asili della provincia canadese del Quebec, infatti, non dovrà essere praticata e insegnata alcuna religione. Il ministero della Famiglia ha fatto sapere che la provincia bandisce ogni forma di religione negli asili statali o semi-statali che ricevono contributi pubblici, a partire dal prossimo giugno.
Per chi non rispetta la legge sono previste varie sanzioni, inclusa la perdita del sussidio del governo. Leader religiosi, inclusi rabbini, imam e preti non potranno più visitare gli asili. Anche i simboli religiosi, naturalmente, non verranno più esposti.
Almeno nelle scuole di questa provincia del Canada l'infanzia non sarà più stuprata intellettualmente e infettata dal dogma che la fede cieca nelle assurde favole religiose è una virtù.
mercoledì 6 ottobre 2010
Gli atei inglesi contro papa Ratzinger
Il massimo rappresentante dell'ateismo inglese, movimento molto diffuso nel paese anglosassone, Richard Dawkins, in un video diffuso in tutto il mondo (vedi foto allegata) e visibile anche in “No God” (www.nogod.it del 27/09) con sottotitoli in italiano, ha risposto per le rime con una durissima, rigorosa e circostanziata requisitoria che fa a pezzi le affermazioni false, per non dire inique, di Benedetto XVI.
Dopo aver ampiamente dimostrato che Hitler non era ateo, anzi era cattolicissimo al punto da stipulare un concordato con la Chiesa Cattolica, Dawkins ha riportato alcune affermazioni del Fuhrer tedesco scritte nel suo libro “Mein Kampf”, il cosiddetto vangelo nazista.
Una di queste iniziava così:”Il mio sentimento come cattolico mi guida verso il mio Signore e Salvatore come un gladiatore”. Continuando la sua requisitoria, Dawkins ha ricordato il Te Deum speciale, fatto celebrare nella cattedrale di Monaco, per ringraziare il Signore di aver salvato Hitler da un attentato, durante il quale l'arcivescovo della città affermò: “Ringrazio la Divina Provvidenza, nel nome dell'archidiocesi, per la fuga fortunata del Fuhrer”.
Quindi ricordò che l'esercito tedesco aveva ben impresso sulle fibbie dei cinturoni lo slogan "Gott mit uns", Dio è con noi.
A conclusione della sua indignata filippica, Dawkins ha accusato il papa di essere un nemico dei bambini, avendo coperto in mille modi i preti pedofili; un nemico del popolo gay, incitando intolleranza e discriminazione nei suoi confronti; un nemico delle donne, impedendo loro il sacerdozio, come se un pene fosse uno strumento essenziale al lavoro pastorale: un nemico dei poveri della Terra, condannandoli ad avere famiglie numerose col divieto degli anticoncezionali; un nemico della scienza, bloccando le ricerche vitali sulle cellule staminali embrionali; un nemico della verità, promovendo bugie sui preservativi, con l'affermazione che non proteggono contro l'Aids, e, infine, un nemico dell'educazione perché inocula nei bambini, approfittando della loro ingenuità, il senso di colpa del peccato e il terrore dell'inferno.
Gli atei inglesi, ancor prima che arrivasse il papa, erano erano sul piede di guerra per le affermazioni dell''ex presidente del Pontificio consiglio per l'unita' dei cristiani, il cardinale tedesco Walter Kasper, che aveva definito la Gran Bretagna un ''Paese da Terzo Mondo'' nel quale i cristiani sono discriminati a causa ''di un nuovo ateismo aggressivo''.
Dopo la diffusione delle dichiarazioni di Kasper, contenute in un'intervista al settimanale tedesco Focus, e le vivaci preteste degli atei inglesi, il portavoce vaticano padre Federico Lombardi al Guardian, aveva dichiarato la indisponibilità del cardinale di accompagnare il papa per ''motivi di salute''.
Ma la sua rinuncia, con al scusa della malattia diplomatica, non aveva calmato gli animi. Nessuno però immaginava che Ratzinger avrebbe peggiorato le affermazioni di Kasper.
mercoledì 8 settembre 2010
Per Stephen Hawking, l'astrofisico più famoso del mondo: "Non fu Dio a creare l'universo".
Richard Dawkins, il biologo ateo di ferro, accogliendo esultante questa affermazione aggiunge: "Così come Darwin ha smentito l'esistenza di Dio con la sua teoria sull'evoluzione biologica della nostra specie, adesso Hawking la nega anche dal punto di vista della fisica"
Scrive infatti Hawking nel suo libro: "Poiché esiste una legge come la gravità, l'universo può essersi e si è creato da solo, dal niente. La creazione spontanea è la ragione per cui c'è qualcosa invece del nulla, il motivo per cui esiste l'universo, per cui esistiamo noi". E predice che la fisica è ormai vicina a formulare "una teoria del tutto", una serie di equazioni che possono interamente spiegare la natura dell'universo.
Nel campo dell'ateismo la pubblicazione del libro di Hawking viene accolta come una vittoria della ragione e della scienza, da celebrare a due settimane dalla visita in Inghilterra di papa Benedetto XVI, che non sarà per niente d'accordo con Hawking in quanto non solo questo papa crede fermamente in Dio, ma considera la scienza ancella della fede.
Hawking non ha mai creduto che scienza e religione siano conciliabili e tanto meno che la scienza sia subordinata alla fede. "C'è una fondamentale differenza tra la religione, che è basata sull'autorità (cioè sulla rivelazione piovuta dall'alto e mai dimostrata), e la scienza, che è basata su osservazione e ragionamento" egli afferma categorico. "E la scienza vincerà perché funziona". Non solo, ma prova tutto ciò che afferma, mentre la religione non prova niente di quello che va predicando.
Che il "Big Bang", la grande esplosione che ha creato il mondo, non sia avvenuto per intervento divino, ma come conseguenza inevitabile delle leggi della fisica non è l'unica prova a dimostrare l'assurdità della religione. Ce n'è un'altra: la certezza della scienza che il nostro universo non è l'unico esistente ma solo uno di una serie di universi nei quali altre forme di vita sono possibili.
Ciò «rende meno straordinarie le condizioni del nostro pianeta» ed elimina la certezza che «la Terra sia stata creata apposta a beneficio degli esseri umani», come tutte le religioni ci hanno lusingati a credere in base al dogma antropocentrico dei creazionisti.
Se poi consideriamo che secondo Darwin l'uomo è semplicemente il prodotto di un mix di caos e determinismo che avrebbe potuto essere assemblato in qualcosa di molto diverso da quello che è, arriviamo alla conclusione inevitabile che, in base alle leggi dell'evoluzione, la nostra specie, anziché vanatrsi di essere stata creata ad immagine di Dio, altro non sarebbe che una variazione casuale nell'esplosione del vivente. (È un po' dura da ingoiare, ma è così).
mercoledì 25 agosto 2010
Il nuovo leader del Regno Unito, Cameron, vorrebbe estendere il modello delle "free schools" anche a quelle laiche e perfino atee.
A questo punto giova ricordare che Richard Lynn, professore di psicologia dell’Università di Ulster, in un articolo pubblicato sulla rivista "Intelligence" del 2008 affermava che non credere in dio e nei dogmi religiosi, rende più intelligenti, e che l'ateismo è proprio delle persone dotate di un alto quoziente intellettivo.
Giova altresì ricordare che Anthony C. Grayling, autorevole filosofo inglese, in un editoriale apparso sempre nel 2008 sul quotidiano britannico “The Guardian”, dichiarava esplicito che “ci sono molte ragioni per cui sarebbe un grande vantaggio per tutti avere un ateo come primo ministro”.
Anzitutto non accetterebbe “di ricevere messaggi dal cielo che gli dicono di andare in guerra” come è accaduto a Bush per l'Iraq. Secondariamente, non sarebbe succube dei gruppi religiosi che ricattano lo Stato pretendendo privilegi, sostanziose prebende economiche, l'immunità dalle critiche e dalle satire e innumerevoli altri benefici. In terzo luogo, salvaguarderebbe meglio i diritti civili, l'autodeterminazione delle persone e la laicità della scuola.
È proprio condividendo questa mentalità molto evoluta che il Ministro dell’Educazione del Regno Unito, il conservatore Michael Gove, ha dichiarato recentemente che in uno Stato che si definisca liberale bisogna ammettere accanto alle scuole confessionali – musulmane, ebraiche, cattoliche oltre che protestanti– anche la “scuola atea”.
Gli hanno fatto da sponda molti insigni intellettuali inglesi tra i quali il biologo evoluzionista Richard Dawkins, ateo di ferro. Dawkins, autore del best-seller L’illusione di Dio (Mondadori 2007), si è effettivamente mostrato interessato alla riforma Gove che offrirebbe ai cittadini la più vasta possibilità di scelta, senza tuttavia indulgere alla semplificazione della “scuola atea”.
“Non indottrinerei mai i ragazzi all’ateismo - ha precisato - proprio come non lo farei per la religione. I giovani dovrebbero piuttosto imparare a porsi domande. Li vorrei scettici, critici e di mentalità aperta. Libero pensiero in libera scuola, insomma. La critica al dogmatismo – religioso o ideologico – verrà da sé.”.
Di fronte a queste meravigliose aperture del mondo britannico mi chiedo avvilito e sgomento, quanti anni luce separano la nostra classe politica da quella inglese?
venerdì 16 aprile 2010
La gaffe del cardinal Bertone
Quest'affermazione gratuita e antiscientifica, autentica gaffe che testimonia come le nomenclatura vaticana viva nel panico e non sappia cosa inventare per salvarsi dalle sue specifiche, gravissime responsabilità omertive a tutti i livelli, ha scatenato forti reazioni contrarie sia da parte del mondo scientifico, sia dai difensori dei diritti civili del mondo occidentale e naturalmente da parte delle associazioni gay e perfino di organizzazioni cattoliche.
Che ci sia un rapporto statistico-scientifico tra omosessualità e pedofilia è sicuramente una falsità sconfessata da tutti gli studiosi del problema. Detta da un teologo questa falsità è ancora più grave. La Chiesa cattolica dà l'idea di stare adottandoi strategie sgangherate per difendersi dalle crescenti rivelazioni sulla pedofilia del clero che stanno suscitando indignazione nell'intero Occidente.
Tutti i giornali d 'America, Inghilterra, Francia, Germania e perfino della cattolicissima Spagna sono unanimi nel condannare, senza mezzi termini, non solo l‘amalgama inaccettabile' tra omosessualità e pedofilia come titola Le Monde, proprio oggi contraddetto da due abusi recenti fatti da sacerdoti su due ragazzine, una italiana e una cilena, ma anche dall'invenzione di assurdi complotti sionisti (come quello denunciato dal vescovo emerito mons. Babini) determinati dal fatto che il New York Times, che è stato in prima file nel denunciare gli scandali dei preti, appartiene a un ebreo.
Quanto sta emergendo dal marciume del clero ci ha fatto conoscere l’analfabetismo della Chiesa in materia di rigore morale, trasparenza, emersione, verità; e ci ha fatto capire che la Chiesa non sembra comprendere le dimensioni che lo scandalo va assumendo e le violente reazioni che sta suscitando.
Rivela l'inglese Guardian che il noto opinionista Richard Dawkins sostiene che "Il Papa dovrebbe andare sotto processo”. “Gli abusi sessuali di bambini non sono peculiari della Chiesa cattolica” egli scrive,” ma sono le successive coperture, più ancora del reato originario, a screditare di più un'istituzione. E qui il Papa è davvero nei guai". A suo parere, dovrebbe essere una corte civile a decidere se Ratzinger è colpevole o innocente.
Anche in America si stanno moltiplicando i procedimenti nei quali le parti offese chiedono che lo stesso Benedetto XVI venga messo sul banco degli imputati e obbligato a difendersi. Le cose si stanno mettendo veramente molto male per la Chiesa
mercoledì 17 marzo 2010
L'ora di religione nella scuola italiana
Questa attività alternativa può essere espletata in vari modi: con attività didattiche e formative nuove (ad esempio, studio della cultura civica); con attività di studio e / o di ricerca individuali, sotto assistenza di personale docente; con libera attività di studio e / o di ricerca, previa garanzia della vigilanza.
Ma tutto ciò è rimasto lettera morta perché lo Stato italiano, unico tra i Paesi liberali d’Occidente, se è riescito a trovare la bellezza di oltre un miliardo di euro per l'insegnamento di una disciplina opinabile ed evanescente come la religione, il cui esoterismo è pari ad un improbabile e assurdo « Seminario sull'Ippogrifo », non ha trovato il becco di un quattrino per garantire l'ora alternativa determinando un ingiusto e anticostituzionale sopruso agli studenti italiani costretti, loro malgrado, a rimanere ugualmente nelle classi ad ascoltarne la lezione rifiutata. E ciò in aperto contrasto con le sentenze della Corte Costituzionale 203\1989,13\1991 e la circolare 9\1991, applicativa della sentenza 13\9.
Ma perchè uno Stato laico come l'Italia deve insegnare, a sue spese (e che spese!) questo insegnamento, abolito in Francia, a Berlino ed in altri Paesi europei? Un insegnamento che pretende di trasmette, come verità assoluta, una conoscenza non oggettiva e non suffragata da alcuna prova, ma inventata da individui che hanno scambiato le loro allucinazioni per visioni celesti, per messaggi divini, e fanno affidamento sulla credulità delle masse facilmente plagiabili.
Il celebre biologo Richard Dawkins, nel libro «L'illusione di Dio», sostiene che l'insegnamento scolastico, oggi impartito nelle scuole occidentali, non trasmettendo una conoscenza oggettiva e provabile ma mitica, come per esempio la creazione biblica, rappresenta una violazione dei diritti dell'infanzia, un vero abuso. Un autentico stupro intellettuale, aggiungo io.
Bisogna, invece, educare i giovani, fin dalla prima infanzia, con metodi scientifici e razionali, rigettando, o evidenziando come tale, tutto quanto sa di mitico, fabuloso e irrazionale. Questo, non per trasformare ognuno di noi in uno scienziato, ma semplicemente in un uomo normalmente razionale, che utilizza alla meglio il cervello che la natura gli ha dato.
Perché un'educazione, basata sulla razionalità, sviluppa la creatività e la democrazia in quanto apre la mente allo studio oggettivo, rigoroso e scientifico della realtà che ci circonda, e porta chi la coltiva a prendere decisioni informate, dedotte dall'osservazione dei fatti esaminati, e n
venerdì 19 febbraio 2010
Per Richard Dawkins l’evoluzione è una realtà scientifica ampiamente comprovata
Le teorie di Darwin, confermate da milioni di reperti fossili, geologici e paleontologici, nonché da tutte le ricerche biologiche, sono oggi osteggiate con ostinata stupidità dai movimenti creazionisti di tutte le religioni che non vogliono rassegnarsi ad accettare che il mito del divino vasaio intento al tornio a modellare l'omino di creta sia un favola infantile nata nelle menti ottenebrate del cavernicolo e introdotta pari pari nella Bibbia.
Di fronte alla miriadi di prove che confermano il darwinismo i creazionisti più irriducibili, detti fondamentalisti cristiani non si danno per vinti e insistono a proporre in alternativa una nuova teoria pseudoscientifica per conciliare creazionismo ed evoluzionismo. Va sotto il nome di Intelligent Design (Progetto intelligente) conosciuto come ID. Vogliono che in ogni scuola il Progetto Intelligente venga insegnato in parallelo alla Selezione Naturale.
Negli Usa, dove l'ID trova i massimi sostenitori, si tentò di introdurlo nelle scuole come teoria scientifica ma fu bloccato dalla magistratura che, in base al primo emendamento della Costituzione Americana, lo dichiarò non scienza e lo relegò a teoria religiosa.
In Italia, col Vaticano in casa e il Governo sempre prono ai dettami del papa, il problema non si pone nemmeno perché la teoria evolutiva non viene trattata nella scuola dell'obbligo. Infatti nel 2004 (DL 19 febbraio n.59). l'allora ministra della Pubblica Istruzione, Moratti, fece togliere ogni riferimento a Darwin e all'evoluzione nei programmi scolastici del primo ciclo, facendoli scivolare nel pieno Medio Evo. Si doveva tornare al racconto del mitico vasaio, accennato sopra, in base al dogma del primato della fede sulla ragione, sostenuto dalla Chiesa.
La teoria dell'ID nega recisamente che il caso possa aver generato la complessità degli organismi viventi, ma sottace sul fatto che le variazioni casuali sono avvenute sulla nostra Terra per più di tremila milioni di anni, determinando milioni di piccoli adattamenti che hanno dato vita, gradatamente, agli organismi più complessi.
L'ID viene perciò recisamente negato da tutti gli scienziati degni di portare questo nome. Ma non per il papa secondo il quale vige imperativo il dogma del primato della fede sulla ragione. "Ogni teoria che neghi alla divina provvidenza qualsiasi reale ruolo causale nello sviluppo della vita nell'universo non è scienza ma ideologia" (Ratzinger, alla Commissione teologica internazionale, 2004).
Quindi l'evoluzionismo, suffragato da milioni di reperti fossili e paleontologici, per Benedetto XVI è ideologia, mentre la favoletta del mitico vasaio, è scienza.
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Informazioni personali
- leo zen
- Leo Zen vive in una cittadina del Veneto di forte tradizione cattolica e usa uno pseudonimo volendo evitare possibili disagi dal momento che scrive opere rigorose e documentate ma fortemente dissacratorie e in controtendenza. Finora ha pubblicato tre saggi: L'INVENZIONE DEL CRISTIANESIMO (Editrice Clinamen – Firenze – 2003 – 3^ed.), IL FALSO JAHVE' (Edizioni Clinamen – Firenze – 2007), LA “MALA” RELIGIONE (Editrice Uni- Service – Trento - 2009) e il romanzo storico IN NOMINE DOMINI (Prospettiva editrice – Civitavecchia - 2008)