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giovedì 16 giugno 2011

Sul web la campagna per boicottare la visita del papa a Berlino in settembre.

La visita del papa a Berlino in settembre sta suscitando un forte movimento di protesta contro la sua venuta. La dura politica di Ratzinger in materia di diritti omosessuali e libertà civili ha fatto nascere il comitato “Der Papst kommt” che promuovere online il boicottaggio dell’evento.

Sta dilagando in tutta la Germania la raccolta delle adesioni sul web che si annunciano numerose. Benedetto XVI troverà nel suo Paese una poderosa comunità che lo contesterà pacificamente ma duramente. Ecco il testo della risoluzione del comitato “Der Papst kommt!”

“A Settembre 2001 Papa Benedetto XVI visiterà la Germania. Durante questo periodo parlerà anche di fronte al Parlamento. Noi protestiamo contro questo. Il Papa appoggia una politica che discrimina gli uomini sui temi di genere e di sesso. 

" Noi protestiamo contro il Papa perché è uno dei maggiori responsabili dell’oppressione dei gay, delle lesbiche e delle trans nel mondo. A livello mondiale il Vaticano combatte a fianco delle più brutali dittature contro i diritti per la comunità LGBT.  Secondo Ratzinger la decisione di parlamenti eletti democraticamente di riconoscere le coppie dello stesso esso è una legalizzazione del male, che i cattolici devono contrastare.

 "Noi critichiamo il disprezzo dei diritti delle donne, che il Vaticano compie quando lotta contro la parificazione dei sessi e contro l’aborto. Condanniamo la politica sessuale e sui preservativi del Papa.

"Impedisce la prevenzione del virus Hiv in molti Paesi, condanna gli uomini alla malattia e porta loro alla morte. Protestiamo contro la visione antidemocratica di Papa Benedetto XVI, che definisce una società liberale come una dittatura del relativismo.

"Queste critiche sono condivise da molti cattolici che invitiamo a protestare insieme a noi. Ci contrapponiamo al tentativo del Papa di imporci i suoi dogmi morali come leggi delle nostre Nazioni. Una simile politica non può essere tollerata nel silenzio, per questo invitiamo a tutti a protestare pacificamente a Berlino".

mercoledì 15 giugno 2011

Netto calo della religiosità nei giovani del mondo occidentale.

Un’inchiesta del prestigioso Pew Research Center, i cui risultati sono stati diffusi pochi giorni fa, evidenzia che nel mondo giovanile USA aumenta la popolazione non credente.

Un giovane su cinque, tra quelli compresi tra i 18 e i 25 anni, sostiene di non far parte di alcuna religione o di essere ateo o agnostico. La percentuale è circa il doppio di quella riscontrata a fine anni Ottanta.

Come se non bastasse, solo il 4% del campione ritiene che tra gli obbiettivi importanti nella vita dei giovani di oggi vi sia il diventare più spirituali. Dati simili riguardano la quasi totalità dei giovani del mondo occidentale, compresa l'Italia, anche se in Italia molta gente pensa di fare brutta figura nel dichiararsi non credente.

Siamo un Paese meno libero e la libertà influisce anche sulla schiettezza delle persone. Secondo un sondaggio commissionato da Messa in latino all’istituto demoscopico Doxa, il 24% degli italiani preferisce non dichiararsi cattolico: un percentuale che sale al 37% nella fascia degli uomini tra i 15 e i 34 anni.

Sempre secondo questo sondaggio il numero di italiani che frequenta la messa domenicale sarebbe del 26%, e, a sorpresa, i due terzi dei cattolici praticanti si sono dichiarati favorevoli alla messa in latino. Come mai?

Per il semplice motivo che nel nostro Paese quasi il 22% della popolazione è over 65 anni di età. Sono questi, infatti, i più assidui frequentatori della messa domenicale, i quali, ricordando le cerimonie liturgiche celebrate in latino nella loro giovinezza, ne mantengono inalterata la nostalgia.

Nostalgia più che comprensibile se si pensa che la messa, per la stragrande maggioranza di essi è una forma di partecipazione ad una rito espiatorio, ad una pratica magica che, se viene celebrata in un linguaggio misterioso e iniziatico come il latino, risulta molto più suggestiva.

Nel ricordo degli anziani il latino trasformava la messa in una forma di sottofondo musicale che assieme all’atmosfera creata dal profumo dell’incenso e dal canto gregoriano creava un'aria di magia.

La comprensibilità delle parole liturgiche, invece, toglie a queste ultime quell’alone di mistero che affascina e finisce per banalizzare il tutto. Quindi parrebbe giustificata l'insistente volontà di Benedetto XVI di ripristinare il vecchio, caro, magico ‘latinorum’ nella messa.

Ma gli anziani, ormai, vanno scomparendo, e le chiese si fanno sempre più vuote perché ai giovani la messa, con o senza il latino, non interessa più.

martedì 7 giugno 2011

La visita del papa a Zagabria

Le tv croate che hanno trasmesso in diretta la messa di papa Benedetto XVI all’Ippodromo di Zagabria hanno stimato in 300 mila i fedeli presenti sull’enorme spianata dove è stato allestito il palco per la celebrazione liturgica, rilevando che si tratta di circa 100 mila persone in meno di quelle attese, e che l’evento odierno non è paragonabile alla messa oceanica celebrata nello stesso luogo nel 1994 da Giovanni Paolo II, quando, con il Paese ancora in guerra, accorsero un milione di persone.

La visita papale è stata oggetto anche di manifestazione di protesta da parte di associazioni omosessuali e laiche. Ci sono state tre contestazioni, sia pure di scarsa entità.

La prima ha visto un gruppo di manifestanti accusare il papa di non rispettare i diritti umani e mostrare cartelli con scritte quali ‘I preservativi salvano la vita’, ‘La Chiesa senza politica – lo Stato senza prediche’.

La seconda, attuata dai non credenti, si è manifestata con la donazione di sangue nel centro per le trasfusioni di Zagabria. ‘Per la società non c’è atto più umano e socialmente più utile della donazione del sangue’, hanno detto i contestatori, spiegando che ‘l’appartenenza a una religione e la preghiera non possono sostituirsi di per sé alla partecipazione attiva e responsabile alla società”.

Infine, nella terza, l’organizzazione per la difesa dei diritti di gay e lesbiche ‘Queer Zagreb’ ha allestito una mini-rassegna di film che tematizzavano la controversa posizione della Chiesa cattolica verso l’omosessualità.

Benedetto XVI, durante il suo viaggio pastorale in Croazia, si è espresso soprattutto per la difesa del matrimonio tradizionale, contro ogni riconoscimento delle coppie di fatto.

Ha infatti invitato a “non cedere a quella mentalità secolarizzata che propone la convivenza come preparatoria o addirittura sostitutiva del matrimonio”: un timore dovuto al fatto che, “nella società odierna, specialmente in Europa, va diffondendosi una secolarizzazione che porta all’emarginazione di Dio dalla vita e ad una crescente disgregazione della famiglia.

L'omosessualità e le unioni di fatto sono diventate l'ossessione della Chiesa e Ratzinger non perde occasione per ripeterlo. Sposarsi, per lui, è un imperativo categorico, magari anche soltanto civilmente.

Per il papa la convivenza mette a rischio il suo concetto di famiglia, come se un sì pronunciato davanti al prete o davanti al sindaco possa garantire la stabilità di un rapporto. Per quanto, invece, si vede dallo sfascio dei matrimoni, anche nei Paesi cattolici, il sì omologato dalla carta da bollo garantisce solo la stabilità del reddito degli avvocati matrimonialisti.

Comunque ancora una volta il papa nel suo appello alla regolarizzazione del rapporto di coppia nega ogni uguale diritto agli omosessuali. Come sempre è la discriminazione il "valore non negoziabile" quello che conta nella versione cattolica.

Infine, sfidando la riprovazione degli ortodossi della ex Iugoslavia, il papa ha sostato in preghiera sulla tomba del cardinale di Zagabria Alojzije Stepinać, soprannominato “L’arcivescovo del genocidio”, per essere stato dal 1941 al 1942 vicario militare ufficiale delle milizie degli ustascia, guidate dal comandante Ante Pavelić che in quel periodo procedettero alla conversione coatta dei serbo-ortodossi compiendo delle atrocità inaudite.

martedì 8 marzo 2011

Benedetto XVI denunciato alla Corte penale internazionale dell’Aja per crimini contro l’umanità.

Incredibile, ma vero! Due avvocati tedeschi, Christian Sailer e Gert-Joachim Hetzel, residenti  a Marktheidenfeld in Baviera, cioè proprio nello regione natale del Papa, hanno presentato una denuncia contro Benedetto XVI presso la Corte penale internazionale dell’Aja, per crimini contro l’umanità.

La denuncia, di 51 pagine, datata 14 febbraio e indirizzata al procuratore della Corte - Luis Moreno-Ocampo - contiene tre accuse. Non è la prima volta che Ratzinger è stato incriminato. Nel 2005, a causa della circolare “De Delictis Gravioribus”, inviata ai vescovi di tutto il mondo il 18 maggio 2001, nella quale aveva imposto il segreto pontificio sugli abusi dei preti pedofili, Ratzinger era stato incriminato negli Stati Uniti per cospirazione contro la giustizia in un processo presso la Corte distrettuale di Harris County.

Ma nel settembre dello stesso anno, il ministero della Giustizia degli Usa, per intervento di Bush e di Condolezza Rice, aveva bloccato il processo contro di lui, in quanto, essendo stato nel frattempo eletto papa e diventato sovrano dello Stato pontificio, aveva diritto all’immunità riconosciuta a tutti i capi di Stato. È probabile quindi che anche per questa denuncia tutto si risolva in una bolla di sapone, dato che il papa è tuttora un capo di Stato, ma senz'altro potrà provocare dei rilievi poco simpatici nei suoi confronti.

Ma vediamo nello specifico in che cosa consistono le accuse a suo carico. La denuncia parla di tre crimini mondiali che secondo i due avvocati “fino ad ora non sono stati denunciati. . . solo perché  la riverenza tradizionale verso l’autorità ecclesiastica ha offuscato il senso di “giusto e sbagliato”. La prima, si legge nel documento, riguarda il «mantenimento e la leadership di un regime mondiale totalitario di coercizione, che sottomette i propri membri attraverso minacce terrificanti e pericolose per la salute».

La seconda è «l'adesione a un divieto mortale dell'uso di preservativi, anche quando esiste il pericolo di infezione dell'Hiv-Aids». A questo riguardo i legali bavaresi fanno osservare che i Cattolici “minacciati dall’AIDS”, si trovano”di fronte ad una terribile alternativa: se si proteggono con il preservativo durante i rapporti sessuali, diventano peccatori, se non si proteggono per paura della punizione del peccato minacciato dalla Chiesa, diventano candidati alla morte “

Infine, la terza accusa riguarda «la costituzione e il mantenimento di un sistema mondiale di copertura di crimini sessuali commessi da preti cattolici e il loro trattamento preferenziale, che aiuta sempre a nuovi crimini».Qui la denuncia sottolinea in particolare il “forte sospetto che Joseph Ratzinger, sia come prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede sia da Papa, abbia fino ad oggi sistematicamente coperto gli abusi sessuali su bambini e giovani e protetto i responsabili, in tal modo favorendo  ulteriori atti di violenza sessuale verso i giovani “

A questi atti d'accusa i due tedeschi  aggiungono che la Chiesa cattolica “acquista i suoi membri attraverso un atto obbligatorio, cioè attraverso  il battesimo dei bambini che ancora non hanno una volontà propria”.

Questo atto è “irrevocabile” ed è difeso con le  minacce di scomunica e delle fiamme dell’inferno. A mio avviso, come ho già detto, tutto si ridurrà ad una bolla di sapone, ma solleverà senz'altro qualche polemica soprattutto per il divieto papale del preservativo e per l'imposizione coercitiva del battesimo ai neonati che contrasta apertamente con la libertà di religione, sancita da tutte le costituzioni dei Paesi democratici.

sabato 5 febbraio 2011

Le menzogne scientifiche dei cattolici oltranzisti.

Nella sua prima visita in Africa il 17 marzo 2009, Benedetto XVI aveva suscitato grande scalpore affermando che i profilattici non impedivano il contagio Aids e nemmeno le gravidanze indesiderate perché fabbricati con molti fori microscopici.

Una colossale menzogna scientifica che aveva scatenato le ire dei governi di Francia, Germania, Spagna e dell'Unione Europea, nonché della prestigiosa rivista scientifica londinese Lancet che lo aveva accusato, senza mezzi termini, di aver "pubblicamente distorto le prove scientifiche” per mascherare la criminale decisione della Chiesa di vietare l'uso dei profilattici, considerandoli peccaminosi strumenti anticoncezionali.

Questa assurda teoria, nonostante la ferma sconfessione degli scienziati, è tuttora sostenuta da molte figure ecclesiastiche di rango elevato (vescovi dell'America latina e dell'Africa) e dal cardinal Alfonso Lopez Trujillo, presidente vaticano del Pontificio consiglio per la famiglia.

Pochi giorni fa, a sorpresa, è stata ripresa da una autorevole esponente della Cdu tedesca, la presidente dei Cristiano democratici per la vita, Johanna Gräfin von Westphalen, che non ha esitato ad attaccare i profilattici e definire immorale chi li usa. I profilattici sarebbero solo propaganda omosessuale, e le associazioni cattoliche che non li vietano si comportano in modo immorale.

Johanna Gräfin von Westphalen è consigliere d’ amministrazione di un’associazione di scout cattolici particolarmente conservatrice ed è anche presidente della Fondazione “Ja Zum Leben”, cioè Sì alla Vita, che si batte contro l’ aborto.

In un'intervista all’Ahlener Zeitung, la Grafin ha spudoratamente affermato che i preservativi non funzionano nella loro funzione profilattica e che chi ne incoraggia l'uso favorisce quella che lei definisce “pura propaganda omosessuale”, difesa a volte anche da persone appartenenti al suo partito di ispirazione cristiana.

Naturalmente anche gli altri metodi anticoncezionali sono rifiutati dalla Grafin perché il sesso a scopo ricreativo è un comportamento immorale. “Non c’è spazio per le pillole o le spirali”, ha rimarcato con vigore, criticando gli altri cattolici che invece li  utilizzano.

A suscitare le ire della Johanna è il fatto che gli Scout di San Giorgio, la formazione più grande in Germania, che conta circa 100mila membri, consente ai suoi soci di portare nelle tende i preservativi, un comportamento immorale secondo la Gräfin von Westphalen che contrasta con la dottrina della Chiesa.

“Non dovrebbero chiamarsi esploratori cattolici”, ha sottolineato con durezza. L’associazione degli Scout di San Giorgio ha risposto tramite il suo portavoce, evidenziando come la protezione dell’Hiv fornita dai condom è un dato scientifico assodato, e definendo la polemica della Grafin abbastanza imbarazzante.

giovedì 13 gennaio 2011

Anche il papa ammette il Big Bang

Le religioni rivelate, derivando da antichi testi nati quando l'umanità era priva di ogni nozione scientifica, di fronte ai misteri della natura erano costrette a ricorrere al mito o alla superstizione. Inoltre, venendo considerate una diretta emanazioni della divinità, si ritenevano assolute e inalterabili nel tempo.

Col progredire della scienza, però molte verità rivelate sono entrate in crisi e allora i capi religiosi, dopo aver proclamato la fede superiore ad ogni scienza, per secoli hanno tentato di metterla quest'ultima sotto controllo in ogni modo, arrivando al punto di mandare al rogo alcuni suoi cultori.

Oggi che i roghi non sono più di moda, che la scienza avanza in modo talmente rapido, che la mente umana non riesce quasi a seguirla, e la tecnologia ci presenta ogni giorno strumenti sempre più avanzati e sofisticati, che ci consentono di ampliare di continuo la nostra conoscenza, i capi religiosi si trovano sempre più a disagio e, con mirabili contorsioni teologiche che rasentano talvolta l'assurdo, tentano disperatamente di adeguarsi ai tempi.

Un esempio? Papa Benedetto XVI nell'omelia della messa dell'Epifania ha esortato i cattolici a respingere il concetto secondo cui l'universo sarebbe nato per caso e riconoscere che la mente di Dio è dietro alle teorie scientifiche come quella del Big Bang. Quindi il papa arriva ad ammettere l'esplosione iniziale da cui l'universo ebbe inizio.

Ma ne attribuisce l'accensione a dio e inoltre finge di ignorare che il riconoscimento del big bang riduce in cenere i primi libri della Genesi e sconfessa sia la creazione di Adamo ed Eva, sia la colpa originale da loro commessa che, assieme alla redenzione riparatrice, è il fondamento di tutto il cristianesimo.

Commentando le affermazioni di Papa Benedetto XVI, l'astrofisica Margherita Hack ricorda che le interpretazioni circa l'origine dell'Universo portano "inevitabilmente a posizioni inconciliabili" tra credenti e non credenti.

Quella poi di un dio con tanto di cerino in mano per accendere il big bang, le sarà apparsa veramente incredibile.

giovedì 9 dicembre 2010

Ripercussioni politiche della condanna morale dell'omosessualità da parte del papa.

Benedetto XVI, nel libro-intervista «Luce del mondo» (parecchio autocelebrativo ), ribadisce il suo giudizio morale sull'omosessualità.

Per questo papa l'omosessualità «rimane qualcosa che è contro la natura di quello che Dio ha originariamente voluto». Inoltre essa «non è conciliabile con il ministero sacerdotale, perché altrimenti anche il celibato come rinuncia non ha alcun senso».

L'apodittica affermazione di Ratzinger che l'omosessualità è moralmente inaccettabile per il clero cattolico riguarda anche, per analogia, i candidati alle elezioni e gli elettori cattolici, i quali sono evidentemente impossibilitati a votare per un omosessuale, moralmente inaccettabile, anche se è cattolico credente e praticante.

Chiaro monito a chi nutre la speranza che un omosessuale come Nichi Vendola, ancorché cattolico praticante e dotato di un certo carisma, possa aspirare alla carica di primo ministro nel nostro Paese.

Le gerarchie cattoliche e il Governo Ombra dei vescovi che controllano e guidano i governi ufficiali di qualunque sponda, si opporrebbero a candidare un omosessuale a capo del governo. Lo sottoporrebbero agli attacchi di tutti i partiti ove siano presenti politicanti vaticano-dipendenti.

Il che a dire la stragrande maggioranza delle forze politiche. Non solo PDL e UDC, quinte colonne vaticane, ma anche la Lega, sempre velenosa contro i "culattoni", e, probabilmente, tutti i politici cattolici del PD, circa la metà del partito, ma anche alcuni del PD dell'ex partito comunista. Insomma un'armata invincibile, un formidabile schieramento avverso.

Ancora l'Italia, la Vandea d'Europa, non è matura per esprimere un primo ministro dichiaratamente omosessuale o un primo ministro dichiaratamente ateo. La cinica tracotanza omofoba e oscurantista della Chiesa non tollererebbe né l'uno, né l'altro. E il popolo bue seguirebbe pedissequo la volontà del clero.

martedì 19 ottobre 2010

Benedetto XVI e Mahmoud Ahmadinejad uniti nella santa alleanza teocratica contro le libertà democratiche.

Il presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad ha scritto una lettera a Benedetto XVI, cui ha proposto «una collaborazione fra religioni divine» per fermare «il secolarismo e la crescente tendenza dell'uomo a concentrarsi solo sulla vita materiale».

Il presidente iraniano è preoccupato «della mancanza di riguardo dell'umanità per gli insegnamenti delle religioni e invita tutti i credenti a combattere per «instaurare la giustizia, sradicare l'oppressione e sconfiggere le pratiche discriminatorie», offrendo al Papa la disponibilità dell'Iran a creare un «cambiamento nell'attuale ordine mondiale».

È stupefacente che il capo di una nazione teocratica musulmana il cui testo sacro “Il Corano” scrive: “Sgozza gli infedeli ovunque li trovi” (2:191); “Uccidi gli ebre i e i cristiani, se non si convertono all'islam o se rifiutano di pagare la tassa jizya [tassa dell'umiliazione]” (9,29); “Gli ebrei ed i cristiani sono pervertiti; combattili “(9:30), e altre perle consimili, e che nel suo Paese applica sistematicamente l'ingiustizia, l'oppressione e la discriminazione (religiosa e sessuale) in nome del suo dio buono e misericordioso, si rivolga al “pervertito” (secondo il Corano) capo della cristianità cattolica per una santa alleanza contro i liberi pensatori, cioè tutti coloro che difendono le libertà democratiche, che combattono ogni discriminazione e ogni intolleranza.

Ma purtroppo è così. E il papa di fronte alla proposta di una simile alleanza come ha reagito? Non si è limitato a "ricevere il vicepresidente iraniano" latore della missiva ma lo ha ringraziato.

Insomma, la lettera del dittatorello iraniano sembra aver trovato orecchie sensibili in Vaticano. Traducendo la vicenda in soldoni, appare chiaro che i due più feroci e criminali sistemi di potere religioso nel mondo (cristianesimo e islam), negatori assoluti di ogni libertà, dopo essersi combattuti con inaudita ferocia nel passato (vedi le Crociate) ed essere tuttora responsabili delle massime tensioni mondiali, prima di scontrarsi fra loro per il dominio assoluto sul pianeta, tendono ad unire le loro forze contro la libertà di pensiero tutelata dalla laicità delle istituzioni democratiche dell'Occidente.

La loro più urgente esigenza, di fronte alla secolarizzazione sempre più dilagante e inarrestabile, è quella non solo di mettere definitivamente a tacere chi si ostina a rivelare all'umanità che le religioni sono false e oppressive nonché la causa principale delle intolleranze, dei conflitti e delle inimicizie tra i popoli, ma anche di spingere i poteri politici a contrastare, con leggi liberticide, tutte le forme attuali di libertà, creando, come dice Ahmadinejad un «cambiamento nell'attuale ordine mondiale».

Ovviamente, un cambiamento antidemocratico e quindi teocratico. L’appello di Ahmadinejad a Ratzinger va proprio in questa direzione.

mercoledì 22 settembre 2010

Il papa in arrivo a Palermo. Che dirà della mafia?

Dopo la visita di Stato in Inghilterra e Scozia, papa Benedetto XVI si accinge a recarsi a Palermo per una visita pastorale.

Gli inglesi hanno dimostrato un certo disappunto a scialacquare in tempi di crisi, per la sicurezza di Ratzinger durante i quattro giorni di visita papale, la cifra di oltre 14 milioni di euro.

Così anche la Regione Sicilia, constatato che lo Stato non verserà un quattrino, sta mostrando un certo disappunto a dover grattare il fondo delle sue casse vuote per stanziare gli oltre due milioni e mezzo di euro (cinque miliardi delle vecchie lire) per supportare questo “grande evento”.

Oltre al dispiegamento delle forze dell'ordine e dei molteplici servizi richiesti, una cospicua fetta delle spese riguarderà i 600 pullmann ingaggiati per il trasporto dei pellegrini da tutta l'isola.

Mi chiedo, perché la Cei che riceve,ogni anno, dal nostro Stato la bella cifra di un miliardo di euro con l'otto per mille (senza contare le altre prebende), non scuce un copeco in una circostanza come questa?

Ma la preoccupazione non è solo per quei due milioni e mezzo di euro che costerà la visita papale. Il programma infatti prevede la celebrazione della messa sul prato del Foro Italico e gli agronomi e i paesaggisti già avvertono che sarà la morte sicura per quell’area verde che già è costata tanto alla città. Insomma, la visita papale, determinerà un certo aggravio ai contribuenti siciliani e palermitani.

Che dirà il papa a Palermo del male endemico della mafia che infetta ancora la cultura popolare, la politica e le istituzioni della Sicilia?

Avrà il coraggio di denunciare le infiltrazioni mafiose in ogni angolo della vita sociale dell'isola e smentire categoricamente le gravi affermazioni che l’arcivescovo di Palermo, il “continentale” lombardo Ernesto Ruffini, gridava ai quattro venti negli anni della “transustanziazione” tra Cosa Nostra e la democrazia cristiana, che “la mafia è un’invenzione dei continentali per diffamare la Sicilia”?

Riuscirà a spingere il clero siciliano a rompere definitivamente la riprovevole compromissione della cupola ecclesiastica con la cupola mafiosa la quale, tramite il potere politico ad essa connesso, è sempre stata disponibile ad elargire benefici pubblici a favore della Chiesa e delle sue strutture?

O don Pino Puglisi che nel suo quartiere Brancaccio è stato brutalmente assassinato per essersi ribellato alla mafia, la morte “ se l'è solo cercata”?

mercoledì 8 settembre 2010

Per Stephen Hawking, l'astrofisico più famoso del mondo: "Non fu Dio a creare l'universo".

Nel suo nuovo libro che sta uscendo in questi giorni, intitolato “The Grand Design” (Il grande progetto) Stephen Hawking, l'autore del best-seller internazionale “Dal Big Bang ai buchi neri”, afferma, sulla base di nuove teorie, che "l'universo può essersi creato da sé, può essersi creato dal niente" e dunque "non è stato Dio a crearlo". Da ciò la logica conseguenza: se Dio non ha creato l'universo, non esiste per niente.

Richard Dawkins, il biologo ateo di ferro, accogliendo esultante questa affermazione aggiunge: "Così come Darwin ha smentito l'esistenza di Dio con la sua teoria sull'evoluzione biologica della nostra specie, adesso Hawking la nega anche dal punto di vista della fisica"

Scrive infatti Hawking nel suo libro: "Poiché esiste una legge come la gravità, l'universo può essersi e si è creato da solo, dal niente. La creazione spontanea è la ragione per cui c'è qualcosa invece del nulla, il motivo per cui esiste l'universo, per cui esistiamo noi". E predice che la fisica è ormai vicina a formulare "una teoria del tutto", una serie di equazioni che possono interamente spiegare la natura dell'universo.

Nel campo dell'ateismo la pubblicazione del libro di Hawking viene accolta come una vittoria della ragione e della scienza, da celebrare a due settimane dalla visita in Inghilterra di papa Benedetto XVI, che non sarà per niente d'accordo con Hawking in quanto non solo questo papa crede fermamente in Dio, ma considera la scienza ancella della fede.

Hawking non ha mai creduto che scienza e religione siano conciliabili e tanto meno che la scienza sia subordinata alla fede. "C'è una fondamentale differenza tra la religione, che è basata sull'autorità (cioè sulla rivelazione piovuta dall'alto e mai dimostrata), e la scienza, che è basata su osservazione e ragionamento" egli afferma categorico. "E la scienza vincerà perché funziona". Non solo, ma prova tutto ciò che afferma, mentre la religione non prova niente di quello che va predicando.

Che il "Big Bang", la grande esplosione che ha creato il mondo, non sia avvenuto per intervento divino, ma come conseguenza inevitabile delle leggi della fisica non è l'unica prova a dimostrare l'assurdità della religione. Ce n'è un'altra: la certezza della scienza che il nostro universo non è l'unico esistente ma solo uno di una serie di universi nei quali altre forme di vita sono possibili.

Ciò «rende meno straordinarie le condizioni del nostro pianeta» ed elimina la certezza che «la Terra sia stata creata apposta a beneficio degli esseri umani», come tutte le religioni ci hanno lusingati a credere in base al dogma antropocentrico dei creazionisti.

Se poi consideriamo che secondo Darwin l'uomo è semplicemente il prodotto di un mix di caos e determinismo che avrebbe potuto essere assemblato in qualcosa di molto diverso da quello che è, arriviamo alla conclusione inevitabile che, in base alle leggi dell'evoluzione, la nostra specie, anziché vanatrsi di essere stata creata ad immagine di Dio, altro non sarebbe che una variazione casuale nell'esplosione del vivente. (È un po' dura da ingoiare, ma è così).

lunedì 21 giugno 2010

La pseudo “legge naturale” di papa Ratzinger

«Tutti gli uomini, credenti e non credenti, sono chiamati a riconoscere le esigenze della natura umana espresse nella legge naturale e ad ispirarsi ad essa nella formulazione delle leggi positive, quelle cioè emanate dalle autorità civili e politiche per regolare la convivenza umana».

È quanto ha affermato Papa Benedetto XVI, nella catechesi dell'udienza generale di mercoledì16 giugno dedicata alla "attualità" della teologia morale di san Tommaso d'Aquino. Parole sacrosante se per “legge naturale” s'intende la legge che scaturisce dalla più profonda e genuina essenza dell'uomo e che sa adeguarsi alla sua progressiva e inarrestabile evoluzione.

Parole inique e rinnegatrici di ogni libertà se riferite ad una “legge naturale”, come quella voluta da Ratzinger, di millantata origine divina e quindi totalmente estranea e spesso nemica dell'uomo. Tanto più se questa “legge naturale” scaturisce esclusivamente dal dio cattolico che negli ultimi due millenni ha devastato gran parte dell'umanità con persecuzioni, intolleranze, roghi ed eccidi di massa e ha sempre perseguito la negazione di ogni libertà individuale.

Quanto poi alle “leggi positive” volute dal papa queste si riferiscono soltanto a quelle scritte nel Syllabo di Pio IX e nel Catechismo della Chiesa, che pertanto negano tutte le libertà democratiche che l'uomo si dà da sé, senza riconoscere nessun altro prima o sopra di lui e che trasformano i peccati, intesi come disobbedienze a dio e non come offese all'uomo , in altrettanti delitti da perseguire come reati.

Concludendo: il sedicente Vicario di dio in Terra non si accontenta di imporre le regole liberticide della sua Chiesa a quelli che ancora gli danno retta (speriamo sempre di meno), ma anche a quelli che usciti faticosamente dalle tenebre oppressive ricevute in tenera età, aspirano ad una vita libera. piena e sovrana.

La "legge naturale"che la Chiesa vorrebbe imporci discende dalla più innaturale di tutte le pseudo-scienze umane, la "teologia" : lo studio del nulla basato sulle favole.

sabato 17 aprile 2010

Anche la Chiesa Anglicana critica aspramente il Vaticano.

Benedetto XVI nel prossimo settembre dovrebbe recarsi in visita nel Regno Unito. Alcune associazioni di cittadini inglesi stanno organizzando vigorose proteste contro questa visita del papa che, secondo loro, non porterà nessun beneficio .

La più agguerrita di queste associazioni, conosciuta come “Make the Pope pay“, che raccoglie milioni di sostenitori dei diritti umani e che combatte le discriminazioni tra i cittadini, accusa il papa di ostacolare, col suo oscurantismo religioso, la realizzazione di una società più umana e più giusta nel mondo e, per di più, di costare al Regno Unito 20 milioni di euro, tutti a carico dei contribuenti britannici.

Le altre associazioni che raggruppano gay, femministe, fautori del birth control, cattolici favorevoli alla libera scelta sull’uso del condom e tutti quelli cui stanno a cuore i diritti civili sempre negati dalla chiusura mentale e dalla politica oscurantista del clero cattolico, sono un coro unico contro la visita del papa.

A questi si aggiungono le migliaia di manifestanti, che il 28 marzo scorso, hanno protestato davanti alla cattedrale cattolica di Westminster a Londra per chiedere le dimissioni di Papa Benedetto XVI, colpevole, secondo loro, di aver permesso a preti pedofili di evadere la giustizia.

Ma non è finita. A Londra, a Downing Street, sul sito ufficiale dell'ufficio del primo ministro Gordon Brown, decine di migliaia di persone stanno sottoscrivendo una petizione contro il papa che lo mette sotto accusa per essersi sempre opposto ai diritti delle donne, all'uso dei profilattici, all'aborto, ma anche al diritto alla contraccezione per prevenirne la necessità. Contestano anche il divieto alla ricerca sulle cellule staminali e la mancata uguaglianza giuridica, voluta dal Vaticano, di lesbiche, gay, bisessuali e transgender e quindi la discriminazione di omosessuali e transessuali.

A complicare le cose si è messo anche l'Arcivescovo di Canterbury, Rowan Williams che, a seguito dello scandalo pedofilia, rompendo il protocollo ecumenico, ha espresso dure critiche contro i vertici ecclesiastici cattolici, scrivendo che la Chiesa Romana in Irlanda "ha perso tutta la sua credibilità". Insomma una generale levata di scudi contro il pontefice romano. Tutto fa prevedere che la visita papale potrebbe innestare una forte opposizione e qualche dimostrazione ostile.

venerdì 19 marzo 2010

“La Chiesa ha insabbiato”. Prime ammissioni

Ricordate la drammatica trasmissione di Anno Zero del 31/05/07, dedicata alla pedofilia pretesca, durante la quale l'ineffabile monsignor Fisichella, cappellano della Camera dei Deputati, con visibile imbarazzo a domanda rispose "sì, i casi di pedofilia sono solo pochi e isolati". E negò pure, con altrettanta ineffabile sicumera, che il papa avesse intimato ai vescovi di nascondere e soffocare gli scandalosi abusi con una ben precisa circolare “De Delictis Gravioribus”, inviata ai vescovi di tutto il mondo il 18 maggio 2001?

Ora, di fronte alle accuse sempre più numerose e inarrestabili che piovano da molti Paesi europei a questo riguardo le stesse gerarchie sono costrette ad ammettere, a denti stretti, che la pedofilia è stata molto più diffusa nel clero di quanto si presumesse e che, effettivamente, fu ignominiosamente insabbiata per molti decenni come ha ammesso il vescovo di Treviri, Stephan Ackermann, incaricato di far luce nello scandalo dei preti pedofili tedeschi.

L'alto prelato ha dovuto riconoscere che "la Chiesa cattolica" non solo ha "insabbiato" a lungo i casi di abusi sessuali su minori, ma anziché punire o cacciare i preti colpevoli si è limitata a trasferirli da una diocesi all'altra consentendo loro di iterare gli stessi crimini.

L'ammissione, fatta da Ackermann in un'intervista ad un giornale tedesco, ha sfiorato anche papa Benedetto XVI per aver tollerato,quando era arcivescovo del capoluogo bavarese e di Freising, la permanenza nella sua diocesi di un prete condannato a 18 mesi di prigione nel 1986 per abusi su minori e allontanato soltanto in seguito alla contestazione dei fedeli dopo che aveva ripetuto i suoi crimini.

Tanta onestà del clero tedesco nel perseguire “l'operazione trasparenza" non trova l'equivalente nel clero italiano. Infatti, per il segretario di Stato, cardinale Tarcisio Bertone, la richiesta di far piena luce sulla pedofilia dei sacerdoti viene considerata come il tentativo di "qualcuno" di "minare la fiducia" nel papa, e per la Cei, “un ricatto per chiudere la bocca alla Chiesa".

mercoledì 10 febbraio 2010

Pesanti interferenze vaticane in Inghilterra

L'ingerenza del Vaticano non riguarda solo l'Italia, ormai ridotta a colonia pontificia, dove non si muove foglia che il papa non voglia, ma si fa sempre più pesante anche in molti altri Stati del mondo.

Pochi giorni fa il Vaticano ha tentato di condizionare l'assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa (Apce).di Strasburgo (vedi il post del 2 febbraio), suscitando aspre polemiche, ed ora sta cercando di influenzare pesantemente l'opinione pubblica inglese in previsione della visita di Benedetto XVI nel prossimo settembre nel Regno Unito.

Sulle prime pagine dei giornali inglesi (il Telegraph, la BBC, il Guardian, il Times. La National Secular Society) in questi giorni, abbondano le reazioni polemiche alle recenti affermazioni del Pontefice contro alcuni provvedimenti del governo laburista intesi a salvaguardare l'uguaglianza dei diritti umani violati da alcune agenzie di adozione o di collocamento cattoliche inglesi, che adottano politiche discriminatorie, nei confronti delle coppie omosessuali.

La politica del governo laburista in materia di diritti umani, ha sostenuto Joseph Ratzinger in una lettera indirizzata ai vescovi di Inghilterra e del Galles, violerebbe “la legge naturale”. La libertà religiosa [quella della Chiesa cattolica] ha ribadito con durezza il millantato vicario di Cristo, sempre più deciso a riesumare il Syllabo di Pio IX, viene prima dell’uguaglianza dei cittadini. Il papa ha quindi invitato i vescovi inglesi a combattere la legge dell' Equality Bill “con zelo missionario”.

Un altro motivo che suona poco 'gradito' in Gran Bretagna, deriva dalle recenti aperture del Pontefice ai sacerdoti anglicani, anche sposati, che intendono abbandonare la loro Chiesa per passare al Cattolicesimo. Essere "generosi" e dar loro  "un'accoglienza affettuosa e cordiale" ha raccomandato il Papa ai vescovi inglesi ricevuti in Vaticano.

Il papa vuole approfittare al massimo della crisi che ha investito l'ala più tradizionalista della Chiesa anglicana, preoccupata dalla piega eccessivamente liberale che ha determinato l'ordinazione delle donne vescovo e l'accettazione di preti dichiaratamente gay. L'invito del papa, però, non è stato accolto positivamente dalle autorità anglicane, come l'arcivescovo di Canterbury, Rowan Williams, che lo ha definito "un attacco" alla propria Chiesa.

Insomma si sta determinando nel Regno Unito un'atmosfera tutt'altro che favorevole alla visita di Benedetto XVI anche in previsione dell'enorme costo economico che essa comporterà e che dovrà essere sopportato dal Paese ospite.

martedì 2 febbraio 2010

Consiglio d'Europa. Scandalosa ingerenza del Vaticano

Monsignor Luigi Ventura, nunzio apostolico di Parigi, è stato protagonista, nei giorni scorsi, di "un'ingerenza istituzionale grave, sorprendente e senza precedenti", come è stata commentata a Strasburgo, da numerosi esponenti dell'assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa (Apce).

Questo nunzio, infatti, con una lettera recapitata a diversi membri del Consiglio, soprattutto italiani, ha invitati l'assemblea ad opporsi alla legittimazione delle unioni gay e per di più ha fatto pressione affinché venisse eletto a capogruppo del Ppe , il candidato di gradimento vaticano Luca Volonté (che in effetti ha ricevuto la nomina lunedì scorso).

Ma non si è limitato solo a questo. Ha tentato anche di imporre come candidato ‘gradito' per il posto di giudice che spetta all'Italia alla Corte europea dei diritti dell'uomo, un cattolico perché, salvaguardando gli interessi oscurantisti della Chiesa, ostacolasse in ogni modo la liberalizzazione dei diritti civili. La lettera del nunzio, chiaramente imposta dal papa, ha causato un mezzo terremoto politico a Strasburgo.

Un così grave episodio dimostra che la Chiesa, sotto questo papa, sta diventando ogni giorni più arrogante e teocratica non solo in Italia, dove trova la casta politica sempre prona e appecorata, ma anche in Europa dove però alcuni parlamentari, soprattutto socialisti, sanno reagire con fastidio.

Non è un mistero per nessuno, ormai, che Benedetto XVI vuole reintrodurre in Italia e in Europa il vecchio Syllabo, quella infame raccolta di ottanta proposizioni emanate da Pio IX per condannare, come “errori dell’età nostra”, le più significative conquiste della civiltà, tra le quali, in primis: democrazia, razionalismo, liberalismo, matrimonio civile, libertà di pensiero, di coscienza e di religione, e,ciliegina sulla torta, la teoria nefanda che la Chiesa non dovesse possedere uno Stato per diritto divino.

Nessun papa ha mai rinnegato questa infame accozzaglia di nefandezze; anzi, tutti, sottobanco, hanno tentato di farle applicare appoggiando e sostenendo le dittature fasciste dell'Europa e del Sud America, e ostacolando, in tutti i modi, come dimostrato sopra, le libertà civili nel mondo occidentale.
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Leo Zen vive in una cittadina del Veneto di forte tradizione cattolica e usa uno pseudonimo volendo evitare possibili disagi dal momento che scrive opere rigorose e documentate ma fortemente dissacratorie e in controtendenza. Finora ha pubblicato tre saggi: L'INVENZIONE DEL CRISTIANESIMO (Editrice Clinamen – Firenze – 2003 – 3^ed.), IL FALSO JAHVE' (Edizioni Clinamen – Firenze – 2007), LA “MALA” RELIGIONE (Editrice Uni- Service – Trento - 2009) e il romanzo storico IN NOMINE DOMINI (Prospettiva editrice – Civitavecchia - 2008)