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lunedì 13 dicembre 2010

L'infallibilità papale: una palla al piede.

Pio IX, l'ultimo papa teocratico, nemico acerrimo dell'Italia e degli italiani, che con bolle ed encicliche, emesse a raffica, tentò di ostacolare in ogni modo il riconoscimento del Regno d'Italia in Europa e nel mondo, e con l’enciclica “Quanta cura” dell’8 dicembre 1864, proclamò, senza mezzi termini, che la democrazia distrugge la giustizia e la ragione, fu uno dei papa più oscurantisti degli ultimi due secoli.

A lui dobbiamo anche il Syllabo, nel quale in un disperato tentativo di riportare l’umanità indietro di due secoli, a prima dell’Illuminismo e della Rivoluzione Francese, condannò come “errori dell’età nostra”, le più significative conquiste della civiltà, tra le quali, in primis: democrazia, razionalismo, liberalismo, matrimonio civile, libertà di pensiero e di coscienza e, ciliegina sulla torta, la teoria nefanda che la Chiesa non dovesse possedere uno Stato per diritto divino.

Ma il capolavoro di questo papa fu la proclamazione del dogma dell'infallibilità papale che fece inorridire la maggior parte degli Stati europei, alcuni dei quali protestarono per la protervia implicita nel fatto che con questa proclamazione, la figura di ogni pontefice diventava oggetto di una devozione che sfiorava l’idolatria e che, come ebbe e dire San Giovanni Bosco, metteva il papa al di sopra degli angeli e allo stesso livello di dio.

Ora, a proposito dell'infallibilità papale, merita di essere letto il bellissimi libro di Walter Peruzzi, *Il cattolicesimo reale Ed. Odradek, Roma.

Nella quarta di copertina del suo libro leggiamo:
“L’infallibilità è il problema. Non soltanto per la Chiesa. Un’istituzione bimillenaria, carica di prescrizioni assolute e astoriche riguardanti la vita di ciascuna persona, confligge con la modernità e con l’evolversi delle relazioni umane.

Specialmente da quando fece dell’infallibilità un dogma.
Mossa audace, certamente. Ma alla fin fine autolesionista. Promosse infatti come “infallibili” non solo la Bibbia (dettata da dio in persona) e i concili ecumenici, ma tutti i papi.

Ognuno, singolarmente inteso, qualsiasi cosa abbia detto. Papi che hanno legittimato la schiavitù e la guerra, la tortura e la pena di morte, l’antisemitismo e l’omofobia, la subordinazione delle donne, la repressione della sessualità, le diseguaglianze sociali e la religione di stato, passando per l’Inquisizione e la caccia alle streghe.

Infallibilmente. Ma queste “verità” tutte egualmente “infallibili” sono spesso palesemente in contrasto fra loro. Insostenibili. E tradiscono inoltre lo scarto insanabile, non tanto tra dottrina cattolica e comportamenti di chi la pratica, quanto fra quel che si intende per “valori morali” (giustizia, amore, rispetto della vita, eguaglianza), e la dottrina cattolica come realmente è”.

Concetti lapalissiani che non necessitano di spiegazioni.

martedì 21 settembre 2010

La visita del papa nel Regno Unito: un modesto insuccesso.

“L'accoglienza di Benedetto XVI in Gran Bretagna è la più ostile che abbia ricevuto in mezzo decennio di viaggi papali”, scrive Christopher Caldwell sul “Financial Times”.

Ciò tenendo conto della lettera di cinquanta personalità, alla vigilia del viaggio, che contestavano la visita del papa come capo di Stato, la contestazione di più di centomila londinesi e l'atteggiamento degli inglesi in generale, di cui solo 55 su cento si dicono cristiani (anglicani o cattolici).

Le rigidità sull'aborto, sui preservativi, sui diritti dei gay, sulle donne sacerdote, che la Chiesa cattolica considera principi non negoziabili, suonano alle orecchie britanniche come assurde, eccentriche, anacronistiche e inspiegabili.

Ad Hyde Park migliaia di persone hanno vistosamente protestato contro la visita del Pontefice e gli scandali sulla pedofilia, mentre in più occasioni atei, gay e pro-abortisti, hanno dato vita a cortei per le strade del centro di Londra.

Il premier britannico David Cameron ha ricevuto il papa attribuendogli l'ossequio formale di un capo di Stato, guardandosi bene, però, dallo slinguazzare l'anello papale, come usano fare i nostri servili politici, e respingendo senza esitazione la tesi espressa da Benedetto XVI secondo cui la società britannica rischia di cadere vittima di "aggressive forme di secolarizzazione''.

Infatti il papa, ossessionato come sempre dal suo assolutismo religioso, si era scagliato contro il “relativismo” nella società moderna, e perfino contro l'aggressivo secolarismo”, come se esistesse un diffuso ateismo in tutto il Regno Unito.

L'arcivescovo (anglicano) di Canterbury, Rowan Williams, non ha esitato a rispondere al papa ricordandogli che la fede non deve essere considerata “sfida alla libertà e scandalo dell'intelletto”, ma solo “parte del dibattito”.

Benedetto XVI, da perfetto teocrate legato al Syllabo di Pio IX, facendo sobbalzare gli Inglesi, è riuscito anche a manifestare la sua ostilità verso la democrazia dichiarando: “Se i principi morali che sostengono il processo democratico sono determinati da nulla di più solido del consenso sociale, allora la fragilità del processo risulta del tutto evidente – e proprio qui sta la vera sfida per la democrazia”.

Avete capito? La democrazia di papa Ratzinger rifiuta di riconoscere validità al consenso sociale, cioè alla libera determinazione dei cittadini. Da dove discende allora la democrazia per lui? Ma è lapalissiano: da un chimera chiamata dio che con la volontà popolare non c'entra per niente.

Per quanto poi riguarda le vittime degli abusi sui minori, che tanta indignazione ha suscitato in Gran Bretagna, Ratzinger per un crimine così odioso si è limitato ad un generico “sorrow”, dispiacere. Ma “sorrow”, come distinguono gli inglesi, non equivale ad “apology”, chiedere scusa. Insomma, ha versato le solite lacrime di coccodrillo sulle colpe dei preti pedofili sui quali lui e i suoi predecessori avevano per decenni chiuso gli occhi.

Infine la infame impostura che considera Il cristianesimo come motore di sviluppo e argine a ogni tirannia, quella «nazista» come quella dell’«estremismo ateo». Mettere sullo stesso piano i nazisti e gli atei rappresenta una colossale mistificazione della storia, la quale ci dimostra esattamente il contrario di quanto afferma questo papa.

Il delirio nazista, nato nella cattolicissima Baviera, è stato appoggiato dall'intera gerarchia cattolica e protestante della Germania dell'epoca, da papa Pacelli, che con Hitler firmò un concordato, e perfino da un giovane della hitlerjugend di nome Joseph Alois Ratzinger (oggi Benedetto XVI), nella cui cintura, come in quella di tutti gli altri soldati tedeschi, stava scritto “Gott mit uns”, Dio è con noi.

lunedì 21 giugno 2010

La pseudo “legge naturale” di papa Ratzinger

«Tutti gli uomini, credenti e non credenti, sono chiamati a riconoscere le esigenze della natura umana espresse nella legge naturale e ad ispirarsi ad essa nella formulazione delle leggi positive, quelle cioè emanate dalle autorità civili e politiche per regolare la convivenza umana».

È quanto ha affermato Papa Benedetto XVI, nella catechesi dell'udienza generale di mercoledì16 giugno dedicata alla "attualità" della teologia morale di san Tommaso d'Aquino. Parole sacrosante se per “legge naturale” s'intende la legge che scaturisce dalla più profonda e genuina essenza dell'uomo e che sa adeguarsi alla sua progressiva e inarrestabile evoluzione.

Parole inique e rinnegatrici di ogni libertà se riferite ad una “legge naturale”, come quella voluta da Ratzinger, di millantata origine divina e quindi totalmente estranea e spesso nemica dell'uomo. Tanto più se questa “legge naturale” scaturisce esclusivamente dal dio cattolico che negli ultimi due millenni ha devastato gran parte dell'umanità con persecuzioni, intolleranze, roghi ed eccidi di massa e ha sempre perseguito la negazione di ogni libertà individuale.

Quanto poi alle “leggi positive” volute dal papa queste si riferiscono soltanto a quelle scritte nel Syllabo di Pio IX e nel Catechismo della Chiesa, che pertanto negano tutte le libertà democratiche che l'uomo si dà da sé, senza riconoscere nessun altro prima o sopra di lui e che trasformano i peccati, intesi come disobbedienze a dio e non come offese all'uomo , in altrettanti delitti da perseguire come reati.

Concludendo: il sedicente Vicario di dio in Terra non si accontenta di imporre le regole liberticide della sua Chiesa a quelli che ancora gli danno retta (speriamo sempre di meno), ma anche a quelli che usciti faticosamente dalle tenebre oppressive ricevute in tenera età, aspirano ad una vita libera. piena e sovrana.

La "legge naturale"che la Chiesa vorrebbe imporci discende dalla più innaturale di tutte le pseudo-scienze umane, la "teologia" : lo studio del nulla basato sulle favole.

venerdì 21 maggio 2010

L'ora di educazione civica al posto dell'ora di religione

Il Concordato del 1929, poi rinnovato nel 1984, concedendo alla Chiesa alcuni privilegi chiedeva in cambio la rinuncia ai suoi propositi egemonici e la sua neutralità in campo politico.

Ma questo non è mai avvenuto, anzi, la Chiesa oltre a non aver mai rispettato i patti stipulati con lo Stato italiano, ha continuato ad intervenire nella politica italiana con volontà di legiferare, giovandosi della complicità bipartisan di una buona parte delle nostre forze politiche.

D'altra parte la Chiesa non ha rinunciato spontaneamente al potere temporale, lo ha sempre rimpianto dopo la famosa breccia di Porta Pia. Non dimentichiamo che lo Stato Pontificio sotto Pio IX era lo Stato più illiberale, oppressivo e arretrato d'Europa, sinonimo del Medioevo più oscuro. È altresì noto che tutti i papi hanno osteggiato ogni forma di democrazia e tutte le forme di libertà che hanno avuto le loro radici nell'Illuminismo.

È perciò evidente che per far rispettare il concordato alla Chiesa, e ancor meglio per farlo abrogare, bisogna sviluppare nella popolazione una coscienza laicia che, attraverso i meccanismi della democrazia, premi i propri rappresentanti in base al loro senso dello Stato e non in base al loro appecoramento al Vaticano.

Per ottenere questo scopo bisogna inserire nella nostra scuola, ponendola come il fiore all'occhiello, l'educazione civica, cioè lo studio rigoroso della Costituzione Italiana.Quanti ministri attuali e quanti sindaci emanano norme e hanno comportamenti che sono in aperto contrasto con la nostra Costituzione?

Non passa giorno che la stampa non denunci stravaganze e intolleranze dei nostri amministratori chiaramente dovute alla loro crassa ignoranza dei diritti e dei doveri dei cittadini.

Invece dell'ora di religione che insegna come verità, delle favole assurde, vere circonvenzioni di minori, l'ora di cultura civica può educare il cittadino al senso dello Stato, al rispetto di tutte le libertà, al proseguimento del Bene comune in termini razionali e pragmatici.

mercoledì 10 febbraio 2010

Pesanti interferenze vaticane in Inghilterra

L'ingerenza del Vaticano non riguarda solo l'Italia, ormai ridotta a colonia pontificia, dove non si muove foglia che il papa non voglia, ma si fa sempre più pesante anche in molti altri Stati del mondo.

Pochi giorni fa il Vaticano ha tentato di condizionare l'assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa (Apce).di Strasburgo (vedi il post del 2 febbraio), suscitando aspre polemiche, ed ora sta cercando di influenzare pesantemente l'opinione pubblica inglese in previsione della visita di Benedetto XVI nel prossimo settembre nel Regno Unito.

Sulle prime pagine dei giornali inglesi (il Telegraph, la BBC, il Guardian, il Times. La National Secular Society) in questi giorni, abbondano le reazioni polemiche alle recenti affermazioni del Pontefice contro alcuni provvedimenti del governo laburista intesi a salvaguardare l'uguaglianza dei diritti umani violati da alcune agenzie di adozione o di collocamento cattoliche inglesi, che adottano politiche discriminatorie, nei confronti delle coppie omosessuali.

La politica del governo laburista in materia di diritti umani, ha sostenuto Joseph Ratzinger in una lettera indirizzata ai vescovi di Inghilterra e del Galles, violerebbe “la legge naturale”. La libertà religiosa [quella della Chiesa cattolica] ha ribadito con durezza il millantato vicario di Cristo, sempre più deciso a riesumare il Syllabo di Pio IX, viene prima dell’uguaglianza dei cittadini. Il papa ha quindi invitato i vescovi inglesi a combattere la legge dell' Equality Bill “con zelo missionario”.

Un altro motivo che suona poco 'gradito' in Gran Bretagna, deriva dalle recenti aperture del Pontefice ai sacerdoti anglicani, anche sposati, che intendono abbandonare la loro Chiesa per passare al Cattolicesimo. Essere "generosi" e dar loro  "un'accoglienza affettuosa e cordiale" ha raccomandato il Papa ai vescovi inglesi ricevuti in Vaticano.

Il papa vuole approfittare al massimo della crisi che ha investito l'ala più tradizionalista della Chiesa anglicana, preoccupata dalla piega eccessivamente liberale che ha determinato l'ordinazione delle donne vescovo e l'accettazione di preti dichiaratamente gay. L'invito del papa, però, non è stato accolto positivamente dalle autorità anglicane, come l'arcivescovo di Canterbury, Rowan Williams, che lo ha definito "un attacco" alla propria Chiesa.

Insomma si sta determinando nel Regno Unito un'atmosfera tutt'altro che favorevole alla visita di Benedetto XVI anche in previsione dell'enorme costo economico che essa comporterà e che dovrà essere sopportato dal Paese ospite.

martedì 2 febbraio 2010

Consiglio d'Europa. Scandalosa ingerenza del Vaticano

Monsignor Luigi Ventura, nunzio apostolico di Parigi, è stato protagonista, nei giorni scorsi, di "un'ingerenza istituzionale grave, sorprendente e senza precedenti", come è stata commentata a Strasburgo, da numerosi esponenti dell'assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa (Apce).

Questo nunzio, infatti, con una lettera recapitata a diversi membri del Consiglio, soprattutto italiani, ha invitati l'assemblea ad opporsi alla legittimazione delle unioni gay e per di più ha fatto pressione affinché venisse eletto a capogruppo del Ppe , il candidato di gradimento vaticano Luca Volonté (che in effetti ha ricevuto la nomina lunedì scorso).

Ma non si è limitato solo a questo. Ha tentato anche di imporre come candidato ‘gradito' per il posto di giudice che spetta all'Italia alla Corte europea dei diritti dell'uomo, un cattolico perché, salvaguardando gli interessi oscurantisti della Chiesa, ostacolasse in ogni modo la liberalizzazione dei diritti civili. La lettera del nunzio, chiaramente imposta dal papa, ha causato un mezzo terremoto politico a Strasburgo.

Un così grave episodio dimostra che la Chiesa, sotto questo papa, sta diventando ogni giorni più arrogante e teocratica non solo in Italia, dove trova la casta politica sempre prona e appecorata, ma anche in Europa dove però alcuni parlamentari, soprattutto socialisti, sanno reagire con fastidio.

Non è un mistero per nessuno, ormai, che Benedetto XVI vuole reintrodurre in Italia e in Europa il vecchio Syllabo, quella infame raccolta di ottanta proposizioni emanate da Pio IX per condannare, come “errori dell’età nostra”, le più significative conquiste della civiltà, tra le quali, in primis: democrazia, razionalismo, liberalismo, matrimonio civile, libertà di pensiero, di coscienza e di religione, e,ciliegina sulla torta, la teoria nefanda che la Chiesa non dovesse possedere uno Stato per diritto divino.

Nessun papa ha mai rinnegato questa infame accozzaglia di nefandezze; anzi, tutti, sottobanco, hanno tentato di farle applicare appoggiando e sostenendo le dittature fasciste dell'Europa e del Sud America, e ostacolando, in tutti i modi, come dimostrato sopra, le libertà civili nel mondo occidentale.
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Informazioni personali

Leo Zen vive in una cittadina del Veneto di forte tradizione cattolica e usa uno pseudonimo volendo evitare possibili disagi dal momento che scrive opere rigorose e documentate ma fortemente dissacratorie e in controtendenza. Finora ha pubblicato tre saggi: L'INVENZIONE DEL CRISTIANESIMO (Editrice Clinamen – Firenze – 2003 – 3^ed.), IL FALSO JAHVE' (Edizioni Clinamen – Firenze – 2007), LA “MALA” RELIGIONE (Editrice Uni- Service – Trento - 2009) e il romanzo storico IN NOMINE DOMINI (Prospettiva editrice – Civitavecchia - 2008)