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martedì 15 novembre 2011
Papa Ratzinger sempre più ossessionato dall'ateismo.
Quella dell'ateismo, considerato da Ratzinger la causa di tutti i mali della Terra, è ormai divenuta un'ossessione maniacale che gli fa dire le più trite e stolide affermazioni, tipo: “se togliamo Dio, se togliamo Cristo, il mondo ripiomba nel vuoto e nel buio”. E ancora: “la religione dei greci, i culti e i miti pagani, non erano in grado di gettare luce sul mistero della morte”.
Come fa un uomo che si picca per colto e per di più per filosofo dire certe assurdità sul mondo classico greco-romano che è stato la culla di tutto lo scibile dell'Occidente e che ha insegnato all'umanità l'esigenza del libero pensiero e della incessante ricerca della verità.
È proprio quando Cristo è entrato in scena che ha avuto inizio la più lunga e devastante epoca di oscurantismo della storia dell’uomo, che ha comportato per secoli: persecuzioni, roghi, intolleranze e interminabili guerre di religione.
Fu proprio col trionfo del cristianesimo che tutte le più importanti istituzioni culturali e artistiche del mondo antico decaddero e furono cancellate. I giochi olimpici cessarono definitivamente nel 394 e l'università di Atene, la più prestigiosa istituzione culturale del mondo antico, venne chiusa nel 529.
Da allora i filosofi non cristiani furono obbligati al silenzio e i liberi pensatori condannati al rogo. Questo sì che ha fatto piombare il mondo nel vuoto e nel buio. Quanto poi al terrore della morte, che sempre ha angustiato l'uomo fin dall'epoca delle caverne, è solo prospettando un aldilà chimerico, cioè un bella favola assurda e demenziale, che secondo Ratzinger l'uomo può vincerlo, nell'illusione di essere immortale.
In realtà il cristianesimo terrorizzando l'uomo con la minaccia di castighi eterni ha reso la morte dei cristiani molto più dolorosa e terrificante di quella dei pagani. Infatti il noto oncologo di fama internazionale U.Veronesi, che ha visto per più di 30 anni molta gente morire di tumore, ha affermato di aver notato un’accettazione della morte molto più serena da parte dei non credenti, rispetto ai credenti delle varie religioni, sempre angosciati dal timore delle pene dell'inferno.
Quanto all'Angelus c'è da rilevare un fenomeno di irritante servilismo, tipicamente italiano. Ogni domenica il TG delle 13,30 dà regolarmente conto delle esatte parole del cosiddetto papa, come fossero vere informazioni da cui gli ascoltatori devono trarre insegnamento, prendendole per oro colato. Naturalmente ciò accade solo nel nostro Paese, ormai ridotto a diocesi vaticana.
martedì 20 settembre 2011
Darsi la dolce morte anche da soli, in modo sereno e indolore, è possibile.
Il primo soffriva di forti dolori da stenosi spinale, mentre la moglie era quasi completamente paralizzata. Entrambi molto provati dalle continue sofferenze e per di più messi in allarme da chiari sintomi di demenza in arrivo, decisero serenamente di lasciarsi morire finché godevano ancora di un po' di autonomia e di autostima.
Perciò comunicarono ai dirigenti della struttura assistenziale in cui erano ricoverati la loro determinazione di rifiutare cibo ed acqua fino al sopraggiungere della morte.
Ma i dirigenti, terrorizzati che i torquemada clericali del luogo li citassero in giudizio per negligenza e anche temendo la cattiva pubblicità che poteva derivare dalla vicenda, sfrattarono subito la coppia, e la trasferirono in una casa privata, dove finalmente poterono smettere di mangiare e di bere. Dieci giorni dopo a Armond morì e Dorothy si spense il giorno seguente.
Quando il fatto è stato risaputo sono spuntati i primi commenti. “Smettere di mangiare e bere è un modo pacifico e indolore di morire, e la gente in tutto il paese non sa nemmeno di potersene avvalere”, ha detto Barbara Coombs Lee, presidente di Compassion & Choices.
E ha precisato che anziché ” ricorrere a mezzi violenti e a soffrire inutilmente, questo metodo è legale e sicuro, e disponibile ogni momento. Quindi tutte l persone mentalmente in grado di prendere la decisione di porre fine alla propria vita devastata da atroci sofferenze senza via d'uscita dovrebbero avere il diritto di morire in pace e con dignità, a casa, circondati da familiari e amici.
La dottoressa Joanne Lynn, direttore del Centro di Cura per anziani affetti da malattia avanzata presso l’Altarum Institute di Washington DC, ha chiarito che il suicidio assistito trova ancora enormi difficoltà soprattutto per la forte opposizione clericale che condiziona la politica pubblica di molti Stati, mentre il rifiuto di cibo e acqua è un’alternativa percorribile perché non viola alcun precetto.
“La maggior parte dei modi per provocare la fine della vita richiedono la partecipazione attiva di qualcun altro, ma smettere di mangiare e bere no”, ha concludo la dottoressa Lynn.
Morire di fame e di sete può sembrare spaventoso per la maggior parte delle persone, ma gli specialisti spiegano che quando si è in fin di vita questo è in realtà un modo abbastanza indolore per farlo.
“La maggior parte delle persone che smettono volontariamente di mangiare, dopo molte ore non avvertono più la sensazione di fame. A volte addirittura si avverte una sensazione di euforia a causa di cambiamenti metabolici nel corpo. E questo è un modo pacifico di andarsene”.
A meno che non venga l'inviato di Ratzinger a imboccarvi con la forza in nome del dio crudele e sanguinario Jahvè.
venerdì 5 agosto 2011
La nuova laicità proposta dal cardinale Scola
A lui dobbiamo, tra l'altro, l’elaborazione di quel “nuovo” concetto di laicità, che tanto piace al papa tedesco. Lo espose al Corriere della sera del 17 luglio 2005 (Ora un patto per una nuova laicità).
In sintesi, ecco il pensiero del cardinale ciellino: «Io devo proporre… la mia idea di “vita buona”, in competizione dialogica con le altre» «Se io mi permetto di esprimere la mia idea buona di famiglia, commetto forse un’invasione di campo? Io dico la mia, tu dici la tua, poi il popolo sovrano… prenderà le sue decisioni… Lo Stato laico, dopo il confronto fra le parti e dopo che il popolo sovrano si è espresso, è tenuto ad assumere il risultato».
Quindi, secondo lui la “nuova” laicità non consiste più in un neutrale rispetto dello Stato per le diverse scelte etico-religiose dei cittadini, anche minoritarie, ma nell’appello diretto al popolo che deve scegliere l'idea migliore, imponendo allo Stato di assumerla.
Secondo questa curiosa “laicità a maggioranza” si può arrivare a imporre alla minoranza, in nome di questa pseudo “democrazia” qualsiasi scelta etica che neghi i più fondamentali diritti umani e civili e perfino, perché no?, la religione dominante.
Questa laicità fasulla, à la carte, vale nei Paesi a maggioranza cattolica ma in quelli a maggioranza musulmana per le minoranze cattoliche vale ancora la “vecchia” laicità alla Voltaire, come ebbe a dichiarare il papa nel Discorso ad Ankara in cui ribadì che era «compito delle autorità civili in ogni paese democratico garantire la libertà effettiva di tutti i credenti».
Perciò, in nome della “vecchia” laicità, la Chiesa può pretendere la libertà di culto per i suoi fedeli in minoranza nei paesi musulmani, in nome della “nuova” laicità, quella che Ratzinger chiama eufemisticamente laicità positiva, può imporre le sue aberranti negazioni dei diritti civili nell'Italia appecorata al Vaticano.
lunedì 4 luglio 2011
L'elezione del cardinal Scola a Milano nel segno della restaurazione.
Soprattutto Giovanni Paolo II ha fatto di tutto per riportare la Chiesa all'assolutismo medioevale di prima del Concilio e a stringere alleanze politiche coi più feroci e sanguinari dittatori sud americani soffocando sul nascere le istanze innovative dei nuovi teologi aperti alle esigenze di libertà e di giustizia sociale (vedi la messa al bando della teologia della liberazione).
L'elezione di Ratzinger ha vieppiù accentuato la tendenza restauratrice della Curia e il suo distacco dalle società.
Per questo papa medioevale, per il quale forse anche il Concilio di Trento gli va stretto, tutto deve essere riportato all’obbedienza “pronta e cieca” di memoria fascista.
L'unica diocesi italiana a mantenere una linea pastorale (da Montini a Colombo, da Martini a Tettamanzi) sull’indicazione del Concilio Ecumenico Vaticano II, fu quella di Milano, divenendo, in un certo senso, il “contraltare” della Curia Romana, il segno, seppur debole, di una ecclesiologia plurale. Per Ratzinger era un pugno nell'occhio e mal sopportata in quanto assumeva posizioni differenziate nei confronti della società civile (non credenti, divorziati, matrimonio, politica e politica governativa) mal tollerate dai vertici vaticani.
E finalmente ecco giunto, con l'elezione del cardinale Angelo Scola a successore di Tettamanzi, il momento opportuno per riportare la più grande diocesi cattolica del mondo all’obbedienza “pronta e cieca” e farla rientrare nell’orbita della Curia Romana.
Non c’è dubbio che la nomina di Scola, imposta dal papa con una consultazione pilotata nei minimi particolari e accettata, obtorto collo, dalla maggioranza del clero ambrosiano, risponda al proposito di «mettere in riga» un gregge troppo adulto e favorevole a politiche sociali e di accoglienza, inviso, oltre che alla Curia Romana, agli ambienti ciellini e leghisti di Milano, usciti sconfitti dalle recenti elezioni amministrative anche per l’atteggiamento dei cattolici progressisti.
L’elezione di Scola a Milano è anche un controbilanciamento all’elezione “laicista” di Pisapia a palazzo Marino, per cui tutto quello che varerà la nuova giunta in materia di diritti civili sarà spiato, soppesato, contraddetto e frenato.
venerdì 10 giugno 2011
Il teologo dissidente Hans Küng in una intervista al settimanale Die Zeit, critica l’assolutismo dogmatico e il sistema di potere del Vaticano.
Ecco alcune importanti considerazioni del teologo svizzero, un tempo collega di Ratzinger nella cattedra di teologia, che riassumo in breve. Il Concilio vaticano II aveva aperto molte prospettive, tentando di recuperare alla Chiesa parte delle conquiste dell'Illuminismo e della Riforma protestante ma con l’arrivo di Giovanni Paolo II e del suo fedele collaboratore tedesco Ratzinger è stato introdotto un periodo di restaurazione che ci ha spinto in una crisi sempre più profonda.
All’epoca c’era chi ammoniva su un inverno ecclesiale, ma ora questa valutazione appare ottimistica, perché non si vede nessuna primavera. La diagnosi odierna è sconfortante: una Chiesa malata e le sue strutture patologiche. Perché la Chiesa non cambia? Purtroppo, la tragedia della Chiesa cattolica è determinata dal fatto che fino ad ora ha mantenuto una struttura medievale e soffre di un sistema assolutistico.
Gli abusi sessuali e la loro copertura non sono causa della crisi, ma una conseguenza. Papa Benedetto intende decidere da solo anche nel ventunesimo secolo se si può prendere la pillola, se i condom sono consentiti o se i preti si possono sposare. Perfino Luigi XIV regnava in modo meno assolutistico.
C'è paura della libertà, senza la quale non ci può essere verità. I tempi del monopolio della Chiesa sulla verità sono finiti. E’ un errore tragico affermare che si può imporre le verità di fede con la forza. Le persone sono diventate critiche su ogni aspetto della società e anche delle ideologie. Anche nella religione vogliono avere diritto di parola.
Ai tempi del Papa conciliare, Giovanni XXIII, non c’è mai stata tanta simpatia come allora per la Chiesa. Allora era una gioia essere cattolici. Avevamo il mondo tutto per noi.
Ma con la restaurazione del papa polacco e tedesco e le loro encicliche sulla pillola abbiamo iniziato a perdere credibilità e questo processo di indebolimento è stato coperto dall’entusiasmo mediatico per le manifestazioni trionfalistiche del vecchio papato. Ma adesso i cattolici ci stanno licenziando.
L’anno scorso in Germania non sono mai uscite così tante persone dalla Chiesa, il doppio rispetto all’anno precedente, una tendenza costante. I principali mali della Chiesa, dunque? La potenza di Roma, il monopolio della verità, il clericalismo, l’ostilità verso le donne e la negazione alle riforme. Ma c'è anche il nepotismo della Curia, gli intrighi di palazzo, gli scandali della banca vaticana, l’inquisizione che permane e infine la copertura degli abusi sessuali.
Le molestie dei preti non hanno nulla a che fare con la liberalizzazione dei costumi e neanche col ’68. Sono brutti eccessi di una sessualità soffocata e di un sistema, che prima provoca certi sviluppi e poi li copre in modo totale. E le riforme più urgenti? Sono almeno quattro: celibato volontario, donne prete, comunione coi protestanti e l’eucaristia ai divorziati risposati.
Alcuni politici della Cdu hanno chiesto l’abolizione del celibato obbligatorio, 300 teologi hanno sottoscritto questo memorandum, e nessuno li ha ascoltati. Così non si può più andare avanti.
Il clero è destinato all’estinzione per via del celibato, ma il Vaticano non se ne interessa. Attraverso la sua politica di restaurazione le nostre comunità vengono inaridite. Parole pesanti come pietre ma totalmente ignorate da che non le vuol sentire.
lunedì 9 maggio 2011
La Francia diffonde la contraccezione tra i giovani.
Questa affermazione fece subito il giro del mondo suscitando sarcasmo e indignazione ma in Italia trovò approvazione presso molti politici appecorati al Vaticano. Di conseguenza l'educazione sessuale da noi è considerata tabù ed è quindi del tutto sconosciuta.
In Francia, nonostante un governo di destra conservatore, le cose vanno molto meglio. Infatti, il ministro dell’istruzione francese Luc Chatel, dopo la recente pubblicazione di una relazione dell’Ispettorato Generale degli Affari sociali (IGAS) che mostra un continuo aumento delle gravidanze indesiderate e degli aborti in ragazze minorenni ha pensatoi bene di introdurre nelle scuole l'educazione sessuale e ha lanciato il “Pass santé contraception” , un dispositivo che dovrebbe consentire ai minorenni di accedere per sei mesi, nelle scuole superiori alla contraccezione gratuita ed anonima.
Distribuito da infermieri scolastici, il pass è in forma di libretto di assegni, con coupon che danno diritto ad una consultazione medica gratuita, analisi del sangue e analisi di laboratorio e prescrizione di contraccettivi. Immagino che Ratzinger ne sarà allibito ma deve considerare il fatto che la Francia, molto più fortunata dell'Italia, non ha il Vaticano in casa e la sua classe politica non è ricattabile dalla Chiesa come da noi.
I francesi hanno capito, finalmente, che l'analfabetismo sessuale degli adolescenti, moltissimi dei quali ritengono che una lavanda vaginale con la Coca Cola garantisca contro una gravidanza indesiderata e la stessa cosa avvenga se l’amore lo si fa in piedi, è ancora abissale.
I ragazzi d'oggi, nonostante i media imperanti, sono spesso all’oscuro, non solo del significato e del senso della sessualità, ma anche a quali conseguenze potrebbero andare incontro in tempi molto più secolarizzati di una volta.
E non parliamo di quisquilie: parliamo di malattie veneree, di Aids che porta alla morte e alla nascita di bambini malati, parliamo di gravidanze indesiderate, di aborti che aumenterebbero a dismisura senza una adeguata educazione alla sessualità e all’uso dei contraccettivi.
Questo si deve insegnare ai nostri giovani per rendere la loro sessualità responsabile e priva di conseguenze negative e non arroccarsi alle pseudo virtù della castità e della verginità.
Il papa, in ottemperanza alla sua sessuofobia che deriva dai suoi principi non derogabili (ma derogabilissimi per i preti pedofili), non vuol capire che la contraccezione, unita ad una corretta educazione sessuale, è un indice di civiltà di un popolo: contiene le nascite, evita gli aborti e, nella forma del preservativo, evita i contagi (cioè le malattie e la morte).
mercoledì 20 aprile 2011
L'inferno esiste ancora? Magari!
Sono senz'altro le due più terribili e devastanti invenzioni della Chiesa. Il castigo dell'inferno, infatti, è la forma più spietata di punizione divina mai immaginata da nessun'altra religione perché non ammette la redenzione.
È talmente spietata che per i credenti più evoluti è ritenuta "un assurdo morale" e rappresenta la negazione di dio stesso in quanto gli attribuisce sentimenti di odio e di vendetta, assolutamente inammissibili in un Essere Supremo, considerato sommamente giusto e misericordioso e che sempre ama, perdona e riconcilia.
Un dio giudice inappellabile nega quindi categoricamente che “dio sia un Padre infinitamente buono e misericordioso", come predicano i Vangeli, e contrasta col Gesù evangelico che invitava i suoi discepoli a perdonare settanta volte sette, cioè sempre.
Non pochi ecclesiastici, particolarmente illuminati, pur non rinnegando in modo palese il diavolo e l’inferno, di fatto ne ignorano l’esistenza, non parlandone mai nelle omelie domenicali e nelle catechesi. Ma papa Ratzinger non è di questo avviso e non perde occasione di ricordarci il Maligno e il suo regno sulfureo.
Nell'ultimo numero di Time, il reverendo Robert Bell, 40 anni, che ha pubblicato da poco negli Stati Uniti il libro Love wins: a book about Heaven, Hell, and the fate of every person who ever lived ((L’amore vince. Un libro sul paradiso, l’inferno, e il destino di ogni persona che abbia mai vai vissuto), arrivato nella top ten dei libri più venduti su Amazon, ha riaperto il dibattito sull’esistenza dell’inferno e sulle sue caratteristiche.
Robert Bell, figlio di un giudice federale e cresciuto in un ambiente molto devoto, ha fondato nel 1999 la comunità religiosa di Mars Hill, nel Michigan. Si tratta di una Chiesa non confessionale, formalmente autonoma, alle cui celebrazioni assistono ogni settimana più di 8.000 persone.
Nel suo libro egli apre le porte del paradiso non solo ai cristiani credenti ma a tutti gli uomini, indipendentemente dal loro credo. Come si può sostenere, dice Bell all’inizio di Love wins, che Gandhi è all’inferno perché non ha creduto nella morte e resurrezione di Gesù?
Quindi egli sostiene la scomparsa della dimensione punitiva che è assicurata dall’esistenza dell’inferno, aprendo un nuovo modo di intendere la spiritualità che si fa largo negli Stati Uniti, soprattutto tra le giovani generazioni.
Naturalmente viene criticato dai pastori più tradizionalisti, ma anche dalla destra più conservatrice che lo hanno bollato come «sovversivo». Il suo libro ricalca il pensiero, espresso alcuni decenni fa, del teologo svizzero Hans Urs von Balthasar, secondo cui l’inferno esiste, ma è vuoto.
Per Ratzinger e la Chiesa oscurantista e per tutti i cristiani integralisti delle varie confessioni protestanti, dover rinunciare all'inferno e al Maligno suona blasfemo perché toglie loro l'arma più micidiale usata per terrorizzare psicologicamente milioni di ingenui fedeli e inoltre li farebbe apparire, come sono nella realtà, dei nudi venditori di menzogne.
In quanto a me, mi spiace veramente che l'inferno non esista perché ci ficcherei volentieri, almeno per qualche stagione, tutti i Torquemada che utilizzano la religione per oscurare e torturare il genere umano.
lunedì 18 aprile 2011
In Francia e nel resto d'Europa crescono i Pacs, in Italia su di loro un silenzio di piombo.
Da circa 20mila coppie francesi l’anno nel 1999 siamo passati a 150mila nel 2008 (circa 3 Pacs ogni 4 matrimoni) ma attualmente sfiorano la parità. Per di più il 53% dei neonati è figlio di coppie non sposate.
E in Italia, feudo vaticano? Da quando nella precedente legislatura il tentativo di istituire i Pacs è stata una causa non secondaria della caduta del governo Prodi, sulle coppie di fatto è calato, da tre anni a questa parte, un silenzio di piombo.
Il cardinale Bagnasco e i pluriconiugati e pluridivorziati eroi del Family Day vegliano sulla sacralità del matrimonio, e l’Italia è ormai l’ultimo Paese dell’Europa occidentale a non riconoscerle. E non si tratta delle coppie omosessuali, ma di quelle etero.
Ha ragione il ministro Maroni: è tempo di uscire dall’Unione Europea per entrare in quella Africana, costituita da Paesi le cui legislazioni sono molto più vicine alla nostra. Se poi prendiamo in considerazione che i matrimoni omosessuali sono legali anche in Sudafrica, tempo qualche anno, e forse anche l’Unione Africana comincerà a trovarci arcaici, il Paese, cioè, più arretrato del mondo.
È lapalissiano che il veto vaticano sui Pacs costituisce una delle più insopportabili oppressioni dei diritti civili e umani imposte al nostro Paese da una religione oscurantista, se non fosse che la nostra classe politica lo accetta senza battere ciglio, tradendo la Costituzione e le aspettative di una fetta sempre più numerosa di popolazione che si riconosce nelle coppie di fatto.
Un censimento in merito dimostrerebbe che anche in Italia, come in Francia, le coppie conviventi eguagliano ormai quelle coniugate, con in più una caratteristica: di essere molto più giovani e di fare anche più figli. Ma tant'è. La sana laicità di Ratzinger non le accetta, mentre la civile “laicità” dei cittadini, sia credenti che non credenti, ne avverte sempre più urgente la necessità.
Ma rimarrà delusa fintantoché non si costituirà in Italia un partito esclusivamente laico e centrato sulle difesa ad oltranza di tutti i diritti umani e civili, nel quale sia bandito, come antidemocratico, ogni riferimento al cattolicesimo e a qualsiasi altra religione, ma si proclami solo la difesa rigorosa della laicità espressa dalla Costituzione senza appecoramenti oscurantisti.
martedì 5 aprile 2011
“Benedetto roi d'Italie. Chronique d'un pays à l'ombre du Vatican” di Martine Nouaille (Stock, 2011)
Pur essendo la società italiana molto secolarizzata e sempre meno legata ai vecchi schemi cattolici per cui, ad esempio, i divorzi, i matrimoni civili e le unioni di fatto superano ormai di gran lunga i matrimoni religiosi, è tuttavia dominata da una classe politica bypartisan che ignora sempre più la laicità costituzionale per assecondare la cosiddetta “sana laicità” voluta da Ratzinger allo scopo di imporre i precetti cristiani come leggi di Stato e abrogare tutte le più elementari libertà umane e civili cui aspirano i cittadini.
Ad esempio, rileva Nouaille, il parlamento italiano sta deliberando attualmente una legge mirante a proibire alle persone malate in fin di vita di ricorrere all'eutanasia passiva (sospensione delle cure), chiaramente prevista, invece, dalla Costituzione italiana.
Per fortuna, in Francia non è così e il Vaticano non può imporre la sua legge perché non trova una classe politica appecorata come in Italia. Essa spiega che la forte influenza esercitata dal Vaticano nel nostro Paese ha un'origine storica in quanto per molto tempo i papi hanno avuto un potere temporale su Roma e si sono opposti fino all'ultimo all'unificazione italiana per conservare questo potere.
Questa spiegazione, però, non è esaustiva perché non tiene conto del ricatto elettorale che la Chiesa esercita attualmente sui politici di quasi tutti i partiti.
Per quanto riguarda l'Europa l'attuale papa, appoggiato da una lobby pollitico-economico-diplomatica molto potente ha l'obiettivo, spiega l'autrice, di attuarne la riconquista spirituale per far avanzare la “sana laicità” del Vaticano che metta in discussione certe leggi adottate attualmente da tutti i Paesi democratici sulla morale, sull'unione omosessuale, sul diritto all'aborto, sul diritto di scegliere la propria vita nella dimensione più intima, e così via.
Quindi questo papa per compensare la perdita di molte anime persegue l'obiettivo di poter controllare il più possibile almeno i corpi. Ma questa strategia di riconquista cattolica si scontra con una secolarizzazione sempre più importante delle società. Quindi i giochi sono ancora tutti aperti! Speriamo!
mercoledì 2 marzo 2011
Contro la Chiesa simoniaca di Ratzinger Bertone e Bagnasco reagisce il “Centro giovanile Antonianum”
Ma non tutti i cattolici sono d'accordo con questa Chiesa del silenzio. Il “Centro giovanile Antonianum” ha raccolto oltre mille adesioni su https://sites.google.com/site/anchenoiabbiamounsogno/home. dove scrive: “Siamo convinti che come cristiani non si possa più tacere di fronte a quanto sta accadendo nel nostro paese'”.
E amaramente aggiunge: “Un giorno chi guida la Chiesa in Italia riuscirà a denunciare i comportamenti inaccettabili con chiarezza e determinazione, perché avrà come unico interesse l'annuncio della Buona Notizia. In situazioni come quelle odierne, dirà che chi offende ed umilia le donne in modo così oltraggioso non può governare un paese. Dirà che coinvolgere minorenni in questo mercato sessuale è, se possibile, ancora più sconcertante. Dirà che chi col denaro vuol comprare tutto, col potere vuol essere al di sopra delle leggi, con i sotterfugi evita continuamente di rendere conto dei propri comportamenti, costui propone e vive una vita che è all'opposto di quanto insegna il nostro maestro Gesù. Per evitare ambiguità dirà chiaramente che questa persona è il nostro Primo Ministro”.
Parole chiare che esprimono lo sconcerto della base cattolica per il comportamento simoniaco delle alte gerarche vaticane, riportato anche da molti periodici diocesani, ma totalmente ignorato da chi, come il vescovo di San Marino e Montefeltro Luigi Negri, presidente della fondazione per il magistero sociale della Chiesa, proclama: “Da sempre, alla Chiesa interessa ciò che un governante fa per il bene comune (cioè per gli interessi della Chiesa); sui comportamenti personali il giudizio spetta solo a Dio”.
lunedì 31 gennaio 2011
I borbottii della Cei
Tutto qui? Tutto qui. È inutile sperare in qualcosa di meglio. Al massimo potremo aspettarci dure reprimenda per la giustizia italiana, rea di indagare troppo, con troppe spese per il contribuente. Ora la Cei si aspetta la giusta ricompensa per cotanta sua morigeratezza.
Il premier non la deluderà. Un precedente istruttivo ci spiega come. Per perdonare i casi di Letizia Noemi e di Patrizia D'Adario e giustificare il diritto, sancito da mons.Fisichella, di smoccolare in pace e di comunicarsi dopo una nottata di bunga bunga e in deroga alle norme canoniche, era bastato una campagna contro la pillola Ru486, promettere un testamento biologico alla vaticana, offrire più soldi ai preti.
Che Berlusconi frequentasse escort e minorenni in dosi industriali, che gettasse i ponti d’oro agli evasori fiscali, che fingesse di non vedere la corruzione che coinvolge politici, imprenditori e “gentiluomini” di sua santità, era più che noto al trio Ratzinger, Bertone, Bagnasco, perché la stampa non appecorata lo andava sciorinando ogni giorno.
Eppure alle elezioni regionali, la Cei invitò a votare per la destra e chi si era illuso della sua imparzialità ebbe il danno e le beffe. Ora la manfrina si sta ripetendo con un centro-sinistra che plaude alla presunta svolta della Chiesa, attribuendola a considerazioni etiche, a un soprassalto di coscienza. Ohibò, i Sacri palazzi non soffrono di queste debolezze.
Per salvare la faccia davanti al gregge disorientato, bastano e avanzano generici predicozzi che sfiorino appena le nottate di Arcore. La sua complicità col governo amico, pronto a cederle tutto, non si è interrotta ed è sempre solidissima.
A meno che, il Rubygate, l'accusa di concussione, le difficoltà economico-sociali che incombono sempre più gravi, la paralisi del governo, costretto a comprarsi una maggioranza giorno per giorno, il rilancio dell’economia chiesto da Confindustria, il federalismo chiesto da Bossi per dar qualcosa in pasto alla sua base leghista e, perfino, un flebile risveglio dell'opposizione, non inducano la Chiesa a scaricare Berlusconi.
Queste sole ragioni, e non certo i motivi “etico-religiosi“ o il timore di scandalizzare il gregge col proprio berlusconismo, potrebbero spingerla a cambiare cavallo.
Ma prima dovrà predisporre una successione che le consenta di consolidare tutto quanto ha già acquisito i e, magari, ottenere qualcosa di più. Non si devono por limiti alla Divina Provvidenza, dato che in Italia, con una classe politica bypartisan, in gran parte atea ma sempre cattolicissima, i favori divini arridono sempre ad Oltretevere.
lunedì 17 gennaio 2011
Per Benedetto XVI l'educazione sessuale e civica minacciano la libertà religiosa.
“Non posso passare sotto silenzio – ha rimarcato - un’altra minaccia alla libertà religiosa delle famiglie in alcuni Paesi europei, là dove è imposta la partecipazione a corsi di educazione sessuale o civile che trasmettono concezioni della persona e della vita presunte neutre, ma che in realtà riflettono un’antropologia contraria alla fede e alla retta ragione”.
Affermazione insensata, oltre ogni ridicolo che ha fatto ben presto il giro del mondo perché pronunciata davanti al Corpo diplomatico accreditati presso la Santa Sede.
In effetti, se una persona qualsiasi proclamasse che l’educazione sessuale nelle scuole minaccia la libertà religiosa, verrebbe preso per demente, visto che proprio mentre il Papa esponeva i suoi anatemi i giornali evidenziavano il dramma dell'analfabetismo sessuale degli adolescenti, moltissimi dei quali ritengono che una lavanda vaginale con la Coca Cola garantisca contro una gravidanza indesiderata, e la stessa cosa avvenga se l’amore lo si fa in piedi.
Evidentemente il papa ha voluto tramettere tutta la sua ossessione sessuofobica, di cui non c’è traccia nelle parole di Gesù, ma che trae origine da una fissazione nevrotica di san Paolo, il vero e unico inventore del cristianesimo.
Quanto poi all'educazione civica, il cui insegnamento nelle scuole italiane è sempre stato ferocemente impedito dal Vaticano, essa dovrebbe essere la principale materia scolastica, perché insegnando i valori della Costituzione forma il cittadino rispettoso di tutte le diverse convinzioni religiose, politiche, morali e garante di una civile convivenza. È proprio l’educazione civica il fondamento di ogni sana democrazia per la quale sono egualmente sovrani l’ateo e il cattolico, l’ebreo e il valdese, il buddista e il maomettano.
Ma Ratzinger, non vuole la Costituzione democratica e la sua interiorizzazione educativa perché formerebbe il cittadino consapevole dei suoi doveri ma anche delle sue libertà e dei suoi diritti, che la Chiesa non ha mai riconosciuto. Senza perifrasi: Ratzinger vuole che le leggi dello Stato obbediscano alla legge del chimerico dio cristiano che discende dal sanguinario dio biblico Jahvé.
Ma questo suo volere si chiama teocrazia, che è incompatibile con la democrazia. Radicalmente. Anche se la maggioranza della classe politica italiana appecorata al Vaticano finge di non capirlo.
mercoledì 21 aprile 2010
La prova schiacciante che comprova l'insabbiamento degli scandali di pedofilia nella Chiesa.
Ciò dimostra in modo lapalissiano la totale omertà della Chiesa e fa capire di "chi" sono le responsabilità per la tragedia di decine di migliaia di bambini violentati da sacerdoti cattolici. Non solo la Chiesa di Wojtyla e di Ratzinger non ha mai denunciato al "braccio secolare" i suoi pastori colpevoli ma li ha sempre perdonati, nascosti, protetti, in taluni casi perfino imboscati, frapponendo tutti gli ostacoli possibili per impedire che venissero perseguiti dalla giustizia, perché la Chiesa è sempre santa anche se i suoi ministri sono indegni.
Non per niente negli Usa è accusata di un reato assai grave che si chiama "ostruzione di giustizia". Le terribili parole di condanna di Gesù: “Ma chi avrà scandalizzato uno di questi piccoli che credono in me, meglio per lui sarebbe che gli fosse appesa al collo una macina da mulino e fosse gettato in fondo al mare” (Matteo 18:6) sono state proterviamente ignorate da ogni ecclesiastico allo scopo di salvaguardare il buon nome della Chiesa e i suoi immensi patrimoni, minacciati da possibili richieste di risarcimento.
Le sbandierate "linee guida" del 2003, messe online sul sito ufficiale della Santa Sede, secondo cui "si deve sempre seguire la legge civile per quanto riguarda la denuncia dei crimini alle appropriate autorità", attribuibili all’allora cardinal Ratzinger, si definiscono come ipocrite menzogne dal momento che non hanno dato adito ad una sola denuncia. Se quel documento fosse stato davvero operativo, significherebbe che da sette anni tutti i vescovi del mondo hanno disobbedito al Papa e al suo Prefetto della Congregazione per la difesa della Fede.
In realtà hanno soltanto obbedito al “segreto pontificio” che li obbligava ad insabbiare tutte le prove. La Chiesa gerarchica, anziché gridare al complotto e a contestare la stampa, dovrebbe quindi immediatamente abrogare il famigerato “segreto pontificio”, sostituendolo con l’obbligo per ogni diocesi e parrocchia di denunciare alla giustizia ogni caso di pedofilia di cui vengano a conoscenza.
Anche l’associazione americana delle vittime di abusi (Snap) chiede tramite il suo rappresentante Bill Nash, che "il Vaticano e le diocesi istituiscano un registro online dei preti credibilmente accusati di abusi".
venerdì 19 febbraio 2010
Per Richard Dawkins l’evoluzione è una realtà scientifica ampiamente comprovata
Le teorie di Darwin, confermate da milioni di reperti fossili, geologici e paleontologici, nonché da tutte le ricerche biologiche, sono oggi osteggiate con ostinata stupidità dai movimenti creazionisti di tutte le religioni che non vogliono rassegnarsi ad accettare che il mito del divino vasaio intento al tornio a modellare l'omino di creta sia un favola infantile nata nelle menti ottenebrate del cavernicolo e introdotta pari pari nella Bibbia.
Di fronte alla miriadi di prove che confermano il darwinismo i creazionisti più irriducibili, detti fondamentalisti cristiani non si danno per vinti e insistono a proporre in alternativa una nuova teoria pseudoscientifica per conciliare creazionismo ed evoluzionismo. Va sotto il nome di Intelligent Design (Progetto intelligente) conosciuto come ID. Vogliono che in ogni scuola il Progetto Intelligente venga insegnato in parallelo alla Selezione Naturale.
Negli Usa, dove l'ID trova i massimi sostenitori, si tentò di introdurlo nelle scuole come teoria scientifica ma fu bloccato dalla magistratura che, in base al primo emendamento della Costituzione Americana, lo dichiarò non scienza e lo relegò a teoria religiosa.
In Italia, col Vaticano in casa e il Governo sempre prono ai dettami del papa, il problema non si pone nemmeno perché la teoria evolutiva non viene trattata nella scuola dell'obbligo. Infatti nel 2004 (DL 19 febbraio n.59). l'allora ministra della Pubblica Istruzione, Moratti, fece togliere ogni riferimento a Darwin e all'evoluzione nei programmi scolastici del primo ciclo, facendoli scivolare nel pieno Medio Evo. Si doveva tornare al racconto del mitico vasaio, accennato sopra, in base al dogma del primato della fede sulla ragione, sostenuto dalla Chiesa.
La teoria dell'ID nega recisamente che il caso possa aver generato la complessità degli organismi viventi, ma sottace sul fatto che le variazioni casuali sono avvenute sulla nostra Terra per più di tremila milioni di anni, determinando milioni di piccoli adattamenti che hanno dato vita, gradatamente, agli organismi più complessi.
L'ID viene perciò recisamente negato da tutti gli scienziati degni di portare questo nome. Ma non per il papa secondo il quale vige imperativo il dogma del primato della fede sulla ragione. "Ogni teoria che neghi alla divina provvidenza qualsiasi reale ruolo causale nello sviluppo della vita nell'universo non è scienza ma ideologia" (Ratzinger, alla Commissione teologica internazionale, 2004).
Quindi l'evoluzionismo, suffragato da milioni di reperti fossili e paleontologici, per Benedetto XVI è ideologia, mentre la favoletta del mitico vasaio, è scienza.
giovedì 11 febbraio 2010
Il papa condanna la pedofilia nella Chiesa.
Dopo le molte denunce fatte alcuni anni fa negli Stati Uniti (fino al 2003 ne sono state presentate 11.000), recentemente il «rapporto Murphy» pubblicato dal governo di Dublino ha denunciato come per decenni nella cattolicissima Irlanda siano stati perpetrati abusi su bambini da parte di esponenti del clero e come questi siano stati passati sotto silenzio da parte dei responsabili ecclesiastici che li avevano scoperti.
È di questi giorni un ennesimo grosso scandalo che sta scoppiando in Germania (vedi post del 9 febbraio) per lo stupro di molti studenti di alcune delle più prestigiose scuole superiori cattoliche di quel Paese. Di fronte a questi fatti, certamente ignominiosi per la Chiesa, viene da chiedersi: i recenti abusi sessuali degli ecclesiastici sono dovuti ad una recrudescenza della piaga, o, piuttosto, sono sempre esistiti e soltanto ora, vincendo paure, imbarazzi e vergogna, vengono finalmente allo scoperto? Purtroppo è questa seconda ipotesi a spiegare il fenomeno.
La Chiesa da sempre si è battuta con ferocia inaudita per impedire che i suoi colpevoli ministri venissero incriminati e, se condannati, li ha imboscati in modo che non finissero in carcere. Per di più, con sommo cinismo, ha tentato in tutti i modi di non risarcire le vittime dei soprusi patiti. A voler imporre il silenzio, anzi il “segreto pontificio” sui reati gravi commessi dai religiosi, è stato proprio l’attuale papa Ratzinger quando, da cardinale, era a capo della Congregazione per la dottrina della fede (la vecchia Inquisizione).
Con una ben precisa circolare “De Delictis Gravioribus”, inviata ai vescovi di tutto il mondo il 18 maggio 2001, egli ha imposto il segreto su questi orribili abusi.
Nel 2005, a causa di questa circolare, Ratzinger è stato incriminato negli Stati Uniti per cospirazione contro la giustizia dalla Corte distrettuale di Harris County.
Ma nel settembre dello stesso anno, il ministero della Giustizia degli Usa, per intervento di Bush e di Condolezza Rice, ha bloccato il processo contro di lui, in quanto, essendo diventato nel frattempo papa, cioè sovrano dello Stato pontificio, aveva diritto all’immunità riconosciuta a tutti i capi di Stato. Ora che Benedetto XVI sceglie parole forti per condannare i suoi colpevoli ministri intende forse, obtorto collo, rinnegare quella sua, non certo cristiana, circolare?
lunedì 8 febbraio 2010
Il papa ci impone di morire nel più disumano e ignominioso degrado fisico.
"Nessuno è padrone della propria vita" ha farneticato il sedicente vicario di Cristo. Quindi nessuno di noi ha diritto di decidere sulla propria salute e sul proprio corpo nemmeno quando, oltre a non avere alcuna speranza di guarigione, si trova sottoposto ad atroci e insopportabili dolori e magari è intubato e torturato da sonde e tubicini infilati dappertutto. Si deve morire nella sofferenza e nel più ignominioso e disumano degrado fisico perché dio lo vuole.
Quale dio? Quello crudele e sanguinario che al suo popolo eletto, durante la conquista della Terra Promessa, ordinava di uccidere, senza pietà, tutto quel che respirava, cioè tutti gli uomini, le donne, i vecchi e i bambini e perfino gli animali che si opponevano all'invasione. Chiaro? Chiarissimo.
E quelli, e sono milioni, che sono fermamente convinti che questo dio non è altro che una bubbola per gli allocchi? Anche loro, in base alla laicità positiva, che piace tanto a papa Ratzinger e che consiste nell'imporre coercitivamente anche ai non credenti la morale cattolica, devono sottostare al volere di questa obbrobriosa divinità.
E l'articolo 32 della Costituzione italiana che recita: “Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana”?
Nefandezza per il papa e carta straccia per la maggioranza dei nostri politici, quasi sempre miscredenti ma ipocritamente proni al Vaticano per garantirsi il voto cattolico e quindi disposti a negare agli italiani i diritti civili e l'autodeterminazione sanciti dalla Costituzione.
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- leo zen
- Leo Zen vive in una cittadina del Veneto di forte tradizione cattolica e usa uno pseudonimo volendo evitare possibili disagi dal momento che scrive opere rigorose e documentate ma fortemente dissacratorie e in controtendenza. Finora ha pubblicato tre saggi: L'INVENZIONE DEL CRISTIANESIMO (Editrice Clinamen – Firenze – 2003 – 3^ed.), IL FALSO JAHVE' (Edizioni Clinamen – Firenze – 2007), LA “MALA” RELIGIONE (Editrice Uni- Service – Trento - 2009) e il romanzo storico IN NOMINE DOMINI (Prospettiva editrice – Civitavecchia - 2008)