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mercoledì 2 marzo 2011
Contro la Chiesa simoniaca di Ratzinger Bertone e Bagnasco reagisce il “Centro giovanile Antonianum”
Ma non tutti i cattolici sono d'accordo con questa Chiesa del silenzio. Il “Centro giovanile Antonianum” ha raccolto oltre mille adesioni su https://sites.google.com/site/anchenoiabbiamounsogno/home. dove scrive: “Siamo convinti che come cristiani non si possa più tacere di fronte a quanto sta accadendo nel nostro paese'”.
E amaramente aggiunge: “Un giorno chi guida la Chiesa in Italia riuscirà a denunciare i comportamenti inaccettabili con chiarezza e determinazione, perché avrà come unico interesse l'annuncio della Buona Notizia. In situazioni come quelle odierne, dirà che chi offende ed umilia le donne in modo così oltraggioso non può governare un paese. Dirà che coinvolgere minorenni in questo mercato sessuale è, se possibile, ancora più sconcertante. Dirà che chi col denaro vuol comprare tutto, col potere vuol essere al di sopra delle leggi, con i sotterfugi evita continuamente di rendere conto dei propri comportamenti, costui propone e vive una vita che è all'opposto di quanto insegna il nostro maestro Gesù. Per evitare ambiguità dirà chiaramente che questa persona è il nostro Primo Ministro”.
Parole chiare che esprimono lo sconcerto della base cattolica per il comportamento simoniaco delle alte gerarche vaticane, riportato anche da molti periodici diocesani, ma totalmente ignorato da chi, come il vescovo di San Marino e Montefeltro Luigi Negri, presidente della fondazione per il magistero sociale della Chiesa, proclama: “Da sempre, alla Chiesa interessa ciò che un governante fa per il bene comune (cioè per gli interessi della Chiesa); sui comportamenti personali il giudizio spetta solo a Dio”.
lunedì 31 gennaio 2011
I borbottii della Cei
Tutto qui? Tutto qui. È inutile sperare in qualcosa di meglio. Al massimo potremo aspettarci dure reprimenda per la giustizia italiana, rea di indagare troppo, con troppe spese per il contribuente. Ora la Cei si aspetta la giusta ricompensa per cotanta sua morigeratezza.
Il premier non la deluderà. Un precedente istruttivo ci spiega come. Per perdonare i casi di Letizia Noemi e di Patrizia D'Adario e giustificare il diritto, sancito da mons.Fisichella, di smoccolare in pace e di comunicarsi dopo una nottata di bunga bunga e in deroga alle norme canoniche, era bastato una campagna contro la pillola Ru486, promettere un testamento biologico alla vaticana, offrire più soldi ai preti.
Che Berlusconi frequentasse escort e minorenni in dosi industriali, che gettasse i ponti d’oro agli evasori fiscali, che fingesse di non vedere la corruzione che coinvolge politici, imprenditori e “gentiluomini” di sua santità, era più che noto al trio Ratzinger, Bertone, Bagnasco, perché la stampa non appecorata lo andava sciorinando ogni giorno.
Eppure alle elezioni regionali, la Cei invitò a votare per la destra e chi si era illuso della sua imparzialità ebbe il danno e le beffe. Ora la manfrina si sta ripetendo con un centro-sinistra che plaude alla presunta svolta della Chiesa, attribuendola a considerazioni etiche, a un soprassalto di coscienza. Ohibò, i Sacri palazzi non soffrono di queste debolezze.
Per salvare la faccia davanti al gregge disorientato, bastano e avanzano generici predicozzi che sfiorino appena le nottate di Arcore. La sua complicità col governo amico, pronto a cederle tutto, non si è interrotta ed è sempre solidissima.
A meno che, il Rubygate, l'accusa di concussione, le difficoltà economico-sociali che incombono sempre più gravi, la paralisi del governo, costretto a comprarsi una maggioranza giorno per giorno, il rilancio dell’economia chiesto da Confindustria, il federalismo chiesto da Bossi per dar qualcosa in pasto alla sua base leghista e, perfino, un flebile risveglio dell'opposizione, non inducano la Chiesa a scaricare Berlusconi.
Queste sole ragioni, e non certo i motivi “etico-religiosi“ o il timore di scandalizzare il gregge col proprio berlusconismo, potrebbero spingerla a cambiare cavallo.
Ma prima dovrà predisporre una successione che le consenta di consolidare tutto quanto ha già acquisito i e, magari, ottenere qualcosa di più. Non si devono por limiti alla Divina Provvidenza, dato che in Italia, con una classe politica bypartisan, in gran parte atea ma sempre cattolicissima, i favori divini arridono sempre ad Oltretevere.
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- leo zen
- Leo Zen vive in una cittadina del Veneto di forte tradizione cattolica e usa uno pseudonimo volendo evitare possibili disagi dal momento che scrive opere rigorose e documentate ma fortemente dissacratorie e in controtendenza. Finora ha pubblicato tre saggi: L'INVENZIONE DEL CRISTIANESIMO (Editrice Clinamen – Firenze – 2003 – 3^ed.), IL FALSO JAHVE' (Edizioni Clinamen – Firenze – 2007), LA “MALA” RELIGIONE (Editrice Uni- Service – Trento - 2009) e il romanzo storico IN NOMINE DOMINI (Prospettiva editrice – Civitavecchia - 2008)