Visualizzazioni totali

mercoledì 2 febbraio 2011

Il Vangelo di Giovanni (“L'invenzione del cristianesimo”) 280

Il Vangelo di Giovanni attesta un cristianesimo nuovo e molto diverso da quello dei Sinottici, perché si fonda su uno dei concetti essenziali della filosofia ellenistica, quello del Logos.

In esso Gesù viene interpretato come la manifestazione fenomenica del Logos «incarnato», disceso dalle sfere celesti per ricondurre gli uomini a Dio in qualità di Redentore. Ci troviamo qui di fronte ad una vera deformazione della dottrina di Gesù per adeguarla agli intellettuali ellenizzati al fine di guadagnarli al cristianesimo.

L'autore, scrivendo per le persone colte e fortemente ellenizzate, non esalta più i poveri, né pone in guardia contro la ricchezza. Ignora lo schietto linguaggio delle parabole proprio dei Sinottici e predilige discorsi ampiamente elaborati che descrivono Dio in maniera astratta. Insomma, il messaggio gesuano viene da lui totalmente intellettualizzato.

Come spiegare una tale trasformazione del messaggio di Gesù? Con l'esigenza di avvicinare al cristianesimo gli ambienti più colti del mondo ellenistico. I Sinottici, scritti com’erano nella koiné greca del linguaggio popolare, erano rivolti soprattutto alle classi più umili, composte in prevalenza di mendicanti e di schiavi e perfino, come attesta Paolo, di ex ladri e delinquenti.

La predicazione cristiana che Tacito definiva «esecrabile» e Svetomo «una superstizione empia», andava quindi intellettualizzata per poter fare impressione sui dotti. Quello che si prefigge il quarto Vangelo.

Giovanni evangelista

martedì 1 febbraio 2011

I fondamentalisti pro-life sempre più minacciosi negli Usa

Il diritto d’aborto, negli Stati Uniti, è sempre più seriamente minacciato. Le elezioni di midterm hanno portato a Washington una truppa ancora più numerosa di deputati e senatori anti-abortisti.

Sono 29 ormai i governatori contrari all’interruzione di gravidanza (erano 21 prima delle elezioni), e in 15 Stati, governatori e parlamenti locali accentuano l’orientamento pro-life. Le posizioni tra i membri del senato e della camera sono sempre più inconciliabili.

I repubblicani e i conservatori, appoggiati apertamente dal clero cattolico e protestante, contrastano in ogni modo la legge che consente l'aborto, approvata dalla Corte Suprema nel 1973. Invece democratici e liberal la difendono. Ma lo scontro diventa ogni giorno sempre più cruento.

A livello locale il diritto all’aborto viene ogni giorno ridotto ricorrendo a strumenti legislativi, a pressioni psicologiche e alla violenza anche omicida. In Nebraska è stata votata una legge che vieta l’aborto dopo la 20esima settimana di gestazione (tradizionalmente, il limite è tra le 22 e le 24 settimane). Secondo i legislatori, “il feto subirebbe un grave e lancinante dolore”.

Nonostante nessun medico abbia avvallato questa ipotesi, misure simili stanno per essere prese in Indiana, Iowa, New Hampshire e Oklahoma. La legge del Nebraska ha costretto ad andarsene l’unico medico dello Stato che praticava aborti in fase avanzata, con il risultato che ora molte donne sono costrette a spostamenti per più di cento chilometri per interrompere la gravidanza.

Molto diffuse sono anche le pressioni psicologiche adottate da governi locali come, ad esempio, l'obbligo di ecografie con lo schermo rivolto verso la donna, cui deve essere spiegata nei dettagli la conformazione del feto. Dove le pressioni psicologiche nei confronti della donna non bastano, si ricorre a minacciare di morte i medici abortisti e il personale delle cliniche.

L’ultimo episodio del genere è l’assassinio di George Tiller in Kansas, nel 2009, ad opera di un militante antiabortista. Perfino i fornitori di servizi abortivi hanno subito migliaia di atti di violenza. Insomma una situazione di grave tensione per molte donne e molti medici alimentata dal clero cattolico e protestante.

Un caso limite è avvenuto poco tempo fa al St. Joseph’s Hospital and Medical Center di Phoenix in Arizona, un ospedale religioso sotto l'egida cattolica. Ad una donna di 27 anni, all’11ma settimane di gravidanza, venne diagnosticata una gravissima forma di ipertensione polmonare che imponeva di interrompere d'urgenza la gravidanza altrimenti sarebbe sicuramente morta di insufficienza cardiaca, assieme al suo bambino.

Col consenso di una suora, dirigente dell'ospedale, i medici, praticando l'aborto, riescirono a salvare almeno la madre, che aveva altri tre bambini. Il vescovo Thomas Olmstead, subito scomunicò la suora e i medici e con protervia dichiarò che si dovevano lasciar morire madre e figlio pur di evitare l'aborto.

Mons. Thomas Olmstead

Secondo Tatiano i Vangeli di Luca e di Matteo non contenevano la nascita di Gesù (“L'invenzione del cristianesimo”) 279

Secondo Tatiano, autore del Diatesserone, scritto nel 175, (libro che riuniva in un solo testo i quattro Vangeli canonici), i Vangeli di Luca e di Matteo non contenevano l'annunciazione e la nascita di Gesù, aggiunte soltanto posteriormente, come riteneva anche Gerolamo, autore della Vulgata.

Ciò dimostra che anche il Vangelo di Luca, come del resto tutti gli altri Vangeli, abbia subito continue sovrapposizioni fino a tutto il IV secolo e oltre.

Comunque questo Vangelo è stato senz'altro scritto, nella sua redazione primitiva, da un discepolo di Paolo, allo scopo di fornire all'apostolo uno strumento di evangelizzazione che fosse in perfetta sintonia con la sua teologia.

Sotto un certo punto di vista possiamo considerarlo un contro-vangelo nei confronti di quello usato dalla Chiesa di Gerusalemme (il primitivo Vangelo di Matteo) in quanto mirava a degiudeizzare e demessianizzare la figura di Cristo, a sancire il superamento della Legge e a creare i presupposti della deificazione e della funzione salvifica di Cristo.

Luca è il più fantasioso degli evangelisti in campo teologico. Gli angeli appaiono spesso nelle sue opere: annunciano l'incarnazione di Cristo alla vergine Maria, comunicano la nascita ai pastori di Betlemme, proclamano la resurrezione di Gesù e liberano Pietro di prigione. La sua eccessiva mitologia teologica ha destato qualche perplessità anche tra i Padri della Chiesa.

Come negli altri due Vangeli Sinottici di Marco e Matteo, anche in questo la vicenda pubblica di Gesù viene ridotta ad una sola annata (in Giovanni, invece, dura tre anni), mentre rispetto agli altri Vangeli la visione apocalittica viene meno drammatizzata, per cui dovrebbe essere ulteriormente postdatata la sua stesura definitiva.

Il Diatesserone

Benvenuti nel mio blog

Questo blog non è una testata giornalistica, per cui lo aggiorno quando mi è possibile. I testi sono in regime di COPYLEFT e la loro pubblicazioni e riproduzioni è libera purché mantengano lo stesso titolo e venga citando il nome dell'autore.

I commenti possono essere critici, ma mai offensivi o denigratori verso terzi, altrimenti li cancello. Le immagini le pesco da internet. Qualche volta possono essere mie manipolazioni.

Se volete in qualche modo parlare con me, lasciate la richiesta nei commenti, vi contatterò per e-mail. Dato che il blog mi occupa parecchio tempo, sarò laconico nelle risposte.

Se gli argomenti trattati sono di vostro interesse, passate parola; e, se site studenti, proponeteli al vostro insegnante di religione. In tal caso fatemi sapere le risposte che avete ottenuto. Grazie.

Lettori fissi

Archivio blog

Informazioni personali

Leo Zen vive in una cittadina del Veneto di forte tradizione cattolica e usa uno pseudonimo volendo evitare possibili disagi dal momento che scrive opere rigorose e documentate ma fortemente dissacratorie e in controtendenza. Finora ha pubblicato tre saggi: L'INVENZIONE DEL CRISTIANESIMO (Editrice Clinamen – Firenze – 2003 – 3^ed.), IL FALSO JAHVE' (Edizioni Clinamen – Firenze – 2007), LA “MALA” RELIGIONE (Editrice Uni- Service – Trento - 2009) e il romanzo storico IN NOMINE DOMINI (Prospettiva editrice – Civitavecchia - 2008)