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sabato 2 luglio 2011

Le assurdità religiose. I dogmi. (La “mala” religione) 119

I dogmi che riguardano l'aldilà, cioè il paradiso e l'inferno, sono nati in seguito al fallimento della parusia.

Tutto il cristianesimo primitivo, sia giudaico che ellenistico, nei primi tre secoli della nostra era incentrò la sua esistenza sull'imminente ritorno del Signore dalle nuvole, come attestano molti passi delle Lettere di Paolo, Pietro, Giacomo e Giovanni e dell'Apocalisse, nonché la produzione letteraria dei Padri della Chiesa e la vita della primitiva collettività cristiana.

«La fine di ogni cosa è vicina» preannunciava la Prima Lettera di Pietro (1 Epistola di Pietro, 4,7) e la Lettera agli ebrei ammoniva: «Ancora un poco, infatti, un poco appena, e colui che deve venire verrà, e non si farà aspettare» (Epistola agli ebrei 10,37). E Giacomo: «Siate dunque pazienti, cari fratelli, fino alla venuta del Signore... Il giudice è alle porte» (Epistola di Giacomo 5,7: 5,9).

Per tutto l’intero II secolo rimase costante l’idea del prossimo ritorno di Gesù, come provano tutte le fonti cristiano-antiche, interne o esterne al Nuovo Testamento.

Perfino nel III secolo il Padre della Chiesa Cipriano sostenne, con estrema decisione, l’imminente ritorno del Signore. Ci furono a questo proposito, in quell’epoca, degli episodi grotteschi.

Tanto per citarne uno: in Siria, un vescovo si incamminò verso il deserto seguito da tutti i fedeli, bambini compresi, per andare incontro all’imminente arrivo del Signore, con le conseguenze che si possono facilmente immaginare.

venerdì 1 luglio 2011

Le difficili scelte del non credente.

Il non credente è colui che ha fatto suo il motto di Orazio “Sapere aude!”, ovvero “Osa conoscere. Abbi il coraggio di usare la tua intelligenza”(Orazio – Epistolae 1,2) che fu proprio di tutti i grandi pensatori da Siddharta a Kant e che ci ha dato l’Illuminismo.

Il non credente vuole esaltare la forza del pensiero indagante e quella del dubbio metodologico contro l’ignavia della conservazione e la fossilizzazione del dogma. È costantemente alla ricerca della prova logico-sperimentale contro le fascinazioni fideistiche delle rivelazioni.

Il non credente non si riconosce in alcuna delle tante religioni istituzionalizzate, dogmatiche e gerarchiche esistenti ma è un cittadino etico e leale che non ha altri padroni se non la propria coscienza e non si troverà mai nel pericoloso conflitto di dover scegliere tra essa e gli interessi di una religione e di un clero, quali che essi siano. Coltiva una visione della vita che è esaltante sotto tanti punti di vista, ma spesso scomoda, difficile, usurante.

La ricerca del sapere è per lui continua, assillante e mai appagata perché è ben consapevole che ogni conquista non è mai definitiva essendo soltanto una tappa provvisoria che va continuamente superata. Imparare è per lui un verbo inconiugabile a vantaggio del capire, del porsi domande, dell’infrangere tabù. È il riscatto di sé come Uomo e non come mammifero pensante.

I credenti di qualsiasi religione riposano invece comodamente sulla delega altrui, abdicando alla libertà di pensiero e di eretica trasgressione, con la beatificante, rispettosa accettazione delle verità assolute trasmesse dall'alto e accolte con accidia intellettuale

La ricerca del sapere viene sostituita dal credente con l’imparare testi sacri antichi, privi di ogni veridicità e colmi di incongruenze e assurdità, ma ritenuti dettati da dio: bibbie, corani, catechismi, rivelazioni ed esoterismi vari, capaci, però di tacitare ansie e dubbi, ambizioni e curiosità propinando verità indimostrate che spiegano ogni aspetto della vita e del pensiero.

I credenti, normalmente, sanno assai poco dei recessi della loro dottrina e si contentano di pochi luoghi comuni appresi catechisticamente nella prima infanzia. Sono purtroppo la maggioranza assoluta e determinano spesso i destini del Paese, non seguendo una loro opinione personale ma lasciandosi manipolare da forze politiche supinamente appecorate agli interessi delle Chiese e non a quelli dello Stato laico.

I non credenti, pari al 18% della popolazione italiana, cioè 11 milioni di persone, sono, invece una minoranza sparsa trasversalmente sui due sessi, in tutto l’arco politico, in tutte le attività e professioni, a tutti i livelli culturali.

Pur professando spesso un'etica pura, che prescinde cioè da ogni ricompensa ultraterrena, sono spesso guardati con diffidenza dai credenti, specie se bigotti e teocon, e trattati come immorali, nichilisti e relativisti dalla gerarchia cattolica.

La loro influenza, in campo politico, è molto scarsa perché manca in Italia un partito che propugni la laicità dello Stato e che esprima i loro ideali.

Immanuel Kant

Le assurdità religiose. I dogmi. (La “mala” religione) 118

Sistemata definitivamente la questione del concepimento immacolato di Maria, rimaneva un altro problema in sospeso.

La Madonna: Vergine nel concepimento, Vergine incinta, Vergine nel parto, Vergine madre (quanti ossimori!), Vergine perpetua , madre di dio e concepita immacolata, poteva, morendo, disperdere le sue carni, che avevano generato dio, nella terra come tutti i mortali? Mai più!

Così Pio XII nel 1950, col dogma dell’Assunzione, decretò che la Madonna al momento della morte, in un tripudio di angeli salì incorrotta al cielo (perdendo la cintola durante l'ascensione, tuttora oggetto di culto nel duomo di Prato, in Toscana), smentendo la tradizione trasmessaci dalla Chiesa delle origini secondo la quale Maria, dopo la morte, era stata sepolta nei pressi del Getsemani.

E qui, per il momento, la storia di Maria, che da quanto deduciamo dai Vangeli altro non era che la madre di una famiglia molto numerosa che le procurò non poche sofferenze, sembra concludersi.

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Informazioni personali

Leo Zen vive in una cittadina del Veneto di forte tradizione cattolica e usa uno pseudonimo volendo evitare possibili disagi dal momento che scrive opere rigorose e documentate ma fortemente dissacratorie e in controtendenza. Finora ha pubblicato tre saggi: L'INVENZIONE DEL CRISTIANESIMO (Editrice Clinamen – Firenze – 2003 – 3^ed.), IL FALSO JAHVE' (Edizioni Clinamen – Firenze – 2007), LA “MALA” RELIGIONE (Editrice Uni- Service – Trento - 2009) e il romanzo storico IN NOMINE DOMINI (Prospettiva editrice – Civitavecchia - 2008)