Visualizzazioni totali

giovedì 2 agosto 2012


Paolo e non Gesù l'inventore dell'ascetismo cristiano (“L'invenzione del cristianesimo”) 180


La prima religione redentrice, infatti, fu l’Orfismo, nato in Grecia nel VI secolo a.C., per opera del mitico cantore tracio Orfeo. Questa religione diede origine alla produzione di Sacre Scritture che garantivano la felicità ultraterrena a tutti coloro che attuavano il rifiuto del corpo, attraverso l’ascesi, e minacciavano un terribile destino di sofferenze eterne per chi, invece, si fosse abbandonato alle gioie della vita.

Paolo, nativo di Tarso (attuale Turchia) nella quale era diffusissimo il culto dei Misteri Orfici e delle divinità soteriche (Attis, Dioniso, Eracle e Mitra), introdusse nel sua cristianesimo personale le perversioni penitenziali di quelle religioni e le impose a tutto l’Occidente. Nelle sue Lettere, che influenzarono potentemente i futuri quattro Vangeli nonché gli Atti degli Apostoli, per il suo delirio contro il corpo, da lui chiamato la “carne”, considerato la sede del peccato, egli afferma che i1 cristiano deve «spossare e asservire il corpo», «ucciderlo» (1 Cor. 9,27; Galati, 5,24; Romani, 8,13; Colossesi 3,5), in quanto esso è un «corpo di morte» e tutto ciò che vuole «significa morte» e «odio contro dio» (Romani, 7,18; 7,24; 8,6 sgg.).


In Galati scrive con veemenza: “Le opere della carne sono ben note: fornicazione, impurità, libertinaggio, idolatria, stregonerie, inimicizie, discordia, gelosia, dissenso, divisioni, fazioni, invidie, ubriachezza, orge e così via” (Galai 5, 19-21). Un vero catalogo di nefandezze e turpitudini che rendono l'uomo più malvagio degli animali allo stato brado. Quindi la vita del cristiano, per contrastare la sua degradazione, doveva incentrarsi nell’ascesi


Paolo di Tarso


mercoledì 1 agosto 2012

Il falso Jahvè. 1L'ideologia a fondamento della Bibbia. 141


Nessuna però di queste istanze ideologiche espresse dalla Bibbia ha corrisposto a verità. Infatti, il popolo ebreo non ha avuto origine dal solo patriarca Abramo ed è sempre stato costituito da un miscuglio di tribù nomadi semite così diverse tra loro, nonostante una forte comunanza religiosa, che mai sono riuscite a formare uno stato unitario.

Il monoteismo jahvista rigoroso si è definitivamente affermato in Israele solo durante il regno di Giosia e si è consolidato dopo l'esilio babilonese, cioè nel VI - V secolo a.C. Prima tutte le dodici tribù avevano continuato a praticare forme, più o meno diverse, d'idolatria. Il Patto dell'Alleanza e la promessa del possesso perenne della terra di Canaan, inventati da Mosè e proiettati retrospettivamente dalla casta sacerdotale su Abramo, si sono rivelati delle mere illusioni, perché Israele ha sempre subito contestazioni durissime per il possesso della sua terra sin dal tempo dei cananei e dal 135 d.C. ne è stato cacciato per quasi due millenni dai romani fino mezzo secolo fa, a seguito delle Guerre Giudaiche, e ancor oggi deve subire scontri durissimi coi palestinesi che rivendicano un analogo diritto di possesso.

Infine, il costante interesse e coinvolgimento di Dio nelle vicende del suo popolo eletto, si è rivelato per Israele, stando alla Bibbia, una lama a doppio taglio. Infatti da una parte Jahvè ha provveduto a soccorrerlo compiendo grandi prodigi: mandando le piaghe in Egitto, aprendo le acque del Mar Rosso, fermando il sole in pieno giorno durante la battaglia a Gabaon, guidando la mano del pastorello David a colpire il gigante Golia, e via seguitando; dall'altra lo stesso Jahvè ha inflitto al suo popolo, da lui ritenuto un incorreggibile peccatore, numerosi e tremendi castighi per fargli espiare le sue continue ricadute nell'idolatria. Quindi questa ideologia di base, che tuttora viene ritenuta valida dai più ortodossi degli attuali israeliti, si è rivelata una mera utopia.

Gli asceti perennemente tormentati da pensieri perversi e lascivi (“L'invenzione del cristianesimo”) 179


Una mortificazione così drastica e assoluta degli istinti più naturali e, soprattutto, la demonizzazione e repressione del sesso, rendevano gli asceti continuamente ossessionati da pensieri perversi e lascivi. Infatti tutti costoro erano incessantemente tentati dal sesso, identificato con Satana, e vivevano tra continui tormenti. Santa Teresa d’Avila confessava che di continuo ogni vizio era in lei risvegliato, e Santa Caterina da Siena si dichiarava perseguitata da intere schiere di demoni, che lussuriavano nella sua cella e persino in chiesa.

San Gerolamo, autore della Vulgata (la Bibbia tradotta in latino), dottore e Padre della Chiesa, confessava che, pur vivendo tra bestie e scorpioni, era continuamente tormentato da visioni di belle fanciulle danzanti che lo tentavano. «Il mio volto era pallido per il digiuno, ma nel corpo freddo lo spirito ardeva di caldissime brame, e nella fantasia di un uomo, la cui carne era da lungo tempo pressoché morta, ribolliva ancora il fuoco di maligne libidini».

Ma chi fu ad introdurre nel cristianesimo questa forma aberrante e psicotica di penitenza? Non Gesù, che non l’ha né predicata né praticata. Nei Vangeli non ne troviamo traccia. Anzi leggiamo che i farisei lo trattavano da gaudente perché ignorava i digiuni e partecipava con gioia ai banchetti. E allora? È stato Paolo di Tarso, il San Paolo della Chiesa. Le sue Lettere ne rigurgitano. Dobbiamo solo a lui l’introduzione nel cristianesimo, di cui è l’assoluto inventore, di questa forma disumana e mostruosa di rinuncia alle gioie della vita e ai sani istinti del corpo. Paolo costruì il suo cristianesimo personale, che la Chiesa ha ereditato, assemblando un po’ di giudaismo e molto paganesimo. Dal paganesimo trasse, tra le altre cose, il battesimo e l’eucaristia, ma anche l’ascesi, deducendola dai misteri orfici.

Benvenuti nel mio blog

Questo blog non è una testata giornalistica, per cui lo aggiorno quando mi è possibile. I testi sono in regime di COPYLEFT e la loro pubblicazioni e riproduzioni è libera purché mantengano lo stesso titolo e venga citando il nome dell'autore.

I commenti possono essere critici, ma mai offensivi o denigratori verso terzi, altrimenti li cancello. Le immagini le pesco da internet. Qualche volta possono essere mie manipolazioni.

Se volete in qualche modo parlare con me, lasciate la richiesta nei commenti, vi contatterò per e-mail. Dato che il blog mi occupa parecchio tempo, sarò laconico nelle risposte.

Se gli argomenti trattati sono di vostro interesse, passate parola; e, se site studenti, proponeteli al vostro insegnante di religione. In tal caso fatemi sapere le risposte che avete ottenuto. Grazie.

Lettori fissi

Archivio blog

Informazioni personali

Leo Zen vive in una cittadina del Veneto di forte tradizione cattolica e usa uno pseudonimo volendo evitare possibili disagi dal momento che scrive opere rigorose e documentate ma fortemente dissacratorie e in controtendenza. Finora ha pubblicato tre saggi: L'INVENZIONE DEL CRISTIANESIMO (Editrice Clinamen – Firenze – 2003 – 3^ed.), IL FALSO JAHVE' (Edizioni Clinamen – Firenze – 2007), LA “MALA” RELIGIONE (Editrice Uni- Service – Trento - 2009) e il romanzo storico IN NOMINE DOMINI (Prospettiva editrice – Civitavecchia - 2008)