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giovedì 4 ottobre 2012

La favoletta sumerica del creazionismo (“L'invenzione del cristianesimo”) 222


Passiamo ora alla scienza, altro campo sempre apertamente osteggiato dalla religione, e prendiamo in considerazione l'evoluzionismo, oggi molto attuale, considerato da cristiani e musulmani il nemico numero uno perché è la prova lampante della falsità di ogni religione.

La favoletta sumerica che descrive il buon dio seduto al tornio del vasaio, intento ad impastare con la creta la statuina di Adamo e soffiargli in faccia l'alito della vita, è stata fino al XVIII secolo ritenuta valida da quasi tutte le civiltà antiche. Ciò a dimostrazione che l'homo sapiens ha sempre incontrato grossi problemi con la sua razionalità.

E li sta incontrando anche ora se molti milioni di cristiani e musulmani, nonostante le inconfutabili prove geologiche e paleontologiche che la scienza ci propina, continuano a crederla. Così succede che nel sussidiario italiano di terza elementare troviamo, nelle pagine di religione, Adamo ed Eva, belli e pimpanti, che scorrazzano felici nel Giardino dell'Eden, ancora ignari dell'amaro destino che incombe su di loro a causa della mela fatale, e poco oltre nelle pagine di storia, la scimmia bonobo, antenata dell'homo sapiens, che svolazza tra gli alberi della foresta, e poco più avanti, il cavernicolo con la clava. Come conciliare queste cose lo lascio spiegare a voi.

Scimmia bonobo


mercoledì 3 ottobre 2012

Il falso Jahvè. La Bibbia in controluce. 162

La Bibbia, ispirandosi alle leggende del Medio Oriente, inizia con la creazione del mondo e del primo uomo Adamo e prosegue con il racconto della trasgressione primordiale compiuta da Adamo e Eva nel giardino dell'Eden e con le leggende del diluvio e della Torre di Babele.

Gli scavi archeologici e il ritrovamento di migliaia di tavolette sumeriche ci hanno ampiamente illustrato l'origine di queste leggende. Oggi noi sappiamo che la favola biblica della mela fatale non è altro che l'aggiustamento ebraico di una leggenda sumerica che troviamo nel "Cilindro della tentazione", conservato al British Museum di Londra, e datato al 2500 a.C. Ciò a dimostrare che la storia del frutto proibito risaliva a molti secoli prima che Abramo nascesse.

Grazie agli scavi nella città assira di Nimrud, una trentina di chilometri a sud di Mosul nell'Iraq settentrionale, siamo a conoscenza di molte storie della mitologia babilonese. L'archeologo britannico sir Austen Henry Layard (Early Adventures in Persia, Susiana and Babylonia) portò alla luce le rovine della reggia costruita per il re Assumasipal II verso l'880 a.C., nella quale furono trovate numerose tavolette babilonesi risalenti al periodo dell'occupazione assira di Babilonia (vedi anche: M. Magnusson, op.cit. pagg.175-176). 

In questi testi, oggi conservati al British Museum, troviamo per esempio il racconto del Dilmun, il mitico giardino delle delizie posto sulle sponde dell'Eufrate, in cui i babilonesi credevano fosse stato creato il genere umano (George W. Anderson, The History of Religion of Israel). Le analogie tra il racconto del Dilmun e la storia del Giardino dell'Eden che riscontriamo nel testo biblico della Genesi sono fin troppo evidenti.

Cilindro della tentazione


La Chiesa alleata dei dittatori del XX secolo (“L'invenzione del cristianesimo”) 221

Solo nel XX secolo la Chiesa ha accettato, obtorto collo, il consolidarsi della democrazia e del laicismo di Stato nel mondo occidentale, continuando a considerarli emanazioni sataniche e ad ostacolarli in tutti i modi. Infatti, non appena sono sorti dittatori di stampo fascista, con Mussolini in Italia, Franco in Spagna e Pinochet in Cile, non ha esitato ad appoggiarli, considerandoli inviati dalla provvidenza divina, e a giustificare i crimini da essi perpetrati. La complicità con i regimi fascisti è una macchia indelebile sulla storia della Chiesa.

A riprova di quanto la Chiesa sia implacabile nemica della libertà basti dire che lo Stato della Città del Vaticano, assieme a pochi altri Stati totalitari, non ha firmato la Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo. Perché? Perché essa riconosce il diritto di ciascuno di cambiare religione o di non averne alcuna. Vogliamo scherzare che la Chiesa autocratica e teocratica firmi una simile principio! Giammai. Rinnegherebbe se stessa e tutto il suo passato oscurantista.

Da quanto fin qui esposto appare chiaro, anche al più sprovveduto, che la conquista della democrazia e di ogni altra emancipazione sociale e politica dell'età moderna, nonché di tutte le strutture e le leggi più umane della convivenza civile, sono state ottenute in Occidente da movimenti che hanno operato fuori e contro la Chiesa. Perché la Chiesa, fin dai tempi di Paolo, ha sempre nutrito un totale disprezzo dell'uomo come essere morale e l'ha ritenuto incapace, da solo, di usare una qualsiasi forma di libertà e, perciò, bisognoso di essere totalmente sottoposto alla sua guida e autorità.

Benito Mussolini


martedì 2 ottobre 2012

Bagnasco, cinghia di trasmissione di Ratzinger.


Autentico replicante del papa, il cardinal Bagnasco ha trasmesso all'assemblea della Cei il diktat politico annunciato pochi giorni fa da papa Ratzinger all’Internazionale democristiana riunita a Castelgandolfo sotto la guida di Pierferdinando Casini, il capo degli zuavi pontifici del parlamento italiano. Una sfilza di no per negare ogni qualsiasi apertura sul matrimonio dei gay e sulle coppie di fatto nonché sulla libertà di scelta in tema di contraccezione, aborto e fine-vita.


Il tutto in nome della sana laicità teocratica della Chiesa (ma per Bagnasco, laicissima) che vieta ai cittadini, anche ai non cattolici, ogni diritto umano e civile e obbliga lo Stato ad imporre per legge la coercizione religiosa che trasforma ogni peccato in reato. Ma il papa conosce un po' di aritmetica? Si rende conto che il matrimonio religioso, che lui brandisce come una clava, è ormai ridotto al lumicino ed è simile ad un mulino a vento di donchisciottesca memoria, perché fra qualche decennio non esisterà più?


Metta insieme divorziati, sposati civilmente, conviventi e omosessuali, tutti rigorosamente esclusi dalla Chiesa, cosa gli rimane del gregge cattolico? Una sparuta schiera, per la maggior parte costituita da anziani, in rapida estinzione. E quando il matrimonio religioso, ormai ridotto solo a cerimonia sfarzosa e in continua decrescita in tutto il mondo cattolico, si estinguerà del tutto, il papa del momento dovrà chiudere bottega o smetterla di non voler riconoscere l'evoluzione della società in tutti i campi.


Bagnasco ha anche ordinato ai nostri politici cattolici di serrare i ranghi e di approvare subito il disumano e anticostituzionale ddl Calabrò, relativo al fine vita, anche se viola i diritti costituzionalmente sanciti. Vuole mettere il prossimo parlamento (temendolo meno clericale dell'attuale) di fronte al fatto compiuto in modo da impedire che la legge liberticida già approvata possa essere sostituita da una più avanzata e laica. Dimentica, però un piccolo particolare:la stragrande maggioranza degli italiani è contraria a questa legge e si farà subito promotrice di un referendum per abrogarla.


Ma intanto i nostri politici infingardi e codardi, sia per il loro innato clericalismo sia perché le elezioni si avvicinano e l'appoggio dei vescovoni è determinate, si piegheranno proni al diktat papale, tradendo le aspettative del popolo italiano che li ha eletti.

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Informazioni personali

Leo Zen vive in una cittadina del Veneto di forte tradizione cattolica e usa uno pseudonimo volendo evitare possibili disagi dal momento che scrive opere rigorose e documentate ma fortemente dissacratorie e in controtendenza. Finora ha pubblicato tre saggi: L'INVENZIONE DEL CRISTIANESIMO (Editrice Clinamen – Firenze – 2003 – 3^ed.), IL FALSO JAHVE' (Edizioni Clinamen – Firenze – 2007), LA “MALA” RELIGIONE (Editrice Uni- Service – Trento - 2009) e il romanzo storico IN NOMINE DOMINI (Prospettiva editrice – Civitavecchia - 2008)