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mercoledì 15 settembre 2010
L'immacolata concezione (“L'invenzione del cristianesimo”) 169
Come rimediare? Semplice, dichiarando che Maria era stata concepita immacolata. Ma l’esenzione di Maria dal peccato d’origine trovò una forte opposizione in eminenti teologi del passato, come Bernardo di Chiaravalle, Tommaso d’Aquino, Bonaventura, Alessandro di Hales e dall’intero ordine dei frati dominicani, tanto è vero che alcuni di costoro, per questo motivo, finirono sul rogo a Berna il 31 maggio 1509.
Questi oppositori, in pieno accordo con Agostino, ritenevano che la trasmissione del peccato d’origine avvenisse attraverso l’atto sessuale e quindi solo Gesù ne sarebbe stato immune, in quanto concepito teogamicamente e non sessualmente. Maria, no.
Ma Pio IX nel 1854, considerandosi già allora infallibile come pontefice, non tenendo in alcun conto Agostino e gli altri teologi e dottori che la pensavano diversamente, sancì il dogma dell’Immacolata Concezione.
martedì 14 settembre 2010
L'UAAR premia “I baci mai dati”, il film in mostra a Venezia sulle Madonne-patacca.
La storia è ambientata in un quartiere di Catania, e ha come protagonista Manuela, una ragazza di tredici anni, costretta a vivere una vita grama e infelice in una famiglia disastrata, con un padre fallito e assente, una madre, ex miss quartiere, perennemente frustrata, e una sorella maggiore, molto procace, che si sta infilando in giri pericolosi.
Durante la giornata Manuela lavora come donna delle pulizie nel negozio di una parrucchiera che è anche la fattucchiera di fiducia del quartiere e imbastisce tarocchi. La sera, con la musica sparata nelle orecchie, silenzia le urla della madre, le liti col padre e lo scherno della sorella Marianna che attende l'amante di turno.
E' un'esistenza misera resa ancor più infelice per il fatto che la madre, troppo affannata alla ricerca di attenzioni maschili, non le manifesta affetto e attenzione. Finché una notte Manuela s'inventa che la Madonna, la cui statua si trova nello spiazzo antistante la sua abitazione, le è apparsa e le ha dato il dono di fare miracoli.
Viene creduta immediatamente e da quel momento la sua vita e di chi la circonda si trasforma radicalmente. Sua madre, snaturata e opportunista, si accorge di poterne fare un business. La veste da monaca e la costringe a improvvisarsi santa e a trasformarsi in una sorta di fabbrica della speranza.
Tutti accorrono alla sua casa e, con richieste drammatiche e bizzarre, invocano qualche grazia: chi di trovare l’amore, chi un figlio, chi “che il marito trovi un lavoro al supermercato sotto casa, turno dalle tre alle otto, che è il migliore” e, perfino, la vittoria del campionato di calcio della squadra locale. Finché Manuela, raggiunto lo stato massimo di stress e frustrazione, getta la maschera e fa cadere il palco.
Questo film ci mostra un'Italia dalle credenze e ingenuità diffuse, radicate nella cultura millenaria di un cattolicesimo imperniato sulla superstizione e la dabbenaggine e sulle ingenue speranze di un'umanità derelitta e infelice, perennemente alla disperata ricerca di qualcuno che sia disposto a soccorrerla nei suoi bisogni e che quindi diventa facile preda di qualsiasi imbonitore.
Il dogma della verginità di Maria (“L'invenzione del cristianesimo”) 168
Ecco allora l’inserimento, nei Vangeli di Luca e di Matteo, verso il IV secolo, dell’annunciazione, ignorata dagli altri due evangelisti e ritenuta dubbia da Gerolamo, autore della Vulgata.
A compimento di questo primo passo, nel 431 d.C., con il concilio di Efeso (convocato dall’imperatore Teodosio I), alla Madonna venne attribuita ufficialmente la qualifica di Deipara, e cioè di madre di Cristo inteso come dio e come uomo, superando le molte perplessità di quanti ritenevano improponibile, per non dire blasfemo, che un essere umano potesse essere la madre di un dio.
I Vangeli riferiscono concordi e in più occasioni che Gesù aveva fratelli e sorelle, e Paolo nelle sue Lettere lo conferma. Ma se Maria avesse generato altri figli, come narrano i Vangeli, il concepimento teogamico di Gesù sarebbe stato dubbio, e inoltre il Gesù-dio avrebbe dovuto spartire la sua divinità coi fratelli. Per negare questa ipotesi fu giocoforza dichiarare la verginità di Maria e relegare i fratelli al falso ruolo di cugini.
Così il Concilio Lateranense del 649, presieduto da papa Martino I, stabilì con un dogma che “la santa Madre di Dio sempre vergine immacolata Maria... ha concepito senza seme per opera dello Spirito Santo e ha partorito senza corruzione, permanendo indissolubile anche dopo parto la sua verginità” (D. 256 [DS. 503]). Cattolici e ortodossi ne sono tuttora convinti, i protestanti meno creduloni, no.
Ma voci di dissenso che negano la verginità di Maria si sono sempre fatte sentire nel mondo cattolico, e anche al giorno d’oggi eminenti teologi come Schnackenburg, Pesch e Lohfink sostengono – in opposizione all’enciclica Redemptoris Mater del 1987 di papa Wojtyla – che il concepimento verginale biologico da parte di Maria non è verità di fede biblica e quindi non si può scartare a priori l’ipotesi che Gesù abbia avuto fratelli e sorelle.
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Informazioni personali
- leo zen
- Leo Zen vive in una cittadina del Veneto di forte tradizione cattolica e usa uno pseudonimo volendo evitare possibili disagi dal momento che scrive opere rigorose e documentate ma fortemente dissacratorie e in controtendenza. Finora ha pubblicato tre saggi: L'INVENZIONE DEL CRISTIANESIMO (Editrice Clinamen – Firenze – 2003 – 3^ed.), IL FALSO JAHVE' (Edizioni Clinamen – Firenze – 2007), LA “MALA” RELIGIONE (Editrice Uni- Service – Trento - 2009) e il romanzo storico IN NOMINE DOMINI (Prospettiva editrice – Civitavecchia - 2008)


