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domenica 18 novembre 2012


sabato 17 novembre 2012

Il falso Jahvè. Fine d'Israele. Il periodo ellenistico. 181


Al tempo dei Seleucidi, durante il regno di Antioco IV Epifane nel 167 a.C., ci fu in Palestina un'ellenizzazione coatta che si trasformò poi in una vera persecuzione religiosa. Venne vietato il culto conforme alla Legge, la circoncisione, il riposo del sabato, l'osservanza della Torah; furono imposti culti pagani al popolo e si giunse perfino ad edificare un'ara a Zeus sopra gli altari degli olocausti nel Tempio di Gerusalemme.

Questo periodo è conosciuto dagli ebrei come "l'abominio della desolazione". Gli Asmonei, chiamati anche i Maccabei, figli del sacerdote Mattatia, dopo un'aspra e cruenta lotta contro i Seleucidi riuscirono a rendere la Palestina indipendente e a creare la teocrazia piena in quanto assommarono il potere politico e religioso nella stessa persona. Ma il loro insopportabile dispotismo determinò l'intervento di Roma, che restaurò il potere sacerdotale limitatamente all'ambito religioso, e ridusse la Giudea ad uno stato vassallo controllato dal senato.

Sotto i Seleucidi e gli Asmonei si formò una nuova interpretazione della storia legata a una nuova speranza escatologica della fine dei tempi. Gli apocalittici, i nuovi interpreti del tempo, presero il posto dei profeti e dei saggi (Paul D. Hanson, Old Testament Apocalyptic). Fu nel libro di Daniele che la nuova teologia apocalittica ricevette la sua piena configurazione. La sua tardiva angelologia e la sua composizione non unitaria escludono con certezza che il libro sia opera del veggente attivo alla corte di Babilonia nel VI secolo a.C. Il suo autore è probabilmente del II secolo a.C., e scrive all'epoca del brutale Antioco IV Epifane.

Antioco IV Epifane


Le colpe del libero pensatore? (“L'invenzione del cristianesimo”) 260


Non credere ai venditori di fumo, voler ragionare con la sua testa e insegnare agli altri a fare altrettanto. Una vera empietà per i bigotti di tutte le religioni. Socrate fu condannato a morte per questo. Lo accusarono di corrompere i giovani, solo perché insegnava loro a non credere alle panzane degli dèi. Gli stolidi ateniesi che lo condannarono erano convinti di essere dalla parte della verità. Oggi, noi sappiamo che erano soltanto degli stolidi assoluti e che i loro dèi erano delle chimere.

Abbattere lo strapotere che esercitano sulle masse e i sui politici settari i grandi capi religiosi nei Paesi di tutto il mondo sarà una battaglia lunga, aspra e difficilissima. I grandi stregoni si opporranno con ferocia, scateneranno il popolo bue, facendo leva sulle sue morbosità feticistiche, costringeranno i politici a stare dalla loro parte col ricatto di negar loro il voto. I mass media, che cavalcano la morbosità e la stupidità popolare, come le tivù spazzatura e molti giornali, saranno sicuramente dalla loro parte per coprire di insulti e di minacce i liberi pensatori, accusandoli di ogni ignominia.Infine, come suprema arma di ricatto, questi millantati ministri religiosi predicheranno che l'umanità, senza dio, sarà punita dell'ira divina.

Quando nel 2004 lo tsunami ha ucciso migliaia di persone, i più fanatici pastori protestanti d'America hanno additato quel cataclisma come una prova tangibile dell’ira di dio per l’aborto, l’idolatria e l’omosessualità imperanti. Lo stesso fecero per l’inondazione di New Orleans nel 2006. Perfino la distruzione del World Trade fu attribuita alla resa dell’America all’omosessualità e all’aborto. E molti americani hanno creduto a queste panzane. Dar la colpa dello tsunami ai peccati e non ad uno spostamento della placca tettonica dimostra quanto è grande l'imbecillità umana.

Socrate


venerdì 16 novembre 2012

La paga carissima dei preti soldato.


Non c'è istituzione statale che non devolvi prebende lucrose alla piovra clericale. Anche l'esercito non sfugge alla regola. Infatti un'archidiocesi di 182 cappellani militari, al comando di un vescovo che ha il grado di Generale del Corpo d'armata, costa al nostro disastrato Paese qualcosa come una ventina di milioni all'anno.

Cosa stiano a fare questi preti nell'esercito neanche dio lo sa. Ma loro sanno bene quello che rende. Per cominciare, monsignor Vincenzo Pelvi attuale ordinario militare, che dirige la sacra congrega col grado di generale di brigata, si cucca 6000 euro al mese. Il suo vicario, il cancelliere e l'economo, col grado di tenenti colonnelli, ben 5000 euro ciascuno e i cappellani, col grado di capitano o di tenente, 2500 euro.

Sono 10 milioni di euro in buste paga annuali, a cui si aggiungono altri svariati milioni per le 160 pensioni liquidate regolarmente ai preti soldato non più in servizio. Mediamente 43 mila euro all'anno ciascuno, tranne quella dell'ordinario a cui vanno circa 4 mila euro al mese. Ma nel clero militare ci sono anche i baby pensionati di lusso. Uno di questi è il cardinale Angelo Bagnasco, attuale presidente della Conferenza episcopale italiana. È stato arcivescovo ordinario militare dal 2003 al 2006, e a 63 anni ha ottenuto il vitalizio dalla Difesa, 4 mila euro al mese, con appena tre anni di contributi. Voi faticate quarant'anni e più per ricevere una misera pensione e lui in tre anni se ne piglia il quadruplo senza contare il resto che gli compete con l'otto per mille. Con qualcuno com'è generosa la divina provvidenza!

Anni fa Verdi e Radicali presentarono un disegno di legge per sganciare i cappellani militari dal bilancio della Difesa e lasciare il servizio pastorale ai preti delle parrocchie dove si trovano le caserme. Naturalmente i nostri politici, al servizio del Vaticano non del popolo italiano, si sono guardati bene dall'approvare una simile proposta. I Radicali, tenendo conto della grave crisi che oggi attanaglia l'Italia e dell'enorme gettito per la Chiesa dell'otto per mille (un miliardo e 200 milioni) ci hanno riprovato pochi giorni fa in Senato con un emendamento al ddl di revisione. Naturalmente senza risultato. Se non avviene un totale ricambio della nostra vecchia classe politica abbarbicata alla Chiesa, le cose per noi andranno sempre di male in peggio.

Ordinario militare generale mons. Vincenzo Pelvi


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Informazioni personali

Leo Zen vive in una cittadina del Veneto di forte tradizione cattolica e usa uno pseudonimo volendo evitare possibili disagi dal momento che scrive opere rigorose e documentate ma fortemente dissacratorie e in controtendenza. Finora ha pubblicato tre saggi: L'INVENZIONE DEL CRISTIANESIMO (Editrice Clinamen – Firenze – 2003 – 3^ed.), IL FALSO JAHVE' (Edizioni Clinamen – Firenze – 2007), LA “MALA” RELIGIONE (Editrice Uni- Service – Trento - 2009) e il romanzo storico IN NOMINE DOMINI (Prospettiva editrice – Civitavecchia - 2008)