I
numerosi Vangeli «apocrifi», che pullularono nei primi secoli,
accentuarono ancor più dei Vangeli canonici il modo in cui la figura
di Gesù venne fascinosamente trasfigurata dalla fantasia dei
cristiani. La Chiesa stessa nel V secolo, accingendosi alla
definizione del canone del Nuovo Testamento, ha dovuto riconoscere,
senza mezzi termini, che la loro costruzione era leggendaria,
ignorando nel contempo che anche i Vangeli «autentici» lo erano
in misura notevolissima.
Significativamente
le esagerazioni «apocrife» riguardarono non il periodo
dell’attività pubblica di Gesù, descritta nei Vangeli canonici,
ma esclusivamente l’epoca precedente il suo battesimo, vale a dire
la sua infanzia e adolescenza. Infatti, gli anni che
precedettero il suo apostolato i Vangeli canonici li hanno lasciati
nella massima oscurità, ad eccezione del
racconto di Luca che ci presenta Gesù a dodici anni nel Tempio a
discutere coi dottori, meravigliati della sua dottrina. Ma Luca è il
più mitologico degli evangelisti, infatti gli altri tre ignorano
completamente quell’episodio. Nonostante la loro acclarata
leggendarietà, fino al V secolo gli «Apocrifi» (dal greco
apokrypto = celo, nascondo) non furono affatto considerati mitici. I
Padri della Chiesa più famosi li ritennero di derivazione
apostolica e quindi assolutamente autentici al punto che alcune
parti degli Apocrifi vennero interpolate negli antichi Codici
neotestamentari. Infatti, la Chiesa, con l’arbitrarietà che le è
propria, ha sempre ammessa l'interpolazione dei sacri testi,
riconoscendo, ad esempio, anche alcuni libri apocrifi del Vecchio
Testamento, non accettati dalla Bibbia ebraica. Gli apocrifi
biblici inseriti nell'Antico Testamento cristiano, in base alla
traduzione greca dei Settanta e la Vulgata (la traduzione latina di
Girolamo), sono stati numerosi (Terzo Esra, Judith, Sapienza,
Salomone, il Libro dei Maccabei ecc.) e vennero riconfermati
ufficialmente dal Concilio di Trento del 1546, nonostante fossero in
contrasto col Canone ebraico originale.
Tornando
agli Apocrifi, è indubbio che nonostante il loro carattere
leggendario, essi rendono testimonianza dello spirito di un
cristianesimo primitivo e ingenuo, immerso nella credulità più
superstiziosa. Ad esempio, nel Vangelo attribuito all’Apostolo
Tommaso, rielaborato persino dalla Chiesa
antica, Gesù ancora bambino di cinque anni si diletta a forgiare
con la creta dei passeri e a farli volare in cielo. Il divin
bambino, poi, giocando con un compagno di giochi piuttosto
fastidioso, si irrita al punto da disseccarlo come un albero, ma
subito dopo, pentendosi del suo gesto, lo richiama in vita.
Seguono
numerosi miuracoli riferiti a Gesù Bambino avvenuti tramite l’acqua
del suo bagnetto, i suoi pannolini e il suo sudore. Gli Apocrifi non
si limitano solo a raccontare questi inverosimili miracoli operati
da Gesù infante ma ci forniscono prestazioni eccezionali anche
degli apostoli. Così negli Acta Petri leggiamo che l'apostolo Pietro
di fronte al suo avversaro Simon Mago fa leggere da un lattante,
con profonda voce virile, parte della Bibbia (il Levitico) e fa
parlare addirittura un cane.
Persino
un tonno affumicato, appeso a seccare a una finestra, al cenno di
Pietro sguscia di nuovo vivo e vegeto, piroettandosi in mare.
Naturalmente per i sostenitori degli Apocrifi furono tali portenti
a far abbracciare la fede cristiana a molti pagani. Se ne evince che
allora si credeva a tutto... anche a uno stoccafisso risuscitato e
rispedito in mare. Il Padre della Chiesa Epifanio di Salamina, cui
il secondo Concilio di Nicea (787) conferì il titolo di «Patriarca
dell’ortodossia», non soltanto prestò piena fede a questi
miracoli degli Apocrifi ma se ne servì nella sua lotta contro gli
«eretici» e gli avversari del cristianesimo.
Alcuni
moderni cattolici (come Daniel-Rops) mettendo in evidenza le
plateali esagerazioni e le «enormi incongruenze temporali»
degli Apocrifi, le hanno definite «invenzioni di basso rango»,
fingendo di ignorare che molti miracoli contenuti nei Vangeli
canonici e negli Atti non sono certamente «d’alto rango».
Infatti, non c'è così grande la differenza fra i miracoli operati
dai pannolini e dal sudore del Bambin Gesù e quelli attuati dai
fazzoletti o dalle camicie di Paolo (Atti, 19, 11) E poi, perché
mai le resurrezioni degli Apocrifi sono esagerazioni, mentre quelle
dei Vangeli canonici non lo sono affatto.?