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lunedì 28 marzo 2011
Genova, dal 5 al 9 maggio, capitale europea dell'incredulità
Lo scorso 12 febbraio, presso l’Università di Bologna, questa fondazione è stata presentata ufficialmente. Solo che il cardinale Ravasi, per l'occasione, ha scelto interlocutori di comodo e ha escluso l'Uaar, l’unica associazione di atei e agnostici riconosciuta dal ministero, l’unica rappresentante italiana nelle federazioni internazionali di non credenti, l’autrice del blog ‘religioso’ più seguito d’Italia, con il sito ateo più visitato d’Italia e la rivista atea più letta d’Italia.
Il Cortile dei Gentili, quindi si prefigura come una fondazione aperta esclusivamente agli atei devoti, piuttosto numerosi in Italia, ma preclusa,invece, agli atei veri che considerano la teologia la scienza del nulla, basata sulle favole in quanto la religione è un insieme di credenze infondate, che nessuno è mai riuscito a dimostrare come oggettivamente valide.
E la risposta degli atei italiani è arrivata puntuale. Per quattro giorni tra il 5 e il 9 maggio prossimi, Genova, la città del cardinale Bagnasco, presidente della Cei, e degli ateobus negati, diventerà la “capitale dei non credenti” perché accoglierà il congresso dei rappresentanti delle associazioni atee e razionaliste del vecchio continente.
Sono previsti gli interventi di personaggi del calibro di Margherita Hack, Piergiorgio Odifreddi, Paolo Flores d’Arcais e Giulio Giorello, ma la carrellata di ospiti non finisce qui. Si susseguiranno ogni giorno conferenze di illustri personaggi, sia italiani che stranieri, tra i quali il presidente della Federazione umanista europea David Pollock.
Raffaele Carcano, segretario UAAR, spiega: «Nel mondo attuale l'individuo è chiamato a vivere senza Dio o, per essere più precisi, sapendo che non ci si può affidare a congetture sulla sua esistenza». Gli esseri umani sono dunque chiamati «a una sfida nuova, a costruire una morale che prescinda da quelle che, fino a pochi anni fa, qualcuno preconfezionava per loro».
Una sfida unica e impegnativa, su cui si confronteranno i relatori. Non esistono precedenti di così alto livello, in Italia, di eventi legati al mondo dell'incredulità. La manifestazione gode del patrocino del Comune di Genova.
martedì 15 marzo 2011
Benedetto XVI, pubblica il suo secondo libro dedicato a Gesù di Nazaret.
Il vero gruppo degli accusatori di Gesù furono, secondo lui, i circoli contemporanei del Tempio e, nel contesto dell’amnistia pasquale, si associò ad essi la ‘massa’ dei sostenitori di Barabba’. Ciò non toglie che quest'infame accusa, sempre sostenuta dalla Chiesa in passato fin dal secondo secolo, ha procurato ai figli di Israele milioni di vittime.
Nessun cenno però al fatto da lui voluto di ripristinare nelle preghiere l'invocazione a Dio per la conversione dei giudei (pro perfidis iudaeis) che era stata tolto in precedenza.
Ma la cosa che ha colpito molti è che il fine teologo e indiscusso capo del cattolicesimo in questo libro corregge e smentisce se stesso nel giro di neanche un anno affermando di considerare “una reliquia” l'autentica mistificazione per allocchi conosciuta come la Sacra Sindone.
Nel corso del 2010, anno della sua ostensione (o meglio ostentazione) a Torino, aveva smorzato le polemiche tra scettici e sindonologi definendola più volte un’icona. Ma questa icona diventa ora, a chiare lettere, «una reliquia» compatibile con le descrizioni dei Vangeli.
O il vecchio Joseph è improvvisamente regredito a prima del medioevo, oppure usa parole a casaccio ignorandone il significato. Perché che la Sindone fosse una bufala lo sapeva già il vescovo di Troyes, Henri de Poitiers, a metà del Trecento.
Paolo Flores D’Arcais scriveva nel numero n. 4/2010 di MicroMega: “Per chi usa la ragione, non c’è più niente da discutere sulla “autenticità” del lenzuolo. Troppe, veramente troppe, le evidenze che testimoniano come sia uno dei tanti prodotti dell’industria delle reliquie religiose medioevali.
"La lettura attenta dei vangeli, le informazioni sulle sepolture ebraiche, l’analisi del tessuto e della sua lavorazione, il fatto che l’impronta del viso di un uomo su un lenzuolo che lo avvolge deve avere una larghezza doppia di quella della sindone (effetto della maschera di Agamennone) e dulcis in fundo, la regina delle prove: la datazione con il radiocarbonio che attesta inequivocabilmente il lenzuolo come risalente al periodo medioevale tra la metà del Duecento e la metà del Trecento. Prova scientifica di cui ogni tentativo di confutazione è stato pateticamente smentito”.
Una cosa così lapalissiana, a disposizione di tutti coloro che vogliono informarsi. ridotta da questo papa ad una ridicolaggine per creduloni, basata su miracoli, feticci e simbologie infantili.
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- leo zen
- Leo Zen vive in una cittadina del Veneto di forte tradizione cattolica e usa uno pseudonimo volendo evitare possibili disagi dal momento che scrive opere rigorose e documentate ma fortemente dissacratorie e in controtendenza. Finora ha pubblicato tre saggi: L'INVENZIONE DEL CRISTIANESIMO (Editrice Clinamen – Firenze – 2003 – 3^ed.), IL FALSO JAHVE' (Edizioni Clinamen – Firenze – 2007), LA “MALA” RELIGIONE (Editrice Uni- Service – Trento - 2009) e il romanzo storico IN NOMINE DOMINI (Prospettiva editrice – Civitavecchia - 2008)