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sabato 27 febbraio 2010
L'eutanasia (la dolce morte) è un diritto inalienabile della persona umana.
Ciò, evidentemente, in contrasto sia con la Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo, sia con la Costituzione di tutti gli attuali Stati democratici (compresa l'Italia) che invece riconoscono, come diritto inalienabile ad ogni persona, di decidere della propria salute, della propria vita e della propria morte, prescindendo da utopici e indimostrati principi divini e basandosi esclusivamente sulla natura prettamente umana che risiede in ciascuno di noi.
Così, nel caso di malattia terminale, che oltre a comportare inaudite sofferenze può determinare anche un devastante e umiliante degrado fisico e psichico, tale da distruggere la dignità umana, la libertà di scegliere la morte resta la prerogativa più sacra e irrinunciabile di ogni uomo libero e sovrano di se stesso.
Tutti i vacui richiami al divieto divino, tutti i tentativi di dichiarare “arbitrio” la nostra intrinseca libertà, sono insensate, crudeli e ipocrite coercizioni che ci vengono imposte dall'aberrazione morale di menti malate e ottenebrate che credono nei miti religiosi e si compiacciono delle nostre sofferenze.
La sofferenza fisica, psichica e affettiva (perché il degrado ci trasforma in un'altra persona e può compromettere gli affetti familiari), quando è inutile e senza via d'uscita può essere superata soltanto dall'eutanasia, che in tal caso diventa la migliore alleata dell'uomo. Non è la morte che fa paura ma una vita degradata o vegetativa che si trascina nel tempo senza speranza.
L'eutanasia, se liberamente scelta, è perciò l'unico rimedio che consente di por fine alla mostra esistenza, quando diventa troppo insopportabile per essere vissuta, e anche di conservare la nostra dignità e il rispetto di noi stessi.
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- leo zen
- Leo Zen vive in una cittadina del Veneto di forte tradizione cattolica e usa uno pseudonimo volendo evitare possibili disagi dal momento che scrive opere rigorose e documentate ma fortemente dissacratorie e in controtendenza. Finora ha pubblicato tre saggi: L'INVENZIONE DEL CRISTIANESIMO (Editrice Clinamen – Firenze – 2003 – 3^ed.), IL FALSO JAHVE' (Edizioni Clinamen – Firenze – 2007), LA “MALA” RELIGIONE (Editrice Uni- Service – Trento - 2009) e il romanzo storico IN NOMINE DOMINI (Prospettiva editrice – Civitavecchia - 2008)