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giovedì 21 ottobre 2010
Una ovvia previsione
Purtroppo, sono stato, mio malgrado, un profeta anche se, conoscendo il livello morale della nostra classe politica, ci vuol ben poco ad esserlo. Pochi giorni fa, infatti, l’auto blu del ministro dell’Economia Giulio Tremonti ha varcato i confini vaticani dove ad attenderlo c'era il principale collaboratore del papa, il cardinale segretario di Stato Tarcisio Bertone.
All’ordine del giorno un giro d’orizzonti sulla situazione politica italiana sempre più ingarbugliata e nella quale la Santa Sede vuole ficcare il naso, considerando il nostro Paese un suo protettorato. E poi la recente inchiesta sui conti dello Ior, finito nel mirino della magistratura italiana col sospetto di non aver mai rispettato le leggi internazionali antiriciclaggio, e di essersi prestato anche al lavaggio dei soldi sporchi e a qualsiasi altra operazione da paradiso fiscale.
Ma soprattutto la riapertura da parte della Commissione europea di Bruxelles del caso, già in precedenza archiviato, riguardante l’esenzione dal pagamento dell’Ici riconosciuto alla Chiesa cattolica e che l'Ue giudicata «aiuto di Stato» incompatibile con le norme europee sulla libera concorrenza.
Il nostro superministro dell'Economia, artefice a suo tempo della legge dell'otto per mille a favore della Cei, è sempre più stimato nei sacri palazzi per la sua inesauribile disponibilità a prodigare prebende di ogni genere alla Cei e allo Stato d'Oltretevere, a spese del contribuente italiano.
Il presidente dello Ior, Ettore Gotti Tedeschi, ha recentemente dichiarato: «Non posso esprimere giudizi sulla classe politica italiana in generale ma credo che Giulio Tremonti sia il ministro dell’Economia più apprezzato e stimato da tutti in Europa». Il che è tutto dire.
Non potendo il Vaticano assegnargli la porpora cardinalizia, con queste parole del presidente dello Ior auspica quanto meno l'investitura ufficiosa ad una possibile successione. Comunque, una cosa è certa, il duo Tremonti-Bertone farà vedere i sorci verdi ai ficcanaso di Bruxelles e con la loro artiglieria ad alzo zero venderanno cara la pelle dell'Ici.
Hanno già fatto insabbiare le altre due inchieste. Ci riusciranno anche con la terza. E il popolo bue italiano continuerà a perdere due miliardini di euro all'anno. Tanto se lo può permettere allegramente!
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- leo zen
- Leo Zen vive in una cittadina del Veneto di forte tradizione cattolica e usa uno pseudonimo volendo evitare possibili disagi dal momento che scrive opere rigorose e documentate ma fortemente dissacratorie e in controtendenza. Finora ha pubblicato tre saggi: L'INVENZIONE DEL CRISTIANESIMO (Editrice Clinamen – Firenze – 2003 – 3^ed.), IL FALSO JAHVE' (Edizioni Clinamen – Firenze – 2007), LA “MALA” RELIGIONE (Editrice Uni- Service – Trento - 2009) e il romanzo storico IN NOMINE DOMINI (Prospettiva editrice – Civitavecchia - 2008)