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martedì 4 dicembre 2012

I Vangeli canonici. (“L'invenzione del cristianesimo”) 274


Sono ritenuti unanimemente il fondamento portante di tutto l'edificio cristiano. Sono quattro e almeno due di essi sono attribuiti agli apostoli che ne danno il nome: Matteo e Giovanni. Gli altri due, quello di Marco e di Luca, sono attribuiti a discepoli di Paolo. 

Ricordiamo che vennero codificati solo nel IX secolo (vedi il Decretum Gelasianum, già citato), scartando gli altri ottanta e rotti Vangeli (gnostici ed apocrifi) che sino ad allora erano stati considerati validi ma presentavano contenuti così diversi da non ammettere, in taluni casi, perfino l'esistenza fisica di Gesù, e di ignorare spesso anche la sua morte e resurrezione.

Si cominciò a scriverli alcuni decenni dopo la Crocifissione (dal 70 in poi) e la ragione della loro tarda stesura va spiegata nel fatto che agli apostoli e alla comunità primitiva dei cristiano-giudei, non passò minimamente per il capo di tramandare per iscritto le vicende di Gesù, in vista delle generazioni future, essendo loro costantemente in attesa del suo imminente ritorno. 

Solo quando questo, col passare del tempo, mostrò di non verificarsi, si dovette rimandare nell’aldilà ciò che si era atteso nell'aldiquà e nacque la fede in una storia salvifica prevista da Dio, mediante un'istituzione storica come la Chiesa, che aveva bisogno di fondare la sua dottrina su testi sacri.

Vangelo secondo Giovanni


lunedì 3 dicembre 2012

Il falso Jahvè. Il nazireo esseno-zelota Gesù. 188


In questa atmosfera turbolenta, caratterizzata da continue rivolte politiche contro Roma, che sfociarono nel 70 e nel 135 d.C. nella completa distruzione di Gerusalemme e della Palestina, e nella cacciata per quasi due millenni di tutti gli ebrei dalla loro patria, nacque Gesù, al quale viene falsamente attribuita la fondazione del cristianesimo.

Nonostante le testimonianze dei Vangeli e degli altri documenti canonici del Nuovo Testamento, che peraltro incominciarono a essere scritti oltre mezzo secolo dopo la crocifissione di Cristo sotto l'influenza di Paolo di Tarso e dei suoi seguaci, e quindi sono storicamente poco o nulla attendibili, noi sappiamo molto poco dell'uomo chiamato Gesù, giustiziato dal prefetto romano Ponzio Pilato con l'accusa di insurrezione armata contro Roma.

Non sappiamo esattamente dove Gesù nacque, né dove trascorse la vita fino al momento dell’inizio della sua attività pubblica. La nascita a Betlemme e l’infanzia a Nazaret non sono attendibili. Non è certa neanche la sua provenienza dalla Galilea. Pare infatti che fosse originario di Gamala, nel Golan (E.B.Szekely, The Essene Origins of Christianit; Baigent-Leigh-Lincoln, L'Eredità Messianica).

Sappiamo che verso i trent’anni uscì improvvisamente dall'anonimato, dovuto forse alla sua lunga permanenza presso la setta essena di Qumran (S.G.S. Brando, Gesù e gli zeloti), si fece battezzare da Giovanni Battista con un rito d'iniziazione essenza, e da quel momento iniziò la sua attività pubblica.

Rovine di Gamala


Elenco dei 27 documenti documenti e dei testi storici di scrittori ebraici e latini. (“L'invenzione del cristianesimo”) 273


I documenti canonici che la Chiesa riconosce come ispirati da Dio e a fondamento di tutta la sua dottrina, sono ventisette: i quattro Vangeli, attribuiti rispettivamente a Matteo, Marco, Luca e Giovanni; gli Atti degli Apostoli, attribuiti a Luca; l'Apocalisse, attribuita a Giovanni; le tredici Lettere di Paolo di Tarso; la Lettera di Giacomo, il Minore; le due Lettere di Pietro; la Lettera di Giuda; le tre Lettere di Giovanni e la Lettera agli Ebrei di incerta attribuzione. Tutti questi documenti sono scritti in greco e furono elencati per la prima volta da Atanasio di Alessandria nel 367, ma formalizzati come canonici solo col “Decretum Gelasianum de libris recipiendis et non recipiendis” di Papa Nicola I nell'865.

La cernita avvenne dopo ripetute conferme e ripensamenti, se consideriamo che l'Apocalisse rimase a lungo in discussione con alterne vicende. Per quanto riguarda i Vangeli, la Chiesa, dopo aver scelto come canonici i quattro che più le convenivano, dichiarò tutti gli altri”apocrifi”.

Al di fuori dei testi canonici ci sono, quindi, altri racconti evangelici non riconosciuti dalla Chiesa, riferiti ad apostoli o a teologie diverse, come il Vangelo degli Egiziani, il Vangelo di Pietro, il Vangelo di Tommaso, il Vangelo di Filippo e il Vangelo di Maria di Magdala, il Vangelo di Giuda Iscariota, per citare i più importanti. Di essi possediamo dei frammenti più o meno lunghi.

Un discorso a parte meritano i Manoscritti del Mar Morto, scoperti nel 1947 e solo nel dicembre 2001 pubblicati integralmente. Sono di un'importanza fondamentale e gettano una nuova luce sui rapporti di Gesù con la setta degli esseni e sullo sviluppo dei cristiano-giudei, che costituirono la primitiva Chiesa di Gerusalemme.

I pochi documenti storici di scrittori ebraici e latini, che accennano al cristianesimo (ma che mai nominano Gesù). comprendono: Le Antichità Giudaiche (o Storia dei Giudei) e La Guerra Giudaica di Giuseppe Flavio, ebreo, scritti in greco; gli Annali di Tacito, la Lettera di Plinio il Giovane e Le Vite dei Cesari di Svetonio, scritti in latino.

Atanasio di Alessandria


domenica 2 dicembre 2012

Peccato e redenzione. Epilogo. 126


Per non parlare del Vecchio Testamento o Bibbia ebraica che contiene molte pagine obbrobriose (che la Chiesa cerca in tutti i modi di non far conoscere) nelle quali troviamo le più efferate crudeltà imposte da Jahvè. Il dio biblico, infatti, in questo testo, considerato ancor oggi da milioni di credenti autentica parola di dio, ci appare come un'invenzione umana primitiva e ripugnante, una specie di totem tribale che gli israeliti avevano illusoriamente messo a capo del loro popolo. Un essere meschino, collerico, sanguinario, negazione assoluta di ogni attributo divino.

Non una delle sue presunte promesse ad Israele si è avverata, anzi tutto è accaduto all'incontrario di quanto aveva predetto. Ma ciononostante ancora oggi una parte del suo popolo, che continua a considerarsi eletto, persiste nell'attendere febbrilmente il Messia; ciò a dimostrazione che alla stupidità umana non c'è limite.

Se poi prendiamo in considerazione l'operato dei sedicenti ministri divini, che millantano di essere i rappresentanti di Cristo in Terra, scopriamo che altro non fanno che imporci, con minacce infernali, il più medioevale oscurantismo in ogni campo della vita civile e sociale; cioè: nella morale, nella cultura, nella politica e nella scienza. Con i loro principi non negoziabili (ma negoziabilissimi in casi di pedofilia pretesca), dedotti non dalla più genuina essenza umana ma dal loro chimerico dio che noi, miseri mortali, non abbiamo mai avuto l'occasione di conoscere direttamente, ma che loro trattano come compagno di merenda, visto che ne conoscono dettagliatamente i precetti, ci impongono mille assurdi divieti che ci costringono ad una vita grama e infelice, in questo mondo reale. Perché?

Perché vivendo nella penitenza, nel continuo mea culpa, nella sistematica oppressione dei nostri istinti più sani e gioiosi, saremo degni di godere un giorno l'eterna felicità. Dove? Ma nell'aldilà chimerico e fasullo dal quale nessuno è mai tornato a relazionarci e mai tornerà perché non esiste. Quindi ci impongono di sacrificare tutte le gioie della vita reale per poi godere quelle inesistenti dell'aldilà irreale. Una colossale truffa sotto ogni punto di vista.

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Informazioni personali

Leo Zen vive in una cittadina del Veneto di forte tradizione cattolica e usa uno pseudonimo volendo evitare possibili disagi dal momento che scrive opere rigorose e documentate ma fortemente dissacratorie e in controtendenza. Finora ha pubblicato tre saggi: L'INVENZIONE DEL CRISTIANESIMO (Editrice Clinamen – Firenze – 2003 – 3^ed.), IL FALSO JAHVE' (Edizioni Clinamen – Firenze – 2007), LA “MALA” RELIGIONE (Editrice Uni- Service – Trento - 2009) e il romanzo storico IN NOMINE DOMINI (Prospettiva editrice – Civitavecchia - 2008)