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giovedì 5 maggio 2011
La bufala della Madonna di Fatima
Si ribadirà, in contrasto con la più elementare razionalità, che la cinica signora immaginaria di Fatima, che aveva ordinato ai tre bimbetti- veggenti di tenere il cilicio sulle tenere carni e li terrorizzava con visioni infernali, era realmente la Madre di Gesù, la consolatrice degli afflitti.
Con mirabili contorsioni attribuiranno alti valori profetici alle banali e sconcertanti rivelazioni che l'analfabeta pastorella Lucia attribuì alla Madonna.
Non analizzeranno invece il fatto che le Madonne appaiono sempre a bambini analfabeti, caratterizzati da una forte condizione di arretratezza culturale, sociale e religiosa, e mai a gente colta e dotata di una certa apertura mentale. E per di più sempre a cattolici e mai a cristiani di altre tendenze che ne avrebbero quindi più bisogno.
Come spiega Renato Pierri nel suo libro "Il quarto segreto di Fatima", edito da Kaos Edizioni, anche nella Chiesa, esistono persone che alla ragione non rinunciano del tutto.
Nel 1959, Giovanni XXIII prese visione del terzo segreto di Fátima, e non volle divulgarlo perché aveva intuito che si trattava di una ridicola mistificazione. Preferì, quindi, tacere, evidentemente per non creare divisioni in seno alla Chiesa, e per non deludere milioni di fedeli.
Giovanni Paolo I, nel marzo del 1978, quand’era ancora patriarca di Venezia, andò a trovare suor Lucia, la pastorella sopravvissuta, ed uscì sconvolto dal colloquio. Sicuramente, da uomo saggio e di buon senso, si era reso conto che la veggente era una psicotica visionaria e che la Madonna apparsale era una bufala.
Purtroppo le Madonne-patacca non cessano di nascere nella mente degli psicotici perché, oltre ad incrementare la superstizione morbosa del popolino, si traducono spesso in un grosso business economico, determinando un lucroso indotto commerciale nelle zone in cui avvengono.
La cosa più singolare è che i proclami di queste Madonne sembrano sempre più desunti da rotocalchi femminili e sono di una ovvietà sconcertante. Ad un recente veggente la Madonna ha rivelato: “Il mondo si salverà se saprete tenere i figli lontano dalla televisione” e a Medjugorje oltre a vietare di bere e fumare, per poco non si è fatta promotrice di una dieta di bellezza.
Ma simili banalità non incrineranno minimamente la fede del popolino, troppo abituato per secoli a credere per credere.
sabato 6 febbraio 2010
La bufala della Madonna di Medjugorje
Costei, in atteggiamento mistico, ha dialogato in silenzio con la Madonna, davanti alla folla ammirata, sussurando parole mute verso il cielo e spargendo qualche lacrima. Nessuno dei presenti ha sentito o visto qualcosa. Poi, la presunta veggente ha comunicato ai presenti il messaggio ricevuto.
La Madonna, ha detto, è molto preoccupata per i non credenti e l'ho vista spargere molte lacrime per colpa loro. È questa la grande calamità che affligge il mondo. Il resto non conta niente. Nessun cenno di pietà, infatti, per tutti i mali che affliggono l’umanità: guerre, devastazioni, stermini, calamità naturali, fame ed epidemie.
Che ad Haiti siano appena morte alcune centinaia di migliaia di persone, tra le quali anche molti bambini innocenti, alla Madonna non ha interessato manco di niente. No, no, queste sono solo bubbole! Le grandi sciagure dell'umanità dipendono solo dai non credenti. Lo dice anche il papa. Io, più modestamente, direi invece, che sono gli allocchi che si lasciano così facilmente turlupinare da sedicenti veggenti di Madonne-patacca.
Lo scorso marzo Papa Benedetto XVI ha firmato il decreto di riduzione allo stato laicale del francescano padre Tomislav Vlasic, per molti anni direttore spirituale dei sei 'veggenti' del santuario. Vlasic fu il principale protagonista del movimento che si andava creando attorno alle quotidiane apparizioni della Madonna tanto che nel 1990, l'allora vescovo di Mostar, monsignor Pavao Zanic, da sempre molto scettico nei confronti delle presunte apparizioni mariane, aveva definito padre Vlasic ''l'autore di Medjugorje''.
Secondo questo vescovo la Madonna non c'entrava niente con le apparizioni, solo il frate, che ora è stato costretto a gettare la tonaca alle ortiche dopo la rivelazione che ha avuto un figlio da una suora, orchestrava la messa in scena.
Marco Corvaglia che ha studiato a fondo il fenomeno Medjugorje, nel suo libro “Medjugorje. È tutto falso” (Anteprima Edizioni 2007) scrive: “…Medjugorje, apoteosi dell’inganno, dell’ipocrisia, della doppiezza e monumento alla credulità, all’illusione, alla lucida umana follia.”
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- leo zen
- Leo Zen vive in una cittadina del Veneto di forte tradizione cattolica e usa uno pseudonimo volendo evitare possibili disagi dal momento che scrive opere rigorose e documentate ma fortemente dissacratorie e in controtendenza. Finora ha pubblicato tre saggi: L'INVENZIONE DEL CRISTIANESIMO (Editrice Clinamen – Firenze – 2003 – 3^ed.), IL FALSO JAHVE' (Edizioni Clinamen – Firenze – 2007), LA “MALA” RELIGIONE (Editrice Uni- Service – Trento - 2009) e il romanzo storico IN NOMINE DOMINI (Prospettiva editrice – Civitavecchia - 2008)