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giovedì 4 agosto 2011
Sempre più accentuato il declino del cattolicesimo in Belgio,
Quindi dal sondaggio si evidenziava un declino del cattolicesimo. Ma secondo un odierno studio sovvenzionato dalla Regione vallone, la partecipazione al culto e l’appartenenza alla Chiesa cattolica subiranno un ulteriore pesantissimo crollo nei prossimi quarant’anni.
Lo scrive La Libre, evidenziando come le previsioni sono basate sulle tendenze manifestatesi negli ultimi quarant’anni, durante i quali i battesimi sono calati dal 92,8% al 54%, i matrimoni religiosi dall’83,5% al 28,8%, la pratica domenicale dal 33,9% al 7,4%. Lo studio prevede che i cattolici valloni non saranno più del 17% nel 2030.
Nel 2050, non saranno più dell’8,4%. Altre statistiche ci rendono edotti che i preti in Belgio erano 8.070 nel 2000 mentre nel 2009 erano calati a 6.180 e in gran parte di età avanzata. Notevolmente calati anche i seminaristi ridotti nel 2009 a soli 208. Suore e monache, un tempo molto numerose, sono calate di un terzo in meno di un decennio. In conclusione In Belgio il cattolicesimo è sulla via dell’estinzione.
Le cause? Molteplici. Soprattutto la secolarizzazione galoppante. Il Belgio, nonostante una Chiesa ancora forte, ha saputo conquistare molti fondamentali diritti umani e civili. In primis il diritto all'eutanasia attiva che per la nostra casta politica, codarda e ipocrita, suona ancora come una bestemmia.
Sono stati il Belgio e l'Olanda i primi in Europa, seguiti poi dalla Svezia, a dissipare l'oscurantismo che da quasi due millenni ha ottenebrato il mondo occidentale riguardo all'eutanasia e approvare questa sublime forma di libertà.
Quanto più un popolo è progredito economicamente e culturalmente tanto meno è disposto a foraggiare una classe di parassiti che non solo mangia a sbafo ma ostacola in tutti i modi le libertà fondamentali dell'uomo e del cittadino e si prefigge lo scopo di rendere a tutti, anche ai non credenti, la vita impossibile con divieti dii ogni genere e grottesche minacce di assurdi castighi eterni.
giovedì 12 maggio 2011
L'eutanasia
L'eutanasia attiva, riconosciuta solo in pochi Stati, molto avanzati sotto il profilo delle libertà individuali, ma considerata un'autentica bestemmia per la nostra casta politica vaticanizzata, consente, sotto rigido controllo medico, di somministrare la morte nei casi estremi in cui il cittadino, riscontrando che la sua vita è diventata insopportabile per gravi malattie incurabili e irreversibili, decide di por fine ai suoi tormenti.
Può essere attuata in un modo rapido e assolutamente indolore dopo che al paziente sono stati somministrati dei sedativi che lo predispongono alla morte con serenità.
Questa forma di eutanasia è però fortemente avversata dalla Chiesa Cattolica, che la paragona, assurdamente, ad una forma di assassinio, ed anche da molti medici che la considerano un tradimento della loro deontologia.
Quindi siamo ancora lontani le mille miglia dall'ottenere questa sublime forma di libertà. In Europa, infatti, è vietata per legge in tutti gli Stati all'infuori del Belgio, dell'Olanda e, recentemente anche della Svezia, che si pongono quindi all'avanguardia nella concessione delle libertà individuali.
Naturalmente in questi Stati è regolata da ferree leggi che impediscono possibili abusi. È chiaro che deve essere richiesta con determinazione (più volte confermata) da chi intende avvalersene e additando motivi gravissimi.
Vi è poi una forma di pseudoeutanasia che va sotto il nome di assistenza al suicidio o "suicidio assistito“ o "accompagnamento al suicidio“. Viene applicata in Svizzera da due associazioni no profit di Berna (Ex International) e Zurigo (“Dignitas”), che entrambe riconoscono i nostri testamenti biologici previa iscrizione, e consiste nell'aiutare una persona a realizzare il proprio suicidio procurandogli sostanze letali, su ricetta media, e mostrandogli poi come utilizzarle.
L’assistenza al suicidio non è eutanasia e quindi viene permessa in Svizzera, ma alcuni Stati per contrastare questa tendenza hanno emanato delle leggi che incriminano gli amici e i parenti che accompagnano i congiunti a suicidarsi per dar loro assistenza fisica e morale.
È una vera e propria infamia che, recentemente, ha suscitato indignazione e proteste da parte di molti cittadini europei. In Inghilterra, infatti, il 'Royal College of Nursing', in seguito a questi fatti, non solo sta studiando la depenalizzazione del reato di accompagnamento al suicidio, ma sta riconsiderando il divieto dell'eutanasia medicamente assistita.
Si sta facendo strada nell'opinione pubblica di quel Paese (ed anche in Germania) la consapevolezza che si deve consentire la morte a quanti desiderano abbreviare le loro insopportabili sofferenze.
Auguriamoci che questa consapevolezza guadagni prontamente terreno nel resto d'Europa e anche da noi chi lo desidera diventi finalmente libero di disporre della propria salute, del proprio corpo e della propria vita come meglio gli aggrada.
(Per informazioni sulle cliniche elvetiche “Ex International” e “Dignitas” rivolgersi a www.exit-italia.it )
venerdì 15 aprile 2011
L'eutanasia attiva
I figli che li avevano accompagnati nella struttura sanitaria per dar loro assistenza fisica e soprattutto morale in un momento così drammatico avevano rischiato di essere perseguiti legalmente in quanto nel Regno Unito è illegale aiutare o incoraggiare qualcuno a commettere suicidio.
Un sondaggio-choc pubblicato dal Times sull'episodio ha stupito l'opinione pubblica rivelando che la stragrande maggioranza degli inglesi sostiene la necessità di una modifica legislativa a favore del suicidio medicalmente assistito.
Circa tre quarti (74%) dei cittadini britannici chiede, infatti, che i medici possano aiutare i malati terminali a procurarsi una morte rapida e indolore e che gli amici e i parenti possano assisterli senza il rischio di essere incriminati. I più convinti assertori di questa riforma sono le persone di età compresa fra i 55 e i 64 anni.
I medici britannici si erano opposti ad ogni cambiamento della legislazione in materia, con una percentuale di due su tre contrari alla riforma. Ma in seguito al clamore suscitato dal sondaggio-choc e dal nuovo orientamento rivelato dall'opinione pubblica, anch'essi si sono dichiarati disponibili ad accoglierla.
Il prestigioso 'Royal College of Nursing' ha lasciato cadere la sua opposizione al suicidio assistito per adottare una posizione "neutrale". Gli allievi infermieri riceveranno d'ora in poi tutti gli insegnamenti necessari sui diversi modi con cui un paziente può affrontare la malattia terminale.
Si fa così strada in un altro Paese europeo l'esigenza di abbattere uno dei più pesanti retaggi dell'oppressione della Chiesa, quello che impedisce all'uomo, invocando assurdi e cervellotici divieti divini, di disporre liberamente della propria salute, del proprio corpo e della propria vita come meglio gli aggrada.
E in Italia, roccaforte del massimo oscurantismo religioso, imposto dal Vaticano? Poche speranze di arrivare ad un così alto livello di libertà personale fintantoché saremmo governati da una classe politica che legifera per i cattolici e non per tutti i cittadini..
venerdì 28 gennaio 2011
Vita dura della legge sull'eutanasia in Francia
È l'eutanasia attiva già consentita nei Paesi più avanzati d'Europa, cioè Belgio, Olanda e Germania. Ma anche nel Regno Unito l'idea sta conquistando sempre più consensi in tutti gli strati della popolazione.
In Francia l’Associazione per il diritto a morire nella dignità era riuscita, pochi giorni fa, a far approvare alla commissione Affari Sociali una proposta di legge che nel primo articolo, considerato come l’articolo-chiave, indicava che “ogni persona capace e maggiorenne, in fase avanzata o terminale di una malattia accidentale o di una patologia grave ed incurabile, che gli stiano infliggendo una sofferenza fisica o psichica che non possa essere placata o che egli giudichi insopportabile, può domandare di beneficiare di una assistenza medica che permetta, per atto deliberato, una morte rapida e senza dolore”.
Una vera eutanasia attiva. “Una prima vittoria contro l’oscurantismo” fu il grido di trionfo di gran parte della stampa nazionale e delle associazioni che si battono per i diritti civili nel paese d’ oltralpe. Ma ahimè, la reazione oppressiva dei cattolici e della destra conservatrice è corsa subito ai ripari.
Infatti un emendamento del centrodestra, dell’Ump di Nicolas Sarkozy, ha abrogato il primo articolo della legge, di fatto rendendone inutile l’intero impianto normativo. Così, l’iter legislativo dell’eutanasia francese si sarebbe già fermato.
Nel nostro Paese, nonostante la stragrande maggioranza degli italiani (67%) sia favorevole all'eutanasia, per i nostri politici, su imposizione della Chiesa, è vietato perfino nominarla.
Pronunciare il suo nome equivale a dire una bestemmia. Ma se anche da noi un nuovo gruppo politico, guidato da un leader alla Zapatero, osasse opporsi apertamente all'ingerenza del Vaticano e, senza sbandierare una finta fede cattolica, rivendicasse per l’elettorato illuminato tutte le libertà che la Costituzione ci riconosce, scoprirebbe che i cittadini veramente democratici (e sono più di quello che si pensa) lo seguirebbero numerosi e con determinazione.
martedì 23 marzo 2010
La legge sull'eutanasia in Andalusia
Tanto avanza in civiltà la Spagna sotto Zapatero, tanto arretra l'Italia nel campo civile sotto il governo a protettorato vaticano. In questo mese due importanti conquiste civili sono avvenute in Spagna.
Con la prima il Parlamento nazionale ha varato, infischiandosi della scomunica dei vescovi, la legge sulla liberalizzazione dell'aborto, che consente l'interruzione della gravidanza in modo gratuito e segreto alle minorenni di età compresa tra i 16 e 18 anni, senza il consenso dei genitori, e ha autorizzato la vendita della cosiddetta “pillola del giorno dopo” senza bisogno di presentare la ricetta medica.
Con la seconda, il parlamento regionale dell’Andalusia ha approvato, a maggioranza assoluta, un insieme di provvedimenti che consentono ad ogni paziente di rifiutare qualsiasi trattamento che prolunghi la sua vita in modo artificiale e ai malati con infermità degenerative, in stato vegetativo e in avanzato Alzheimer, di rifiutare l'accanimento terapeutico.
Altra cosa importante: ha vietato che i medici possano ricorrere all'obiezione di coscienza. La legge consente anche la sedazione palliativa ai malati terminali anche se questa rischia di «accorciarne la vita». Denominata “Diritti e garanzie della dignità per i pazienti in fase terminale”, questa legge, che entrerà in vigore a Pasqua, è stata approvata anche dalla destra filoclericale. Una analoga legge è stata approvata recentemente anche in Germania con l'appoggio del clero tedesco.
Naturalmente i vescovi del sud della Spagna l'hanno attaccato con violenza perché, eredi morali del torturatore Torquemada, sono da sempre ostili al diritto delle persone di sfuggire al dolore fisico e morale di malattie devastanti e senza speranza di guarigione. Non sono ricorsi però alla scomunica per coloro che l'hanno approvata.
La legge apre la strada all'eutanasia attiva e al “suicidio assistito” (gia approvati in Belgio e Olanda), che dipendono però dal codice penale spagnolo di responsabilità del governo centrale di Madrid. A conclusione di quanto esposto mi chiedo: perché l'Italia è ancora anni luce lontana dall'avere politici così illuminati e coraggiosi come quelli spagnoli e di altri Paesi europei?
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- leo zen
- Leo Zen vive in una cittadina del Veneto di forte tradizione cattolica e usa uno pseudonimo volendo evitare possibili disagi dal momento che scrive opere rigorose e documentate ma fortemente dissacratorie e in controtendenza. Finora ha pubblicato tre saggi: L'INVENZIONE DEL CRISTIANESIMO (Editrice Clinamen – Firenze – 2003 – 3^ed.), IL FALSO JAHVE' (Edizioni Clinamen – Firenze – 2007), LA “MALA” RELIGIONE (Editrice Uni- Service – Trento - 2009) e il romanzo storico IN NOMINE DOMINI (Prospettiva editrice – Civitavecchia - 2008)