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martedì 16 agosto 2011

170 membri della casta politica in transumanza spirituale nella Terra Santa.

Ogni anno il vicepresidente della Camera, il ciellino Maurizio Lupi , organizza una transumanza spirituale per il membri della casta politica più pseudocattolica d'Europa.

Quest’anno l’iniziativa ha suscitato un inaspettato successo raccogliendo ben 170 parlamentari con l'immancabile codazzo di mogli, concubine, figli e figliastri.

La rosa dei partecipanti è ricca di nomi illustri e, soprattutto, bipartisan, a cominciare dal presidente del Senato Renato Schifani, per seguire col neosegretario del Pdl ed ex ministro della Giustizia Angelino Alfano, il ministro agli Affari regionali Raffaele Fitto, il sottosegretario alle Politiche per la famiglia Carlo Giovanardi, il sindaco di Roma Gianni Alemanno,  l’ex ministro Pd Livia Turco, l’immancabile teocon col cilicio Paola Binetti dell’Udc e numerosi parlamentari della Lega, ormai diventata un partito più clericale della vecchia DC.

Il pellegrinaggio guidato da mons. Rino Fisichella, un pezzo da novanta all’interno della Santa Sede, ex cappellano della Camera e presidente del Pontificio consiglio per la nuova evangelizzazione, non è un semplice viaggio, seppur a carattere religioso, tra colleghi in ferie.

Secondo Fisichella: «è un’esperienza molto positiva perché serve a far vivere ai parlamentari un momento particolare della loro esperienza di fede. Visitare i luoghi Sacri al nostro Credo li invita a riflettere sull’essenziale della vita, così da affrontare i problemi del Paese con intensità ed efficacia». Cioè i nostri parlamentari non andranno in Terra Santa per un’esigenza personale di fede, bensì  per assorbire maggiormente i valori cristiano-cattolici da portare poi nelle aule.

Andranno lì per “testimoniare” collettivamente la presenza di dio nel parlamento italiano, per raccomandarsi a lui affinché li aiuti a svolgere al meglio (ossia secondo i precetti di Santa Romana Chiesa) le loro funzioni al servizio del Paese e potersi appecorare vieppiù al Vaticano. Infatti il nostro parlamento aveva inizialmente tarato la riapertura delle Camere sulla data del pellegrinaggio, neanche fosse un irrinunciabile corso di formazione.

Ma l'inopportunità di sospendere i lavori parlamentari per oltre un mese (3 agosto – 12 settembre) allo scopo di consentire alla carovana parlamentare (parodia di una comitiva aziendale fantozziana), di visitare salmodiando i luoghi sacri, oltre a coprire il parlamento di ridicolo ha pure suscitato grosse riserve, dato il momento così grave per la situazione politico-economica del Paese, e così le ferie parlamentari sono state ridotte di una settimana e il pellegrinaggio rinviato.

A meno che non venga anticipato a Ferragosto, dato che il solleone fortifica la fede e dio non va mai in ferie.

mercoledì 16 febbraio 2011

Solo le cellule staminali embrionali rappresentano, per il momento, la più grande promessa della medicina del ventunesimo secolo.

Le cellule staminali embrionali sono per gli scienziati una fonte di salute e benessere per l'umanità e possono curare molte malattie finora ritenute incurabili.

Recenti sperimenti in Usa stanno tentando la guarigione con queste cellule delle fratture della spina dorsale che provocano la paralisi permanente. Purtroppo il loro uso è violentemente contrastato dalla Chiesa Cattolica e da alcune Chiese protestanti d'America perché queste cellule derivano dagli embrioni non utilizzati.

Anche se questi sono un aggregato microscopico di cellule, alla luce dell’assolutismo religioso sono esseri umani, e quindi, se non vengono utilizzati per la fecondazione assistita, non possono essere usati nella sperimentazione, nonostante il grande potenziale che rappresentano per la scienza medica. Gli scienziati hanno sempre avuto la certezza che negli stadi iniziali gli embrioni sono privi di sistema nervoso, quindi si trovano in uno stato vegetativo che è privo di ogni sensibilità.

Ma per la Chiesa sono esseri viventi a tutti gli effetti per cui essa arriva a dichiarare che se anche le cellule staminali riusciranno a curare le gravi lesioni che provocano la paralisi, il loro utilizzo è un autentico assassinio. Per essa si devono usare per le cure mediche solo le staminali adulte che possono essere prelevate dal paziente da curare e che sono abbondanti e non richiedono di distruggere embrioni.

La "pietra filosofale" per la Chiesa era apparsa nel 2007 in un laboratorio di Kyoto, quando il ricercatore giapponese Shinya Yamanaka aveva preso delle cellule adulte ed era riuscito a trasformarle in staminali "bambine". Il dibattito etico pareva sul punto di dissolversi: grazie a questo metodo era possibile ottenere staminali della stessa qualità di quelle embrionali, ma senza bisogno di distruggere embrioni.

Così due autorevoli esponenti vaticani: il cardinale Javier Lozano Barragan e Monsignor Rino Fisichella, negando l’evidenza scientifica del lavoro in corso di migliaia di ricercatori, avevano subito proclamato che le cellule staminali adulte, e quelle soltanto, fanno miracoli, e quelle embrionali, invece, non servono a nulla.

Ma sono stati subito smentiti dagli scienziati che hanno dimostrato la scarsa efficacia delle staminali adulte rispetto a quelle embrionali. Per di più oggi un gruppo di ricercatori italiani ha addirittura scoperto che le staminali ottenute con il metodo Yamanaka sono potenzialmente cancerogene. Quando si riprogramma una cellula adulta per farla tornare "bambina", la si fa in un certo senso tornare indietro nel tempo.

Quest'opera di "ringiovanimento" avviene inserendo nel Dna un gruppo di geni  -  in genere quattro - attraverso dei virus (uno dei frammenti di Dna tra l'altro è un oncogene, ben noto per la sua capacità di promuovere i tumori). Un effetto di questa operazione è che le cellule, con i nuovi geni in piena attività, iniziano a dividersi e moltiplicarsi a velocità vorticose. E dopo poco tempo mostrano i segni dello "stress replicativo" che i ricercatori conoscono bene per averlo osservato spesso nelle cellule del cancro.

"I risultati di questo studio  -  commenta Umberto Veronesi, il più famoso oncologo italiano  -  riaprono il dibattito su embrioni e ricerca scientifica. Io capisco le ragioni di chi difende la "sacralità dell'embrione" e in nome di essa invoca restrizioni sulla ricerca delle staminali embrionali, ma ripeto: esiste un'opportunità scientifica irrinunciabile, che è rappresentata dagli embrioni sovrannumerari.

"Penso sia un dovere morale utilizzarli per la ricerca: non si viola nessuna etica e si aiuta la scienza a esplorare le potenzialità delle cellule staminali embrionali, che rappresentano la più grande promessa della medicina del ventunesimo secolo".

lunedì 30 agosto 2010

Nasce il nuovo dicastero pontificio “Per la nuova evangelizzazione dell’Occidente”

Anche se in Italia la Chiesa accresce sempre più la sua invadenza politica e ormai riesce a condizionare pesantemente la casta politica del centro, della destra e,perfino,di buona parte della sinistra, sotto il profilo religioso ed etico è in chiara e irreversibile decadenza. Più diventa povera di pastori e, in contrapposizione, più ricca in denari e in potere, meno riscuote la fiducia dei fedeli e meno riesce a interpretarne i valori di fondo.

La crisi istituzionale del cattolicesimo italiano, che affonda le sue radici ben prima della deflagrazione della pedofilia, è determinata dal suo sempre più forte compromesso con il potere temporale, dalla vanità tronfia di molti suoi rappresentanti e, soprattutto, dall’incapacità di rispondere alle esigenze delle persone in campo di diritti civili e di libertà individuale.

La Chiesa, guidata da un papa arroccato al piononosmo del Syllabo, fossilizzato nei suoi principi non negoziabili, che diventano sempre più palesemente la negazione di ogni diritto civile e di ogni libertà democratica e avvertiti ormai, unanimemente, come antiumani (vedi ad esempio l'imposizione della nutrizione e idratazione forzate nel testamento biologico, il divieto assoluto al riconoscimento giuridico delle unioni di fatto, l'ostruzionismo alla libertà contraccettiva e all'uso delle staminali per la sperimentazione medica, tanto per citare i più recenti) s'allontana sempre più dalla società civile in costante e vorticosa evoluzione e non riesce più a recepirne le esigenze sempre più impellenti.

Quello che succede in Italia avviene anche in gran parte dell'Europa per cui la Chiesa sente scricchiolare la terra sotto i suoi piedi. Da ciò l'iniziativa di qualche settimana fa da parte di Benedetto XVI di inventarsi un nuovo dicastero pontificio “Per la nuova evangelizzazione dell’Occidente”, in aggiunta ai già tanto numerosi organismi vaticani esistenti allo scopo.

Iniziativa, a parer mio, destinata a fallire miseramente sintantoché la Chiesa non si aprirà alle nuove aspettative di libertà sempre più sentita a tutti i livelli sociali e non butterà alle ortiche il ciarpame di principi non negoziabili che la condizionano in mille modi. Se poi prendiamo in considerazione il fatto che a presiedere il dicastero per la nuova evangelizzazione Papa Ratzinger ha nominato mons. Rino Fisichella, restiamo allibiti.

Questo esimio monsignore, noto come cappellano della camera dei deputati, si è limitato finora ad evangelizzare solo la classe politica italiana, quasi all'unisono appecorata al Vaticano, organizzando per i parlamentari sante messe, esercizi spirituali, pellegrinaggi in Terra Santa e le solite menate ecclesiali. Ma ci vuole ben altro per evangelizzare l'Occidente!

mercoledì 18 agosto 2010

Per il presidente della Pontificia Accademia della Vita, mons. Ignacio Carrasco De Paula : “La legge spagnola sull’aborto è insensata come Zapatero”.

In un precedente post avevo scritto che la Spagna sta rapidamente liberandosi dal conservatorismo che aveva ereditato dal franchismo e dal secolare vassallaggio ad un clero fra i più retrivi del cristianesimo e si sta avviando a diventare uno dei Paesi più aperti, moderni e liberi d'Europa.

La nuova legge sull'aborto che sancisce il diritto di ogni donna di interrompere la sua gravidanza nelle prime 12 settimane e consente alle minorenni, fra i 16 ed i 18 anni, di decidere liberamente se abortire o meno anche senza il consenso dei genitori, sono la prova della raggiunta indipendenza e apertura ai problemi sociali e civili del governo Zapatero. Un'altra conferma viene dall'autorizzazione alla vendita della cosiddetta “pillola del giorno dopo” senza bisogno di presentare la ricetta medica (obbligatoria, invece, in Italia su volere del Vaticano per renderne meno agevole l'uso).

Ma la Chiesa, che rifiuta sistematicamente di accettare le leggi democraticamente approvate, ritenute in contrasto coi suoi millantati precetti divini (che nessuno è mai riuscito a dimostrare validi), ostacola con violenza la loro applicazione ricorrendo a tutti i modi più ignominiosi: intimidazioni, scomuniche, ricatti ai politici di negar loro l'appoggio dei cattolici, imposizione dell'obbiezione di coscienza, invito alla disobbedienza civile e perfino scomposti e plateali insulti a chi le ha approvate.

Un comportamento totalmente antidemocratico e assolutamente oppressivo che spesso i politici di vari Stati (ma soprattutto in Italia) subiscono passivamente. Un esempio eclatante l'abbiamo avuto in Italia nel caso Englaro. Tutti ricordano con raccapriccio e sgomento le scomposte e demenziali accuse di assassinio (“Fermate quella mano assassina!”) da parte di alti prelati vaticani, come il cardinale Barragan, e di gran parte della della stampa cattolica, contro il padre di Eluana per aver voluto, come gli aveva riconosciuto la Cassazione, mettere fine, dopo diciassette anni, alla vita vegetativa, alimentata con terapia forzata, della figlia.

Un altro caso l'abbiamo avuto pochi giorni fa quando mons. Ignacio Carrasco De Paula, che ha preso il posto di mons. Rino Fisichella alla guida della Pontificia Accademia della Vita, ha scritto nella sua rivista “Il consulente Re” che la nuova legge sull’aborto introdotta in Spagna “è insensata così come lo è il primo ministro Zapatero. Il quale ha un’idea fissa, la questione dei diritti. Tutto ciò che gli viene presentato come un diritto, lui lo promuove, ma è incapace di capire che cosa sia un diritto“.

L'esimio monsignore non ha capito che per Zapatero il diritto è l'applicazione di tutte le libertà che l'uomo ha faticosamente conquistato in millenni di storia lottando ferocemente contro l'assolutismo politico e l'oscurantismo religioso subendo intolleranze, persecuzioni, torture e morte, mentre per la Chiesa teocratica il diritto è reprimere in tutti i modi queste conquiste democratiche e civili per tornare al Medioevo.

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Leo Zen vive in una cittadina del Veneto di forte tradizione cattolica e usa uno pseudonimo volendo evitare possibili disagi dal momento che scrive opere rigorose e documentate ma fortemente dissacratorie e in controtendenza. Finora ha pubblicato tre saggi: L'INVENZIONE DEL CRISTIANESIMO (Editrice Clinamen – Firenze – 2003 – 3^ed.), IL FALSO JAHVE' (Edizioni Clinamen – Firenze – 2007), LA “MALA” RELIGIONE (Editrice Uni- Service – Trento - 2009) e il romanzo storico IN NOMINE DOMINI (Prospettiva editrice – Civitavecchia - 2008)