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venerdì 2 aprile 2010
Ru486: il Vaticano plaude a Cota e incassa la prima cambiale elettorale dalla Lega.
A scatenarla è stato il neo eletto governatore del Piemonte, il leghista Roberto Cota che ha dichiarato che in Piemonte la pillola abortiva Ru486 resterà a marcire nei magazzini. Ha subito ricevuto il plauso di mons. Rino Fisichella, presidente della pontificia accademia per la Vita e cappellano di Montecitorio, e di molti altri esponenti della maggioranza di centro destra.
Renata Polverini, il neo governatore del Lazio, si tiene, invece, più prudente e usa un tono meno fazioso e arrogante del sua collega del Piemonte. Dichiara infatti, che la somministrazione della Ru486 "seguirà lo stesso percorso dell'aborto chirurgico, quindi sarà somministrata in ospedale".
In nessun Stato europeo e previsto il ricovero in ospedale per un intervento così semplice ed elementare, solo nel nostro Paese viene imposto per rendere l'aborto più tortuoso, macchinoso e umiliante, come vuole la Chiesa. Anche l'Aifa, l'Agenzia che ha dato il via libera al farmaco già in uso nel resto d'Europa e del mondo da circa trent'anni, è sotto accusa.
Maurizio Gasparri, il più solerte zuavo pontificio del nostro parlamento, vuol porre al governo il problema della gestione dell'Aifa, che a suo avviso non garantisce adeguati livelli di competenza, trasparenza e imparzialità. Dice che è preoccupato per la salute delle donne. Ma viene smentito da Amedeo Bianco, presidente della Federazione degli ordini dei medici, che ritiene la pillola più sicura di un'aspirina.
La verità è un'altra. Per la Chiesa l’aborto è un gravissimo peccato e quindi va almeno pagato con la sofferenza fisica. Quindi niente aborto terapeutico e indolore. Alla Chiesa e ai nostri politici non interessa il benessere fisico dei cittadini e nemmeno evitare loro sofferenze inutili ma soltanto la cieca obbedienza a principi antiumani, crudeli e abberanti piovuti dall'alto.
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- leo zen
- Leo Zen vive in una cittadina del Veneto di forte tradizione cattolica e usa uno pseudonimo volendo evitare possibili disagi dal momento che scrive opere rigorose e documentate ma fortemente dissacratorie e in controtendenza. Finora ha pubblicato tre saggi: L'INVENZIONE DEL CRISTIANESIMO (Editrice Clinamen – Firenze – 2003 – 3^ed.), IL FALSO JAHVE' (Edizioni Clinamen – Firenze – 2007), LA “MALA” RELIGIONE (Editrice Uni- Service – Trento - 2009) e il romanzo storico IN NOMINE DOMINI (Prospettiva editrice – Civitavecchia - 2008)