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giovedì 6 gennaio 2011
Il lecchinaggio dei politici italiani nei confronti di papa Ratzinger (“L'invenzione del cristianesimo”) 257
La lettera di dissenso dei 67 professori, in uno Stato democratico in cui il dissenso dovrebbe essere non solo legittimo ma sacrosanto, sarebbe dovuta essere accolta con rispetto e attenzione, invece ha suscitato una bagarre mediatica immane, un'orgia di mistificazioni, di ipocrisie, di opportunismi e di falsità d'ogni genere da parte non solo della quasi totalità della nostra “casta politica”, la più bigotta d'Europa anche se in gran parte atea e baciapile, ma di tutti i giornali di destra e di sinistra e dei telegiornali nazionali, in una gara di inverecondo lecchinaggio nei confronti del papa martire.
mercoledì 5 gennaio 2011
“La sfida oscurantista di Joseph Ratzinger” di Paolo Flores d'Arcais
Il titolo della storica serata era “Controversia su Dio”, incontro che viene interamente riportato in appendice al testo. Questo libro, riferendosi alle timide aperture formulate da Ratzinger in quel dibattito, evidenzia la svolta regressiva avvenuta dal Pontefice dopo la sua elezione al soglio papale.
L' accusa più forte che Flores d'Arcais rivolge a Ratzinger, sin dalle prime battute del libro, è quella di avere disfatto come “papa inquisitore” il cammino intrapreso dal “papa buono”.
Se il Concilio Vaticano II è stato, in positivo, lo spartiacque tra il costantinismo teocratico condito dalla svolta reazionaria del Sillabo, e una cattolicità intesa come dialogo con il mondo e recupero dei valori autentici di un vangelo non compromesso con il potere, gli ultimi due pontificati hanno sostanzialmente, in negativo, disatteso le speranze di quanti scommettevano in una nuova primavera di una Chiesa riconciliata con la modernità.
Il termine “oscurantista” che Flores d'Arcais aveva usato in “Etica senza fede” (e ancora ne “L'individuo libertario”), parlando di Karol Wojtyla, definito “il papa di una dichiarata crociata oscurantista contro lo spirito critico e l'eredità dei lumi” viene qui ripetuto nei confronti di Benedetto XVI continuatore della linea del suo predecessore, con l'aggravante non indifferente delle ripetute gaffes imbarazzanti accadute a questo papa in più occasioni.
Nel libro vengono impietosamente ricordate le infelicissime uscite di Benedetto XVI durante il suo viaggio in Camerun il 17 marzo 2009, riguardo al preservativo (che, piuttosto che combattere il problema dell'AIDS, ne aumenterebbe l'incidenza), durante la V Conferenza dell'episcopato latinoamericano ad Aparecida il 13 maggio 2007 (quando affermò che l'arrivo dei Conquistadores e l'annuncio del Vangelo non comportò alcun nocumento per le culture pre-columbiane), le tardive parole di reprimenda sugli innumerevoli casi di pedofilia che hanno coinvolto le gerarchie ecclesiastiche a tutti i livelli dopo decenni di silenzi imposti e muri di gomma di ogni sorta.
Nella sua azione restauratrice, che rimanda al Vaticano I se non al Concilio di Trento, Benedetto XVI ribadisce l'incapacità dell'uomo di autodeterminarsi per cui persino la democrazia viene demonizzata in quanto esposta al nichilismo perché in balia della legge del più forte,
L'uomo senza Dio non è che una caricatura incapace di autentica libertà, proclama senza incertezza questo papa negando quindi ogni validità alla volontà popolare espressa democraticamente. Il libro, appassionato ed insieme raffinato, è una vera e propria summa delle sane ossessioni del filosofo su la democrazia , l'autodeterminazione dell'individuo, la ragione erede dei Lumi, il il disincanto della laicità e l'elogio del relativismo.
In Italia l'oscurantismo religioso più forte che nel resto dell'Europa (“L'invenzione del cristianesimo”) 256
Quando papa Benedetto XVI fu invitato dal Rettore dell'Università “La Sapienza” di Roma a tenere il 17 gennaio 2008 la "Lectio magistralis" per l'inaugurazione dell'Anno Accademico, 67 docenti dell'ateneo inviarono al Rettore una lettera di dissenso, ravvisando in quell'invito l'indice di un forte conformismo, di una desolante forma di servilismo e, soprattutto, il tentativo di trasformare l'inaugurazione dell'anno accademico in un mega-evento mediatico da parte del supremo rappresentante della dogmatica ecclesiale che, nel 1990, da cardinale, aveva dichiarato che il processo contro Galileo era stato ragionevole e giusto, suscitando non poche polemiche nel mondo scientifico.
Questo tempio della cultura, della scienza e del sapere perennemente “in fieri”, non poteva, quindi, accogliere chi, come il capo della Chiesa Cattolica, ha negato e represso per secoli ogni forma di libertà di ricerca, e continuerebbe ancora oggi a reprimerla coi roghi, se il secolo dei lumi e la nascita delle democrazie non avesse cambiato le cose.
martedì 4 gennaio 2011
Il Quebec bandisce ogni forma di religione negli asili statali.
In Italia, con l'acefalia quasi totale della nostra classe politica e culturale, totalmente appecorata al Vaticano, l'insegnamneto della religione cattolica nelle scuole è un dogma. Ad abolirlo, come in Francia, è un'ipotesi che non sfiora neppure le menti italiote. Solo parlarne procurerebbe un'immediata patente di anticlericalismo viscerale.
Lo scandalo è, sostiene Dawkins, che «noi non esitiamo a definire un bambino cristiano o musulmano, quando è troppo piccolo per comprendere questi argomenti, mentre non diremmo mai di un bambino che è marxista o keynesiano. Con la religione si fa un'eccezione». Le si consente, cioè, di raccontare favole non solo dal pulpito delle chiese ma anche nelle scuole pubbliche frequentate da alunni di ogni estrazione religiosa.
In questi giorni finalmente una notizia incoraggiante che fa ben sperare che in certi Stati la resipiscenza cominci a farsi strada. Negli asili della provincia canadese del Quebec, infatti, non dovrà essere praticata e insegnata alcuna religione. Il ministero della Famiglia ha fatto sapere che la provincia bandisce ogni forma di religione negli asili statali o semi-statali che ricevono contributi pubblici, a partire dal prossimo giugno.
Per chi non rispetta la legge sono previste varie sanzioni, inclusa la perdita del sussidio del governo. Leader religiosi, inclusi rabbini, imam e preti non potranno più visitare gli asili. Anche i simboli religiosi, naturalmente, non verranno più esposti.
Almeno nelle scuole di questa provincia del Canada l'infanzia non sarà più stuprata intellettualmente e infettata dal dogma che la fede cieca nelle assurde favole religiose è una virtù.
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Informazioni personali
- leo zen
- Leo Zen vive in una cittadina del Veneto di forte tradizione cattolica e usa uno pseudonimo volendo evitare possibili disagi dal momento che scrive opere rigorose e documentate ma fortemente dissacratorie e in controtendenza. Finora ha pubblicato tre saggi: L'INVENZIONE DEL CRISTIANESIMO (Editrice Clinamen – Firenze – 2003 – 3^ed.), IL FALSO JAHVE' (Edizioni Clinamen – Firenze – 2007), LA “MALA” RELIGIONE (Editrice Uni- Service – Trento - 2009) e il romanzo storico IN NOMINE DOMINI (Prospettiva editrice – Civitavecchia - 2008)


