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martedì 4 gennaio 2011

Il Quebec bandisce ogni forma di religione negli asili statali.

In Gran Bretagna, la teoria del celebre biologo Richard Dawkins, autore del libro «L'illusione di dio», secondo il quale «l'insegnamento scolastico di fatti non oggettivi e non provabili, come per esempio che Dio ha creato il mondo in sei giorni, rappresenta una violazione dei diritti dell'infanzia, un vero abuso», ha suscitato un ricco dibattito pedagogico che si è esteso alla Germania, alla Spagna, perfino alla cattolicissima Polonia, producendo cambiamenti nelle leggi e nei programmi scolastici.

In Italia, con l'acefalia quasi totale della nostra classe politica e culturale, totalmente appecorata al Vaticano, l'insegnamneto della religione cattolica nelle scuole è un dogma. Ad abolirlo, come in Francia, è un'ipotesi che non sfiora neppure le menti italiote. Solo parlarne procurerebbe un'immediata patente di anticlericalismo viscerale.

Lo scandalo è, sostiene Dawkins, che «noi non esitiamo a definire un bambino cristiano o musulmano, quando è troppo piccolo per comprendere questi argomenti, mentre non diremmo mai di un bambino che è marxista o keynesiano. Con la religione si fa un'eccezione». Le si consente, cioè, di raccontare favole non solo dal pulpito delle chiese ma anche nelle scuole pubbliche frequentate da alunni di ogni estrazione religiosa.

In questi giorni finalmente una notizia incoraggiante che fa ben sperare che in certi Stati la resipiscenza cominci a farsi strada. Negli asili della provincia canadese del Quebec, infatti, non dovrà essere praticata e insegnata alcuna religione. Il ministero della Famiglia ha fatto sapere che la provincia bandisce ogni forma di religione negli asili statali o semi-statali che ricevono contributi pubblici, a partire dal prossimo giugno.

Per chi non rispetta la legge sono previste varie sanzioni, inclusa la perdita del sussidio del governo. Leader religiosi, inclusi rabbini, imam e preti non potranno più visitare gli asili. Anche i simboli religiosi, naturalmente, non verranno più esposti.

Almeno nelle scuole di questa provincia del Canada l'infanzia non sarà più stuprata intellettualmente e infettata dal dogma che la fede cieca nelle assurde favole religiose è una virtù.

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Leo Zen vive in una cittadina del Veneto di forte tradizione cattolica e usa uno pseudonimo volendo evitare possibili disagi dal momento che scrive opere rigorose e documentate ma fortemente dissacratorie e in controtendenza. Finora ha pubblicato tre saggi: L'INVENZIONE DEL CRISTIANESIMO (Editrice Clinamen – Firenze – 2003 – 3^ed.), IL FALSO JAHVE' (Edizioni Clinamen – Firenze – 2007), LA “MALA” RELIGIONE (Editrice Uni- Service – Trento - 2009) e il romanzo storico IN NOMINE DOMINI (Prospettiva editrice – Civitavecchia - 2008)