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sabato 29 gennaio 2011

Il Vangelo di Matteo (“L'invenzione del cristianesimo”) 277

Il Vangelo di Matteo è molto legato alla messianicità di Gesù e fa molti riferimenti agli adempimenti profetici, come ad esempio: la dichiarazione della sua origine regale da parte dei Magi, la persecuzione di Erode, la fuga in Egitto e la genealogia regale di Gesù, ignorate dagli altri evangelisti.

Esso inoltre mostra una stretta aderenza alle teorie essene per la sua forte carica sociale e politica in difesa dei poveri e degli umili, culminante nel Discorso della Montagna, vero manifesto dell'ideologia religiosa e sociale di Gesù, ancora ai nostri giorni considerato uno dei momenti più elevati del cristianesimo.

E' marcatamente antiebraico e contiene l'automaledizione pronunciata dai gerosolimitani: "Il suo sangue ricada su di noi e sui nostri figli" (Matteo 25,25), che tanto peserà sul destino degli ebrei fino ai nostri giorni.

Per la Chiesa fu redatto tra il 40 e il 50 (vedi Sacra Bibbia, ed. C.E.I.), ma ciò è assolutamente inverosimile anche perché contiene riferimenti all'uccisione di Zaccaria, figlio di Baracchia, avvenuta, secondo Giuseppe Flavio, nel 67.

Molto verosimilmente fu redatto, nella versione attuale, dopo il 150 perché contiene il “Tu es Petrus” che non può essere stato inserito prima in quanto solo in quella data la Chiesa paolina tolse a Giacomo il primato sulla comunità di Gerusalemme per passarlo a Pietro.

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Leo Zen vive in una cittadina del Veneto di forte tradizione cattolica e usa uno pseudonimo volendo evitare possibili disagi dal momento che scrive opere rigorose e documentate ma fortemente dissacratorie e in controtendenza. Finora ha pubblicato tre saggi: L'INVENZIONE DEL CRISTIANESIMO (Editrice Clinamen – Firenze – 2003 – 3^ed.), IL FALSO JAHVE' (Edizioni Clinamen – Firenze – 2007), LA “MALA” RELIGIONE (Editrice Uni- Service – Trento - 2009) e il romanzo storico IN NOMINE DOMINI (Prospettiva editrice – Civitavecchia - 2008)