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sabato 4 agosto 2012

L'ascetismo oggi nell'età del consumismo (“L'invenzione del cristianesimo”) 182


Lo scopo di tutta questa macerante penitenza, con la rinuncia a tutto quanto la vita può offrire di bello, buono, sano, utile e dilettevole? La beatitudine eterna nell’aldilà. Quale aldilà? Quello utopico, chimerico, creato da una favola infantile e che nessuno ha mai visto e dal quale nessuno ci è mai venuto a informare. Una bufala mostruosa, quindi, che magnificando un mondo fittizio ci impedisce il pieno godimento di quello reale.

Oggi, nell'era del consumismo imperante, nel mondo cattolico l'ascetismo è passato di moda e la massa ne ignota l'esistenza. Ma la Chiesa persegue nella sua malsana visione di intendere la vita del fedele come una perenne sofferenza e rifiuta, in base ai suoi principi pseudodivini, tutto quanto può sollevare le tristi condizioni dell'uomo.

Quindi, ad esempio, obbliga il malato terminale, che aspira ad una morte naturale e possibilmente indolore, a sopravvivere all'infinito, tra sofferenze inaudite e degrado della sua dignità, col sottoporlo alla respirazione forzata e alla nutrizione innaturale con sonde naso-gastriche. Non è il bene della persona che alla Chiesa interessa di salvaguardare quanto i suoi principi, che millanta divini, quando invece sono soltanto delle demenziali invenzioni.


venerdì 3 agosto 2012

“A chi non conosce Dio manca qualcosa!”


Si tratta di una favoletta tedesca per bambini intitolata “Mi scusi, per trovare dio?” di Michael Schmidt Salomon ed Helge Nyncke,semplice e divertente, ma soprattutto densa di contenuti arguti e dissacranti, scritta per i piccoli ma anche per i grandi. Indirizzata a nuora perché suocera intenda.
Narra la storia di due piccoli e sereni animali, un riccio e un maialino, che avevano sempre creduto di non poter stare meglio di come stavano finché non trovano un manifesto sul quale c’è scritto: “A chi non conosce Dio manca qualcosa!”.
Incuriositi più che mai i due simpatici animaletti si mettono in cammino alla ricerca di questo ipotetico dio. La loro prima tappa è una sinagoga dove incontrano un rabbino che, con viso arcigno, spiega loro che il suo dio è un essere severo e implacabile che punisce con pene durissime in questo mondo tutti coloro che disubbidiscono alle sue leggi.
Fuggono spaventati e incontrano un vescovo che li fa entrare in una chiesa cristiana. Lì, mostrando un crocifisso grondante sangue, spiega loro, con dovizia di particolari, come questo dio è stato crocefisso per lavare i peccati degli uomini. Anch'egli conclude la spiegazione minacciando pene severissime per chi non segue le legge divina.
Sempre più allibiti si rivolgono infine ad un muftì che impone loro per diventare buoni musulmani e finalmente trovare dio, l'obbligo di lavarsi e pregare cinque volte al giorno, pena, in caso contrario, la punizione divina. Sempre più impauriti e sgomenti, dopo questi tre terrorizzanti incontri, tentano la fuga inseguiti dai tre capi religiosi urlanti e rabbiosi che li apostrofano: “Infedeliiii, indemoniatiii, bestemmiatoriiii!”
Finalmente, messisi in salvo, capiscono che ciò che manca a chi non conosce dio è la PAURA! Questa storia non è piaciuta affatto ai pasdaran cattolici e protestanti della Germania che volevano censurarla come immorale. Ma il Ministro tedesco per la Famiglia l'ha salvata.

La donna creatura peccatrice per antonomasia e seduttrice dell'uomo (“L'invenzione del cristianesimo”) 181


L’odio di Paolo per il corpo, inteso come sede del peccato, si trasmise, come abbiamo visto sopra, nel cristianesimo primitivo e in molti Padri e dottori della Chiesa (Basilio, Gregorio di Nissa, Lattanzio, Origene, Tertulliano e così via) per i quali il mondo andava inteso come una valle di lacrime e la vita terrena un “letamaio”. Si doveva sempre vivere nel lutto e nella penitenza, vestiti di stracci e coi capelli incolti.

Questa ascesi cristiana determinò la totale mortificazione delle passioni. Conseguentemente il sesso venne aborrito e la donna, con marcato disprezzo, considerata soltanto un’entità sessuale, ignorando la grande considerazione che Gesù aveva nutrito per le molte discepole che lo accompagnavano nei villaggi della Galilea.

Nella Chiesa cattolica dei primi tre secoli, la donna è vista come una creatura volgare, carnale e seduttrice dell’uomo. È Eva, la peccatrice per antonomasia (Tertulliano, De exhortatione castitatis 9,10). Anche il matrimonio venne disprezzato da Paolo che lo considerava una concessione alla carne peccaminosa, un male necessario, consentito solo «onde evitare di cadere in preda alla concupiscenza» (1 Corinzi 7,1 sgg.). 

Per lui, che nella stessa Lettera (7,1) si dichiara sessualmente impotente, era proferibile rimanere scapoli giacché il matrimonio non recava con sé nulla di buono (1 Corinzi 7,28 sgg.). Agostino non era da meno e, spregiativamente, lo considerava il veicolo di trasmissione del peccato originale.

Origene


giovedì 2 agosto 2012

Peccato e redenzione. L'oscurantismo culturale. 95


Tutte le religioni, pretendendo di trasmettere una verità derivata direttamente da dio e quindi non soggetta a revisioni e critiche, sono nemiche di ogni libertà di pensiero che potrebbe originare idee e visioni del mondo in contrasto con essa. Ma di tutte, la massima nemica di ogni libertà, la propugnatrice del massimo oscurantismo culturale, politico e scientifico, è la Chiesa Cattolica.

In questo capitolo prenderemo in esame l'oscurantismo culturale da essa imposto all'Italia, parlando dell'”Indice”, che ha determinato la nostra enorme arretratezza in molti campi, rispetto ai più importanti Paesi europei. Si tratta dell'Indice dei libri proibiti (Index librorum prohibitorum) emanato dal Sant'Uffizio dell'Inquisizione sotto papa Paolo IV nel 1559, e rimasto in vigore fino al 1996.

Sappiamo che fin dalle sue origini la Chiesa fu totalmente ostile alla cultura, laicamente intesa, e perfino anche a quella religiosa, intesa come libero accesso ai testi sacri (vedi il Concilio di Tolosa del 1229 che proibì ai laici il possesso della Bibbia, e quello di Terragona del 1234 che ordinò il rogo per le Bibbie tradotte in volgare). L'unica cultura che la Chiesa riservava al credente riguardava la conoscenza, possibilmente mnemonica, del Catechismo Romano, vero manuale semplice e popolare delle cose fondamentali in cui credere, dei dieci comandamenti, del Credo, dell’Ave Maria e del Pater noster (in latino per capirli poco).

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Informazioni personali

Leo Zen vive in una cittadina del Veneto di forte tradizione cattolica e usa uno pseudonimo volendo evitare possibili disagi dal momento che scrive opere rigorose e documentate ma fortemente dissacratorie e in controtendenza. Finora ha pubblicato tre saggi: L'INVENZIONE DEL CRISTIANESIMO (Editrice Clinamen – Firenze – 2003 – 3^ed.), IL FALSO JAHVE' (Edizioni Clinamen – Firenze – 2007), LA “MALA” RELIGIONE (Editrice Uni- Service – Trento - 2009) e il romanzo storico IN NOMINE DOMINI (Prospettiva editrice – Civitavecchia - 2008)