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martedì 26 gennaio 2016

7 – Il falso Jahvè. Il mitico patriarca Abramo. 6

A parte queste considerazioni, quasi sicuramente Abramo fu l'antico capo di una tribù di nomadi semiti che vagavano tra il deserto mesopotamico e i pascoli collinosi della terra di Canaan, il cui ricordo, per l'autorevolezza del personaggio, si era tramandato indelebile nei suoi discendenti, tanto da assurgere poi come preistoria del popolo d'Israele.
Quando il redattore sacerdotale, che al tempo di re Giosia fissava per iscritto le tradizioni orali, s'imbatté in un personaggio così rappresentativo, probabilmente capì che si prestava ad essere il capostipite di tutto Israele e il fondatore dell'ideologia ebraica. Dopo averlo svestito della sua idolatria, lo mise sotto la tutela di un nume domestico e senza nome e, infine, approfittando dell'enigmatico incontro che Abramo, quasi centenario, ebbe sotto la quercia di Mamre con tre personaggi misteriosi, con grande abilità proiettò retrospettivamente nel vecchio patriarca tutti gli elementi fondamentali dell'ebraismo: la sottomissione totale dell'uomo a Dio; l'Alleanza eterna tra Dio e l'uomo secondo un rapporto di reciprocità suggellato dalla circoncisione, e la duplice promessa di Dio ad Abramo: i suoi discendenti sarebbero divenuti un gran popolo di Dio e avrebbero avuto in perenne eredità il paese di Canaan, la Terra Promessa.
Qualcuno ha ipotizzato che l'incontro con i tre sacri personaggi di Mamre (per la Bibbia, Dio e due angeli) fosse una reminiscenza politeistica ((Max Weber, Il giudaismo antico, pag. 517), il ritorno a galla cioè di aspetti del paganesimo mesopotamico che l'abile sacerdote redattore seppe trasformare nell'atto costitutivo dell'ebraismo; e che la quercia di Mamre, sotto cui Abramo servì la merenda a Dio e ai due angeli, non fosse in realtà che un più modesto terebinto (J.G. Frazer,Folk-lore in the Old Testament,.vol. III, pagg. 36-61).
Nella lingua ebraica il terebinto era denominato elon, o elah, o semplicemente el. Ma El era proprio l'Ente supremo senza nome dei patriarchi, che nella sua accezione semitica significava "Colui che è potente". El è la radice primitiva dì Elia, Eloah, Elohim, Allah e di Isra-el (Dio lotta) (Vedi: Encyclopaedic Dictionary, Oxford. 1994 pag. 37).


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Leo Zen vive in una cittadina del Veneto di forte tradizione cattolica e usa uno pseudonimo volendo evitare possibili disagi dal momento che scrive opere rigorose e documentate ma fortemente dissacratorie e in controtendenza. Finora ha pubblicato tre saggi: L'INVENZIONE DEL CRISTIANESIMO (Editrice Clinamen – Firenze – 2003 – 3^ed.), IL FALSO JAHVE' (Edizioni Clinamen – Firenze – 2007), LA “MALA” RELIGIONE (Editrice Uni- Service – Trento - 2009) e il romanzo storico IN NOMINE DOMINI (Prospettiva editrice – Civitavecchia - 2008)