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lunedì 31 maggio 2010

“Contro i cristiani” di Porfirio

Porfirio (233-304) fu forse il più implacabile polemista anticristiano. Nella sua opera “Contro i cristiani” in 15 libri, con puntigliosa acutezza dialettica e profonda dottrina, accusò gli evangelisti, da lui definiti falsi e bugiardi, di aver mitizzato la vita di Gesù.

Subito dopo Costantino la sua opera fu messa al bando e nel V secolo, sotto Teodosio II, anche gli ultimi esemplari di essa furono messi al rogo per volere della Chiesa, assieme alle molte opere cristiane che polemizzavano col filosofo. Erano troppo pericolose perché contenevano lunghe citazioni di Porfirio, considerate un micidiale veleno Si persero così le tracce dei suoi 15 libri (ma forse in qualche segreta del Vaticano ne è celata qualche copia).

Nel 1916, il teologo tedesco Adolf von Harnack spulciando con certosina pazienza i testi dei Padri della Chiesa che avevano confutato le tesi porfiriane (in particolare Eusebio di Cesarea, Macario di Magnesia, Girolamo e Agostino) riuscì ad individuare i frammenti superstiti, e nei decenni successivi furono scoperti ulteriori frammenti in altri autori e in nuovi papiri. Sono tutti molto interessanti e ci fanno comprendere la forza polemica di questo autore.

Ad esempio nel frammento 88, prendendo lo spunto dalla prima Lettera di Paolo ai Corinzi, Porfirio si chiede allibito: com'è possibile che con un po' d'acqua versata in testa e la recita di una formuletta magica (parodia del battesimo della Chiesa) un cristiano possa eliminare all'istante le proprie colpe e i peccati più infami come: «fornicazione, adulterio, ubriachezza, furto, pederastia, veneficio e infinite cose basse e disgustose» e ridiventare candido come una colomba?

Chiunque con questa filosofia viene incitato a commettere ogni sorta di nefandezze, sapendo che otterrà attraverso il battesimo il perdono dei suoi crimini, concluse scandalizzato. Per lui, quindi, il cristianesimo si configurava come una religione che spinge all'empietà.

Perché ho voluto ricordare questo vigoroso polemista anticristiano? Perché Giuseppe Muscolino, dottorando di ricerca in Filosofia tardo-antica e medioevale presso l’Università di Salerno ha recentemente pubblicato il libro “ Contro i cristiani” Bompiani, Milano 2009, che raccoglie tutti i frammenti finora trovati di Porfirio, col testo greco a fronte.

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Informazioni personali

Leo Zen vive in una cittadina del Veneto di forte tradizione cattolica e usa uno pseudonimo volendo evitare possibili disagi dal momento che scrive opere rigorose e documentate ma fortemente dissacratorie e in controtendenza. Finora ha pubblicato tre saggi: L'INVENZIONE DEL CRISTIANESIMO (Editrice Clinamen – Firenze – 2003 – 3^ed.), IL FALSO JAHVE' (Edizioni Clinamen – Firenze – 2007), LA “MALA” RELIGIONE (Editrice Uni- Service – Trento - 2009) e il romanzo storico IN NOMINE DOMINI (Prospettiva editrice – Civitavecchia - 2008)