Visualizzazioni totali

lunedì 31 maggio 2010

Nasce la gerarchia ecclesiastica (“L'invenzione del cristianesimo”) 116

Nel corso del IV secolo le comunità cristiane diventarono più numerose e più ampie e s’accrebbe di pari passo la necessità di una più articolata gerarchia ecclesiastica. La carica di vescovo diventò sempre più importante e progressivamente fu sottratta al suffragium plebis, l’antico diritto di voto dei laici.

Il vescovo venne nominato dall'alto o cooptato da altri vescovi e al posto dei diritti elettorali ai laici fu concesso quello dell'assenso a cose avvenute. Non fu più concesso ai laici di chiamare gli ecclesiastici di più alto grado col nome di “Fratelli” ma con quello di “Signori” e il vescovo col titolo di “Santo Padre”.

Nel V secolo alla presenza del vescovo furono imposti il baciamano e la prosternazione e dal VII fu introdotti l'uso dell'incensazione, come si faceva in precedenza davanti all'imperatore romano.

Nelle primitive comunità cristiane chiunque, anche uno schiavo, poteva diventare vescovo. Successivamente, sotto Papa Leone I, fu vietato a schiavi, liberti e popolani di accedere alle cariche ecclesiastiche anche inferiori.

Abbiamo visto che le primitive comunità cristiane erano autonome e indipendenti. Con il consolidarsi del potere dei vescovi si stabilì tra di loro dei legami che divennero sempre più stretti e che diedero origine ad un sistema clericale minuziosamente regolato e burocratizzato.

Era nata la Chiesa. Inventore del concetto di Chiesa fu Tertulliano. Fu lui a travasare nell'istituzione da lui concepita l’intero edificio giuridico romano. Mezzo secolo dopo, Cipriano dichiarò la Chiesa unico strumento di salvezza. Lapidaria la sua frase, ancor oggi tanto cara a papa Ratzinger: «Fuori della Chiesa non c’è salvezza” (Cipriano, De unitate ecclesiae 6; epistole 55,24; 73,21).

Nessun commento:

Posta un commento

Benvenuti nel mio blog

Questo blog non è una testata giornalistica, per cui lo aggiorno quando mi è possibile. I testi sono in regime di COPYLEFT e la loro pubblicazioni e riproduzioni è libera purché mantengano lo stesso titolo e venga citando il nome dell'autore.

I commenti possono essere critici, ma mai offensivi o denigratori verso terzi, altrimenti li cancello. Le immagini le pesco da internet. Qualche volta possono essere mie manipolazioni.

Se volete in qualche modo parlare con me, lasciate la richiesta nei commenti, vi contatterò per e-mail. Dato che il blog mi occupa parecchio tempo, sarò laconico nelle risposte.

Se gli argomenti trattati sono di vostro interesse, passate parola; e, se site studenti, proponeteli al vostro insegnante di religione. In tal caso fatemi sapere le risposte che avete ottenuto. Grazie.

Lettori fissi

Archivio blog

Informazioni personali

Leo Zen vive in una cittadina del Veneto di forte tradizione cattolica e usa uno pseudonimo volendo evitare possibili disagi dal momento che scrive opere rigorose e documentate ma fortemente dissacratorie e in controtendenza. Finora ha pubblicato tre saggi: L'INVENZIONE DEL CRISTIANESIMO (Editrice Clinamen – Firenze – 2003 – 3^ed.), IL FALSO JAHVE' (Edizioni Clinamen – Firenze – 2007), LA “MALA” RELIGIONE (Editrice Uni- Service – Trento - 2009) e il romanzo storico IN NOMINE DOMINI (Prospettiva editrice – Civitavecchia - 2008)